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Aleina

Spese adeguamento normativo per godimento bene comune

Buongiorno in un condominio di 3 piani, ogni appartamento condivide un’unica canna fumaria con i 2 appartamenti posti sopra/ sotto allo stesso. La canna fumaria (monoforo comune)

è destinata allo scarico dei fumi dei 3 caminetti ,uno per ogni piano. Il caminetto non è la fonte primaria di riscaldamento, ma utile ( il condominio si trova in montagna a 1200m di altitudine) a coaudiuvare l’impianto a gasolio/caloriferi. Poiché la canna fumaria singola non è più a norma, ed è inserita in un muro, l’adeguamento è oneroso e gli altri inquilini non vogliono provvedere. Poiché è impossibile utilizzare il mio camino ,tranne come da loro proposto ,se inserissi un mio tubo a mie spese con l’adeguamento dell’impianto da togliere quando loro decideranno di fare i lavori ( ancora una volta con ulteriori spese a mio carico), vi chiedo : è lecito che i comproprietari possano rifiutarsi di effettuare l’adeguamento di legge ad un impianto esistente e operante negandomene quindi L’uso. E ancora, se effettuato quanto necessario al funzionamento del mio camino (sarebbe impossibile l’inserimento dei 3 tubi nell’attuale foro) a mie spese, sarò poi obbligata a togliere tutto e pagare eventualmente nuovamente l’adeguamento comune ? Grazie per le vostre indicazioni

Buongiorno,

per meglio capire...si tratti di tre caminetti aperti (direttamente comunicanti con l'ambiente di installazione) o con focolare chiuso da vetro (aria comburente prelevata da esterno)?

Le condizioni di esercizio fanno variare il commento......

 

 

Nanojoule dice:

Buongiorno,

per meglio capire...si tratti di tre caminetti aperti (direttamente comunicanti con l'ambiente di installazione) o con focolare chiuso da vetro (aria comburente prelevata da esterno)?

Le condizioni di esercizio fanno variare il commento......

 

 

Di quanti anni fa è la costruzione?

Chissà perchè, mi ricorda una vecchia casa dei primi anni 60 dove il costruttore, in cucina, aveva fatto anche una cucina a legno economica in muratura, ed il tubo era collegato ad una colonna montante fatta solo in muratura, che terminava sul lastrico solare.

In pratica, la canna fumaria non era altro che il volume interno racchiuso nel muro vuoto che faceva da canna fumaria.

 

Mmhhmmmm.....

Che ricordi di costine cotte nel fornetto della cucina economica ......

Grazie per le vostre risposte. Specifico che al momento nei tre appartamenti sono presenti camini aperti. Io vorrei togliete l'attuale e installare o stufa a pellet o stufa a legna comunque chiusa.il fabbricato ha circa 40 anni.

Al momento non vi è presa d aria sulla esterno ma io essendo al piano terra ho ottenuto dalla assemblea autorizzazione a fare un foro sul mio pavimento che è collegato ad un salone comune sottorraneo.

Modificato da Aleina
Errata parola

Buongiorno,

l'utilizzo del caminetto aperto di fatto è vietato anche in Piemonte a causa dell'elevato impatto ambientale 

il funzionamento con combustione a camera aperta su camino collettivo non funzionante/irregolare è pericoloso.

la comunicazione al competente ufficio Controllo impianti termici e al cit per il Piemonte crea denuncia, che di fatto obbligo alla dismissione dell'attuale impianto.

Questo rappresenta lo stimolo forzato per la riqualificazione tecnica del sistema di riscaldamento integrativo a biomassa, quindi un'azione di forza verso gli altri inquilini proprietari renitenti.

 

Modificato da Nanojoule

Grazie ancora per l'approfondimento. Gli altri 2 inquilini sostengono che al momento non utilizzeranno i loro camini, e negli anni a venire, quando lo vorranno, faranno l'adeguamento (forse mai). Nel frattempo o pago io tutto l adeguamento per il mio camino per poi toglierlo quando loro si decidono e condividere altre spese o è inibito anche l uso del mio camino (io piano terra con 2 piani sopra). Grazie

Aleina dice:

Grazie ancora per l'approfondimento. Gli altri 2 inquilini sostengono che al momento non utilizzeranno i loro camini, e negli anni a venire, quando lo vorranno, faranno l'adeguamento (forse mai). Nel frattempo o pago io tutto l adeguamento per il mio camino per poi toglierlo quando loro si decidono e condividere altre spese o è inibito anche l uso del mio camino (io piano terra con 2 piani sopra). Grazie

Buongiorno,

la situazione come al solito assume toni complessi per il possibile utilizzo in esclusiva del camino esistente, o meglio dello spazio tecnico.

Molto probabilmente la dimensione del camino non è infima, si potrebbe pensare all’inserimento di tre canne fumarie indipendenti per consentirne lo sfruttamento a tutti e tre.

I camini però devono essere sostituiti con inserti non a biomassa, ma a pellets.

Questo perché la combustione pressurizzata del prodotto consente di avere minori diametri di camino (sempre comunque in depressione).

Gli svantaggi sono però due:

·         Il crepitio della combustione stufa a pellets è paragonabile a quello di una lavatrice, a differenza del molto romantico gioco di riflessi e rumori di un camino a legna……..vi immaginate una sera romantica a due ….in centrifuga?

·         Il costo del pellets è notevole, pari ad € 0,26/kg, invece di  € 0,10/kg della legna (per contro le polveri sottili del pellets sono 1/4 della legna…. a parità di emissione termica), sempre però vantaggioso nei confronti del gasolio con €/kWh 0,052 per il pellets in confronto a €/kWh 0,167 per il combustibile liquido

In questo modo lei potrà utilizzare l’inserto a pellets senza privare gli altri del futuro utilizzo camino.

Ritengo che una comunicazione agli altri due utenti sia doverosa, al pari all’amministratore, se in regime di condominio, perché quest’ultima figura è responsabile del manufatto collettivo di evacuazione combusti.

Purtroppo anche questa è una soluzione già proposta perché la canna del 20 avrebbe forse consentito l' inserimento delle 3 canne. Sostengono che le particelle derivanti dal pellet siano più nocive di quelle della legna. Io invece vorrei il pellet xche' più utilizzabile da un'anziana e dai miei ragazzi.

Preciso che sarei disponibile anche a mettere una stufa a legna per condividere l esigenza degli altri, ma comunque loro non intendono farlo ora

 

Aleina dice:

Purtroppo anche questa è una soluzione già proposta perché la canna del 20 avrebbe forse consentito l' inserimento delle 3 canne. Sostengono che le particelle derivanti dal pellet siano più nocive di quelle della legna. Io invece vorrei il pellet xche' più utilizzabile da un'anziana e dai miei ragazzi.

Il pellet ha emissione globale minore che la legna perché offre miglior combustione.

come indicato nel post precedente il livello di polveri sottili del pellet è pari a circa un quarto di quello della legna.

Il pellet costa di più, ma inquina meno.

Ringrazio tutti perché mi avete dato tanti spunti, ma vorrei capire alla fine:

Per un impianto condiviso ed in uso, ma non più a norma, possono i co-utilizzatori rifiutare l’adeguamento, fino a quando e se decideranno di fare l’intervento negli anni futuri ?

Di fatto questo produce:

a) lede il mio diritto di utilizzo

b) impone di accollarmi le spese dell’adeguamento di tutta la lunghezza della canna, con la possibilità che tali spese (migliaia di euro) siano inutili perché se a breve decidessero di intervenire probabilmente dovrei togliere tutto ?

grazie ancora 

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