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*--winter

Sottotetto non abitabile con contratto uso Abitativo

Salve a tutti, ho preso in affitto un monolocale (sottotetto) con regolare contratto ad uso abitativo registrato presso l'agenzia dell'entrate da parte del proprietario. Qualche mese dopo ho iniziato ad avere problemi di condensa allora ho chiamato l'ispezione dell'asl che mi ha rilasciato un certificato sul quale si evince che il locale in questione non è abitabile in quanto è per media altezza 2.00 mt e quindi inferiore agli standard richiesti dalla normativa vigente. Dato che dovevo rimanerci e la cifra di 400 e. al mese mi sembrava eccessiva ho sospeso il pagamento in procinto di andare via entro due/tre mesi, ora il proprietario mi importuna sollecitandomi che vuole tutti i mesi pagati. Scusate ma non ha commesso un illecito fittandomi un locale non abitabile con tanto di contratto uso abitativo?

 

grz a tutti quelli che mi risponderanno

La condensa si forma sui soffitti di qualsiasi mansarda, in qualsiasi monolocale sottotetto, è una cosa normalissima ed è un problema che deve risolvere, assumendo i dovuti accorgimenti (nel forum ci sono numerose discussioni a proposito)l'inquilino.

Chi prende in affitto una mansarda non può non sapere che si verifica, quasi sempre, una problematica del genere.

Te, per nessuna ragione, dovevi sopsendere il pagamento dei canoni, in questo modo risulti moroso ed il proprietario, inevitabilmente, procederà con una causa di sfratto per morosità.

Il fatto che non ci sia l'abitabilità non è un problema che riguarda l'inquilino, è un problema tra, l'ufficio tecnico del Comune di appartenenza dell'appartamento ed il proprietario.

Te, quando hai sottoscritto il contratto di locazione, hai firmato la clausola che i locali, da te visti, erano di tuo gradimento e, per questo, sottoscrivevi, appunto, il contratto.

L'illecito, non lo ha commesso il proprietario affittandoti la casa sprovvista del documento di agibilità (perchè di un documento si tratta) se mai, è una violazione, che il proprietario, una volta accertata e se non è sanabile (perchè può essere anche sanata dipende)l'ha commessa nei confronti del Comune e basta.

Piccolo consiglio se non vuoi soccombere in sede di giudizio (spese legali, ecc.ecc...)dopo l'accertamento della morosità, è meglio che sani la tua di posizione, nei confronti del proprietario.

Ciao

 

 

Ho contattato un avvocato poco fa e mi ha dato risposta opposta alla tua, ho anche contattato la polizia, entrambi mi hanno dato risposta seguente:

Il proprietario che fitta un locale stipulando un contratto ABITATIVO avendo uso e destinazione categoria C/2 COMMETTE UN ILLECITO ed è tenuto a restituire tutto il versato dall'inquilino più i danni accertabili in quanto è un illecito che il proprietario conosceva a priori e il coinquilino non per forza poteva conoscere l'uso di destinazione, quindi ... accertato e confermato da polizia e avvocato.

 

 

Ah altra informazione che mi è stata data, il proprietario commette in questo caso ABUSO EDILIZIO.

Non si tratta di un conflitto con il comune ma di un illecito giudiziario sanzionabile a livello penale più multa pecuniaria. Poi se l'altezza è MT2.00 come fa ad essere sanabile? Ossia dovrebbe sfondare il solaio ed innalzare la struttura? Oltretutto l'ufficiale sanitario dell'asl mi disse che qual'ora si fosse proceduto con lo sfratto e i vigili fossero venuti sopra constatando che il locale NON ERA USO ABITATIVO il danno non lo avrei subito io ma il proprietario...

 

Modificato Da - edowinter il 08 Giu 2013 18:24:16

 

Modificato Da - edowinter il 08 Giu 2013 18:30:22

 

Modificato Da - edowinter il 08 Giu 2013 18:37:25

Penso anch'io che chi affitta o dà in uso dei locali non abitabili o con diversa destinazione d'uso, ne sia responsabile e come tale ne deve rispondere.L'autorità può arrivare anche al sequestro se la destinazione d'uso non è quella giusta.

Nel caso tuo il proprietario non avrebbe dovuto affittarti i locali se non per usi diversi all'uso abitativo (magazzino,ripostiglio ecc.ecc,tanto per fare un esempio).

A parte il fatto che puoi decidere ed agire come vuoi, ci mancherebbe altro però che ci sia un abuso edilizio lo so benissimo ma non è questo il punto caro amico, l'abuso edilizio è un problema tra il proprietario dell'appartamento ed il Comune, punto e basta, tu sei un inquilino e non c'entri nulla con l'abuso, tanto è vero che non essendo tuo l'appartamento già hai deciso di andartene e, l'abuso, non è che se te ne vai te si sana, rimane in essere, proprio perchè è un problema, eventualmente da accertare, tra il proprietario ed il Comune.

