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mensanino

Futuro acquirente chiede autorizzazione ad ampliare l'appartamento.

Buonasera,

in un condominio che amministro mi si è appena presentata una casistica nella quale non mi ero mai imbattuto direttamente.

 

Un'unità immobiliare sta per essere venduta ed all'ultima riunione ordinaria, svoltasi la scorsa settimana, il condomino venditore si è presentato con i promittenti acquirenti (ipotesi preannunciatami) ed addirittura il loro tecnico (a sorpresa) per chiedere al condominio l'autorizzazione ad eseguire delle modifiche all'unità immobiliare che stanno per acquistare.

 

Dopo che il Presidente e tutti gli altri presenti hanno consentito la partecipazione dei tre soggetti "aggiuntivi" alla seduta, a margine della stessa tra le varie ed eventuali è stata data loro parola per presentarsi e fare la propria domanda.

 

Bene, è emerso che i promittenti acquirenti intendono ampliare il soggiorno dell'abitazione mediante la creazione di un volume aggiuntivo pari al prolungamento a terra della terrazza soprastante (altra proprietà), opera da realizzare in muratura del tutto simile a quella condominiale esistente e che andrà a poggiare a terra sul giardino di proprietà esclusiva dello stesso appartamento in vendita.

 

Il loro tecnico, attraverso le informazioni assunte, ha garantito la fattibilità dal punto di vista dei permessi comunali, anche riguardo all'aumento di volumetria, ma per la presentazione della pratica edilizia necessita di autorizzazione da parte del condominio in quanto il tutto impatta ovviamente sull'estetica e dunque sul decoro dell'edificio, oltre che successivamente sulle tabelle millesimali. Intendono inoltre alzare il muro di confine del proprio giardino rispetto agli altri presenti nel vialetto condominiale.

 

Posto che nessuna decisione è stata presa durante la seduta perché l'argomento non era all'odg e, soprattutto, i soggetti in questione non avevano titolo per avanzare la richiesta in quanto al momento titolari di nessun diritto sull'immobile, mi è stato formalmente richiesto dal condomino venditore di convocare un'ulteriore assemblea straordinaria urgente nella quale porre all'odg la richiesta di autorizzazione all'esecuzione dei lavori presentata direttamente a suo nome, anche se è chiaro fin da adesso che poi procederà immediatamente alla vendita dell'unità immobiliare e dunque la successiva pratica edilizia verrà volturata se non presentata direttamente a nome dei nuovi proprietari una volta che sarà stato fatto il rogito.

 

Non ho capito bene se l'eventuale mancanza di autorizzazione condominiale o comunale all'effettuazione dell'ampliamento inficerà sulla conclusione della vendita o meno, ma questo non è rilevante dal punto di vista condominiale... ciò che non mi è chiaro invece è questo: è corretto che la richiesta all'ampliamento venga effettuata da chi materialemnte poi non lo eseguirà, cioè dal condomino venditore? Quale maggioranza è necessaria secondo voi affinché il consenso del condominio possa intendersi rilasciato?

 

Purtroppo ho letto sentenze al riguardo che dicono tutto e il contrario di tutto e vorrei evitare di dover successivamente seguire una causa legale in proposito.

 

Grazie per l'attenzione.

mensanino dice:

Buonasera,

in un condominio che amministro mi si è appena presentata una casistica nella quale non mi ero mai imbattuto direttamente.

 

Un'unità immobiliare sta per essere venduta ed all'ultima riunione ordinaria, svoltasi la scorsa settimana, il condomino venditore si è presentato con i promittenti acquirenti (ipotesi preannunciatami) ed addirittura il loro tecnico (a sorpresa) per chiedere al condominio l'autorizzazione ad eseguire delle modifiche all'unità immobiliare che stanno per acquistare.

