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GIADAC

Validita' dichiarazione di conformita' art.9 legge 46/90

Buongiorno a tutti,

Avrei bisogno di alcuni chiarimenti riguardo la ns.situazione.

 

Siamo 8 condomini,attualmente amministrati in forma autogestita con 2 condomini che si sono divisi i compiti principali. Per quasi 15 anni nei quali abbiamo avuto 3 amministratori la questione non era mai stata posta.Nel 2011 e per circa 2 anni abbiamo avuto una Gestione fatta da un Amministratore il quale, senza dimostrare su quale legge e su quale motivazione,ha sostenuto che la dichiarazione di conformità dell'impanto alla regola dell'arte in ns.possesso non era valida e che lui si sarebbe dimesso se entro 30 giorni non avremmo messo a norma l'impianto.

 

Pertanto in fase di assemblea annuale, ad inizio 2013, ci ha fatto deliberare che se entro quelle tempistica non avremmo prodotto una dichiarazione valida avrebbe provveduto a farci fare un computo metrico dei lavori da farsi,spesa 1000 euro circa(per farlo per una ristrutturazione o una casa nuova quanto avrebbe chiesto.....?), da parte di un ingegnere in modo da sottoporre in modo omogeneo a 2/3 elettricisti l'elenco i lavori da realizzare in moda da mettersi a norma e farsi rilasciare a fina lavori una nuova DI.CO.

 

Successivamente,non avendo alcuno di noi le competenze per contestare cosa ci venisse detto,ho chiesto chiariminti circa la necessità di avere questo computo metrico e del perchè non ci facessimo fare direttamente 2/3 preventive da ditte abilitate allo scopo.

Mi ha risposto che ,per quanto il computo non fosse necessario, lo faceva perchè in passato ogni elettricista consultato rilasciava un preventivo con un numero diverso di opere da realizzare(chi 2 lavori chi 3, chi 4).E pertanto con l'intervento di un ingegnere che preparasse un computo avremmo avuto un preventivo omogeneo da parte di tutti gli elettricisti evitando situazioni eterogenee.....

 

Soprassiedo sul fatto che anche se si chiamassero 3 ingegneri diversi,lo posso dire per esperienza diretta, avendo ristrutturato un paio di case, molto probabilmente avremmo avuto 3 computi diversi circa le opere da realizzare.Ma se l'obiettivo del condominio è avere una certificazione valida, che ce la rilasci l'elettricista che ci fa un lavoro piuttosto che quello che ce ne mette 4, a cosa ci interessa ed interessa all'amministratore se il suo scopo è quello di dormire tra 4 guanciali avendo una certificazione valida ai fini di legge rilasciata da ditta che se ne assume la piena responsabilità? Soprassediamo anche su questo che è meglio....

 

Successivamente ho scoperto che vi era un'altra via di cui lui non ci ha minimamente parlato e messo a corrente che è quelle della Dichiarazione di Rispondenza chiamata anche DI.RI., scoperto da me tramite questo forum e su internet.La differenza è che io svolgo ben altro e sto facendo il mio compito gratuitamente e con ben altre competenze professionali rispetto a lui (che è tra l'altro uno stimatissimo tecnico e geometra della mia città).DI.RI che potrebbe essere un'alternativa poco costosa(si parte da 150/200 euro e si arriva a massimo a 400/500 euro e che non ha bisogno di lavori (se viene appurato che l'impianto risponde alle norme in vigore all'epoca di costruzione dell'immobile)avente lo stesso valore di legge della Dichiarazione di Conformità (DI.CO.).Soprassediamo anche su questo......

 

Resta il fatto che ha bocciato il documento in ns.possesso senza darci ripeto riferimenti normativi e sopratutto darci il tempo di verificare e approfondire al Comune, nella pratica di abitabilità che prevede l'obbligo di presentazione di queste certificazioni, l'esistenza di altre pratiche o altra documentazione valida rilasciata dalla Società Costruttrice dell'Immbobile.

 

Alcuni condomini,senza voler approfondire come stanno veramente le cose e con il solo scopo di evitare altre spese, sostengono che il foglio che abbiamo è sufficiente.Ed anche questo atteggiamento a mio modo di vedere è errato e rischia in futuro di poterci far avere seri problemi qualora l'opinione del precedente amministratore risultasse giusta. Mentre una condomina molto pignola, amica dell'amministratore precedente ed alla quela non è andato ancora giù il fatto che abbiamo deciso di revocarlo ed amministrarci da soli, sostiene che non siamo a norma e che in caso di problema tipo incendio/scosse elettriche ecc. l'assicurazione non ci pagherebbe con la certificaione che abbiamo.Ma anche lei non produce documenti che dimostrino quanto affermi.

