Vai al contenuto
Andyrux68

Cause: serve il consenso dell'assemblea?

Un'amminstratore chiede via e-mail non pec ai suoi condomini di denunciare un'altro soggetto, ipotetico responsabile di un furto utenza con cambio gestore di fornitura elettrica. Su 50 condomini rispondono in sei con pareri diversi, a questo punto l'amministratore si tira indietro perché non ha l'unanimità senza dare seguito ad un tentativo di accordo con il gestore fraudolentemente subentrato.

 

Tale comportamento é formalmente corretto? un rappresentante legale quale l'amministratore cosa deve tentare perché venga tutelato il condominio in questi casi? Deve indire assemblea e mettere all'ordine del giorno l'approvazione della denuncia ed eventuale causa raccogliendo gli eventuali dissensi rispetto alle liti? doveva proseguire senza autorizzazione nell'interesse del condominio? La sua inerzia dopo solo cinque e-mail é considerata un'inadempienza?

 

grazie a tutti

l'amministratore non è un rappresentante legale del condominio, ma un soggetto a cui l'assemblea conferisce mandato.

I suoi poteri sono quelli previsti dal codice, se esorbitano deve essere autorizzato dall'assemblea.

Non mi pare che tra i suoi poteri de plano vi sia quello di proporre querele (denunce).

l'amministratore doveva convocare un'assemblea straordinaria e far decidere ai condomini sul da farsi.

generalmente si fa così, ma occorre anche vedere che prove e cosa sia effettivamente successo. Il racconto del nostro utente è un po' confuso... non si capisce bene il dettaglio di questo furto e subentro..

 

A me è successo che un gestore, di suo, sia subentrato tramite un loro addetto che inviava all'azienda contratti per fornitura luce che firmava egli stesso spacciando la firma per quella dell'amministratore dei vari condomini che gli capitavano a mira.

Ho scritto all'azienda mettendoli in mora e specificando che l'amministratore nulla aveva firmato e chiedendo copia del contratto. Non me lo hanno mai inviato (forse per evitare che denunciassimo il tizio), ma in compenso hanno ammesso di avere avuto problemi con un procacciatore e mi hanno subito rimesso tutto a posto, pagando i danni

 

Ora, non so se il caso in oggetto qui sia una cosa simile

Cerco di spiegarmi meglio.

 

Amministratore si accorge dello scippo di un'utenza richiede i documenti comprovanti la richiesta di passaggio ad altro fornitore e scopre che la richiesta é stata fatta da una società con apparente mandato del vecchio amministratore. Denuncia i vecchio amministratore per essersi sostituito alla sua figura eppoi chiede ai condomini di sporre denuncia verso l'ex amministratore per fargli causa e richiedere i danni. Lo fa via e-mail, rispondono 5 persone su 50 con pareri discordanti. Uno di questi guardando il contratto e confrontando la firma con quella dei vecchi verbali nota che le firme sono completamente diverse, a questo punto il condomino si dissocia da questa iniziativa ritenendo che intentare causa verso il vecchio ammistratore per pochi spicci di bolletta non fosse assolutamente producente anzi, se ci fosse stato il disconoscimento della firma non si sarebbe vista terminare a buon fine la lite. Adesso l'amm. adduce al mancato rimborso delle quote versate all'inerzia del condominio che non ha voluto denunciare l'ex amministratore. Premesso che un condomino non può rappresentare la volonta dei restanti 49 la domanda é:

 

Tale comportamento é formalmente corretto? un amministratore cosa deve tentare perché venga tutelato il condominio in questi casi? Deve indire assemblea e mettere all'ordine del giorno l'approvazione dell'apertura della lite ed eventuale causa raccogliendo gli eventuali dissensi rispetto alle liti? doveva proseguire senza autorizzazione nell'interesse del condominio? La sua inerzia dopo solo cinque e-mail é considerata un'inadempienza?

 

spero di essermi espresso in maniera comprensiva.

Cerco di spiegarmi meglio.

 

Amministratore si accorge dello scippo di un'utenza richiede i documenti comprovanti la richiesta di passaggio ad altro fornitore e scopre che la richiesta é stata fatta da una società con apparente mandato del vecchio amministratore. Denuncia i vecchio amministratore per essersi sostituito alla sua figura eppoi chiede ai condomini di sporre denuncia verso l'ex amministratore per fargli causa e richiedere i danni. Lo fa via e-mail, rispondono 5 persone su 50 con pareri discordanti. Uno di questi guardando il contratto e confrontando la firma con quella dei vecchi verbali nota che le firme sono completamente diverse, a questo punto il condomino si dissocia da questa iniziativa ritenendo che intentare causa verso il vecchio ammistratore per pochi spicci di bolletta non fosse assolutamente producente anzi, se ci fosse stato il disconoscimento della firma non si sarebbe vista terminare a buon fine la lite. Adesso l'amm. adduce al mancato rimborso delle quote versate all'inerzia del condominio che non ha voluto denunciare l'ex amministratore. Premesso che un condomino non può rappresentare la volonta dei restanti 49 la domanda é:

 

Tale comportamento é formalmente corretto? un amministratore cosa deve tentare perché venga tutelato il condominio in questi casi? Deve indire assemblea e mettere all'ordine del giorno l'approvazione dell'apertura della lite ed eventuale causa raccogliendo gli eventuali dissensi rispetto alle liti? doveva proseguire senza autorizzazione nell'interesse del condominio? La sua inerzia dopo solo cinque e-mail é considerata un'inadempienza?

 

spero di essermi espresso in maniera comprensiva.

il comportamento dell'amministratore non è corretto in quanto avrebbe dovuto convocare un'assemblea e far decidere ai condomini. Egli è un rappresentante dei condomini e non può prendere iniziative personali in un senso o nell'altro senza il parere dell'assemblea.

E' sbagliato il comportamento dello stesso di chiedere, via mail, ai condomini di sporre denuncia verso l'ex amministratore per fargli causa e richiedere i danni, anche perché le decisioni prese fuori dall'assemblea non hanno alcun valore.

×