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Disegual

Parcheggi in piazzale condominiale

Carissimi tutti, vorrei sottoporre alla vostra cortese attenzione un problema di convivenza condominiale che sta diventando sempre più insostenibile nella speranza che possiate suggerirmi la soluzione migliore da prendere.

L'oggetto della diatriba è il piazzale condominiale ed i relativi parcheggi/garage annessi.

Sono proprietario di un immobile sito in un condominio che al piano seminterrato dispone di un piazzale condominiale ove ci sono anche cantine ed alcuni garage.

Premetto che non sono a conoscenza di quale destinazione d'uso abbiano i garage. Credo siano tutti accatastati in categoria C2 ad eccezione di una unità che ha cambiato destinazione d'uso in categoria C6.

Il palazzo condominiale è stato costruito circa 40 anni fa, e fin da sempre è stato utilizzato il piazzale condominiale come parcheggio di auto e moto senza seguire alcuna regolamentazione deliberata dal condominio.

L'unica regola era, ed è tutt'ora che che i proprietari dei garage (che tra l'altro sono la maggioranza dei condomini) sono autorizzati a parcheggiare le loro auto e moto nel piazzale condominiale, mentre i restanti condomini non possono godere di questo privilegio. Motivazione: i proprietari di garage ne hanno il diritto in quanto sfruttano lo spazio antistante il loro garage, mentre gli altri condomini non hanno alcun diritto perché non sono "proprietari di spazi comuni".

Dato che io purtroppo non ho la fortuna di essere proprietario di un garage, da qualche anno mi trovo in forte attrito con un condomino tale Sig. Rossi. (nome inventato) che sta imponendo in maniera prepotente la regola di cui sopra.

Il Sig. Rossi, essendo proprietario di un garage, pretende che gli venga lasciato libero sia il passo per accedere al suo garage, sia l'area interna che antistante l'androne, questo perché si sente in pieno diritto di parcheggiare la propria auto negli spazi comuni.

Gli attriti sono cominciati quando io mi sono permesso di parcheggiare la mia moto in un angolo nell'androne condominiale impedendogli, a suo avviso, di parcheggiare la sua auto nella medesima area comune.

Onde evitare uno scontro che poteva andare oltre a quello verbale sono stato costretto a desistere spostando la mia moto altrove.

Ho provato a sottoporre il problema in fase di riunione condominiale ma la situazione è peggiorata ulteriormente. Sono stato letteralmente aggredito a maleparole dalla maggioranza dei condomini che hanno difeso a spada tratta il sig. Rossi e con lui anche i diritti ed i privilegi che si sono conquistati illegittimamente nel tempo.

 

A seguito della spiacevole situazione che si è venuta a creare sono a chiedere il vostro pare per capire se ci sono i presupposti per intervenire e quale potrebbe essere il miglior modo per trovare una soluzione che accontenti tutti.

Grazie mille e scusatemi se mi sono dilungato troppo...

Situazione piuttosto problematica perchè una regola, chiaramente illecita ed esistente da molto tempo, rischia di essere accettata da tutti come lecita fino a quando qualcuno non alza la testa e rimescola le carte.

 

È il regolamento condominiale che può stabilire precise norme, anche contrattuali, se accettato in fase di sottoscrizione del rogito di acquisto o se è trascritto nei registri immobiliari. In assenza di qualsiasi norma che disponga nel merito la questione deve essere risolta con il codice civile.

 

Il primo atto di vendita originario del costruttore, depositato in conservatoria, è l’unico atto che sancisce la nascita del condominio. È in quel momento che beni comuni e beni trasferibili (proprietà private) vengono ben delineati e cristallizzati per sempre, perchè qualsiasi azione successiva che cambi le cose, può avere valore soltanto se accettata da tutti, e quindi anche da coloro che hanno sottoscritto il primo atto di vendita.

 

Se non esiste alcun titolo che battezzi quell’area come “proprietà dei possessori di box” essa è un bene in comproprietà a tutti i condòmini, e il diritto al parcheggio in detta area è paritetico per tutti i componenti del condominio, a prescindere dalle quote millesimali di proprietà.

 

Rimane da capire se questa area sia destinata a spazio di manovra, necessario per entrare e uscire dall’autorimessa e dai singoli box, oppure area di parcheggio vero e proprio. Solo in questo secondo caso potrà essere utilizzata da tutti, perchè se così non fosse, neanche i proprietari di box potrebbero parcheggiarvi, altrimenti otterrebbero un privilegio che non potrebbe consentire il pari uso agli altri.

 

In condominio, dire che non “si è proprietari di spazi comuni” è un controsenso in termini, dal momento che “condominio” significa proprio comproprietà di ciò che è comune tra i proprietari di unità immobiliari in un edificio.

 

Il consiglio che ti posso dare è di parlarne con l’amministratore esponendo quanto detto e chiedendo se esiste un titolo che determini “l’utilizzo esclusivo di quegli spazi da parte dei proprietari dei box”. Nel caso non ci fosse nulla e fosse pacifico che quella non è un’area di manovra, tutti potrete parcheggiarvi, salvo che lo spazio non sia sufficiente. In tal caso infatti sarà necessario regolamentare turnariamente tale diritto.