 

Dopo che il Presidente e tutti gli altri presenti hanno consentito la partecipazione dei tre soggetti "aggiuntivi" alla seduta, a margine della stessa tra le varie ed eventuali è stata data loro parola per presentarsi e fare la propria domanda.

 

Bene, è emerso che i promittenti acquirenti intendono ampliare il soggiorno dell'abitazione mediante la creazione di un volume aggiuntivo pari al prolungamento a terra della terrazza soprastante (altra proprietà), opera da realizzare in muratura del tutto simile a quella condominiale esistente e che andrà a poggiare a terra sul giardino di proprietà esclusiva dello stesso appartamento in vendita.

 

Il loro tecnico, attraverso le informazioni assunte, ha garantito la fattibilità dal punto di vista dei permessi comunali, anche riguardo all'aumento di volumetria, ma per la presentazione della pratica edilizia necessita di autorizzazione da parte del condominio in quanto il tutto impatta ovviamente sull'estetica e dunque sul decoro dell'edificio, oltre che successivamente sulle tabelle millesimali. Intendono inoltre alzare il muro di confine del proprio giardino rispetto agli altri presenti nel vialetto condominiale.

 

Posto che nessuna decisione è stata presa durante la seduta perché l'argomento non era all'odg e, soprattutto, i soggetti in questione non avevano titolo per avanzare la richiesta in quanto al momento titolari di nessun diritto sull'immobile, mi è stato formalmente richiesto dal condomino venditore di convocare un'ulteriore assemblea straordinaria urgente nella quale porre all'odg la richiesta di autorizzazione all'esecuzione dei lavori presentata direttamente a suo nome, anche se è chiaro fin da adesso che poi procederà immediatamente alla vendita dell'unità immobiliare e dunque la successiva pratica edilizia verrà volturata se non presentata direttamente a nome dei nuovi proprietari una volta che sarà stato fatto il rogito.

 

Non ho capito bene se l'eventuale mancanza di autorizzazione condominiale o comunale all'effettuazione dell'ampliamento inficerà sulla conclusione della vendita o meno, ma questo non è rilevante dal punto di vista condominiale... ciò che non mi è chiaro invece è questo: è corretto che la richiesta all'ampliamento venga effettuata da chi materialemnte poi non lo eseguirà, cioè dal condomino venditore? Quale maggioranza è necessaria secondo voi affinché il consenso del condominio possa intendersi rilasciato?

 

Purtroppo ho letto sentenze al riguardo che dicono tutto e il contrario di tutto e vorrei evitare di dover successivamente seguire una causa legale in proposito.

 

Grazie per l'attenzione.

🤔  vediamo un po', quali parti comuni sono coinvolte?

 

1) il "decoro", nel senso che cambierebbe l'estetica del condomìnio, ma, da questo punto di vista, l'assemblea non decide, se non c'è un regolamento che già prevede quale sia il decoro condominiale da non inficiare, è il giudice che eventualmente decide.

2) la statica dell'edificio: be', hanno già interpellato un tecnico, quindi immagino che abbia fatto i calcoli anche per preservare la statica;

3) le tabelle millesimali: se il volume varia piu' di 1/5, saranno da rifare

per il resto l'assemblea che consenso deve dare? Se non c'è un regolamento che vieta una operazione simile a quella descritta, le parti interne sono private e ogni condòmino le varia e utilizza come vuole.

 

 

 

LA MIA OPINIONE:

Il tecnico sa bene che il Comune non richiede autorizzazioni condominiali ma rilascia licenze e permessi , sempre fatti salvi i diritti dei terzi.

E' anche scontato e pacifico che un aumento significativo dei volumi comporta una revisione delle tabelle millesimali.

Quello che non è pacifico e se una volta chiuso il volume ci resterà pari volume residuo disponibile per ciascun condòmino e/o se intende acquistare il volume residuo dagli altri condòmini, qualora non ce ne fosse disponibile per tutti.

