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massimo staffolani

Risoluzione contratti di fornitura servizi

Un Condominio gestito si trova in una situazione economica di profondo rosso e nell'ultima assemblea si è presentato un solo condomino.

La maggioranza dei condomini non pagano e sono molto arretrati con i pagamenti delle rispettive quote.

L'amministratore propone una cura dimagrante interrompendo i contratti di pulizia delle scale e disattivando "temporaneamente" l'ascensore e quindi il canone manutenzione.

Propone anche di autosospendersi l'incarico per la semplice gestione ordinaria e operare per i soli interventi straordinari.

Per risparmiare c'è anche la possibilità di non pagare più anche la polizza assicurativa.

Lo stesso non è più in grado di pagare le fatture pertanto si chiede se l'iniziativa sia percorribile o al limite si chiede se le stesse imprese possono interrompere i loro servizi per pagamenti insoluti.

Si va incontro a qualche abuso di potere o a qualche altra responsabilità ?

Condivido quanto detto da Giovanni, questo mi pare sia un condominio di morosi i quali non versano le loro quote, e se non ci sono fondi in cassa per le spese ordinarie, non ci sarà neppure quanto servirà per gli eventuali decreti ingiuntivi, salvo trovare un legale che si prenderà cura del caso e inizierà la trafila per questi D.I. senza richiedere il compenso anticipato, ed alla fine otterrà il suo compenso con richiesta al Giudice, difficile ma non impossibile.

L'amministratore in questo caso potrebbe convocare un assemblea straordinaria con all'OdG "dimissioni irrevocabili e nomina nuovo amministratore", e se i condomini non saranno in grado di nominare un sostituto, l'amm.re potrà, purtroppo a sue spese, ricorrere alla Volontaria Giurisdizione per la nomina di un amministratore giudiziario;

 

L’amministratore dimissionario può chiedere in sede di volontaria giurisdizione la nomina di un amministratore che lo sostituisca nella gestione condominiale in caso di carenza decisionale da parte dell’assemblea. (Tribunale di Milano, sentenza 9 novembre 2007, n. 12150)

Se l'amministratore non ha più fondi in cassa come fa o farà ad onorare le spese per i contratti in essere, mica ci metterà del suo?

Meglio le dimissioni.

No, però intanto tampono ulteriori emorragie di cassa. Poi si vedrà.

Il problema che pongo è se disattivando ad esempio l'ascensore, i condomini, pochi, che sono in regola possono addossare responsabilità all'amministratore?

Ricordo un fatto, e lo stavo ricercando, accaduto se non sbaglio a Milano, dove l'amministratore ha chiuso l'impianto ascensore perchè i condomini non pagavano le spese, forse qualche altro forumista se ne ricorderà e posterà il link dell'articolo, però in fin dei conti la responsabilità non è dell'amministratore ma dei condomini i quali non versano le quote per la manutenzione dei servizi.

Questo è un caso simile anche se parla di Ater;

http://www.larena.it/stories/Home/630789_gli_inquilini_non_pagano_la_luce_e_le_invalide_devono_traslocare/?refresh_ce#scroll=800

E questo è un altro caso molto simile;

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2013/4-maggio-2013/condominio-pieno-debiti-chi-non-paga-sale-scale-piedi-212978948956.shtml

Immagino che tu sei l'amministratore per cui secondo me ed immagino anche secondo Giovanni Inga fai assolutamente bene, però convoca un assemblea straordinaria come avevo indicato al post nr. 3. e poi se non verrà nominato un successore rivolgiti alla Volontaria Giurisdizione, non serve l'assistenza legale ma se c'è tanto meglio, le spese escluse quelle del legale si aggirano circa sui 100,00 euro.

"Propone anche di autosospendersi l'incarico per la semplice gestione ordinaria e operare per i soli interventi straordinari." assolutamente non fattibile ovvero resta amministratore a pieno titolo e con tutte le responsabilita' . puo' eventualmente rinunciare al compenso per andare incontro al condominio ma le responsabilita' restano .

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