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Durata della carica di amministratore, revoca prima della scadenza del biennio

Nonostante tutti gli sforzi, non riesco a capire il funzionamento del meccanismo di nomina e revoca dell'amministratore.

La nomina avviene per un periodo di un anno ed è automaticamente rinnovata per un altro anno. Dovrebbe voler significare che l'amministratore alla prima nomina viene eletto per un biennio, decorso il quale si deve procedere a una nuova nomina (sempre per un biennio). Il Tribunale di Milano (7/10/2015) asserisce che l'omesso inserimento all'ordine del giorno dell'assemblea della nomina dell'amministratore è conforme alla nuova disciplina del condominio. Se quindi si intendesse revocare l'amministratore dopo il primo anno e l'amministratore non inserisse all'ordine del giorno la conferma o revoca dello stesso, ci si troverebbe nell'impossibilità di votare l'argomento. Si sarebbe quindi costretti a richiedere la convocazione di una specifica assemblea al riguardo. Mi sembra un meccanismo farraginoso e che la revoca dovrebbe essere possibile proporla anche se non all'ordine del giorno.

Attendo qualche commento al riguardo.

Se i condomini hanno l'intenzione di sostituire l'amministratore alla prima scadenza annuale, possono richiedere all'amministratore qualche tempo prima dell'assemblea di inserire all'OdG "revoca e nomina nuovo amministratore"

Buon giorno, si poteva evitare tutto questo.bastava inserire nella legge che in tutte le assemblee di inserire all'odg revoca e nomina così ma non creare tanta confusione come peraltro anche per altro articoli di legge. Inoltre sembra che ci sono delle sentenze sfavorevoli.

Oppure mettere in atto la procedura dettata dal primo comma dell'articolo 66 delle "Disposizioni di attuazioni del Codice Civile". Se cerchi ANCHE su questo sito troverai come fare la procedura corretta.

E più caotica se non si trova accordo della maggioranza.
Se non trovate una maggioranza tra di voi condomini, è impossibile sostituire l'amministratore in assemblea anche fosse all'OdG. l'argomento "revoca/nomina"

Sarebbe più facile e con minor tempo. E prevalente che quanto si sta intorno a un tavolo si decide meglio.

Il problema è che nel caso specifico si tratta di una mia proprietà in un luogo dove non risiedo e dove non ho quindi rapporti con gli altri condomini. Mi sono accorto di irregolarità ed errate interpretazioni di legge, ma sono "uno straniero" che mette in dubbio "l'autorità" dell'amministratore. non mi è quindi possibile ricorrere a quanto previsto dall'art. 66 primo comma, ma dovrei attendere la convocazione per l'assemblea annuale, verificare se nell'ordine del giorno compare "riconferma o revoca" e (solo successivamente) ingiungere all'amministratore (ai sensi dell'art. 1129) di convocare una assemblea specifica. Nelle lungaggini, l'amministratore continuerà ad operare ed ad inventare l'applicazione delle norme di legge a suo esclusivo vantaggio

L'amministratore dura in carica un anno, e la carica è rinnovaile.

Se l'amministratore è persona corretta, convoca l'assemblea, ed al primo punto dell'odg inserisce l'argomento "conferma e compenso dell'amministratore per l'esercizio 20.." allegando il consuntivo (rendiconto) per l'esercizio concluso; ed il preventivo, per l'esercizio iniziato.

 

Se l'amministratore si comporta diversamente, i sigg. condomini hanno facoltà di revocargli l'incarico.

E' l'assemblea dei condomini che ha il diritto-dovere di tutelare i propri interessi, senza dover subire o sopportare imposizioni o angherie.

L'amministratore è soltanto un terzo (anche quando è interno al condominio) che - pare ovvio - tutela gli interessi propri.

Nel mio (sic) condominio non si fa una riunione dal 2012. Tutti sono contenti e pagano le quote. Io sono pure contento, ma non pago nessuna quota; mentre l'amministratore latita, e tutto va come deve andare.

Auguri.

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