Visto che avete già sentito una campana l'assemblea può decidere di:

- non deliberare niente e consentire solo a quanto può fare di diritto senza autorizzazione assembleare

- consultare un proprio perito di fiducia (magari anche a spese del condòmino richiedente)  che vada a guardare i volumi residui sulla licenza edilizia.

 

Insomma, se chiedo all'oste com'è il vino, sicuramente mi dirà che è buono ma se davvero voglio sapere se il vino è buono, quanto meno vado a chiedere a chi l'ha già comprato se ne è rimasto soddisfatto.

La fretta di rogitare del condòmino non è cosa che riguarda il condominio.

Possono rogitare o aspettare, come meglio preferiscono perchè gli accertamenti non si fanno da un giorno all'altro.

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Prima di tutto grazie ad entrambi per le risposte.

 

@Danielabi

Dunque, sono d'accordo anch'io che relativamente al decoro l'assemblea di condominio può decidere poco o nulla, e l'ho già rappresentato ai condomini: chi ha un titolo spendibile per stabilire se l'eventuale costruzione è bella o brutta? Si rischia solo di esporsi a pareri personali, magari celatamente motivati da altro (es. antipatie, screzi pregressi, gelosie, ecc. tra condomini). In tal senso credo che si possa pronunciare soltanto un giudice mediante relativa perizia. 

 

Per quanto riguarda i calcoli ovviamente il tecnico in assemblea ha dichiarato che è tutto a posto, ed a livello condominiale non credo che vi siano strumenti concreti per controllare quanto affermato: sarà dunque compito del genio civile e del comune procedere in tal senso prima del rilascio del titolo autorizzativo.

 

Per le tabelle millesimali invece dal progetto presentato non sembra proprio che l'unità immobiliare in oggetto aumenti di 1/5 la propria superficie, si tratta di molto molto meno... resta il fatto che l'appartamento "in versione futura" aumenterà di valore rispetto agli altri e non rappresenterà più "la fotografia" sulla base della quale furono a suo tempo attribuiti i millesimi, ovvero se fossero stati fatti per la prima volta a modifica avvenuta il valore di quell'appartamento non sarebbe stato di sicuro quello attuale.

 

Piuttosto le previsioni del regolamento condominiale (che io ho trovato esistente), sembrano essere alquanto restrittive. Nei vari articoli è riportato, tra gli altri:

- "tutti i condomini nonché i loro successori ed aventi causa sono tenuti al .... oltre al rispetto del vincolo di non edificabilità assoluta sulle aree del fabbricato" (ma aggiungo io: quali aree, quelle comuni o anche quelle private come nel caso di specie? purtroppo chi lo ha scritto non ha specificato)

- "sono vietate innovazioni che possano recare pregiudizio alla sanità ed alla sicurezza del fabbricato o che ne alterino il decoro..."

- "... è vietato ogni godimento che .... contrasti con il decoro e con il carattere civile della casa destinata ad uso abitazione..."

- "ai fini estetici ... strutture da terrazzi o giardini ed eventuali recinzioni dovranno presentare carattere di uniformità" (vogliono alzare anche il tratto di muro che fa da confine al proprio giardino per motivi di sicurezza).

 

L'assemblea per poter eventualmente dare il proprio assenso, per quello che può valere, dovrebbe dunque prima modificare il regolamento di condominio?

 

@Leonardo53

I futuri proprietari preferiscono in ogni caso avere l'autorizzazione dell'assemblea per cautelarsi da eventuali contestazioni future (posto che per miracolo tutti i condomini presenzino all'assemblea e siano favorevoli all'unanimità); il tecnico non ha escluso poi che il comune possa invece richiedergli tale autorizzazione, che in ogni caso sembra sia richiesta anche dalla banca per l'erogazione del mutuo, che immagino andrà a coprire anche le spese dell'intervento.

