Vai al contenuto
cutter

Acconti e conguagli bolletta acquedotto

Vivo in un condominio costituito da 14 appartamenti (due dei quali uniti) e 5 locali commerciali (tre dei quali uniti in un unico esercizio: un bar) nel quale vi è un unico contratto di fornitura idrica con Acquedotto Pugliese per un totale di 24 moduli contrattuali. Ho forti dubbi che la ripartizione delle spese fatta dall’amministratore sia corretta.

 

(email lunga – per la versione breve saltare al punto 5)

 

  • (1) Il contratto con AQP, risalente agli anni sessanta, prevede un modulo per ogni appartamento e due per ogni locale commerciale. Per prassi condominiale, le spese fisse sono suddivise in 19 parti uguali senza distinguere fra appartamenti e locali. In pratica con questa scelta le fasce di consumo garantite a ciascuna unità immobiliare sono incrementate del 25% circa rispetto a quelle normali, in cambio di un pari aumento dei costi fissi.
  • (2) I cosiddetti oneri di perequazione (contributo terremotati, etc.), sebbene addebitati da AQP in proporzione ai consumi, vengono ripartiti in 19 parti uguali.
  • (3) I consumi sono molto diversificati (diversi appartamenti sono vuoti, mentre il bar a piano terra da solo copre i 2/3 dei consumi totali): i metri cubi che ciascuno avrebbe diritto di consumare a tariffa agevolata e non consuma non gli vengono fatturati e aumentano la tariffazione di vantaggio degli altri condomini, che non pagano eccedenza, o ne pagano meno.
  • (4) Poiché il consumo fatturato, anche a conguaglio, non corrisponde mai alla somma dei consumi rilevati dai contatori divisionali, per far quadrare i conti l’amministratore modifica le letture iniziali solo ad alcuni condomini, che così non corrispondono alle letture finali della bolletta precedente. Non è in grado di dirmi quale criterio segue: di sicuro non è né proporzionale, né in parti uguali, né una via di mezzo tra le due.
  • (5) Il problema maggiore è quando arriva la bolletta annuale di conguaglio: i consumi, fatti salvi i problemi espressi dai punti precedenti, sono ripartiti tenendo conto la lettura di inizio anno e di fine anno. Alle quote così calcolate non sono sottratti gli acconti versati dai condomini nelle fatturazioni precedenti, ma viene fatto una specie di “sconto” proporzionale per tutti. Mi spiego con un esempio:

 

TRIMESTRE 1. Bolletta di acconto da 100 euro: sulla base dei consumi trimestrali il condomino A paga 20 euro, il condomino B 30 euro, il condomino C 50 euro.

TRIMESTRE 2. Bolletta di acconto da 100 euro: come sopra, condomino A paga 20 euro, condomino B 30 euro, condomino C 50 euro.

TRIMESTRE 3. Bolletta di acconto da 100 euro: condomino A paga 20 euro, condomino B 30 euro, condomino C 50 euro.

Totale acconti versati: condomino A 60 euro, condomino B 90 euro, condomino C 150 euro.

 

TRIMESTRE 4. Bolletta di conguaglio da 500 euro di cui 300 già pagati: sulla base dei consumi annuali se le spese del condomino A sono di 75 euro, quelle del condomino B sono di 125 euro e quelle del condomino C sono di 300 euro io mi aspetterei che ciascuno paghi la differenza fra spesa totale individuale e acconti versati: 75-60=15 euro per il condomino A, 125-90=35 euro per il condomino B e 300-150=150 euro per il condomino C.

Secondo il nostro amministratore, invece, poiché dei 500 euro complessivi il 60% è stato già pagato tutti hanno diritto al 60% di “sconto” e devono versare solo il 40% dei loro consumi: così il condomino A deve pagare 75*40%= 30 euro, il condomino B 125*40%=50 euro e il condomino C 300*40%=120 euro.