 

Ho anche chiamato il costruttore dell'epoca che è anche Geometra il quale mi ha detto che all'epoca non esisteva alcun obbligo di avere un documento separato per l'impianto elettrico dei singoli condomni e quello condominiale.

 

Di fatto vi è una Certificazione rilasciata dall'Elettricista, che ha realizzato tutto l'impianto Elettrico di tutto l'edificio, dell'Epoca (04/1998) che attesta la sua regolare iscrizione con relativo numero di iscrizione al Registro delle Ditte (R.D.20/9/1934 n.2011)della Camera di Commercio della sua città nella quale dichiara di aver eseguito un nuovo impianto commissionato dall'Immobiliare nei locali del Fabbricato sito nel Comune ecc. barrando due caselle:

 

quella della casella che ha installato componenti e materiali costruiti a regola d'arte e adatti al luogo di installazione art.7 Legge 46/90 e quella di aver controllato l'impianto ai fini della sicurezza e della funzionalità con esito positivo, avendo eseguito le verifiche richeste dalla norme e dalla disposizioni di legge tutte le caselle tranne quella di aver rispettato il progetto per gli impianti con obbligo di progetto ai sensi della Legge 46/90 e nell parte degli allegati obbligatori ha barrato quella relativa alla copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali

 

La mie domande sono:

1)Vi era all'epoca un obbligo di avere una certificazione separata tra impianto condominiale e dei singoli appartamenti?In caso affermativo potete postarmi o linkarmi la normativa di riferimento che esplicita questo obbigo?

 

2)Vi era l'obbligo di barrare altre caselle tipo la parte della dichiarazione dove si dichiara di aver rispettato il progetto indicando progettista,data e n.di progetto allegando sia tale progetto sia una relazione dei materiali utilizzati oltre allo schema dell'impianto realizzato?

 

3)A chi mi consigliate di rivolgermi per far verificare questa certificazione avendo la serenità e la certezza che la risposta fornita sia quella piu vicina alla verità?

 

Grazie in anticipo a chi ha avuto la pazienza di leggere tutto e darmi utili e corrette risposte.

Buongiorno a tutti,

Avrei bisogno di alcuni chiarimenti riguardo la ns.situazione.

 

Siamo 8 condomini,attualmente amministrati in forma autogestita con 2 condomini che si sono divisi i compiti principali. Per quasi 15 anni nei quali abbiamo avuto 3 amministratori la questione non era mai stata posta.Nel 2011 e per circa 2 anni abbiamo avuto una Gestione fatta da un Amministratore il quale, senza dimostrare su quale legge e su quale motivazione,ha sostenuto che la dichiarazione di conformità dell'impanto alla regola dell'arte in ns.possesso non era valida e che lui si sarebbe dimesso se entro 30 giorni non avremmo messo a norma l'impianto.

 

Pertanto in fase di assemblea annuale, ad inizio 2013, ci ha fatto deliberare che se entro quelle tempistica non avremmo prodotto una dichiarazione valida avrebbe provveduto a farci fare un computo metrico dei lavori da farsi,spesa 1000 euro circa(per farlo per una ristrutturazione o una casa nuova quanto avrebbe chiesto.....?), da parte di un ingegnere in modo da sottoporre in modo omogeneo a 2/3 elettricisti l'elenco i lavori da realizzare in moda da mettersi a norma e farsi rilasciare a fina lavori una nuova DI.CO.

 

Successivamente,non avendo alcuno di noi le competenze per contestare cosa ci venisse detto,ho chiesto chiariminti circa la necessità di avere questo computo metrico e del perchè non ci facessimo fare direttamente 2/3 preventive da ditte abilitate allo scopo.

Mi ha risposto che ,per quanto il computo non fosse necessario, lo faceva perchè in passato ogni elettricista consultato rilasciava un preventivo con un numero diverso di opere da realizzare(chi 2 lavori chi 3, chi 4).E pertanto con l'intervento di un ingegnere che preparasse un computo avremmo avuto un preventivo omogeneo da parte di tutti gli elettricisti evitando situazioni eterogenee.....

 

Soprassiedo sul fatto che anche se si chiamassero 3 ingegneri diversi,lo posso dire per esperienza diretta, avendo ristrutturato un paio di case, molto probabilmente avremmo avuto 3 computi diversi circa le opere da realizzare.Ma se l'obiettivo del condominio è avere una certificazione valida, che ce la rilasci l'elettricista che ci fa un lavoro piuttosto che quello che ce ne mette 4, a cosa ci interessa ed interessa all'amministratore se il suo scopo è quello di dormire tra 4 guanciali avendo una certificazione valida ai fini di legge rilasciata da ditta che se ne assume la piena responsabilità? Soprassediamo anche su questo che è meglio....

