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mavelot

2 Comproprietari inviano 2 delegati in assemblea

Buongiorno,

 

tanto per cambiare mi capitano sempre cose strane....

 

Nella riunione di venerdì un coppia di comproprietari coniugi separati, inviano in assemblea due delegati senza consultarsi tra loro.

Tra i due ovviamente non corre buon sangue, potrete immaginare...

 

L'assemblea si blocca per almeno 20 minuti perchè cominciano a saltare fuori le teorie più disparate, tipo io sono arrivato prima, quindi vale la mia delega....intanto io al telefono con un comproprietario cerco inutilmente di spiegargli che è un problema LORO quello di mettersi d'accordo e non MIO o del presidente, per essere più precisi (vabe ma tanto qui pensano che il presidente sia un incarico di cortesia....).

Il fatto è che appariva chiaro che su alcuni ODG avrebbero avuto pareri diversi in quanto si sarebbe trattato di approvare delle spese che chiaramente il coniuge non assegnatario dell'appartamento non aveva alcun interesse a sostenere.

 

Alla fine ho dovuto ovviamente tenere entrambi in assemblea ma mi sono salvato da ulteriori litigi solo perchè la successiva assenza di un altro condomino ha fatto decadere il quorum per deliberare su quei punti controversi.

Dunque ho solo approvato i bilanci per il quale il loro voto era comunque concorde.

 

Come ci si dovrebbe comportare per gestire un problema del genere che ahimè temo sia stato volutamente generato per ripicca ?

Se mi trovassi di nuovo i 2 comproprietari con o senza deleghe a litigarsi presenza e voto in assemblea cosa faccio ?

 

Grazie

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comunica ai due comproprietari che devono nominare il loro rappresentate prima dell'assemblea ovvero di comune accordo devono delegare solo una persona che rappresenti il condomino (comunione tra i due comprorietari ) e non due delegati che rappresentino i singoli comunisti (comproprietari ).

 

ove persiste il problema i due delegati potranno presenziare in assemblea ma se non decideranno tra loro chi e' il rappresentante del condomino in caso di pareri discordi il voto sara' ritenuto"astenuto".

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Mi puoi dare dei riferimenti normativi in merito ? Dubito che si fidino sulla parola....

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Se i due comproprietari (che compongono una Proprietà) non delegano un unico loro rappresentante, accade che il presidente dell'assemblea non può ammetterli, salvo che uno solo di loro due intervenga e voti.

Se non si raggiunge un accordo fra i comproprietari o fra i loro delegati prima dell'inizio dell'assemblea, questi potranno solo presenziare senza alcuna possibilità di intervento e di voto.

Il riferimento legislativo è l'art. 67 d.a.c.c.

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Mi puoi dare dei riferimenti normativi in merito ? Dubito che si fidino sulla parola....
Dacc art 67

...

- Qualora un'unità immobiliare appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell'assemblea, che è designato dai comproprietari interessati a norma dell'articolo 1106 del codice. ...

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Comunque supponendo che votino entrambi e il loro voto sia uno favorevole e uno sfavorevole i voti così espressi si annullerebbero a vicenda: -1+1= 0 E' una regola matematica!

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Comunque supponendo che votino entrambi e il loro voto sia uno favorevole e uno sfavorevole i voti così espressi si annullerebbero a vicenda: -1+1= 0 E' una regola matematica!
E se votano ambedue nella stessa maniera gli diamo 2 voti? 😉

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Il vecchio testo dell' art.67 disp att c.c. riportava

 

Qualora un piano o porzione di piano dell`edificio appartenga in proprieta` indivisa a piu` persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nella assemblea, che e` designato dai comproprietari interessati; in mancanza provvede per sorteggio il presidente.

 

Nel nuovo testo il sorteggio è assente

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Nulla impedisce di proporglielo

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E se votano ambedue nella stessa maniera gli diamo 2 voti? 😉

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Direi proprio di no: se il parere è uguale vale 1voto perché a parlare sarà solo uno come da legge. Il problema posto nel post 1 era relativo ai pareri discordi perché nello stesso Mavelot scrive:

 

Alla fine ho dovuto ovviamente tenere entrambi in assemblea ma mi sono salvato da ulteriori litigi solo perchè la successiva assenza di un altro condomino ha fatto decadere il quorum per deliberare su quei punti controversi.