 

Durante il lockdown ho speso diverse ore al telefono con l’amministratore per segnalare il problema. Quando, dopo l’ultima bolletta sbagliata, ho chiesto spiegazioni per iscritto, l’amministratore mi ha risposto con la seguente supercazzola:

 

«Il metodo adottato dal sottoscritto e non solo è quello canonico avallato appieno dall'AQP: chi consuma di più paga di più. È un ragionamento pilastro su cui poggia un metodo empirico riferibile, oserei dire, a quella logica deduttiva qui apparentemente contrapposta a quella matematica o a criteri scientifici.
Ed è per questo che tale metodo diventa de facto canonico, regolare e lineare accettato ab omnibus.
I campioni sportivi del passato non avevano il supporto della scienza dell'alimentazione né della medicina dello sport, bastava loro un assiduo allenamento e una sobria alimentazione con una sana e robusta costituzione fisica. Quella era una valida e solida consuetudine nelle prerogative sportive di allora che veniva osservata come Legge per il raggiungimento di grandi vittorie toccando le vette dell'onore e della gloria soprattutto dagli atleti nelle olimpiadi della antica Grecia.
Nella fattispecie, esiste una chiara discrasia tra il metodo adottato non solo dal sottoscritto e il criterio scientifico da Lei prospettato obiettivamente contestabile in quanto il primo mira a raggiungere un risultato equo, lecito e consono in base al consumo che postula per sua stessa natura quella ripartizione in seno ad un fermo equilibrio nazionale».

 

Dei cinque punti indicati sopra, l’unico che trovo discrezionale ma condivisibile è il 3, ma capisco che anche 1 e 2 possono essere prassi ritenute ammissibili dalla consuetudine. Invece sul punto 4 (discrasie tra rilevazioni e fattura) e soprattutto sul 5 (gestione acconti) sono davvero interdetto.

Possibile che abbia torto io e ragione lui? Diversamente, come mi suggerite di agire?

" (1) Il contratto con AQP, risalente agli anni sessanta, prevede un modulo per ogni appartamento e due per ogni locale commerciale." 

 

Scusa la mia ignoranza ma cos'è il modulo contrattuale? 

In rete ho trovato questo articolo che potrebbe interessare :

 

--link_rimosso--

Modificato da Vito46
Vito46 dice:

Scusa la mia ignoranza ma cos'è il modulo contrattuale? 

Ogni utenza per legge ha diritto a TOT litri a tariffa agevolata.

Quando il contratto con il fornitore è condominiale, il numero di moduli contrattuali dice quanti litri al giorno a tariffa agevolata il condominio ha diritto: ad es. un modulo dà 200 litri, due moduli 400, e così via. Di norma i moduli contrattuali sono pari al numero di unità immobiliari, ma nel mio caso sono di più.

 

Vito46 dice:

In rete ho trovato questo articolo che potrebbe interessare: --link_rimosso--

Grazie, ma non mi è di molto aiuto

cutter dice:

Vivo in un condominio costituito da 14 appartamenti (due dei quali uniti) e 5 locali commerciali (tre dei quali uniti in un unico esercizio: un bar) nel quale vi è un unico contratto di fornitura idrica con Acquedotto Pugliese per un totale di 24 moduli contrattuali. Ho forti dubbi che la ripartizione delle spese fatta dall’amministratore sia corretta.

 

(email lunga – per la versione breve saltare al punto 5)

 