 

Sul discorso della volumetria residua per analoghi interventi di altri condomini devo chiedere direttamente al tecnico perché durante l'assemblea questo punto non è stato specificato e non credo che gli altri condomini ci abbiano pensato quando informalmente hanno dato il loro assenso, almeno a parole.

 

La situazione è piuttosto ingarbugliata, e la fretta che stanno provando a mettere al sottoscritto ed al condominio tutto sia il venditore che gli acquirenti non mi piace e non credo che giovi neanche a loro, come ho tentato di fargli capire... il tutto per paura che le detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie tornino al 36% dall'anno nuovo. Allo stato attuale credo che sia difficile giungere ad una delibera.

 

 

INFINE un aspetto non ancora considerato: ok, vogliono chiedere preventiva autorizzazione al condominio... ma il condomino di sopra, ovvero il proprietario della terrazza alla quale intendono collegarsi con la muratura per prolungarne l'ingombro fino a terra, non deve rilasciare specifica autorizzazione individuale? Trattasi attualmente di terrazzo a sbalzo, mentre dopo diverrebbe lastrico solare ad uso esclusivo, con le conseguenze del caso.

Modificato da mensanino
mensanino dice:

- "tutti i condomini nonché i loro successori ed aventi causa sono tenuti al .... oltre al rispetto del vincolo di non edificabilità assoluta sulle aree del fabbricato" (ma aggiungo io: quali aree, quelle comuni o anche quelle private come nel caso di specie? purtroppo chi lo ha scritto non ha specificato)

Penso che questa prescrizione debba interpretarsi in senso estensivo: con "aree del fabbricato" si intende "tutto l'edificio" ergo anche le parti private, e non solo quelle comuni.

 

mensanino dice:

- "sono vietate innovazioni che possano recare pregiudizio alla sanità ed alla sicurezza del fabbricato o che ne alterino il decoro..."

- "... è vietato ogni godimento che .... contrasti con il decoro e con il carattere civile della casa destinata ad uso abitazione..."

Come detto il decoro, o meglio la lesione allo stesso, è valutabile solo a posteriori. Quindi questi articoli, sotto questo aspetto, non servono ora ma ne terrà eventualmente conto il giudice deputato a decidere. Ovviamente rimangono validi i divieti riguardanti sicurezza e sanità.

 

mensanino dice:

- "ai fini estetici ... strutture da terrazzi o giardini ed eventuali recinzioni dovranno presentare carattere di uniformità" (vogliono alzare anche il tratto di muro che fa da confine al proprio giardino per motivi di sicurezza)

Qui mi sembra non ci sia alcun dubbio: il muretto non può essere alzato, venendo altrimenti alterata l'uniformità dell'edificio.

 

mensanino dice:

L'assemblea per poter eventualmente dare il proprio assenso, per quello che può valere, dovrebbe dunque prima modificare il regolamento di condominio?

Un regolamento contrattuale andrebbe modificato all'unanimità quindi non credo che sia una soluzione percorribile, in quanto tutti dovrebbero essere d'accordo e da quanto dici non sembra essere questo il caso.

 

mensanino dice:

Trattasi attualmente di terrazzo a sbalzo, mentre dopo diverrebbe lastrico solare ad uso esclusivo, con le conseguenze del caso

Se il condòmino sovrastante è proprietario del terrazzo aggettante allora l'eventuale lastrico solare risultante rimarrebbe di proprietà dello stesso e non di uso esclusivo, in ogni caso ci sarebbe bisogno della sua autorizzazione per appoggiare la nuova costruzione alla parte inferiore.

 

mensanino dice:

La situazione è piuttosto ingarbugliata, e la fretta che stanno provando a mettere al sottoscritto ed al condominio tutto sia il venditore che gli acquirenti non mi piace e non credo che giovi neanche a loro

A loro potrebbe giovare perchè sperano, facendo pressione, di ottenere velocemente questa autorizzazione e liberarsi dall'impiccio per poi procedere col rogito. Secondo il mio parere, invece, non dovreste deliberare proprio nulla, dato che esiste già un regolamento contrattuale da rispettare e per quanto riguarda il resto c'è il codice civile, quindi possono benissimo trovare le loro risposte in queste norme senza bisogno di coinvolgere il condominio su aspetti che sono già definiti.