 

Successivamente ho scoperto che vi era un'altra via di cui lui non ci ha minimamente parlato e messo a corrente che è quelle della Dichiarazione di Rispondenza chiamata anche DI.RI., scoperto da me tramite questo forum e su internet.La differenza è che io svolgo ben altro e sto facendo il mio compito gratuitamente e con ben altre competenze professionali rispetto a lui (che è tra l'altro uno stimatissimo tecnico e geometra della mia città).DI.RI che potrebbe essere un'alternativa poco costosa(si parte da 150/200 euro e si arriva a massimo a 400/500 euro e che non ha bisogno di lavori (se viene appurato che l'impianto risponde alle norme in vigore all'epoca di costruzione dell'immobile)avente lo stesso valore di legge della Dichiarazione di Conformità (DI.CO.).Soprassediamo anche su questo......

 

Resta il fatto che ha bocciato il documento in ns.possesso senza darci ripeto riferimenti normativi e sopratutto darci il tempo di verificare e approfondire al Comune, nella pratica di abitabilità che prevede l'obbligo di presentazione di queste certificazioni, l'esistenza di altre pratiche o altra documentazione valida rilasciata dalla Società Costruttrice dell'Immbobile.

 

Alcuni condomini,senza voler approfondire come stanno veramente le cose e con il solo scopo di evitare altre spese, sostengono che il foglio che abbiamo è sufficiente.Ed anche questo atteggiamento a mio modo di vedere è errato e rischia in futuro di poterci far avere seri problemi qualora l'opinione del precedente amministratore risultasse giusta. Mentre una condomina molto pignola, amica dell'amministratore precedente ed alla quela non è andato ancora giù il fatto che abbiamo deciso di revocarlo ed amministrarci da soli, sostiene che non siamo a norma e che in caso di problema tipo incendio/scosse elettriche ecc. l'assicurazione non ci pagherebbe con la certificaione che abbiamo.Ma anche lei non produce documenti che dimostrino quanto affermi.

 

Ho anche chiamato il costruttore dell'epoca che è anche Geometra il quale mi ha detto che all'epoca non esisteva alcun obbligo di avere un documento separato per l'impianto elettrico dei singoli condomni e quello condominiale.

 

Di fatto vi è una Certificazione rilasciata dall'Elettricista, che ha realizzato tutto l'impianto Elettrico di tutto l'edificio, dell'Epoca (04/1998) che attesta la sua regolare iscrizione con relativo numero di iscrizione al Registro delle Ditte (R.D.20/9/1934 n.2011)della Camera di Commercio della sua città nella quale dichiara di aver eseguito un nuovo impianto commissionato dall'Immobiliare nei locali del Fabbricato sito nel Comune ecc. barrando due caselle:

 

quella della casella che ha installato componenti e materiali costruiti a regola d'arte e adatti al luogo di installazione art.7 Legge 46/90 e quella di aver controllato l'impianto ai fini della sicurezza e della funzionalità con esito positivo, avendo eseguito le verifiche richeste dalla norme e dalla disposizioni di legge tutte le caselle tranne quella di aver rispettato il progetto per gli impianti con obbligo di progetto ai sensi della Legge 46/90 e nell parte degli allegati obbligatori ha barrato quella relativa alla copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali

 

La mie domande sono:

1)Vi era all'epoca un obbligo di avere una certificazione separata tra impianto condominiale e dei singoli appartamenti?In caso affermativo potete postarmi o linkarmi la normativa di riferimento che esplicita questo obbigo?

 

2)Vi era l'obbligo di barrare altre caselle tipo la parte della dichiarazione dove si dichiara di aver rispettato il progetto indicando progettista,data e n.di progetto allegando sia tale progetto sia una relazione dei materiali utilizzati oltre allo schema dell'impianto realizzato?

 

3)A chi mi consigliate di rivolgermi per far verificare questa certificazione avendo la serenità e la certezza che la risposta fornita sia quella piu vicina alla verità?

 

Grazie in anticipo a chi ha avuto la pazienza di leggere tutto e darmi utili e corrette risposte.

Il Decreto legge del 23 dicembre 2013 n.145 ha chiarito un punto fondamentale della nuova legge di riforma sul condominio riguardante appunto i dati sulla sicurezza; infatti Art 1 comma 9 punto c si legge " all'art. 1130,primo comma, n. 6, del codice civile, per come modificato dalla legge 11 dicembre 2012 n.220, dopo le parole: > sono inserite le seguenti: >.

Tu dichiari all'amministratore che il tuo impianto elettrico è ok.

L'amministratore può procurarsi il D.L e verificare le varie novità sulla nuova legge di riforma del condominio.

