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martimia

Modifiche condominio amministratore mi da ragione consiglieri contro

Buonasera , vorrei porvi una questione in cui l'amministratore è dalla mia parte i consiglieri invece si oppongono ad ogni mia modifica fatta nel mio appartamento.

Premetto che tutto è nato da un episodio in cui due vicini (marito e moglie) che poi ho saputo che sono dei consiglieri del condominio dove andro' ad abitare a maggio a lavori di ristrutturazione totale finita , hanno chiamato l ' amministratore per lamentare il fatto che la mia ditta lavori durante lo smaltimento dei detriti (io sono al 5 ed ultimo piano) hanno provocato una lesione al tubo pluviale provocandone un leggero spostamento . La mia ditta per evitare che la carriola con cui scendeva i detriti toccasse con i manici sul pluviale l ha fissato con un fil di ferro e a lavori finiti avrebbe provveduto a staccarlo dal fil di ferro. Questa coppia di pensionati davanti all'amministratore sostenevano che il tubo fosse stato smurato da terra , fosse stato rotto e poi rimurato a terra , la mia ditta invece ha cercato di dir loro che ammetteva che ci fossero stati dei colpi col il girare della carriola ma assolutamente no per quanto riguarda smuratura e rimuratura e comunque avrebbe, prima della fine dei lavori provveduto a qualsiasi riparazione o danno creato.

Il marito furioso convinto delle sue idee contorte pur non avendo assistito allo svolgersi dei fatti sbraitando è andato via furioso.

 

Bene detto questo come premessa succede quanto segue :

Mi chiama l'amministratore due giorni dopo e mi dice che tra i consiglieri riunitisi ( chiamati dall'uomo ribelle) , c'è un po' di maretta nei miei confronti per i lavori che sto facendo di modifica al mio appartamento. Premetto che per i lavori di modifica che sto effettuando ho gia' avvisato l'amministratore il quale non si è opposto a niente anche perchè con fotografie ho dimostrato che nella facciata del condominio ci sono dei precedenti e che non mi sono alzato una mattina a stravolgere le regole condominiali.

In sostanza i consiglieri mi contestano 3 punti a dire dell'amministratore per i quali quest'ultimo invece sostiene che ho ragione ma come succede in questi casi non mi mette nulla per iscritto ma cerca solo di fare da tramite o da pacere , dicendomi che sono solo dei MUGUGNONI ma non arriveranno a fare azioni legali in quanto in passato hanno fatto causa ad un condomino ed hanno perso la causa.

Il primo punto è una modifica che ho fatto di una porta finestra , c era una porta a finestra sul terrazzo da 60cm con una finestra da altri 60cm col muretto dove dalla parte esterna in una nicchia c era il contatore del gas . Io ho solamente aperto la finestra mozza creandomi cosi' un'apertura a doppia anta di 60+60 per un totale di 1,20cm quindi non ho stravolto la struttura nelle misure.Per questa cosa sono andato dall architetto del Comune e vedendo una foto fatta da me dove ci sono nel condominio altre porte a doppia anta e poichè sono coperte da un pannello sul terrazzo che fa da ringhiera e chiuso e che daqualsiasi posizione ti metti non puoi distinguere se è una porta o una finestra , l architetto del comune mi ha dato il permesso di procedere. Per lo stesso motivo anche l amministratore non mi ha fatto storie ora questi consiglieri contestano all amministratore che dovevo avvisare l assemblea condominiale della modifica , ma se i lavori li ho fatti a Febbraio posso mica aspettare l autorizzazione dell assemblea che si terra' i primi di Maggio?

secondo punto ... conseguentemente all apertura di questa porta il contatore del gas l'ho dovuto spostare ho chiesto l autorizzazione all amministratore il quale mi ha firmato lo spostamento e con quello ho contattato la ditta del gas che si occupa dello spostamento dei contatori e mi hanno spostato il contatore di 50 cm sul mio (lato corto) del mio terrazzino . Il tubo del Gas Raccordo esterno senza chiedermi autorizzazioni , ma secondo i loro calcoli e loro procedure di sicurezza , l hanno fatto costeggiare ,DALL ESTERNO (parliamo di 50cm di tubo) quindi il tubo costeggia il mio lato corto del terrazzo . Bene anche se tutto il palazzo è pieno di tubi del gas esterni che pero' si appoggiano sul muro di facciata in maniera verticale entrando poi a T nei vari terrazzi invece il mio entra nel mio terrazzo costeggiando in maniera orizzontale esterna per 50 cm , loro hanno da dire e contestare , una soluzione tra l altro non decisa da me o un mio idraulico ma dalla societa' tipo Iren Eni che fa gli spostamenti dei contatori del gas.Per me è assurdo.

