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fedesimo

Ripartizione spese acqua ACEA

Buongiorno a tutti e grazie anticipate a chi avrà la cortesia di rispondermi.

Abito nel Comune di Monterotondo (RM) fornito da ACEA per il servizio idrico.

Nel mio stabile c'è un unico contatore condominiale e sulla base della sua lettura ACEA fattura il costo al Condominio.

L'Amministratore suddivide questo importo nel seguente modo:

- € 64,00 ad unità immobiliare;

- la differenza suddivisa per il numero dei residenti

- il coefficiente che ne risulta moltiplicato per il numero dei residenti ciascuna proprietà

per cui

€ 64,00 + X per nr. persone che abitano l'appartamento.

 

Forse stiamo riuscendo a convincere tutti, compresi i proprietari di terrazzi e giardini, all'installazione di singoli contatori in ciascuna proprietà in modo che il tot. m3 fatturato da ACEA venga poi suddiviso in base al "reale" consumo di ciascuno.

 

In tale attesa, sorge il problema dei proprietari degli ultimi piani: attico e superattico.

 

Per loro motivi personali hanno diviso la proprietà che originariamente era unica, in 2 unità immobiliari: moglie e marito si sono intestati ciascuno una porzione e così alcuni hanno venduto o affittato il piano superattico.

 

In un caso, pur avendo provveduto alla divisione catastale, il condomino abita l'intero immobile e quindi rifiuta l'addebito dei € 64,00 ad appartamento mentre l'Amm.re insite nell'addebito di € 64,00 x 2.

Chi ha ragione ?

P.S. il condomino ha denunciato, al momento dell'acquisto, 2 nominativi di proprietà uno per ciascuna porzione.

Grazie anticipate e buona giornata a tutti

Nelle tabelle millesimali come sono censite le unità immobiliari? (uniche o suddivise?) Seguite un criterio univoco.

Nelle tabelle millesimali come sono censite le unità immobiliari? (uniche o suddivise?) Seguite un criterio univoco.

I 64 euro fissi a condòmino non son altro che le quote per il numero dei moduli contrattuali (cosiddette impegnative) sottoscritte con l'ENTE.

Se, per esempio, in origine c'erano 10 immobili sono stati stipulati 10 moduli contrattuali (da 64 euro ciascuno).

Finchè non si andrà a modificare il contratto con l'ENTE, modifica che spetta all'amministratore, su richiesta ed a spese di chi ne fa richiesta, il proprietario che ha diviso gli appartamenti dovrà pagare sempre due quote.

 

Se si decide di mettere i sottocontatori personali, l'altra faccia della medaglia è che con due moduli contrattuali si avrà diritto a due fasce agevolate di consumo, con un solo modulo si avrà diritto ad una sola fascia.

I 64 euro fissi a condòmino non son altro che le quote per il numero dei moduli contrattuali (cosiddette impegnative) sottoscritte con l'ENTE.

Se, per esempio, in origine c'erano 10 immobili sono stati stipulati 10 moduli contrattuali (da 64 euro ciascuno).

Finchè non si andrà a modificare il contratto con l'ENTE, modifica che spetta all'amministratore, su richiesta ed a spese di chi ne fa richiesta, il proprietario che ha diviso gli appartamenti dovrà pagare sempre due quote.

 

Se si decide di mettere i sottocontatori personali, l'altra faccia della medaglia è che con due moduli contrattuali si avrà diritto a due fasce agevolate di consumo, con un solo modulo si avrà diritto ad una sola fascia.

Il contratto con l'ENTE è unico per l'intero condominio.

La ripartizione dell'amministratore è "fittizia", fondata su accordi interni. (almeno se ho compreso correttamente il quesito)

Il contratto con l'ENTE è unico per l'intero condominio.

La ripartizione dell'amministratore è "fittizia", fondata su accordi interni. (almeno se ho compreso correttamente il quesito)

Non so se hai mai visto una fattura di acqua intestata ad un condominio, te lo dico solo pechè io gestisco personalmente i consumi del mio condominio e non per altro.

E' vero che il contratto è unico ed il contatore generale è unico ma al momento della stipula del contratto bisogna dichiarare di quanti moduli contrattuali (in relazione alle abitazioni) si ha bisogno.

Se per esempio si richiedono 10 moduli contrattuali ed il consumo del contatore generale è stato di 1000 mc.:

se l'Ente prevede una fascia di 50 mc per modulo in fascia agevolata addebiterà 50mc x10 moduli = 500 mc in fascia agevolata; i restanti 500 con le successive fasce, usando sempre lo stesso criterio.

All'Ente non importa se i 500 mc li hanno consumato in 10 o in 5 o uno solo.

Per ogni modulo contrattuale si paga una quota fissa.

Nel caso specifico di ACEA che è l'Ente che gestisce il nostro utente per la zona di Roma (vedi tariffe a questo link)

http://www.aceaato2.it/GetMedia.aspx?id=0938f9991bfc463d8845192c77769e2f&s=0

 

l'Ente fa pagare oltre a fogna e depurazione una fascia agevolata fissa fino a 92 mc di €.0,1749 al mc + iva 10% per ogni modulo contrattuale.

Questi 92 mc li paga sia chi li consuma che chi non li consuma per cui diventa un'ulteriore quota fissa da aggiungere a quella presente a pag. 14 del link.

 

Pur essendo le divisioni interne fittizie, per quanto riguarda i consumi variabili non si può non tener conto dei costi fissi a carico di ciascun condòmino, costi che restano fissi anche per il condòmino che tiene l'appartamento vuoto e non consuma un solo litro di acqua.

Un altra soluzione sarebbe quella di applicare la legge (https://www.condominioweb.com/contatore-acqua-nel-condominio.204)

Il problema resterebbe.