  • (1) Il contratto con AQP, risalente agli anni sessanta, prevede un modulo per ogni appartamento e due per ogni locale commerciale. Per prassi condominiale, le spese fisse sono suddivise in 19 parti uguali senza distinguere fra appartamenti e locali. In pratica con questa scelta le fasce di consumo garantite a ciascuna unità immobiliare sono incrementate del 25% circa rispetto a quelle normali, in cambio di un pari aumento dei costi fissi.
  • (2) I cosiddetti oneri di perequazione (contributo terremotati, etc.), sebbene addebitati da AQP in proporzione ai consumi, vengono ripartiti in 19 parti uguali.
  • (3) I consumi sono molto diversificati (diversi appartamenti sono vuoti, mentre il bar a piano terra da solo copre i 2/3 dei consumi totali): i metri cubi che ciascuno avrebbe diritto di consumare a tariffa agevolata e non consuma non gli vengono fatturati e aumentano la tariffazione di vantaggio degli altri condomini, che non pagano eccedenza, o ne pagano meno.
  • (4) Poiché il consumo fatturato, anche a conguaglio, non corrisponde mai alla somma dei consumi rilevati dai contatori divisionali, per far quadrare i conti l’amministratore modifica le letture iniziali solo ad alcuni condomini, che così non corrispondono alle letture finali della bolletta precedente. Non è in grado di dirmi quale criterio segue: di sicuro non è né proporzionale, né in parti uguali, né una via di mezzo tra le due.
  • (5) Il problema maggiore è quando arriva la bolletta annuale di conguaglio: i consumi, fatti salvi i problemi espressi dai punti precedenti, sono ripartiti tenendo conto la lettura di inizio anno e di fine anno. Alle quote così calcolate non sono sottratti gli acconti versati dai condomini nelle fatturazioni precedenti, ma viene fatto una specie di “sconto” proporzionale per tutti. Mi spiego con un esempio:

 

TRIMESTRE 1. Bolletta di acconto da 100 euro: sulla base dei consumi trimestrali il condomino A paga 20 euro, il condomino B 30 euro, il condomino C 50 euro.

TRIMESTRE 2. Bolletta di acconto da 100 euro: come sopra, condomino A paga 20 euro, condomino B 30 euro, condomino C 50 euro.

TRIMESTRE 3. Bolletta di acconto da 100 euro: condomino A paga 20 euro, condomino B 30 euro, condomino C 50 euro.

Totale acconti versati: condomino A 60 euro, condomino B 90 euro, condomino C 150 euro.

 

TRIMESTRE 4. Bolletta di conguaglio da 500 euro di cui 300 già pagati: sulla base dei consumi annuali se le spese del condomino A sono di 75 euro, quelle del condomino B sono di 125 euro e quelle del condomino C sono di 300 euro io mi aspetterei che ciascuno paghi la differenza fra spesa totale individuale e acconti versati: 75-60=15 euro per il condomino A, 125-90=35 euro per il condomino B e 300-150=150 euro per il condomino C.

Secondo il nostro amministratore, invece, poiché dei 500 euro complessivi il 60% è stato già pagato tutti hanno diritto al 60% di “sconto” e devono versare solo il 40% dei loro consumi: così il condomino A deve pagare 75*40%= 30 euro, il condomino B 125*40%=50 euro e il condomino C 300*40%=120 euro.

 

Durante il lockdown ho speso diverse ore al telefono con l’amministratore per segnalare il problema. Quando, dopo l’ultima bolletta sbagliata, ho chiesto spiegazioni per iscritto, l’amministratore mi ha risposto con la seguente supercazzola:

 

«Il metodo adottato dal sottoscritto e non solo è quello canonico avallato appieno dall'AQP: chi consuma di più paga di più. È un ragionamento pilastro su cui poggia un metodo empirico riferibile, oserei dire, a quella logica deduttiva qui apparentemente contrapposta a quella matematica o a criteri scientifici.
Ed è per questo che tale metodo diventa de facto canonico, regolare e lineare accettato ab omnibus.
I campioni sportivi del passato non avevano il supporto della scienza dell'alimentazione né della medicina dello sport, bastava loro un assiduo allenamento e una sobria alimentazione con una sana e robusta costituzione fisica. Quella era una valida e solida consuetudine nelle prerogative sportive di allora che veniva osservata come Legge per il raggiungimento di grandi vittorie toccando le vette dell'onore e della gloria soprattutto dagli atleti nelle olimpiadi della antica Grecia.
Nella fattispecie, esiste una chiara discrasia tra il metodo adottato non solo dal sottoscritto e il criterio scientifico da Lei prospettato obiettivamente contestabile in quanto il primo mira a raggiungere un risultato equo, lecito e consono in base al consumo che postula per sua stessa natura quella ripartizione in seno ad un fermo equilibrio nazionale».