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mensanino dice:

... ma il condomino di sopra, ovvero il proprietario della terrazza alla quale intendono collegarsi con la muratura per prolungarne l'ingombro fino a terra, non deve rilasciare specifica autorizzazione individuale? Trattasi attualmente di terrazzo a sbalzo, mentre dopo diverrebbe lastrico solare ad uso esclusivo, con le conseguenze del caso.

Questo non lo avevi detto ed io avevo creduto che volesse chiudere attaccandosi al cornicione comune.

Senza l'autorizzazione del proprietario del terrazzo, il condòmino di  sotto non solo non può attaccarci il muro ma non può attaccarci nemmeno due fisher per fissare una tenda da solesul balcone del condòmino soprastante.

Inoltre, se quel balcone aggettante dovesse diventare un lastrico di proprietà esclusiva, è vero che spenderebbe meno di manutenzione nel caso di infiltrazioni, ma spenderebbe molto di più in caso di danni perchè un conto è pagare il danno di un'infiltrazione sul giardino ed altro conto è pagare i danni se sotto c'è una stanza arredata con mobili di valore.

Il proprietario del terrazzo è a conoscenza di questa problematica che potrebbe presentarsi anche la prima volta che lava il terrazzo? 

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mensanino dice:

"ai fini estetici ... strutture da terrazzi o giardini ed eventuali recinzioni dovranno presentare carattere di uniformità"

🤔 "strutture da terrazzi" non è esattamente una definizione illuminata, per cui si potrebbe intendere che strutture che modificassero l'aspetto dei terrazzi dovrebbero mantenere l'uniformità con gli altri terrazzi, in sostanza tutti i terrazzi devono essere simili. E' vero che in questo caso la trasformazione riguarda un piano terra, ma il terrazzo sovrastante verrebbe trasformato in "tetto" e perderebbe la connotazione di terrazzo "a sbalzo" (presumo che sia aggettante) e di conseguenza verrebbe a mancare l'uniformità richiesta.

Concordo con quanto già esposto da Esmeralda e Leonardo, quindi salvo che l'unanimità dei condòmini non sia d'accordo, penso che il promittente acquirente non potrà fare le modifiche richieste.

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Esmeralda dice:

Penso che questa prescrizione debba interpretarsi in senso estensivo: con "aree del fabbricato" si intende "tutto l'edificio" ergo anche le parti private, e non solo quelle comuni.

 

Come detto il decoro, o meglio la lesione allo stesso, è valutabile solo a posteriori. Quindi questi articoli, sotto questo aspetto, non servono ora ma ne terrà eventualmente conto il giudice deputato a decidere. Ovviamente rimangono validi i divieti riguardanti sicurezza e sanità.

 

Si, anche per me con "aree del fabbricato" chi scrisse il regolamento voleva includere tutte le sue parti, sia private che comuni, ma la mia è ovviamente un'interpretazione a senso e del tutto personale; credo che i condomini che ne approvarono il testo non prestarono sufficiente attenzione a tale dicitura, e questo oggi può rivelarsi un grosso problema.

 

Sul discorso decoro si può dire tutto e il contrario di tutto, specie finché l'opera non viene materialmente terminata ed in ogni caso, dal momento che il gusto è soggettivo, il parere deve essere qualificato e motivato ovvero espresso come minimo da un perito di parte.

  

Esmeralda dice:

Qui mi sembra non ci sia alcun dubbio: il muretto non può essere alzato, venendo altrimenti alterata l'uniformità dell'edificio.

Ed anche questo mi sembra assolutamente pacifico.

