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alessandroA

Rampa garage ridotta

Salve a tutti vorrei capire se posso fare qualcosa riguardo un problema che mi affligge ormai da un bel po' di tempo.

Cercherò di essere breve e non divagare rispetto all'esigenza che ho. In assemblea condominiale è stato deciso che i cassonetti della raccolta differenziata vengono posti su un lato della rampa del garage. Ora, premetto che io sono contrario perchè in quella posizione sono di fronte alle mie finestre e ho parecchi fastidi, ho provato a chiederne lo spostamento confidando nel buon senso degli altri condomini senza risultati. Esistono almeno altri 2 posti in cui possono essere posizionati all'interno del condominio.

 

Non starò a tediarvi ma oltre al danno ho subito anche la beffa di minacce e dispetti a seguito delle mie lamentele.

Perciò vi dirò la verità, mi sono impuntato e mi voglio assolutamente togliere il fastidio anche perchè nonostante si siano state stabilite delle regole per il conferimento dei rifiuti, l'esposizione esterna nei giorni previsti e per il lavaggio dei secchioni queste non vengono rispettate e l'amministratore mi ha scritto che non intende farle rispettare e/o rivedere la posizione dei cassonetti.

Piccola nota a margine è che l'amministratore è un condomino e non un professionista e che il condominio è composto di 8 appartamenti.

Ho già provato ad informarmi riguardo quanto esposto e l'unica speranza che ho è iniziare una causa con il forte rischio che non riesca ad ottenere giustizia per via di regolamenti comunali mancanti e leggi che non danno indicazioni precise, così, ho cercato altre motivazioni per cui i cassonetti non dovrebbero essere in quel posto. Alla fine ho scoperto che la larghezza della rampa è stata ridotta a meno di 225 cm, la mia auto è (compresi gli specchietti che non possono essere chiusi in movimento) larga 240 cm. Posso utilizzare questa motivazione per costringere l'amministratore allo spostamento dei secchi? E se si, secondo voi è meglio far scrivere da un avvocato o provo prima io con le "buone" mandando una raccomandata? Se l'amministratore si rifiutasse anche in questo caso come posso procede?

 

Grazie a chi potrà darmi indicazioni a riguardo.

 

Saluti a tutti,

Alessandro

guarda...leggi qua che è forse lo stesso caso...prova a stampare e farla leggere all amminiatore, c'è un riferimento di cassazione e parla di risarcimento dei danni patiti quindi potrebbe bastare questo a trovare accordo, magari pensano semplicemente si possa fare (immagino si sentano odori dai rifiuti altrimenti non darebbero fastidio, o no?)

 

https://www.google.it/amp/s/www.laleggepertutti.it/177147_cassonetti-della-spazzatura-sotto-le-finestre-che-fare/amp

 

ps se cerchi su google qualcosa alro trovi. Questo può essere un metodo persuasivo, gli esperti sapranno consigliarti di certo meglio di me se gli capita di leggere il topic!

Complimenti per la tenacia.

Per fornire supporto all'avvocato, io andrei prima al Polo Prevenzione Incendi (VV.FF.), competente per la tua zona.

Se il tuo garage avesse già il vecchio CPI, il restringimento potrebbe invalidare il certificato. Peggio ancora se foste andati in deroga.

 

Se invece non avete nulla perchè non eravate e non siete obbligati, comunque potrebbe esserci una larghezza minima da rispettare. Poi anche lo stato dei luoghi conta.

Quindi, sentirei prima i vigili, in maniera informale. Se effettivamente fosse sotto i minimi, a quel punto farei scrivere l'avvocato, menzionando tale situazione.

efisio ma non rischia andando dai vigili di dover pagare anche lui prima con la dichiarazione di inagibilità dei garage e poi con le spese di adeguamento?

Certo, soluzione efficace ma forse da utilizzare come ultima chance? il problema dell'avvocato è che per scrivere uma lettera piena di errori ti prende minimo 500 €

 

- - - Aggiornato - - -

 

efisio tutto chiaro....mi era sfuggito la parre dove suggerivi di parlarci prima in via onformale con i vigili del fuoco

1) Solo il fatto che i bidoni creino intralcio all’ingresso e all’uscita di autoveicoli e che ci siano almeno altri 2 posti dove sarebbe possibile posizionarli senza dare fastidio a nessuno, mi sembra sia sufficiente per spingere l’amministratore a riproporre la questione in assemblea e obbligare i condòmini a cambiare posizione.