 

Dei cinque punti indicati sopra, l’unico che trovo discrezionale ma condivisibile è il 3, ma capisco che anche 1 e 2 possono essere prassi ritenute ammissibili dalla consuetudine. Invece sul punto 4 (discrasie tra rilevazioni e fattura) e soprattutto sul 5 (gestione acconti) sono davvero interdetto.

Possibile che abbia torto io e ragione lui? Diversamente, come mi suggerite di agire?

Buonasera ingegnere, ho letto tutte le risposte che le sono state date. La mia considerazione è una sola: se AQP installa un contatore personale - come Enel - tante discussioni non ci sarebbero ma questi signori che dirigono l'Ente non lo capiscono o non lo vogliono capire. Si può solo sperare che prima o poi si decidano a posizionare contatori singoli così ognuno paga il suo e le discussioni finiscono.

Nicola L. dice:

Buonasera ingegnere, ho letto tutte le risposte che le sono state date. La mia considerazione è una sola: se AQP installa un contatore personale - come Enel - tante discussioni non ci sarebbero ma questi signori che dirigono l'Ente non lo capiscono o non lo vogliono capire. Si può solo sperare che prima o poi si decidano a posizionare contatori singoli così ognuno paga il suo e le discussioni finiscono.

È dall'era dei dinosauri che il contatore acqua individuale  è obbligatorio istallarlo nelle singole unità. 

 

 

https://www.condominioweb.com/contatore-acqua-nel-condominio.204

Modificato da Vito46
Vito46 dice:

Vito 46 conosco il link. Ma da quello che ho sempre interpretato si riferisce non ai gestori dell'acqua - nel ns caso AQP - ma ai condomini. Come certamente ben sai AQP installa un solo contatore condominiale: poi all'interno delle singole unità bisogna installarne uno di sottolettura e le discussioni nascono tutte da questo punto in poi. 

I moduli sono gli allacciamenti all'interno del condominio.

 

Modificato da Nicola L.
Nicola L. dice:

Vito 46 conosco il link. Ma da quello che ho sempre interpretato si riferisce non ai gestori dell'acqua - nel ns caso AQP - ma ai condomini. Come certamente ben sai AQP installa un solo contatore condominiale: poi all'interno delle singole unità bisogna installarne uno di sottolettura e le discussioni nascono tutte da questo punto in poi. 

I moduli sono gli allacciamenti all'interno del condominio.

 

Ogni condomino può, dunque, far imporre, a tutti gli altri condomini,l'istallazione dei medesimi, se non amichevolmente, in assemblea, anche a mezzo di ordinanza del Giudice di Pace competente nella materia.
 

 

Come da articolo riportato la legge riguarda i contatori individuali. Difatti il singolo condomino può far imporre l'istallazione dove non sono presenti. 

Saluti😄

Modificato da Vito46
Vito46 dice:

Ogni condomino può, dunque, far imporre, a tutti gli altri condomini,l'istallazione dei medesimi, se non amichevolmente, in assemblea, anche a mezzo di ordinanza del Giudice di Pace competente nella materia.
 

 

Come riportato la legge riguarda i contatori individuali. Difatti il singolo condomino può far imporre l'istallazione dove non sono presenti. 

Saluti😄

Sul forum di queste discussioni ce ne sono tantissime e non se ne viene mai a capo. Ci sono condomini che non ti fanno entrare in casa per la lettura dei contatori,poi ci sono i furbetti e le discussioni che non finiscono mai. Salvo casi particolari in casa non può entrare nessuno nemmeno l'amministratore per leggere il contatore dell'acqua.