 

Esmeralda dice:

Se il condòmino sovrastante è proprietario del terrazzo aggettante allora l'eventuale lastrico solare risultante rimarrebbe di proprietà dello stesso e non di uso esclusivo, in ogni caso ci sarebbe bisogno della sua autorizzazione per appoggiare la nuova costruzione alla parte inferiore.

Il condomino sovrastante non era presente alla scorsa assemblea, nella quale come detto l'argomento è stato introdotto informalmente, e ad oggi dunque non so quale sia la sua opinione al riguardo.

 

Nel frattempo però ho chiesto ulteriori precisazioni al tecnico dei futuri acquirenti, il quale mi ha scritto che nonostante dai prospetti la struttura in costruzione sembri ancorata al terrazzo soprastante oltre che alla facciata, in realtà la stessa sarà PORTANTE ED AUTONOMA, e che proprio in ragione di ciò "il proprietario del balcone non deve rilasciare alcun permesso particolare, in quanto sarà solo un discorso di finitura e di raccolta delle acque piovane che provengono dalla terrazza, ma che saranno opere a totale carico di chi realizza tale intervento".

 

Non mi trovo molto d'accordo con quanto affermato, primo perché in ogni caso il terrazzo soprastante prima affacciava su un giardino e dopo, trasformatosi in lastrico privato o meno, fungerà evidentemente anche da copertura al soggiorno dei condomini sottostanti, secondo perché per andare a regimare diversamente la acque provenienti da quel terrazzo avranno comunque bisogno di intervenirvi, a prescindere da chi sosterrà il costo, e dunque la richiesta di consenso scritto appare inevitabile. 

 

Esmeralda dice:

A loro potrebbe giovare perchè sperano, facendo pressione, di ottenere velocemente questa autorizzazione e liberarsi dall'impiccio per poi procedere col rogito. Secondo il mio parere, invece, non dovreste deliberare proprio nulla, dato che esiste già un regolamento contrattuale da rispettare e per quanto riguarda il resto c'è il codice civile, quindi possono benissimo trovare le loro risposte in queste norme senza bisogno di coinvolgere il condominio su aspetti che sono già definiti.

Il regolamento non è di natura contrattuale, lo hanno redatto gli stessi condomini "alla buona" quando tenevano l'amministrazione da soli, ovvero prima di incaricarmi. Il tecnico preferirebbe allegare l'autorizzazione del condominio alla SCIA perché il comune potrebbe potenzialmente richiedergliela e dunque bloccare i lavori una volta iniziati.

mensanino dice:

mi ha scritto che nonostante dai prospetti la struttura in costruzione sembri ancorata al terrazzo soprastante oltre che alla facciata, in realtà la stessa sarà PORTANTE ED AUTONOMA, e che proprio in ragione di ciò "il proprietario del balcone non deve rilasciare alcun permesso particolare

O il tecnico non conosce le leggi che regolano il condominio oppure mente sapendo di mentire.

E' ininfluente che il muro attaccato al terrazzo sia portante o divisorio.

Secondo te, due fisher per attaccare una tenda da sole al terrazzo soprastante sono portanti? Sicuramente no, eppure.... se al terrazzo non si può poggiare una tenda, figuriamoci un muro.

 

 

mensanino dice:

Il tecnico preferirebbe allegare l'autorizzazione del condominio alla SCIA perché il comune potrebbe potenzialmente richiedergliela e dunque bloccare i lavori una volta iniziati

Il tecnico se la sta vendendo bene dicendo che lui "preferirebbe" ma non è necessario.

Se è così sicuro che la cosa non sia vincolante, che facesse tutto senza consenso dell'assemblea, poi, i terzi che si sentiranno lesi, se lo vorranno, agiranno ognuno per conto loro.

 

Del resto, se l'assemblea dovesse riunirsi e dovesse decidere di non desse il consenso, il tecnico cosa farebbe?

