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graymouser

Partecipazione Assemblea Condominio controparte di una lite

Salve

il nostro condominio è stato convocato per una Mediazione da un condomino per una questione di millesimi. Per discutere su come affrontare la mediazione stessa il condominio si riunirà per discutere su come comportarsi durante l'incontro e se accettare la proposta. E' giusto che la controparte possa partecipare all'Assemblea stessa dove verranno analizzate proprio le argomentazioni da usare durante la mediazione e - se necessario - in sede di giudizio? E' scontato che il condomino controparte non possa "votare" per evidente conflitto di interessi ma vorrei sapere se ci sono gli estremi giuridici per invitarlo ad abbandonare la sala durante la discussione. Mi chiedo anche che valore possa avere tutto ciò se poi deve essere tutto riportato nel verbale d'assemblea che, per definizione, è pubblico ma almeno la discussione spero che possa avvenire senza "occhi indiscreti".

Grazie in anticipo

E' certamente un diritto di ogni condomino il partecipare alle assemblee...ma...in questo caso si potrebbero avanzare una rilevante questione di legittimità senza sottovalutare opportunità preventive.

 

Un condomino che entra in conflitto giudiziale con il Condominio diviene parte terza. Non gli si possono imputare quote di spese e pertanto mi sentirei di escluderlo...anche per evitare alterchi o risse.

Credo che sia difficile trovare indicazioni in giurisprudenza.

Nel mio vissuto annovero un lasso di tempo con partecipazioni ad assemblee ove il sottoscritto (delegato dalla moglie) era in conflitto di interesse con il Condominio a causa di una controversia giudiziale. Sull'argomento oggetto della controversia ho preso la parola solo una volta, la prima volta, per esporre le mie ragioni e per richiedere fosse posto a verbale la separazione degli interessi fra me ed il Condominio.

In tutto quel periodo di 7 anni, ricevute tutte le convocazioni assembleari, costretto dal legale di fiducia a non perdermi nessuna assemblea, mai ricevuto opposizioni alla mia partecipazione, mai presa la parola sull'argomento oggetto di controversia e sempre votato contro (ovviamente...) gli indirizzi assunti dall'assemblea per la difesa del Condominio.

Non so se giusto o sbagliato, ma nel mio caso è andata così.

La questione credo sia se debba prevalere l'interesse del Condominio a poter svolgere una discussione per decidere come rispondere in modo efficace ad una richiesta di una controparte senza avere la "controparte" che "origlia" oppure rispettare i diritti del condomino e lasciarlo "origliare" permettendogli di acquisire un vantaggio da spendere nelle sedi giudiziarie a scapito del condominio stesso. Estremizzando la discussione, è come se il Condominio chiedesse di inviare un suo rappresentante alle riunioni della Controparte con il suo Avvocato...

Il punto è che il condòmino "non origlia", ma partecipa legittimamente ad una assemblea a cui ha diritto di partecipare, mentre il Condominio non ha egual diritto di partecipare all'incontro condòmino-suo legale.

Oltretutto l'assemblea difficilmente verterà solo su quell'argomento oggetto di contesa...

 

Proprio per esperienza vissuta posso dirti che il condòmino parteciperà di malavoglia, che nulla gli interesserà di quanto dibattuto sull'argomento di controversia, mentre gli sarà veramente utile anticipare al suo legale le sole delibere finali prese, e non l'intero ed inutile repertorio di dicerie pettegolezzi ed invettive eventuali.

Il legale del "condòmino controparte" vuole conoscere subito le posizioni del Condominio, e non rimanere in attesa del verbale di assemblea che in queste circostanze molto spesso e guarda caso arriva con molto ritardo solo al condòmino che si è messo contro il Condominio.

Diciamo che una esperienza personale (con tutto il rispetto per le persone coinvolte) statisticamente non ha valenza.

 

Qualora si discuta di un problmea di Condominio Parziale si è già acclarato non sussista alcun motivo di invitare (o nessun illecito nel non invitare) quanti non sono coinvolti dell' oggetto della delibera.

 

Dell' esempio citato direi che, sempre nel rispetto delle persone, sia stato un errore concedere il voto al condomino in conflitto con il Condominio.

Non si comprende perchè il "conflitto di interessi" debba valere per l' amministratore/proprietario quando riguarda approvazione del compenso ...ma non il singolo proprietario che trae un eventuale beneficio dalla causa contro il collettivo.

La questione credo sia se debba prevalere l'interesse del Condominio a poter svolgere una discussione per decidere come rispondere in modo efficace ad una richiesta di una controparte senza avere la "controparte" che "origlia" oppure rispettare i diritti del condomino e lasciarlo "origliare" permettendogli di acquisire un vantaggio da spendere nelle sedi giudiziarie a scapito del condominio stesso. Estremizzando la discussione, è come se il Condominio chiedesse di inviare un suo rappresentante alle riunioni della Controparte con il suo Avvocato...

 

la differenza e' che il condomino (controparte)ha il diritto di partecipare all'assemblea condominiale ma il condominio non ha nessun diritto nei fatti privati del condomino (riunione tra condomino e suo avvocato).

 

 

secondo me e' tutto risolvibile con una riunione informale tra i condomini (escluso la controparte)e l'avvocato che li rappresenta .

Nessuno impedisce una riunione informale...ma posto che l' Amministratore rappresenta il Condominio e che nella causa si parti attiva/passiva e che i compiti devono essere deliberati direi che saremmo punto e a capo: la riunione informale diventa una assemblea a cui non si sarebbe convocato un legittimato.

 

 

Di contrasti giurisprudenziali ne è piena la storia...e vale sicuramente più la Cassazione di un Tribunale...ma come detto bisogna leggere tutto il verbale.

A supporto delle già citate si aggiunga la seguente...2013 e sempre fonte in gran considerazione in CdW. :

 

http://********************/condomino-non-puo-impugnare-delibera-con-cui-si-stabilisce-fargli-causa/

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