La terza cosa è la piu' importante .. Mi sono staccato dal centralizzato del condominio per un impianto autonomo con caldaia di condensazione , ho gia' preparato la relazione tecnica da un ingegnere che presentero' a Maggio all'assemblea condominiale dove comunichero' appunto lo staccamento , ho anche presentato all amministratore anzitempo un parere legale di un mio amico avvocato dove spiego appunto che per legge mi posso staccare dal centralizzato che presentero' sempre a Maggio in assemblea .Bene loro sempre i consiglieri riuniti hanno avvisato l'amministratore che non posso bucare in facciata (io mi trovo al 5 ed ultimo piano ) per gli scarichi della caldaia nè tantomeno posso bucare il tetto(tettoia in cemento armato) per uscire con gli scarichi . Il mio amministratore vedendo le foto di tutti i buchi di areazione che ci sono in facciata mi ha detto lo puoi fare ma loro invece si oppongono minacciando azioni legali . Ora io dico come faccio a staccarmi per legge dal condominio se poi non mi si da la possibilita' di fare un foro in facciata per gli scarichi? A questo punto se non mi danno nessuna soluzione per gli scarichi a tetto che senso ha la legge per staccarsi ? Vi pare ?

Ecco vi ho elencato la questione e vi allego qualche foto perchè voi capiate meglio la mia scrittura . Aspetto consigli e pareri su come comportarmi al cospetto di persone (diffidenti per natura) solo perchè sono nuovo arrivato e giovane 40enne contro vecchi abitanti di quel condominio che sol perchè ci abitan da 40 anni si credono di essere dei DIO contraddicendo anche i consigli dell amministratore che purtroppo come ripeto cerca di far da pacere ma non si impone o mette in mezzo .

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- - - Aggiornato - - -

 

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spero che con le foto possiate capire meglio

Descrivo le foto seguendo l'ordine cronologico progressivo di come sono state inserite le foto : la prima foto è la mia facciata ma non il mio balcone come potete vedere è piena di buchi in facciata di areazione fino all'ultimo piano e notate anche il tubo del gas come entra a T nei terrazzini o balconi . La foto 2 dove c'è il pluviale (il palazzo è fatto a colonne) è sempre la stessa facciata e lì a destra della biforcazione del pluviale in cima c'è il mio terrazzo(dove hanno messo il tubo gas costeggiante) vedere foto 3, 4 e 6 ho fotografato dall'alto il tubo del mio gas (raccordo).Nella foto 5 scusate se è venuta capovolta ci sono sempre evidenziati i fori di uscita aria e tubi del gas esterni in facciata. Nella foto 7 invece si evidenzia il tubo della mia vicina che entra nel terrazzino perpendicolarmente al suolo rispetto al mio . Nella foto 8 il pezzetto di finestra che ho modificato togliendo il contatore del gas e aprendola a doppia anta , nella foto 9 il puntino nero è dove dovrei forare un buchettino come gli altri per uscire con gli scarichi visto che non mi fanno arrivare a tetto in nessun altro modo . Nella foto 10 si evidenziano i pannelli a ringhiera bianchi, chiusi che non permettono da alcuna posizione di vedere se la finestra è totalmente aperta a doppia anta o una mezza finestra.

non ti curar di loro, se vogliono spedere soldi per perdere cause facciano pure!

a) x la finestra hai tutto in regola con il Comune e le sue autorizzazioni? tanto basta

b) il contatore gas è responsabilità del gestore/distributore, non tuo nè del condominio, quindi lo mettono loro dove deve essere messo, tubi compresi

c) il distacco è legale, gli scarichi della caldaia sono regolamentati dal comune o dalla regione (a milano è obbligatorio scaricare sopra al tetto, con canna fumaria che quindi dal piano deve arrivarci e trapassarlo)

dormi sonni tranquilli e lascia che siano loro a rovinarsi fegato e portafoglio

Grazie si io ho presentato regolare scia al Comune per la modifica della finestra vorrei solo da voi in base ai punti dell argomento che mi inviaste qualche documento legge da poter prepararmi per la mia difesa a maggio all assemblea condominiale parlando e discutendo delle mie modifiche e quant altro su basi scritte , LEGGI.

certo ho già chiesto all amico avvocato ma ho anche visto che in questo forum c é gente competente pur non essendo avvocato per cui se qualcuno di voi può darmi due dritte ne sarei grato.

nel frattempo ho sentito un ingegnere e mi ha detto che se ho presentato regolare scia in comune per la modifica della finestra zoppa in porta posso stare tranquillo.Ovviamente la scia l ho presentata.

