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EM13

Consiglio su vizio di costruzione - COME AGIRE?

Sono stata nominata amministratore di una nuovo Condominio realizzato da una cooperativa.

Dopo 6 mesi dai rogiti, sono evidenti copiose infiltrazioni d'acqua dal sottosuolo.

Ho provveduto a segnalare il vizio di costruzione all'impresa costruttrice la quale rigetta la richiesta sostenendo di aver eseguito correttamente tutte le opere commissionate dalla cooperativa che ha assegnato gli appartamenti.

Nello specifico non è stata posizionata una guaina nelle fondamenta ed ora sussistono le infiltrazioni.

La zona interessata è un quartiere della città ben conosciuto per la presenza di aree paludose.

Possibile che il progettista, e il geologo non abbiano disposto interventi sulla posa della guaina.

Di chi potrebbe essere la responsabilità? Della cooperativa, del progettista o dell'impresa che ha costruito l'immobile?

Prima di iniziare un eventuale contenzioso legale vi sarei grato se mi comunicaste i vostri consigli.

Vi Ringrazio.

Vedi l'art. 1669 cc ed agite di conseguenza, attenzione dal momento in cui la ditta esecutrice e' stata messa al corrente del diffetto il committente ha un anno di tempo per agire, in questo caso se il diffetto non viene eliminato si va per vie legali.

Se come dici "La zona interessata è un quartiere della città ben conosciuto per la presenza di aree paludose" ciò è dovuto a presenze nel sottosuolo di falde freatiche, a quote (profondità) molto vicine alla superfice con terreni di modeste qualità

 

Se il problema era già noto nella zona, era nel progetto architettoniche che si dovevano prevedere soluzioni adatte a contrastare tale problema, e non credo che il solo posizionamento di una guaina nelle fondamenta possa essere risolutivo.

Se nulla risulta dal progetto arch in merito al contrastare tali problemi, l'impresa non può essere accusata di non aver fatto cose che non era tenuta a mettere in essere.

 

Il problema o doveva essere noto al geologo o lo stesso doveva effettuare gli opportuni saggi sul sito onde verificare la quota della falda freatica, questa informazione poi sarebbe stata utile al progettista delle strutture onde poter valutare il tipo di fondazione adeguata.

Il progettista delle strutture è responsabilizzato in tal senso, ossia per le sole strutture -fondazioni, travi, pilastri, pareti in c.a.- non è responsabile per eventuali infiltrazioni d'acqua, a lui compete assicurare la sicurezza statica dell'edificio malgrado le condizioni impervie del sottosuolo.

Comunque qualcuno sarà pur responsabile di questo grave diffetti, anche se non sarà la ditta esecutrice e probabilmente nei dibattiti che si svolgeranno in aula, in caso di ricorso, la verità verrà a galla, non si può mica fare lo scaricabarile ed i condomini paganti tenersi i diffetti.

le responsabilità sono di chi doveva prevedere e non ha, ne previsto ne successivamente fatto nulla.

Il costruttore, in questo caso, è un esecutore di opere commissionate....le "colpe e responsabilità" a mio avviso sono più a monte

Esattamente l'art. 1669 cc cita l'appaltatore e difetti di costruzione e suolo, per cui secondo me, che non sono un tecnico, si dovrebbe intendete tutto il complesso di persone che hanno collaborato alla realizzazione dell'opera e non solamente l'esecutore materiale (costruttore), fatti responsabili che emergeranno sicuramente in caso di ricorso giudiziale.

Sto vivendo una stessa identica esperienza in un condominio che amministro. La cosa migliore da fare è aprire una ATP (accertamento tecnico preventivo, ovvero consulenza tecnica preventiva) che è una procedura stragiudiziale (rientra tra i procedimenti sommari), Il Giudice nominerà un CTU (consulente tecnico di ufficio) e le parti in causa i CTP (consulenti tecnici di parte) sia tecnici (architetto, geometra, ingegnere, geologo) che legali (avvocati). Attenzione poi ai tempi, se si individuno con esattezza le cause e si compiono azioni che evidenzino questa consapevolezza e la denuncino, scatta il perdiodo di un anno di tempo, oltre il quale senza azioni opportune si va in prescrizione, e si perde ogni diritto di azione. E' una procedura abbastanza snella, che ovviamente ha dei costi e richiede organizzazione ed attenzione, ma se ne esce abbastanza vivi (per la cronaca e la curiosità, ma a noi amministratori riguarda poco, adesso e da pochi mesi la procedura è completamente informatizzata). La prima cosa da fare è affidarsi ad un buonissimo Avvocato, ed individuare uno straottimo tecnico (meglio uno studio tecnico, plurisciplinare), il resto è "quasi" automatico. Ovvamenmte ci va una delibera assembleare, ed un budget opportuno per le spese (incarichi), poi arriveranno anche i rimborsi per i danni.

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