Dunque ho solo approvato i bilanci per il quale il loro voto era comunque concorde.

Quindi credo che in questo caso abbai considerato 1 voto

Il fatto è che la norma all'art. 67 Dacc (inderogabile) dice che i due delegati non possono votare entrambi in nessun caso, per cui non possono annullarsi ne sommarsi (la mia era una risposta ironica)

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Il fatto è che la norma all'art. 67 Dacc (inderogabile) dice che i due delegati non possono votare entrambi in nessun caso, per cui non possono annullarsi ne sommarsi (la mia era una risposta ironica)

Si Tullio avevo capito che la tua era una risposta ironica e sono d'accordo con tutto quanto scritto ma visto le difficoltà nella gestione della cosa se i delegati non si accordano e si rischia di far saltare l'assemblea si può far presente ai delegati che essendo che rappresentano entrambi lo stesso appartamento il loro voto vale 0.5. Quindi se votano allo stesso modo il voto varrà uno se votano uno in un modo e uno nell'altro il loro voto sarà considerato 0 e cioè come "astenuti" ( +0.5-0.5=0) Mi sembra un discorso chiaro e pratico. Chiedo non vi sembra proponibile e se viene accettato dall'assemblea applicabile?

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non e' previsto che qualcuno abbia un 1/2 voto .

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Si Tullio avevo capito che la tua era una risposta ironica e sono d'accordo con tutto quanto scritto ma visto le difficoltà nella gestione della cosa se i delegati non si accordano e si rischia di far saltare l'assemblea si può far presente ai delegati che essendo che rappresentano entrambi lo stesso appartamento il loro voto vale 0.5. Quindi se votano allo stesso modo il voto varrà uno se votano uno in un modo e uno nell'altro il loro voto sarà considerato 0 e cioè come "astenuti" ( +0.5-0.5=0) Mi sembra un discorso chiaro e pratico. Chiedo non vi sembra proponibile e se viene accettato dall'assemblea applicabile?

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sono i comproprietari che devono mettersi nelle condizioni di poter essere rappresentati (nominare il loro solo ed unico rappresentante ) ,se non lo fanno peggio per loro .

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sono i comproprietari che devono mettersi nelle condizioni di poter essere rappresentati (nominare il loro solo ed unico rappresentante ) ,se non lo fanno peggio per loro .
Perfettamente d'accordo, ciò è previsto dall'art 67 Dacc, se i comproprietari non si accordano su chi sarà il rappresentante, non potranno votare, perchè il voto è unico

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Intanto, complimenti perchè sei stato bravo a gestire la situazione. Ma secondo me non devi dimenticare che tu esegui (se lo ritieni doveroso), ciò che l'assemblea delibera. Tale problema è una bega del condominio e del presidente di turno che non deve riguardare l'ammistratore, che un domani potrebbe essere sgradevolmente incolpato di aver proposto soluzioni pregiudizievoli.

Già quando scrivi che hai dovuto tenere entrambi, sei fuori dagli ambiti del mandato.

Se i condomini non riescono a fargli capire che con le loro beghe non possono scassare a tutto il palazzo, è un problema loro.

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L'art. 67 parla di designare un rappresentante e quindi un rappresentante verrà designato tra i due e parlerà a proprio nome e anche dell'altro: nel caso i pareri siano concordi esprimerà 1 voto nel caso che non lo siano si asterrà ( i voti contrari si annullano). Mi sembra un modo per applicare l'art. trovando un accordo pratico perché da quello che si capisce dal post 1 è questo che serve per non perdere inutilmente tempo a citare degli articoli senza giungere ad una soluzione appunto pratica .

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Non andiamo a cercare escamotage che non sono previste, l'art 67 Dacc è molto chiaro in merito

 

- Qualora un'unità immobiliare appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell'assemblea, che è designato dai comproprietari interessati ...