Ho notato che non si apre,allora te lo propongo integralmente...

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Distacco da riscaldamento centralizzato: dal 18 giugno 2013 in vigore nuova disciplina condominio

 

 

 

 

E-mail Stampa

 

 

Dal 18 giugno 2013 è possibile chiedere, senza attendere il benestare dell'assemblea di condominio, il distacco dall'impianto di riscaldamento centralizzato. Restano tuttavia alcune limitazioni, che potranno ancora vietare il distacco e trasformazione in impianto autonomo. Si tratta del regolamento di condominio, del regolamento edilizio comunale e delle eventuali leggi regionali in materia.

 

(Aggiornato al: 22.11.2013)

 

 

caloriferi

 

E' entrata in vigore il 18 giugno 2013 la Legge n° 220/2012 recante "Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici", che fra i vari aspetti affronta anche la questione del distacco dall'impianto di riscaldamento centralizzato. Senza dover attendere il benestare dell'assemblea di condominio, d'ora in poi si legge: "Il condomino può rinunciare all'utilizzo dell'impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell'impianto e per la sua conservazione e messa a norma".

 

Si vedano però - nel box a fondo pagina - le possibili limitazioni in tema di distacco da centralizzato e trasformazione in impianto autonomo.

 

Va inoltre ricordato che la normativa statale vigente in tema di risparmio energetico, in particolare il D.P.R. n 59/09, stabilisce all’art. 4, comma 9 che "in tutti gli edifici esistenti, con più di quattro unità abitative, e in ogni caso per potenze nominali del generatore di calore dell'impianto centralizzato maggiore o uguale a 100 kW (...) è preferibile il mantenimento di impianti centralizzati laddove esistenti". E precisa a tale proposito "che le cause tecniche o di forza maggiore per ricorrere ad eventuali interventi finalizzati alla trasformazione degli impianti termici centralizzati ad impianti con generazione di calore separata per singola unità abitativa devono essere dichiarate nella relazione di cui al comma 25" (N.d.R. La relazione tecnica è quella prevista dall'art. 28 della Legge 10/91, in base al D. Lgs. 192/2005 e D. Lgs. 311/2006)

 

Può essere utile consultare, in merito all'economicità di interventi di distacco, l'articolo "Autonomo o centralizzato? Vince la termoregolazione", apparso su "Il Sole24ORE" del 31.01.2013, in cui in una tabella si mette a confronto - a titolo esemplificativo - la scelta di riqualificare l'impianto centralizzato, rispetto a quella di distaccarsi e realizzare un impianto autonomo.

 

Infine, si segnala che dal 19 dicembre 2012 al 31 agosto 2013 (in base alla Legge n. 221/2012) in caso di distacco della singola utenza da un impianto di riscaldamento centralizzato, di trasformazione da centralizzato ad autonomo, di ristrutturazioni della totalità degli impianti autonomi appartenenti allo stesso edificio, per le caldaie a condensazione non c'era l'obbligo di scaricare a tetto, bensì la possibilità di scaricare a parete.

 

Dal 1 settembre 2013, in base alla nuova Legge n. 90/2013 entrata in vigore il 4 agosto 2013, tutte le nuove installazioni di caldaie, a seguito di distacco, dovranno scaricare a tetto, salvo alcuni casi derogabili (si veda l'articolo di approfondimento).

 

(A cura di Annalisa Molle)

 

 

Documentazione

Testo della Legge n. 220/2012

 

CASI PARTICOLARI: POSSIBILI ECCEZIONI ALL'APPLICAZIONE DELLE NUOVE DISPOSIZIONI NORMATIVE

 

È opportuno precisare, tuttavia, che "il regolamento di condominio potrà continuare a negare totalmente la possibilità di distaccarsi dall’impianto centralizzato. In questa eventualità, il distacco non potrà essere consentito anche nel caso in cui il condomino riesca a dimostrare che a seguito del distacco medesimo non si originerà nessun pregiudizio per gli altri condomini e per l’impianto" (FONTE: "Cosa cambia con la riforma del condominio"Il Sole 24 ORE, Avv. Francesco Epifani).