Invece, se tu non pagherai ciò che contrattualmente è stabilito, subirai uno sfratto per morosità oppure una ingiunzione di pagamento per i canoni non pagati al proprietario se questi lo riterrà opportuno e conveniente da un punto di vista economico.

L'abuso, se mai ci fosse e non lo stabilisci certamente te, proprio perchè te non sei tenuto a conoscere a priori la documentazione dell'immobile che prendi in affitto lo dici pure te stesso:

 

"...e il coinquilino non per forza poteva conoscere l'uso di destinazione...."

 

tra l'altro non si capisce chi sia il coinquilino, comunque, a parte questo, è vero che te non lo potevi sapere, però sapevi che i locali che prendevi in affitto erano di tuo gradimento, altrimenti immagino, che se non ti piacessero non li avresti presi, perciò, mettiamo caso che io fossi il proprietario ti farei subito causa perchè non mi paghi ciò che mi devi, poi, te fai un pò come ti pare, chiama asl, chiama la Polizia, chiama il tuo avvocato, chiama l'esercito, chiami chi ti pare ed esporrai il tuo problema ed il perchè non vuoi pagare ciò che contrattualmente devi, a quel punto sicuramente io subirò una multa per l'eventuale abuso per il mancato cambiamento di destinazione d'uso e tu verrai condannato al pagamento dei canoni di locazione con tutte le spese annesse al giudizio compiuto.

Ti ho spiegato in sintesi ciò che potrebbe avvenire in questi casi, te fai il tuo esposto e se riterrai opportuno una causa su questo problema, ossia per il mancato cambiamento di destinazione d'uso di quell'immobile ed il proprietario farà a te una causa per morosità, sono due cose distinte che subiscono valutazioni e giudizi diversi.

Non basta dire che quell'immobile poichè ha una categoria catastale diversa costituisce motivo per non pagare il canone contrattualmente previsto poi, se addirittura come è previsto per legge, sul contratto ci sono anche i dati catastali di quell'immobile allora viene meno pure il motivo della tua NON conoscenza della situazione, quindi attenzione.....leggilo bene perchè se ci sono scritti i dati catastali ( e ci devono essere per forza perchè lo prevede una normativa della ADE)non puoi neanche dire che non lo sapevi.

Diciamoci la verità caro edowinter e senza offesa, a me pare che tu voglia prendere a pretesto un pò di condensa per non pagare ciò che, invece, devi e stai cercando qualche scappatoia per tentare di avere ragione ma per fare questo lo dovrai stabilire in un apposito Tribunale il quale lo deciderà con gli annessi e connessi della situazione.

Ti consiglio di ascoltare più di qualche parere legale e vedrai che non corrisponderanno tra loro, una volta che hai acquisito tutte le informazioni possibili deciderai, gli avvocati fanno presto a dire, sì hai ragione facciamo causa, di questi tempi poi....non gli pare vero, poi però sarà un giudice che deciderà e il giudice, quasi sempre, decide su quello che vede e che legge....

Ciao

 

 

Anzitutto voglio corregere quanto tu esprimi! Io non trovo la scusa x un pò di muffa ( che poca non è ) SEMPLICEMENTE IO PAGO SOLO CIò CHE è LEGALMENTE FITTABILE E DI CONSEGUENZA ME NE VADO E CHIEDO INDIETRO CIò CHE HO GIà VERSATO PER UN QUALCOSA CHE NON ERA ASSOLUTAMENTE DESTINATO ALLìUSO DI PERSONE MA COME DEPOSITO DI SGOMBRO PER METTERCI CIANFRUSAGLIE) E di conseguenza ti aggiornao : sono venuti i vigili che hanno sequestrato il locale apposto i sigilli con ordinanza immediata di dover rispristinare il locale come era in origine conforme alla destinazione d'uso (significa smantellare tutti i servizi che servono per un abitazione) oltretutto ti posto una sentenza della cassazione, e con ciò evitiamo sempre di fare i furbi in italia se ci sono delle regole un motivo c'è e vanno rispettate:

 

Abuso edilizio anche con il cambio di destinazione d'uso

 

Per i giudici può essere accertato individuando elementi che dimostrano il diverso uso cui è destinata l'opera e che non sono coerenti con la destinazione originaria

 

Di questo si è occupata recentemente la Corte di Cassazione, con la sentenza del 9 marzo 2011, n. 9282, chiamata a pronunciarsi su un ricorso dell’imputato, precedentemente riconosciuto colpevole per aver realizzato interventi edilizi in difformità rispetto alla concessione edilizia, in particolare per aver operato un mutamento di destinazione d’uso di alcune unità immobiliari (creazione di unità immobiliari nel sottotetto del fabbricato con impianti di illuminazione, idrici, di riscaldamento, di condizionamento e di scarico, installazione di impianti di riscaldamento e di utenze gas nei piani interrati, scale interne di collegamento, in difformità dal progetto presentato ed in contrasto con le norme tecniche di attuazione del piano edilizia economica popolare).