Uno solo in assemblea mi sembra abbastanza chiaro

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Il rappresentante va designato prima dell'assemblea , non e' l'assemblea che deve aspettare i comodi dei comproprietari. La soluzione e' semplice , nominare il rappresentante prima dell'assemblea .

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Non vedo il problema. Non si parlano? Esistono gli avvocati.

Voiono sparambià? Esistono gli amici o i parenti.

Non ce li hanno? Problemi loro.

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se i delegati non si accordano e si rischia di far saltare l'assemblea

Quando mai ???

L'assemblea si svolgerà regolarmente senza il contributo attivo dei due delegati.

Quindi se votano allo stesso modo il voto varrà uno se votano uno in un modo e uno nell'altro il loro voto sarà considerato 0 e cioè come "astenuti" ( +0.5-0.5=0) Mi sembra un discorso chiaro e pratico.

Fossi io il presidente, questi due delegati sarebbero destinati a presenziare senza diritto di parola e voto.

Quindi se votano allo stesso modo il voto varrà uno se votano uno in un modo e uno nell'altro il loro voto sarà considerato 0 e cioè come "astenuti" ( +0.5-0.5=0) Mi sembra un discorso chiaro e pratico.

-

 

Nulla gli impedisce di non accettarlo

Peggio per loro! Ancora una volta pur potendo presenziare non avranno parti attive nell'assemblea.

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Sapete che sono " crucca" e ho trovato questo:

 

http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/condominio/2013-07-10/riforma-condominio-obbliga-convocazione-165411.php

 

Si legge:

 

Si è detto che il diritto a manifestare il voto spetta a un solo rappresentante, che adesso, secondo quanto previsto dalla riforma ( art. 67 disp. att. c.c.) deve essere designato dai comproprietari stessi secondo la procedura dettata dall'articolo 1106 c.c., cioè dalla maggioranza di loro calcolata secondo il valore delle rispettive quote. Scelta difficile che inevitabilmente sarà lasciata, in caso di disaccordo, all'autorità giudiziaria, nel caso in cui le quote siano di pari valore. Le ripercussioni sull'assemblea sono però notevoli, nel senso che, a rigor di logica, il presidente dovrebbe sospendere lo svolgimento dell'assemblea in attesa che il giudice, su ricorso di uno dei comproprietari, decida a chi, tra di loro, spetti il diritto di esprimere il voto in assemblea, vincolando anche gli altri partecipanti alla comunione. Un meccanismo sicuramente da rivedere, magari riprendendo quello più semplice dapprima previsto dal legislatore, quello cioè che attribuiva al presidente dell'assemblea il diritto di scegliere per sorteggio.

 

Quindi non mi pare così assurdo quello da me sostenuto sulle complicazioni che possono sorgere e rimango del parere che a volte se tutti d' accordo per risolvere una situazione si sceglie di essere pragmatici non vi sia problema. Forse anche i legislatori dovrebbero esserlo un po' di più

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Il sole 24ore non e' fonte del diritto quindi esprime solo una propria opinione .

 

A rigor di logica non si blocca nessuna assemblea perché i comproprietari non hanno deciso .

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Il sole 24ore non e' fonte del diritto quindi esprime solo una propria opinione .

 

A rigor di logica non si blocca nessuna assemblea perché i comproprietari non hanno deciso .

E' vero il sole 24 ore non è fonte di diritto come non lo sono io ma è seppur sempre una fonte attendibile e leggere che quello che ho sostenuto in questa discussione (democraticamente non condiviso dai più ) viene qui riportato mi è sembrato giusto pubblicarlo a mio favore.

Comunque farò altre ricerche per vedere se trovo qualche sentenza al riguardo.

 

P.S. questa è una di quelle discussioni che se anche nessuno è a mio favore non mi sento per niente offesa ed anzi credo che sia molto civile e costruttiva anche perché riguarda un argomento in cui tutti possiamo trovarci coinvolti visto l' aumento dei divorzi:o

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