Carissimo bilbetto,

ti ringrazio molto per essere stato così preciso e dettagliato nella tua valutazione.

Tanto per cominciare ti posso confermare che quell'area NON è mai stata "assegnata" ai proprietari di box, ne dal primo atto di vendita del costruttore, ne tanto meno da successive delibere condominiali, anzi se non ricordo male, nel regolamento condominiale è indicato che è VIETATO il parcheggio. Divieto che è stato ignorato da sempre.

Premesso questo, mi rimane però ancora poco chiaro un aspetto:

Tu parli di spazi di manovra; ma se quei box fossero accatastati in categoria C2 (ovvero box attrezzi??!?!), non dovrebbe sussistere l'esigenza di spazi di manovra dato che PER LEGGE nessuno potrebbe pretendere di parcheggiare al loro interno, sbaglio?

A prescindere da questo aspetto per niente irrilevante,

io ho provato a "sensibilizzare" l'amministratore di condominio, che tra l'altro si è reso disponibile a trovare un'accordo. Ma quando ha fatto presente ai sigg.ri condomini che non avevano alcun diritto di pretendere niente, ha scatenato una sommossa popolare, ne miei confronti. A quel punto, data la situazione ha pensato bene (giustamente, aggiungo io) di tirarsene fuori.

Epilogo? Io sono stato escluso dai privilegiati, mentre la maggioranza puo' fare i propri comodi.

A questo punto?

1) Parcheggio anche io ignorando il loro "punto di vista", aspettando qualche giorno i primi spregi sulla moto.

2) Interpello un avvocato intentando una causa civile "io contro tutti" che sarebbe solamente e inutilmente deleteria

3) Subisco e parcheggio fuori

4) ???? Altre soluzioni???

grazie a tutti!

ciao

mi pare che le soluzioni le hai già indicate tu.

 

Se qualcuno ci fa un torto, e continua a farcelo nonostante gli mostriamo quanto stabilisce la legge, o si subisce, o ci si infischia di una convenzione inesistente, oppure ci si rivolge a un legale.

 

Altre soluzioni, voodoo a parte, non ne conosco.....

Scusami ma non avevo visto la tua risposta ... C2 non è C6, ed è evidente che non sono la stessa cosa. Sì, ahimè, se sei l’unico ad opporti a questo stato di cose non ti rimane che abbozzare (con buona pace del fegato) o intentare una causa ... oppure parcheggiare lo stesso, ma se hai paura dei graffi non c’è soluzione. Te lo dico perchè se non avessi timore di azioni di intimidazione, sarebbero loro a doverti fare causa oppure abbozzare.

Quindi ricapitolando:

1) Se il regolamento condominiale prevede che sia vietato il parcheggio, nessuno puo' ovviamente pretendere di parcheggiare in NESSUN luogo comune. Inoltre,

2) Se i box sono accatastati in C2 non sussistono spazi di manovra in quanto in C2 non si puo' parcheggiare. Quindi a maggior ragione nessuno potrebbe pretendere spazi liberi.

Corretto?

Riguardo a quanto affermi,

se non avessi timore di azioni di intimidazione, sarebbero loro a doverti fare causa oppure abbozzare.

Se per assurdo dovessero intentare una causa verso di me sarebbe come fare una causa a se stessi no? Dato che anche loro stanno commettendo lo stesso "reato".

Grazie 1000.

ciao

Se ti fanno causa ci sarà da divertirsi... a cominciare dal motivo per cui te la fanno. Io al posto loro non saprei neanche a cosa attaccarmi. Non possono dirti che occupi spazi privati, non possono dirti che impedisci alle auto di uscire (non sono box) ...

Grazie bilbetto, a questo punto come avete suggerito anche voi, la scelta potrà essere solo:

O parcheggio anche io come fanno tutti, sperando che non riversino le loro frustrazioni sulla mia moto o gliela do vinta e "vivo sereno" ma senza parcheggio :-D

tanto quanto, anche fossero box non potrebbero mica parcheggiare davanti la propria rimessa: se quella fosse corsia di manovra sarebbe corsia di manovra, e non sarebbe comunque un parcheggio.

 

Se io avessi assicurazione atti vandalici (senza franchigia) al tuo posto la parcheggierei senza pensarci, altrimenti potresti prendere delle precauzioni se possibile....

Quindi ricapitolando:

1) Se il regolamento condominiale prevede che sia vietato il parcheggio, nessuno puo' ovviamente pretendere di parcheggiare in NESSUN luogo comune. Inoltre,

2) Se i box sono accatastati in C2 non sussistono spazi di manovra in quanto in C2 non si puo' parcheggiare. Quindi a maggior ragione nessuno potrebbe pretendere spazi liberi.

Corretto?

Riguardo a quanto affermi,

 

Se per assurdo dovessero intentare una causa verso di me sarebbe come fare una causa a se stessi no? Dato che anche loro stanno commettendo lo stesso "reato".

Grazie 1000.

ciao

 

puoi utilizzare il termine illecito invece di "reato" 🙂

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