 

2) Mettici anche il fattore igienico (potresti addirittura coinvolgere la ASL se hai pazienza di arrivare all’estate quando le temperature aiutano gli odori a penetrarti in casa) e probabilmente l’avrai vinta.

 

3) Ma, aggiungo, anche il fatto che da quella delibera tu abbia subito nocumento nel godimento della tua proprietà esclusiva potrebbe aprire addirittura la strada verso la nullità della delibera perchè quella decisione ha addirittura inciso sul tuo diritto di godere serenamemte della tua proprietà individuale. In tal caso la delibera sarebbe impugnabile in ogni tempo.

 

L’unica cosa che mi chiedo è questa ... ma se quella posizione è stata deliberata in assemblea tu dov’eri? Se hai votato contro o eri assente avresti potuto impugnarla e dire le tue ragioni davanti a un giudice (passando prima dalla mediazione) ... magari avresti risolto la cosa molto tempo fa.

 

In ogni caso una lettera di un legale ... fatta bene ... potrebbe convincere i condòmini a cambiare idea. Una causa che pende pericolosamente verso la loro soccombenza (naturalmente chi decide è un giudice) può fare miracoli.

Quindi nel caso del mio condominio la larghezza non deve essere inferiore a 3 metri.

 

Grazie mille

ti consiglierei di verificare al tuo Comune quali sono le norme, portandoti prima il disegno del progetto approvato (ce l'ha sempre il comune) e una foto dello stato dei luoghi attuale.

 

Aggiungo anche, e mi sembra strano che nessuno nel forum l'abbia evidenziato, che per il cambio d'uso di una cosa comune (da spazio di transito nello rampa di discesa a deposito di cassonetti statici) ci vuole una maggioranza ben qualificata:

 

https://www.condominioweb.com/alcune-semplici-indicazioni-per-comprendere-quali-norme-applicare-per-il-cambio-di.1674

 

Art. 1117-ter c.c., ovvero disciplina del cambio delle destinazioni d'uso delle cose comuni. Il primo comma recita:

 

Per soddisfare esigenze di interesse condominiale, l'assemblea, con un numero di voti che rappresenti i quattro quinti dei partecipanti al condominio e i quattro quinti del valore dell'edificio, può modificare la destinazione d'uso delle parti comuni.

I commi successivi, ovvero quelli dal secondo al quinto, chiariscono le modalità operative di tale deliberazione. Eccoli qui:

 

La convocazione dell'assemblea deve essere affissa per non meno di trenta giorni consecutivi nei locali di maggior uso comune o negli spazi a tal fine destinati e deve effettuarsi mediante lettera raccomandata o equipollenti mezzi telematici, in modo da pervenire almeno venti giorni prima della data di convocazione.

 

La convocazione dell'assemblea, a pena di nullità, deve indicare le parti comuni oggetto della modificazione e la nuova destinazione d'uso.

 

La deliberazione deve contenere la dichiarazione espressa che sono stati effettuati gli adempimenti di cui ai precedenti commi.

 

Sono vietate le modificazioni delle destinazioni d'uso che possono recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato o che ne alterano il decoro architettonico.

1) Solo il fatto che i bidoni creino intralcio all’ingresso e all’uscita di autoveicoli e che ci siano almeno altri 2 posti dove sarebbe possibile posizionarli senza dare fastidio a nessuno, mi sembra sia sufficiente per spingere l’amministratore a riproporre la questione in assemblea e obbligare i condòmini a cambiare posizione.

Purtroppo ho provato in passato a far ragionare i condomini riguardo i fastidi e circa l'esistenza di altre soluzioni, ma sportarli comporterebbe un minimo di disagio a tutti e come puoi ben immaginare nella loro testa è meglio che il disagio lo viva per intero 1 persona che in piccola parte ogni condomino.

 

2) Mettici anche il fattore igienico (potresti addirittura coinvolgere la ASL se hai pazienza di arrivare all’estate quando le temperature aiutano gli odori a penetrarti in casa) e probabilmente l’avrai vinta.

Il problema del fattore igienico è il primo sollevato, ma se ne sono fregati. Ho provato a coinvolgere la ASL come suggerisci anche tu già la scorsa estate, ma mi hanno risposto che non sono competenti. Dovrei far fare una perizia giurata e mandarla tramite avvocato, ma vista la normativa a riguardo non avrei comunque certezza di vittoria.

 

3) Ma, aggiungo, anche il fatto che da quella delibera tu abbia subito nocumento nel godimento della tua proprietà esclusiva potrebbe aprire addirittura la strada verso la nullità della delibera perchè quella decisione ha addirittura inciso sul tuo diritto di godere serenamemte della tua proprietà individuale. In tal caso la delibera sarebbe impugnabile in ogni tempo.