Nicola L. dice:

Sul forum di queste discussioni ce ne sono tantissime e non se ne viene mai a capo. Ci sono condomini che non ti fanno entrare in casa per la lettura dei contatori,poi ci sono i furbetti e le discussioni che non finiscono mai. Salvo casi particolari in casa non può entrare nessuno nemmeno l'amministratore per leggere il contatore dell'acqua.

Il rimedio ci sarebbe. Comunicazione della lettura solo tramite foto del contatore. Cosi verrebbero scoperti i furbetti , che non dichiarano i consumi esatti, e conseguente loro addebito della differenza tra consumi in fattura e il totale di quelli rilevati con foto. 

Modificato da Vito46

Ringrazio tutti delle risposte, ma penso che sia utile chiarire alcuni aspetti ulteriori:

 

  1. Ogni unità immobiliare è dotata di un proprio contatore divisionale ("di sottrazione") che tuttavia regola i rapporti interni al condominio e non quelli con l'Acquedotto Pugliese. Arriva perciò un'unica fattura e spetta all'amministratore di condominio ripartirla in base ai consumi individuali.

  2. Il problema sollevato non riguarda condomini che "fanno i furbi", ma il criterio con il quale l'amministratore ripartisce la spesa. Purtroppo la materia è ostica e se già in questo forum non se ne viene a capo dispero di poterlo fare parlando con gli altri condomini, spesso anziani o comunque non molto avvezzi a questioni contabili.

 

Quello che mi interessa capire, soprattutto, è se c'è qualche altro condominio [al mondo] in cui gli le quote di acconto versate dai condomini non rilevano quando si fanno i conguagli!

 

Modificato da cutter
cutter dice:

Ringrazio tutti delle risposte, ma penso che sia utile chiarire alcuni aspetti ulteriori:

 

  1. Ogni unità immobiliare è dotata di un proprio contatore divisionale ("di sottrazione") che tuttavia regola i rapporti interni al condominio e non quelli con l'Acquedotto Pugliese. Arriva perciò un'unica fattura e spetta all'amministratore di condominio ripartirla in base ai consumi individuali.

  2. Il problema sollevato non riguarda condomini che "fanno i furbi", ma il criterio con il quale l'amministratore ripartisce la spesa. Purtroppo la materia è ostica e se già in questo forum non se ne viene a capo dispero di poterlo fare parlando con gli altri condomini, spesso anziani o comunque non molto avvezzi a questioni contabili.

 

Quello che mi interessa capire, soprattutto, è se c'è qualche altro condominio [al mondo] in cui gli le quote di acconto versate dai condomini non rilevano quando si fanno i conguagli!

 

Il suo problema l'ho capito ingegnere ma andando al sodo la sostanza non cambia: chi causa sti problemi è il sistema adotto da AQP. I contatori divisionali non devono essere condominiali ma di AQP. I conteggi fatti dal suo amministratore sono alquanto discutibili ( per il mio modo di vedere ) anche perché i consumi dell'acqua non sono tutti uguali. Il suo esempio lo condivido.

Nicola L. dice:

Il suo problema l'ho capito ingegnere ma andando al sodo la sostanza non cambia: chi causa sti problemi è il sistema adotto da AQP. I contatori divisionali non devono essere condominiali ma di AQP. I conteggi fatti dal suo amministratore sono alquanto discutibili ( per il mio modo di vedere ) anche perché i consumi dell'acqua non sono tutti uguali. Il suo esempio lo condivido.

Per tagliare la testa al toro, a mio modo di vedere, visto che sono presenti contatori individuali, per una corretta ripartizione si devono sommare tutti gli importi delle fatture relative al periodo considerato. Operare la ripartizione secondo lo schema di addebito usato dal fornitore del servizio, per l'ottenimento delle quote unitarie da addebitare ai condòmini, detratti gli acconti già versati. 

Ogni altro tipo di ripartizione è una forzatura. 