 

E ancora: "Nulla cambia, ad avviso della scrivente, a seguito della riformulazione dell’art. 1118 c.c. Il regolamento contrattuale di condominio può continuare a vietare la possibilità di distaccarsi, poiché l’ultimo comma dell’art. 1118 c.c. (a differenza del 2o comma del medesimo articolo) non è espressamente richiamato dall’art. 1138 c.c. fra le norme di natura inderogabile" (FONTE: "Riforma del condominio, il distacco dall'impianto centralizzato" su "Casa e Clima", Avv. Antonella Giraudi).

 

C'è poi un'altra possibile limitazione: va verificato che il Comune in cui è ubicato l'immobile non abbia stabilito sul proprio regolamento edilizio il divieto di distacco da impianto centralizzato. "La tendenza di parecchi comuni d’Italia è quella di incentivare gli impianti centralizzati di riscaldamento che hanno un impatto minore in termini di inquinamento. Se il Comune ha legiferato in merito a nulla vale la legge sui condomini che decide il distacco" (FONTE: "Riforma del condominio, l'esperto risponde", La Stampa, Dott. Stefano Lapponi).

 

Infine, è bene ricordare che in alcune regioni - come l'Emilia -Romagna e il Piemonte - le nuove disposizioni normative statali potrebbero non essere recepite o addirittura vietate. Trattandosi infatti di un argomento - quello del distacco da impianto centralizzato - non solo di natura civilistica, ma che vede interessato anche il tema dell'efficienza energetica degli impianti termici, che ricade nell'ambito "energia", materia concorrente di competenza regionale, questo significa che le Regioni possono dettare discipline più rigorose rispetto ai dettami nazionali.

 

Ed è proprio a questo principio che richiama la Regione Piemonte, in una Circolare del 27 febbraio 2013 dove ha chiarito che debbano essere seguite le prescrizioni definite nella Delibera della Giunta Regionale 4 agosto 2009, n. 46-11968: "la Regione Piemonte - in un'ottica di maggiore salvaguardia della qualità dell'aria e del miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici piemontesi - più che imporre limiti alla facoltà del singolo condominio di optare per il distacco dall'impianto termico centralizzato, ha ritenuto di vietare interventi finalizzati alla trasformazione di impianti termici centralizzati in impianti termici con generazione di calore separata per singola unità abitativa, fatta eccezione per i casi di deroga espressamente previsti [...]" (pag. 4-5 della Circolare).

 

Per quanto riguarda invece la Regione Liguria, il Regolamento regionale n. 6/2012 (attuativo della Legge Regionale n. 23/2012) all'art. 3 comma 8 così dispone:

 

"Per gli edifici appartenenti alle categorie E.1 (N.d.R. residenze) ed E.2 (N.d.R. uffici), così come classificati in base alla destinazione d’uso all’art. 3 del D.P.R. 412/1993, nel caso di:

 

- edifici di nuova costruzione con un numero di unità abitative superiore a 4;

 

- ristrutturazione integrale del sistema edificio-impianto degli edifici esistenti con un numero di unità abitative superiore a 4, e in ogni caso per potenze nominali del generatore di calore dell’impianto centralizzato maggiore o uguale a 100 kW;

 

è richiesta l’installazione o il mantenimento di impianti termici centralizzati dotati di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del consumo energetico per ogni singola unità immobiliare. Le cause tecniche o di forza maggiore per ricorrere ad eventuali interventi finalizzati alla trasformazione degli impianti termici centralizzati ad impianti con generazione di calore separata, per singola unità abitativa, devono essere dichiarate nella relazione così come previsto al comma 25 del D.P.R. 59/2009

 

- - - Aggiornato - - -

 

http://www.diritto24.ilsole24ore.com/guidaAlDiritto/codici/codiceCivile/articolo/1326/art-1102-uso-della-cosa-comune.html

[ATTACH]396[/ATTACH]ma riguardando questa foto che ho inserito poichè questi benedetti vicini(consiglieri) del mio condominio , si oppongono a farmi fare un buchino degli scarichi della mia caldaglia sia in facciata vedi puntino nero appunto , sia a tetto vedi tettoia solaio di cemento armato e sia bucando internamente il tetto per scaricare a tetto , esiste una normativa che poi io potro' far vedere loro in assemblea , per la quale posso fare il buco in facciata (sempre dove c è il puntino nero come da foto)e che poichè sono all ultimo piano attaccato al solaio in cemento armato(tetto o tettoia), puo' essere considerato tetto? Potete mettere tale normativa se esistesse?