Ora che mi sono accorto che con la mia auto non ci passo mi è venuta l'idea di puntare sulla restrizione della rampa, prima non ci avevo pensato perchè oggettivamente scendo poco in garage con la mia macchina di solito lo usa mia moglie che ha la macchina più nuova. Ripeto che è la disperazione di non riuscire a farli ragionare che mi porta a provare tutte le strade.

 

L’unica cosa che mi chiedo è questa ... ma se quella posizione è stata deliberata in assemblea tu dov’eri? Se hai votato contro o eri assente avresti potuto impugnarla e dire le tue ragioni davanti a un giudice (passando prima dalla mediazione) ... magari avresti risolto la cosa molto tempo fa.

Io ero in assemblea, ma c'è una storia dietro a questo problema. Prima dell'assemblea i secchioni erano li da 3 anni e da 3 anni chiedevo di fare un'assemblea per decidere la giusta posizione perchè quella non è oggettivamente adeguata. Gli amministratori (non professionisti, ma condomini) hanno sempre negato questa possibilità finchè questa estate ho deciso che andava fatto un atto di rottura altrimenti non si sarebbe mai preso in considerazione il mio problema. Decisi di spostare i secchi in altro posto, la risposta è stata che sono iniziati i dispetti e le minacce (anche di morte in piena notte). Ho mollato la presa e hanno rimesso i secchioni li, ma hanno dovuto obbligatoriamente sancire la posizione con un'assemblea. Capirai bene ora il perchè non voglio lasciar perdere e pretendo che vengano spostati. Qualche giorno fa ho scritto all'amministratore dicendo che nessuna regola definita in assemblea e/o definita dal comune viene rispettata e chiedo nuovamente lo spostamento dei secchi. L'amministratore ha risposto che non se ne parla e che i comportamenti sbagliati sono casuali e non ricorrenti nonostante abbia fornito orari, descrizioni e foto. Insomma per farglieli togliere con la motivazione delle immissioni (sia odorose che rumorose) devo fargli causa perchè non mi ascoltano, ma ho sentito l'avvocato e il rischio che ci voglia tanto tempo e ci diano torto non è trascurabile per la mancanza di regole precise a riguardo. La raccolta differenziata è purtroppo argomento "giovane" e non esiste una normativa precisa che tuteli le persone, ad oggi vengono usate norme generali già esistenti che però nascono per altre casistiche.

 

In ogni caso una lettera di un legale ... fatta bene ... potrebbe convincere i condòmini a cambiare idea. Una causa che pende pericolosamente verso la loro soccombenza (naturalmente chi decide è un giudice) può fare miracoli.

Probailmente a questo punto scriverò ribadendo che l'attuale posizionamento è fuori da ogni logica e che se non provvedono a togliere immediatamente i secchi procederò per vie legali. Vediamo se stavolta capiscono, sennò sarò costretto a mettere tutto in mano all'avvocato.

Grazie ancora per la risposta

PDecisi di spostare i secchi in altro posto, la risposta è stata che sono iniziati i dispetti e le minacce (anche di morte in piena notte).

avresti dovuto fare un esposto alla Procura ...

chi pecora si fa il lupo se lo mangia.

€ 500 per una semplice letterina di avvocato???? Ma questa lettera la scive l'avvocato o il "CLIENTE" dell'avvocato (cioè uno dei ladri che l'avvocato certamente difenderà!).

Da considerare anche l'eventuale reato di violenza privata, come quando si ferma l'auto davanti un garage o posto auto!

Infine a mali estremi, estremi rimedi! Sposta tu i bidoni in un luogo consono!

Spesso le delibere che ledono un diritto di una persona sono NULLE e non ANNULLABILI.

 

Minacce di morte ??? Ma il "BUON" Totò (non l'attore!) non è morto dopo essere stato per decenni al 41 bis?

Sposta imperterrito i bidoni, e occupail luogo dove adesso sono posti con una transenna ancorata al suolo!

avresti dovuto fare un esposto alla Procura ...

chi pecora si fa il lupo se lo mangia.

Pensa che quella notte ho chiamato i carabinieri e quando sono arrivati visto che non trovarono il simpaticone che mi minacciò mi dissero che ero passibile di denuncia per procurato allarme. A nulla è valso il fatto che gli dissi nome e cognome e che potevano citofonare visto che era rientrato 30 secondi prima.

Altro che pecora, la soluzione migliore per risolvere il problema era uscire e sistemarlo ma io non sono violento e ho una bambina da proteggere.

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