Leonardo53 dice:

Questo non lo avevi detto ed io avevo creduto che volesse chiudere attaccandosi al cornicione comune.

Senza l'autorizzazione del proprietario del terrazzo, il condòmino di  sotto non solo non può attaccarci il muro ma non può attaccarci nemmeno due fisher per fissare una tenda da solesul balcone del condòmino soprastante.

Inoltre, se quel balcone aggettante dovesse diventare un lastrico di proprietà esclusiva, è vero che spenderebbe meno di manutenzione nel caso di infiltrazioni, ma spenderebbe molto di più in caso di danni perchè un conto è pagare il danno di un'infiltrazione sul giardino ed altro conto è pagare i danni se sotto c'è una stanza arredata con mobili di valore.

Il proprietario del terrazzo è a conoscenza di questa problematica che potrebbe presentarsi anche la prima volta che lava il terrazzo? 

Come ho scritto sopra, a mia richiesta di precisazioni il tecnico ha risposto che la nuova struttura sarà portante ed autonoma ovvero gravante sul solo giardino privato del medesimo appartamento e non verrà attaccata al terrazzo soprastante.

 

Sta di fatto che dalle tavole di progetto che mi ha fornito il nuovo manufatto è rappresentato proprio come contiguo ed attaccato al terrazzo soprastante... se poi intendeva dire che l'aggancio sarà soltanto estetico, magari mediante una semplice fila di mattoni facciavista, ed all'interno le due strutture non si toccheranno è un altro discorso.

 

Ma tralasciando per un momento il fatto che il terrazzo soprastante si trovava fino ad oggi sopra ad un giardino e domani si troverà sopra ad un soggiorno (e non è proprio la stessa cosa), in ogni caso non vedo come questa fila di mattoni, fascia in rame, o qualunque altra cosa di collegamento possa evitare di essere in qualche maniera agganciata al balcone soprastante, quantomeno per minimizzare al massimo l'impatto estetico dato che un'eventuale vuoto, anche solo di 10 cm, sarebbe ovviamente osceno. E dal momento che per stessa ammissione del tecnico sarà necessaria anche una diversa regimazione dell'acqua di scarico del balcone, francamente non vedo proprio come sia pensabile agire senza l'autorizzazione, più che del condominio, proprio e soltanto del proprietario soprastante, non trovate?

Danielabi dice:

🤔 "strutture da terrazzi" non è esattamente una definizione illuminata, per cui si potrebbe intendere che strutture che modificassero l'aspetto dei terrazzi dovrebbero mantenere l'uniformità con gli altri terrazzi, in sostanza tutti i terrazzi devono essere simili. E' vero che in questo caso la trasformazione riguarda un piano terra, ma il terrazzo sovrastante verrebbe trasformato in "tetto" e perderebbe la connotazione di terrazzo "a sbalzo" (presumo che sia aggettante) e di conseguenza verrebbe a mancare l'uniformità richiesta.

Concordo con quanto già esposto da Esmeralda e Leonardo, quindi salvo che l'unanimità dei condòmini non sia d'accordo, penso che il promittente acquirente non potrà fare le modifiche richieste.

Si, purtroppo la dizione "strutture da terrazzi" è una delle tante definizioni non illuminate del regolamento che ho trovato vigente... inoltre, per finire, in sede di assemblea gli stessi promittenti acquirenti hanno annunciato di voler alzare, per motivi di sicurezza, il muro di confine nel tratto del proprio giardino e questo si che comporterebbe difformità rispetto a quanto esistente nel condominio, posto che nelle tavole fornitemi dal tecnico tale intervento non è al momento rappresentato. 

 

mensanino dice:

Si, purtroppo la dizione "strutture da terrazzi" è una delle tante definizioni non illuminate del regolamento che ho trovato vigente... inoltre, per finire, in sede di assemblea gli stessi promittenti acquirenti hanno annunciato di voler alzare, per motivi di sicurezza, il muro di confine nel tratto del proprio giardino e questo si che comporterebbe difformità rispetto a quanto esistente nel condominio, posto che nelle tavole fornitemi dal tecnico tale intervento non è al momento rappresentato. 

