Vai al contenuto
rosi48

Precisazioni su azione di volontaria giurisdizione (a seguito di gravi irregolarità)

Poiché il comma 11 dell'art. 1129 c.civile (secondo la legge 220/2012) prevede che in caso di gravi irregolarità (esempio rifiuto implicito/esplicito dell'amministratore ad esibire documentazione contabile-gestionale anche dopo regolare richiesta mediante raccomandata a.r.; inosservanza del disposto del regolamento contrattuale circa il tempo esatto - previsto dal documento - di convocazione dell'assemblea, ecc. ecc.) il singolo condòmino, dopo aver (singolarmente) convocato l'assemblea per ottenere dalla maggioranza di questa la revoca assembleare dell'amministratore senza tuttavia riuscire nell'intento (in quanto la maggioranza innanzitutto e comunque ritiene che, al di là delle irregolarità segnalate, non vale la pena di sostituire un amministratore con un altro, dato che questi si comporterebbe più o meno come il precedente.......) possa rivolgersi direttamente al giudice (con o senza il patrocinio di un legale) per chiedere, mediante la volontaria giurisdizione, la revoca giudiziale dell'amministratore inadempiente. E quindi, che in caso di accoglimento della sua richiesta, per le spese legali sostenute possa successivamente sul condominio; che a sua volta potrà rivalersi sull'amministratore revocato.

Ora la mia domanda è la seguente: se per l'azione di richiesta revoca mi avvalgo del patrocinio di un legale anticipando pertanto i costi (che mediamente si aggirano sui 1000/1.200 €) - potrò poi ottenere, mediante semplice richiesta fatta per tramite di un nuovo amministratore, il rimborso pro-quota da parte di tutti gli altri condòmini? Oppure dovrò intentare un'apposita azione nei confronti del condominio (o di ciascun condòmino) per poter rientrare della differenza di spesa da me sostenuta per la domanda di revoca?

Grazie per le risposte e i chiarimenti che mi saranno forniti.

L'art 1129 cc precisa che;

 

- in caso di accoglimento della domanda, il ricorrente, per le spese legali, ha titolo alla rivalsa nei confronti del condominio, che a sua volta può rivalersi nei confronti dell'amministratore revocato.

Ovvero nel caso i condomini ti rispondano - "da non noi avrai nulla", purtroppo per te, forte della sentenza ad accoglimento della domanda dovrai agire per vie legali per ottenere il risarcimento.

Grazie per la risposta. Del resto avevo già interpretato che nel caso in cui l'assemblea si rifiutasse di concorrere al rimborso delle spese legali sostenute, avrei dovuto considerare una ulteriore azione nei confronti della compagine. Cosa che comunque risulterebbe non conveniente sotto qualsiasi punto di vista. Pertanto, poiché per intraprendere la volontaria giurisdizione non c'è l'obbligo di avvalersi di un legale, penso che valga la pena di tentare l'azione in forma autonoma. Sostenendo i soli costi per bolli e affini (un centinaio di € più o meno).

In tal modo, sia nel caso in cui l'esito risultasse favorevole che in caso contrario, me la caverei comunque con una spesa minima a cui aggiungere la perdita di tempo per formalizzare e per depositare la domanda, oltre che per una eventuale presenza fisica in Tribunale per un paio di mezze giornate.

La mia considerazione finale è che anche in caso di gravi irregolarità (comprovate), quando la maggioranza condominiale si oppone per 'partito preso' alle sue proposte, un condòmino non riesce (quasi) mai far valere le proprie ragioni e i propri diritti. Inoltre, che per tentare di farlo deve sobbarcarsi costi notevoli per i quali - nonostante le (teoriche) possibilità di rivalsa - può neppure ottenere un parziale rimborso.

fai porre attenzione agli altri condomini che loro avranno poi rivalsa sull'amministratore revocato..(certo..se solvibile!)

È evidente che farei presente la cosa agli astanti. Il problema è che non ci sarà una mia apposita richiesta di convocazione assembleare per le ragioni che ho fatto presente nel mio quesito (so già che la maggioranza rigetterebbe ogni richiesta di revoca in quanto non intende affrontare simili problematiche; anche perché ritiene che essendo gli amministratori non vale la pena assumersi 'rogne' e problemi di sorta....). Quindi approfitterò dell'assemblea ordinaria annuale per fare seguito alla mia richiesta con raccomandata della documentazione contabile-gestionale (rimasta senza riscontro alcuno) e richiedere quindi espressamente la revoca. Il (sicuro) rigetto della domanda mi darà la possibilità di rivolgermi poi al giudice per cercare di ottenere la revoca giudiziale (volontaria giurisdizione); ma senza l'ausilio di un legale. Proprio perché le possibilità di rivalermi sulla compagine condominiale ai fini di un rimborso sono praticamente nulle.

Salve scusare se approfitto del tema arretrato. Ma il singolo condomino per chiedere la revoca mediante volontaria giurisdizione deve per forza passare dall'assemblea? In caso il singolo non vuole adire all'assemblea per vari motivi( tempi lunghi, condomini non collaborativi,ecc...) e deposita l'atto al Tribunale a cosa andrebbe incontro? Grazie e saluti.

×