Modificato da Vito46
cutter dice:

Ringrazio tutti delle risposte, ma penso che sia utile chiarire alcuni aspetti ulteriori:

 

  1. Ogni unità immobiliare è dotata di un proprio contatore divisionale ("di sottrazione") che tuttavia regola i rapporti interni al condominio e non quelli con l'Acquedotto Pugliese. Arriva perciò un'unica fattura e spetta all'amministratore di condominio ripartirla in base ai consumi individuali.

  2. Il problema sollevato non riguarda condomini che "fanno i furbi", ma il criterio con il quale l'amministratore ripartisce la spesa. Purtroppo la materia è ostica e se già in questo forum non se ne viene a capo dispero di poterlo fare parlando con gli altri condomini, spesso anziani o comunque non molto avvezzi a questioni contabili.

 

Quello che mi interessa capire, soprattutto, è se c'è qualche altro condominio [al mondo] in cui gli le quote di acconto versate dai condomini non rilevano quando si fanno i conguagli!

 

Nel forum il problema da lei sollevato è stato più volte esaminato e risolto fornendo metodi diversi per la ripartizione dei consumi idrici del condominio (dei condomini allacciati alla rete idrica condominiale, misurati dal contatore generale di proprietà del fornitore dei servizi idrico, di fognatura e depurazione)  e calcolati per fasce e in relazione al numero di moduli contrattuali.

 

La risposta alla sua domanda è scontata: i conguagli relativi annuali (o a un ben determinato periodo temporale)  si ottengono come differenza fra i consumi in € versati in acconto e quelli in € calcolati in base ai consumi annuali (o relativi al periodo) in mc.

 

La presenza di 5 moduli contrattuali in più rispetto al numero delle unità immobiliari allacciate alla rete idrica condominiale e, tramite questa, allacciate alla rete pubblica, come ha già osservato, consente un incremento delle fasce di consumo individuali stabilite dal piano tariffario dell’ente erogatore.

 

Il primo passo consiste nel ripartire fra i condomini la differenza fra la somma dei consumi in mc rilevati  dai contatori divisionali e il consumo fatturato rilevato dal contatore generale, possibilmente nel medesimo giorno.

Per ciascun condomino si calcola il consumo in mc per fasce e l’importo in € applicando il piano tariffario stabilito dall'ente.

Il totale dei mc per ciascuna fascia e quindi il totale degli importi in € non coincideranno con quelli in fattura.

La differenza fra il totale calcolato e il totale in fattura è ripartito fra gli utenti con un criterio stabilito dai condomini: in proporzione ai consumi in mc oppure in proporzione ai consumi calcolati.

Il tal modo si rendono eguali il totale dei consumi calcolati e il totale del consumo fatturato, distribuendo il beneficio derivante dal mancato superamento dei limiti di ciascuna fascia da parte dei condomini con bassi consumi fra tutti gli utenti allacciati alla rete.

 

Un altro metodo consiste nel ripartire i consumi in mc per ciascuna fascia, riportati nelle fatture dell’ente, in modo tale da eguagliare i consumi individuali totali in mc per ciascuna fascia coi corrispondenti consumi in mc riportati nelle fatture dell’ente e di conseguenza eguagliare gli importi totali in € con quelli in fattura.

Questo secondo metodo è ad esclusivo vantaggio dei condomini con consumi individuali in fasce non raggiunte dal condominio nel suo complesso (fasce in fattura).

  • Grazie 1

La ringrazio molto per la cortesia e la chiarezza.