Fuori campo ti dico che anche se questo D.L. non fosse stato emanato una dichiarazione di rispondenza sarebbe bastata: infatti la DI.RI viene rilasciata dal tecnico previa relazione di idoneità ai requisiti minimi della ex legge 46/90 - mi spiego meglio " tu hai il salvavite ma non hai la messa a terra" la relazione tecnica rilasciata da chi ti fa la DI.RI. accerterà che il tuo impianto è privo di messa a terra che è rispondente ai requisiti minimi di legge e che al primo intervento sull'impianto elettrico dovrai dotare il tuo impianto elettrico di messa a terra.

Con questa tua dichiarazione l'amministratore è servito; se vuoi,ma non è obbligatorio,puoi fornire una copia della DI.RI.

Il costo di questa verifica da noi è 200 € iva compresa. (va bè si può anche trovare chi te la fa con 150 € - di questi tempi la concorrenza è tanta-. Quindi ritornando a bomba puoi dichiarare all'amministratore - sotto la tua responsabilità - che il tuo impianto elettrico è OK.

Ciao

Nicola.L

Il Decreto legge del 23 dicembre 2013 n.145 ha chiarito un punto fondamentale della nuova legge di riforma sul condominio riguardante appunto i dati sulla sicurezza; infatti Art 1 comma 9 punto c si legge " all'art. 1130,primo comma, n. 6, del codice civile, per come modificato dalla legge 11 dicembre 2012 n.220, dopo le parole: > sono inserite le seguenti: >.

Tu dichiari all'amministratore che il tuo impianto elettrico è ok.

L'amministratore può procurarsi il D.L e verificare le varie novità sulla nuova legge di riforma del condominio.

Fuori campo ti dico che anche se questo D.L. non fosse stato emanato una dichiarazione di rispondenza sarebbe bastata: infatti la DI.RI viene rilasciata dal tecnico previa relazione di idoneità ai requisiti minimi della ex legge 46/90 - mi spiego meglio " tu hai il salvavite ma non hai la messa a terra" la relazione tecnica rilasciata da chi ti fa la DI.RI. accerterà che il tuo impianto è privo di messa a terra che è rispondente ai requisiti minimi di legge e che al primo intervento sull'impianto elettrico dovrai dotare il tuo impianto elettrico di messa a terra.

Con questa tua dichiarazione l'amministratore è servito; se vuoi,ma non è obbligatorio,puoi fornire una copia della DI.RI.

Il costo di questa verifica da noi è 200 € iva compresa. (va bè si può anche trovare chi te la fa con 150 € - di questi tempi la concorrenza è tanta-. Quindi ritornando a bomba puoi dichiarare all'amministratore - sotto la tua responsabilità - che il tuo impianto elettrico è OK.

Ciao

Nicola.L

Ma il fabbricato è stato costruito nel 1998 e quindi gradirei capire cosa imponeva la legge in quel momento in termini di dichiarazione di conformità dell'impianto dell'immobile.Occorreva all'epoca avere due dichiarazioni separate tra l'impianto condominiale e quello degli appartamenti privati?Leggendo la 46/90 in vigore all'epoca non mi pare di vedere niente che specifichi l'obbligo di una tale circostanza.

In particolare gradirei capire se la Dichiarazione di Conformità rilasciata all'epoca,nel modo in cui è stata fatta e compilata, è conforme alla legge dell'epoca oppure no?Come faccio a saperlo in un modo il più chiaro possibile?E basta una DI.Ri. che attesti la conformità dell'impianto condominiale alla legge in vigore all'epoca di costruzione per fare in modo che siamo a posto da un punto di vista legale in questo senso?

L'art.7 comma 3 della ex legge 46/90 - ora DM 37/08 - dispone: tutti gli impianti realizzati alla data di entrata in vigore della presente legge devono essere adeguati,entro 3 anni da tale data.

Lo stesso articolo al comma 1,fa obbligo alle imprese installatrici di eseguire gli impianti a regola d'arte.

Il fabbricato che è stato costruito nel 1998 - penso - è stato certamente realizzato a regola d'arte. Nel settore elettrico la regola dell'arte è stabilita dalle norme CEI - ovviamente a quella in vigore al momento di costruzione dell'impianto.

Quindi nel 1998 l'impianto realizzato deve essere stato certificato con " dichiarazione di conformità " rilasciata dall'impresa esecutrice.

Non occorreva avere due dichiarazioni separate tra impianto condominiale e quello degli appartamenti privati.Se l'impresa esecutrice era stata incaricata di realizzare l'impianto elettrico di tutto l'edificio - sia unità immobiliari che parti comuni - la dichiarazione poteva essere unica. La dichiarazione di conformità del 1998 è tutt'ora valida ed è conforme anche alla legge attualmente in vigore.

Quando non si è sicuri o si hanno dei dubbi allora si può - come già detto - attestare la conformità di un impianto elettrico - sia privato che condominiale - con una dichiarazione di rispondenza ( DI.RI ): in questo caso le dichiarazioni si fanno separate.

Ciao

Nicola.L

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