 

Quest’ultimo dichiarava in sua difesa che i giudici non avrebbero potuto condannarlo poiché gli interventi edilizi erano ancora “in itinere”, di conseguenza non poteva essere fatto un “processo alle intenzioni”.

 

La Corte ha però confermato il giudizio di condanna, ritenendo che quanto già realizzato fosse espressione di un chiaro intento edificatorio abusivo.

 

“La costruzione in totale difformità del permesso di costruire può derivare, - spiegano i giudici - oltre che da consistenti aumenti di volumetria o altre rilevanti modificazioni della struttura esterna dell'immobile, anche dalla esecuzione di interventi all'interno di un fabbricato che determinino la modificazione di parte dell'edificio, allorchè tale modificazione abbia rilevanza urbanistica (in quanto incidente sull'assetto del territorio, aumentando il cosiddetto carico urbanistico), quali ad esempio la modificazione della destinazione d'uso di parte dell'immobile rispetto a quanto assentito con il provvedimento autorizzatorio".

 

"Inoltre, - aggiungono - il reato di esecuzione dei lavori in totale difformità dal permesso di costruire (..) non presuppone necessariamente il completamento dell'opera, ma è altresì configurabile nel corso dell'esecuzione degli interventi edilizi, allorchè la difformità risulti palese durante l'esecuzione dei lavori, in quanto dalle opere già compiute appare evidente la realizzazione di un organismo diverso da quello assentito, (..)".

 

"In corso d'opera, pertanto, l'accertamento del mutamento di destinazione d'uso va effettuato sulla base della individuazione di elementi univocamente significativi, propri, del diverso uso cui è destinata l'opera e non coerenti con la destinazione originaria - conclude la Corte precisando che "i giudici di merito hanno accertato che i servizi realizzati (di natura idraulica, elettrica, relative alle condotte del gas o a impianti di condizionamento aria) all'interno delle parti del fabbricato destinate ad uso non abitativo sono inequivocabilmente dimostrative della diversa destinazione in corso di realizzazione, non assentita dal permesso di costruire e certamente idonea ad incidere sul carico urbanistico, sicchè nella specie il reato era già sussistente, non occorrendo certamente il completamento degli interventi abusivi per configurarlo, e la motivazione sul punto si palesa adeguata ed immune da vizi logici".

 

 

ciaociao

Ma....guarda winter è inutile che ti scaldi scrivendo in maiuscolo, quando un immobile ha una destinazione urbanistica in un modo e se ne fa un uso diverso lo so bensissimo che è vietato dalla legge, te l'ho anche scritto, leggi bene...!

Il problema è che te non vuoi pagare quanto stabilito dal contratto e, questa, è tutta una altra storia, tutta una altra causa, che prevede un altro giudizio del giudice chiamato a decidere e, questo giudice, verrà chiamato dal proprietario del cespite immobiliare da te preso in locazione, nel caso in cui tu non ottemperassi a quanto contrattualemte stabilito, capito winter, io intendevo spiegarti soltanto questo, mica ti ho detto che non esiste l'abuso edilizio....

Addirittura, per la muffa, volendo, potresti pure fare te una causa al proprietario nel caso non dipendesse da condensa (solo se questo venisse accertato da una perizia attenzione per esempio infiltrazioni piovane), pensa un pò che ti sto dicendo e, potresti, pure vederti riconosciuta la ragione in sede di giudizio ma, questa azione che te potresti fare, non ti autorizza a non pagare il canone di locazione che è, ripeto, tutta una altra storia, sono tutte cose e fattori diversi, uno completamente diverso dall'altro, non vanno mischiati, poi, io comunque, non volevo far polemiche, che me ne importa, ti ho solo espresso il mio pensiero per quel poco che ne possa sapere, tutto qui, per il resto fai e pensala come te pare....!

Ciao

 

 

mi pare che winter non sia in buonafede, ha fatto il contratto senza controllare (forse) se il locale era abitabile e dopo pochi mesi scopre la condensa. Che fa uno in buona fede? cerca di risolvere il problema della condensa, invece il nostro winter chiama l'ASL. A questo punto è tutto chiaro.

Il problema è che te non vuoi pagare quanto stabilito dal contratto e, questa, è tutta una altra storia, tutta una altra causa, che prevede un altro giudizio del giudice chiamato...

Se l'appartamento non è abitabile ed è accatastato come C2, ilcontratto è nullo!

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