Per confronto riporto il metodo che adotterei io, descritto passo-passo e che, a meno di piccole variazioni, mi sembra segua la stessa logica da lei suggerita:

  • (1)      Calcolo il costo medio variabile al metro cubo per ciascuno scaglione tariffario, sulla base dei costi unitari fatturati in bolletta, tenendo conto dei costi al metro cubo di tutte le voci di costo variabile (acqua, fogna, depurazione, oneri di perequazione) e di eventuali modifiche tariffarie intervenute.
  • (2)      Calcolo il costo fisso per modulo contrattuale, sulla base dei costi unitari fatturati in bolletta tenendo conto di tutte le voci di costo fisso (canoni acqua, fogna, depurazione, etc.) e di eventuali modifiche tariffarie.
  • (3)      Rilevo, possibilmente nella stessa data, le letture cosiddette finali dei contatori divisionali.
  • (4)      Calcolo i consumi individuali sottraendo alle letture finali dei contatori divisionali le corrispondenti letture iniziali (letture finali usate nella precedente bolletta, per le bollette di acconto, e nella precedente bolletta di conguaglio, per le bollette di conguaglio).
  • (5)      In assenza di consumi condominiali significativi non rilevati da apposito contatore divisionale (ad es. per la cura del verde) ricalcolo i consumi individuali in modo che la loro somma coincida con i consumi riportati in bolletta. (Se ci fossero consumi condominiali significativi li ripartirei in base alle tabelle millesimali).
  • (6)      Partendo dallo scaglione tariffario più basso, ripartisco fra i condomini tutti i metri cubi fatturati fra i condomini avendo cura di non superare per nessuno i valori ottenuti al punto precedente. Eventuali quote di consumo spettanti a un condomino che non ne usufruisce vanno a vantaggio degli altri.
  • (7)      Ripeto l’operazione per tutti gli scaglioni tariffari.
  • (8)      Per ciascun condomino calcolo l’importo lordo variabile, pari alla somma dei prodotti fra i costi medi al metro cubo di ciascuna fascia tariffaria per i metri cubi attribuiti in quella fascia.
  • (9)      Per ciascun condomino calcolo l’importo lordo fisso, pari al prodotto fra il costo fisso per modulo contrattuale e il numero di moduli contrattuali a tale condomino spettanti in base agli accordi assembleari
  • (10)   Per ciascun condomino calcolo l’imponibile, sommando l’importo lordo fisso e l’importo lordo variabile e sottraendo gli anticipi da esso versati nelle eventuali bollette di acconto. Il calcolo tiene opportunamente conto dell’IVA e di eventuali agevolazioni riconosciute dall’ente gestore al singolo nucleo familiare (es. bonus sociale idrico) e che vanno scomputate dall'imponibile di quel singolo nucleo.

L'unica differenza rispetto a quanto propone lei, mi pare di capire, sta nel calcolo al punto 5: col mio approccio, le discrasie tra consumi totali fatturati e somma dei consumi individuali rilevati sono risolte ripartendole fra i condomini in proporzione ai metri cubi rilevati.

Viene cioè esclusa sia la ripartizione in proporzione ai costi fatturati, sia il ricalcolo dei costi medi al metro cubo per ciascuna fascia tariffaria in modo da eguagliare gli importi sulla base delle letture divisionali con quelli sulla base della fattura: a mio avviso nel primo caso si introduce un elemento distorcente a danno di chi, avendo consumi elevati, registra anche costi medi unitari più alti; nel secondo si rischia che il costo effettivo di un metro cubo che ricade nella fascia tariffaria più costosa diventi minore di quello di un metro cubo che ricade in una fascia più economica, contraddicendo la ratio normativa che mira a penalizzare lo spreco d'acqua.

 

PS: sono relativamente nuovo su questo forum e mi adeguo al "lei", anche se per abitudine sui social trovo più diretto l'uso del "tu" 🙂

Per ogni regione sono pubblicate le tariffe e le modalità di calcolo dei costi. 

Questo è un sunto dei parametri di calcolo per addebito costi per consumi individuali in Puglia. 

Puoi rapportare tutto a giorni oppure ad anno. 

https://www.aqp.it/clienti/tariffe/prezzi-ato-puglia/dettagli-articolazione-tariffaria

Non ci sarà mai corrispondenza tra i consumi totali rilevati sui contatori individuali e quelli fatturati dal fornitore del servizio pertanto devi spalmare la differenza positiva/negativa dei costi in base ai consumi individuali. 

