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Elbravodelsolar

Diritto di passaggio e comproprietà. Che differenze ci sono?

Non riesco a capire la differenza. Eravamo convinti di avere il diritto di passaggio sulla proprietà affianco alla nostra e invece dall'atto leggo

"Con la competente quota di comproprietà sugli enti comuni".

 

Si tratta allora di comproprietà? Che benefici e doveri implicano le due diverse diciture?

grazie a chi saprà aiutarmi!

la comproprietà comporta che la proprietà del bene è anche tua.

nella servitù di passaggio la proprietà non tua, ma hai solo un diritto di godere di quel bene come previsto dal contratto dagli usi dagli accordi

Se ad esempio il contratto di servitù prevede che tu possa passare di lì, su quel fondo non potrai piantarci delle siepi, potrai solamente usare quel fondo per il passaggio

se la servitù riguarda una certa parte del cortile, per esempio il passaggio centrale, non puoi usare l'intero cortile per esempio per parcheggiarci.

 

Se sono comproprietario di un cortile, posso passarci, parcheggiare ecc... ovviamente la comproprietà comporta sempre che tutti i proprietari hanno gli stessi diritti di godimento del bene

 

dal tenore del contratto direi chè è comproprietà, cioè sono beni in comunione. Li dovete gestire e goderne congiuntamente (vederete anche quali sono le rispettive quote di proprietà)

L'amministrazione è in comunione, cioè si decide insieme o a maggioranza

insomma..un po' come avviene nei condomini per le parti comuni (scale, cortile ecc..)

Grazie,

ma nel rogito, a parte questo, non vi è menzione di come sono divise le rispettive quote. C'è solo scritto "competente quota". (come del rsto non abbiamo nulla di scritto su servitù di passaggio).

 

Come posso risalire a questo dato?

Grazie

Grazie mille per la spiegazione chiara e semplice!

 

La signora del palazzo affianco al nostro con la quale condividiamo il cancello di entrata e la scala di accesso al nostro portone ci richiede di partecipare alle spese di luce e pulizia. Ma non specifica in che misura. Noi pensavamo di avere un diritto di passaggio ma sul nostro atto c'è scritta solo quella voce riportata nel mio primo commento. Quello che c'è scritto nel suo atto ci è ignoto. La signora ci manda una lettera per raccomandata con scritto "[...] Dobbiamo precisare che, poichè Lei e la sua famiglia utilizzate le scale poste sulla ns.proprietà Lei è tenuto al pagamento delle spese necessarie al loro mantenimento (luce, pulizia ecc.) Invitiamo Lei e la sua famiglia a non utilizzare in alcun modo il cortile, di nostra esclusiva proprietà [...]".

 

Quando abbiamo comprato ci hanno detto che la casa non aveva spese condominiali, siamo poi venuti a conoscenza del fatto che c'erano state delle discussioni mai effettivamente legalmente chiarificate fra i due proprietari. Noi abbiamo scritto una lettera di risposta che cita l'articolo 1123 del codice civile.

 

"1. in merito all’utilizzo delle scale poste sulla vostra proprietà, vorrei far presente che è mia intenzione contribuire alle spese di manutenzione (luce, pulizia; altro è da verificare) per le parti di nostra competenza (come precisato in seguito).

Secondo quanto riportato anche dall’articolo 1123 del Codice Civile secondo cui “Le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell'edificio, per la prestazione dei servizi nell'interesse comune e per le innovazioni (opera che importi una alterazione nella entità sostanziale o un mutamento nella destinazione della cosa comune) deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione. Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell'uso che ciascuno può farne”

Pertanto vi chiediamo che le spese vengano divise basandosi innanzitutto su delle tabelle millesimali in modo da quantificare in maniera oggettiva l’effettiva suddivisione delle “parti di competenza comune” (si veda in seguito) e la misura in cui le spese debbano gravare su tali parti (cioè l’effettivo utilizzo di tali parti da parte dei condomini).

Non riesco a capire se si tratti effettivamente di parti comuni o solo di diritto di passaggio. Ma anche lì credo che un tecnico debba valutare quanto ci spetta da pagare? considerando che questi affianco a noi sono tutti studi medici e solo noi accediamo al cancello e alla scala in quanto famiglia.

 

Grazie di nuovo!

Per come descrivi i fatti, ossia per il fatto che si parla di quota di comproprietà sulle parti comuni, mi pare che si tratti di un classico caso di condominio minimo.

Ti indico un link dove potrai, spero, trarre informazioni utili.

https://www.condominioweb.com/costituzione-di-un-condominio-minimo.11957

Quanto alla quota di comproprietà, si tratta di stabilirla con delle tabelle millesimali, adottabili anche in relazione al condominio minimo, vedi qui:

https://www.condominioweb.com/ogni-condominio-per-la-ripartizione-delle-spese-deve-dotarsi-delle-cosi-dette.304

buongiorno

approfitto della competenza dell'avvocato per un parere su un caso analogo, problema di comproprietà o diritto di passaggio.

Il problema non si era posto precedentemente, passavamo in un androne di un condominio (unica accesso sulla strada pubblica della mia proprietà interno cortile) e contribuivamo amichevolmente alle spese secondo un vecchi0 accordo verbale.

Da un po' di tempo è subentrato un amministratore prepotente che pretende di inserire la mia proprietà situata in altro edificio, in un cortile comune ma non al condominio, nel condominio stesso, imponendomi regole alle quali io non ritengo dover sottostare (tipo tabelle millesimali).

Ho verificato il rogito di acquisto: non viene citata la comproprietà dell'androne, ma neanche la servitù di passaggio, che per quanto possa essermi informato, dovrebbe risultare in questa situazione "coattiva".

Cosa devo fare per regolarizzare legalmente la mia situazione e togliermi di torno quello scocciatore?

grazie

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