 

Mah...non so, all'inizio sembrava che non ci fosse nemmeno bisogno di convocare l'assemblea, con tutto quello che ne è uscito dopo, direi che l'assemblea è il caso di convocarla dato un regolamento che sembra indicare una certa linea di condotta, ma non chiaramente, per cui chi se non le persone che l'hanno redatto puo' darne una interpretazione autentica?

Inoltre, come hanno fatto notare Esmeralda e Leonardo, il proprietario del balcone sovrastante si vedrebbe "scippare" una parte della proprietà...

Immagino che l'assemblea non darà l'assenso.

Danielabi dice:

Mah...non so, all'inizio sembrava che non ci fosse nemmeno bisogno di convocare l'assemblea, con tutto quello che ne è uscito dopo, direi che l'assemblea è il caso di convocarla dato un regolamento che sembra indicare una certa linea di condotta, ma non chiaramente, per cui chi se non le persone che l'hanno redatto puo' darne una interpretazione autentica?

Inoltre, come hanno fatto notare Esmeralda e Leonardo, il proprietario del balcone sovrastante si vedrebbe "scippare" una parte della proprietà...

Immagino che l'assemblea non darà l'assenso.

Anch'io d'impatto alla scorsa assemblea pensai che non ne fosse necessaria un'altra specifica, cioè che potessero procedere secondo quanto stabilito dal Regolamento Urbanistico del comune, dal Piano Casa e dal codice civile in genere... ma la presenza di questo regolamento che "dice e non dice" la rende indispensabile, tanto più che il tecnico insiste per allegarne il verbale alla pratica edilizia.

 

Circa l'interpretazione del regolamento il problema principale è che alcuni condomini sono cambiati nel frattempo e dunque non so quanto si riesca a chiarirne il significato per mezzo di chi lo ha scritto (loro stessi) ed approvato.

 

In ogni caso secondo voi con quale maggioranza dovrebbe deliberare l'eventuale assenso all'esecuzione dei lavori, fermo restando poi il problema individuale che i nuovi proprietari avrebbero con il condomino soprastante?

mensanino dice:

n ogni caso secondo voi con quale maggioranza dovrebbe deliberare l'eventuale assenso all'esecuzione dei lavori, fermo restando poi il problema individuale che i nuovi proprietari avrebbero con il condomino soprastante?

Secondo me, meglio non dare nessuna autorizzazione.

 

Al tecnico sarebbe sufficiente un'autorizzazione del genere?

"L'assemblea autorizza il condòmino ad eseguire tutti i lavori consentiti dalla Legge e dal Regolamento edilizio Comunale, fatto salvo il siritto di ciascun condòmino a ricorrere nei casi di lesione individuale o del decoro dell'edificio".

 

Ma poi, scusa, se tu convochi l'assemblea ed i condòmini non si presentano mandando l'assemblea deserta, cosa potrebbe pretendere il tecnico?

Nessuno è obbligato ad andare all'assemblea o concedere autorizzazioni.

 

Intanto prenderei del tempo, tra consulenze con tecnici di fiducia del condominio e tempi di convocazione assemblea, nonchè feste natalizie, rinvierei tutto a dopo l'Epifania.

"La gatta frettolosa fa i figli ciechi"

mensanino dice:

Il regolamento non è di natura contrattuale, lo hanno redatto gli stessi condomini "alla buona"

tieni presente anche questo.

se i condòmini sono con il tempo cambiati e se non è una convenzione registrata, ai subentrati dopo la stesura non è opponibile.

 

quindi appoggio la formula dell'autorizzazione di @Leonardo53 al #14

Modificato da paul_cayard
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