 

--allegato_rimosso--

Modificato da Vito46

Preciso meglio il punto 5, che non avevo scritto in modo chiaro:

  • (5)      In assenza di consumi condominiali significativi non rilevati da apposito contatore divisionale (ad es. per la cura del verde) riparametro i consumi individuali aumentandoli o diminuendoli proporzionalmente in modo chela loro somma coincida con i consumi riportati in bolletta. (Se ci fossero consumi condominiali significativi che spieghino la discrasia, quindi non semplicemente la pulizia delle scale, ne terrei conto e ripartirei la differenza in base alle tabelle millesimali o ad altro metodo stabilito in assemblea).

 

cutter dice:
  • (5)      In assenza di consumi condominiali significativi non rilevati da apposito contatore divisionale (ad es. per la cura del verde) ricalcolo i consumi individuali in modo che la loro somma coincida con i consumi riportati in bolletta. (Se ci fossero consumi condominiali significativi li ripartirei in base alle tabelle millesimali).

Il ricalcolo dei consumi in mc individuali (normalizzazione ) di cui al punto (5) è necessario per ripartire la differenza fra il totale dei consumi individuali e il consumo totale in bolletta e rappresenta la base su cui calcolare i consumi in euro.

La suddetta differenza è determinata da una serie di cause fra cui la non contemporaneità delle letture dei contatori divisionali e del contatore generale, errori sistematici degli strumenti di misura, bolle d’aria presenti nella rete cittadina ……, consumi per usi condominiali non sottoposti a misura, perdite accidentali lungo la rete condominiale.

I metodi che ho descritto ripartiscono i consumi in mc relativi al solo servizio di acquedotto e calcolano gli importi in euro corrispondenti, applicando i costi unitari in €/mc (tariffe) e per fasce di consumo , a differenza dei costi per il sevizio di fognatura e depurazione e gli oneri di perequazione, che sono calcolati in proporzione ai volumi consumati e dei costi fissi relativi al periodo di riferimento.

Nel  primo metodo, il calcolo degli importi individuali in euro, basato consumi individuali normalizzati, coincide col metodo di calcolo degli imponibili in euro corrispondenti al consumo totale nel periodo di riferimento riportato in fattura, in altri termini l’importo di ciascun condomino è calcolato per fasce e secondo le tariffe stabilite dall'ente come se fosse allacciato direttamente alla rete cittadina, per cui è inevitabile, a conti fatti, ottenere un importo totale, calcolato sommando gli importi individuali, differente dal totale in fattura; ne deriva la ridistribuzione della differenza.

Il metodo da te riportato in (6) sembra coincidere col secondo metodo da me descritto, poiché rende eguali per ogni fascia i consumi totali individuali coi consumi totali per ciascuna fascia in fattura.

Come ho già detto il suddetto metodo avvantaggia solo i condomini che hanno consumi elevati e nessun vantaggio per i condomini che hanno consumi in fasce non eccedenti quelli in fattura.

La decisione circa il metodo da utilizzare spetta all'assemblea dei condomini.

 

P.s. In genere uso anch'io il “tu” secondo la consuetudine sul forum, in questa discussione ho usato il  “lei” istintivamente e per abitudine.

 

 

Baccello dice:

È meno intricata la contabilità dello Stato..

Dai, non esageriamo.

Io calcolo i consumi proprio con il primo metodo descritto da G.Ago. pur non essendo un contabile e nemmeno un profondo conoscitore di excel ma ci ho smanettato chiedendo informazioni qua e la e la prima dritta sulle formule la ricevetti proprio su questo forum oltre 10 anni fa da Giovanni Inga che ora fa parte dello staff.

Nella discussione in calce è riportato un esempio di come ripartire le differenze in proporzione ai metri cubi (ma con una semplice modifica si puàò ripartire anche in proporzione alle somme o in parti uguali, secondo come delibera l'assemblea).

--link_rimosso--

 

 

×