Nel quesito non è in discussione il riparto del consumo personale che ora avviene a persona invece che con lettura sottocontatore.

La discussione è sul riparto delle quote fisse perchè due appartamenti si sono unificati e vogliono pagare una quota fissa anziche due.

Per poter pagare una quota fissa anzichè due devono modificare il contratto in essere con ACEA.

Non so se hai mai visto una fattura di acqua intestata ad un condominio, te lo dico solo pechè io gestisco personalmente i consumi del mio condominio e non per altro.

E' vero che il contratto è unico ed il contatore generale è unico ma al momento della stipula del contratto bisogna dichiarare di quanti moduli contrattuali (in relazione alle abitazioni) si ha bisogno.

Se per esempio si richiedono 10 moduli contrattuali ed il consumo del contatore generale è stato di 1000 mc.:

se l'Ente prevede una fascia di 50 mc per modulo in fascia agevolata addebiterà 50mc x10 moduli = 500 mc in fascia agevolata; i restanti 500 con le successive fasce, usando sempre lo stesso criterio.

All'Ente non importa se i 500 mc li hanno consumato in 10 o in 5 o uno solo.

Per ogni modulo contrattuale si paga una quota fissa.

Nel caso specifico di ACEA che è l'Ente che gestisce il nostro utente per la zona di Roma (vedi tariffe a questo link)

http://www.aceaato2.it/GetMedia.aspx?id=0938f9991bfc463d8845192c77769e2f&s=0

 

l'Ente fa pagare oltre a fogna e depurazione una fascia agevolata fissa fino a 92 mc di €.0,1749 al mc + iva 10% per ogni modulo contrattuale.

Questi 92 mc li paga sia chi li consuma che chi non li consuma per cui diventa un'ulteriore quota fissa da aggiungere a quella presente a pag. 14 del link.

 

Pur essendo le divisioni interne fittizie, per quanto riguarda i consumi variabili non si può non tener conto dei costi fissi a carico di ciascun condòmino, costi che restano fissi anche per il condòmino che tiene l'appartamento vuoto e non consuma un solo litro di acqua.

Nulla da eccepire; la mia era una considerazione di carattere generale, non conoscevo i dettagli della fornitura. Però il condomino che ha diviso l'u.i. - originariamente unica - gode ancora di un solo costo fisso e di un solo allaccio. Quindi l'amm.re non può pretendere due quote se le due unità non risultano dalle tabelle millesimali.
Non so se hai mai visto una fattura di acqua intestata ad un condominio, te lo dico solo pechè io gestisco personalmente i consumi del mio condominio e non per altro.

E' vero che il contratto è unico ed il contatore generale è unico ma al momento della stipula del contratto bisogna dichiarare di quanti moduli contrattuali (in relazione alle abitazioni) si ha bisogno.

Se per esempio si richiedono 10 moduli contrattuali ed il consumo del contatore generale è stato di 1000 mc.:

se l'Ente prevede una fascia di 50 mc per modulo in fascia agevolata addebiterà 50mc x10 moduli = 500 mc in fascia agevolata; i restanti 500 con le successive fasce, usando sempre lo stesso criterio.

All'Ente non importa se i 500 mc li hanno consumato in 10 o in 5 o uno solo.

Per ogni modulo contrattuale si paga una quota fissa.

Nel caso specifico di ACEA che è l'Ente che gestisce il nostro utente per la zona di Roma (vedi tariffe a questo link)

http://www.aceaato2.it/GetMedia.aspx?id=0938f9991bfc463d8845192c77769e2f&s=0

 

l'Ente fa pagare oltre a fogna e depurazione una fascia agevolata fissa fino a 92 mc di €.0,1749 al mc + iva 10% per ogni modulo contrattuale.

Questi 92 mc li paga sia chi li consuma che chi non li consuma per cui diventa un'ulteriore quota fissa da aggiungere a quella presente a pag. 14 del link.

 

Pur essendo le divisioni interne fittizie, per quanto riguarda i consumi variabili non si può non tener conto dei costi fissi a carico di ciascun condòmino, costi che restano fissi anche per il condòmino che tiene l'appartamento vuoto e non consuma un solo litro di acqua.

Nulla da eccepire; ma il problema si pone in quanto in origine l'u.i. costituiva unico modulo contrattuale e tale è restata anche dopo il suo frazionamento in due unità distinte. L'amm.re quindi per pretendere due quote fisse dovrebbe anzitutto verificare che le due u.i. siano correttamente millesimate e che nel contratto ACEA tale variazione venga recepita.

Nulla da eccepire; la mia era una considerazione di carattere generale, non conoscevo i dettagli della fornitura. Però il condomino che ha diviso l'u.i. - originariamente unica - gode ancora di un solo costo fisso e di un solo allaccio. Quindi l'amm.re non può pretendere due quote se le due unità non risultano dalle tabelle millesimali.

Si, hai ragione, mi sono confuso, credevo avesse unificato due appartamenti in uno anzichè diviso un appartamento in due.

Bisogna rispettare i moduli contrattuali e quindi una sola quota.

Tutto ora va a favore del condòmino che ha diviso l'appartamento.

Vedremo cosa ne penserà il condòmino se, come detto, nel condominio mettono i subcontatori per ripartire il consumo personale in proporzione ai reali consumi.

In tal caso il consumo dei due appartamenti aventi un solo modulo contrattuale sarà cumulato.

Pagheranno solo 92 mc in totale a 17 centesimi al mc e non 92 mc ad appartamento.

 

Chissà che poi il condòmino non pretenderà di variare il contratto e di pagare 64 euro fissi ad appartamento. 🙂

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