Altra cosa : tenuto conto come si evince da foto allegata che ho fatto richiesta all amministratore per lo spostamento del GAS e che la societa' IREN ha deciso di mettermi il tubo esterno (raccordo) affiancandolo esternamente al lato corto del mio terrazzino e che creera' tra i condomini malumori solo perchè sono l unico ad averlo in quella posizione pur non arrecando nessun fastidio visivo e invasivo (secondo me)e tenuto conto che quindi non è piu' un mio problema la disposizione del raccordo, esiste qualche delibera condominiale in cui si dice che tutto cio' che circonda il mio perimetro e in questo caso il perimetro del mio terrazzino(quindi i lati) , con la quale posso azzittire chi mi contesta la disposizione del tubo?

Posso fare un fax alla societa' Iren che mi ha messo il tubo dicendo che i condomini si lamentano della disposizione del tubo da loro messo solo per far vedere in assemblea che faccio il possibile o ho fatto il possibile per non creare malumori ma per esempio che IREN mi ha risposto negativamente ? O mi sto preoccupando troppo per cose che non sono piu' di mia competenza?[ATTACH]397[/ATTACH]

Giglio 2 ma anche altri possono rispondere ....

 

Non vorrei che queste persone si appellano al mio distacco dal centralizzato all autonomo in base a questo punto presente nel regolamento di condominio e per questo mi facciano opposizione.. Perchè io ho si avvisato l amministratore del distacco ma non è che lui mi ha autorizzato con qualche carta scritta..

 

 

 

 

punto del reg condominio ...

 

 

Sono di proprieta' ed uso comune ed indivisibile a tutti i condomini il suolo su cui sorge l intero edificio(muri che sono necessari alla statica dell intero edificio) il tetto di copertura , gli ambienti di passaggio per l accesso a quelli di proprieta' individuale,per i locali e i depositi dei servizi comuni; il cornicione e tutte le opere decorative esterne dell edificio comprese quelle di rivestimento; l'impianto di acquedotto , del gas , di luce e forza motrice elettrica (dalle linee e condotte stradali sino ai singoli contatori).

E' ASSOLUTAMENTE vietato al condomino apportare qualunque modifica all impianto senza averne prima avuta l autorizzazione dell amministrazione e rinunciare all uso del termosifone.

Ultima cosa a cui vorrei una risposta .. Questa finestra mozza trasformata in porta sempre della stessa dimensione in larghezza 60cm e coperta da un pannello (ringhiera) chiuso che non ne fa determinare il distinguo tra finestra o porta da qualsiasi posizione ci si metta a vederla, avendo io fatto la scia in comune della modifica mi basta solo quella oppure mi possono obbiettare che dovevo chiedere il consenso in assemblea pur non essendoci delle restrizioni nel regolamento condominiale che parlano di modifiche ?

Perchè io in assemblea lo comunichero' poichè quest'ultima è a Maggio ma la modifica l ho fatta prima in quanto secondo me non posso aspettare maggio per fare un lavoro in quanto il mio condominio si riunisce solo ed esclusivamente a maggio.

Dico cioì sulla base di una domanda risposta molto simile alla mia casistica vista su un sito

 

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Domanda Condomino :

 

Un condomino ha trasformato una finestra in balcone senza autorizzazione del condominio per accedere su un’area comune a tutto il fabbricato come bisogna intervenire per far ripristinare il tutto com'era prima?

 

Risposta Avvocato :

 

In teoria, in mancanza di un divieto contenuto nel regolamento del condominio, la trasformazione di un finestra in balcone rientra fra i diritti che gli artt. 1102 e 1122 c.c. riconoscono ai condomini sulle cose comuni; l'intervento, però, non è consentito se pregiudica la stabilità o il decoro architettonico dell'edificio, o se lede il diritto all'uso o al godimento delle parti comuni dell'edificio da parte degli altri condomini. Se l’intervento riportato dal lettore vìola uno o più dei suddetti limiti, l’assemblea può autorizzare l’amministratore ad intraprendere un’azione giudiziaria nei confronti del condomino che lo ha realizzato, per ottenere il ripristino dei luoghi.

 

le cose stanno così, tu fai il lavoro perchè non esiste un divieto specifico nel rdc e perchè lo puoi fare ex artt. 1102 e 1122 c.c.

se qualcuno dei condomini ritiene violato il decoro e/o la stabilità dell'edificio, potrà chiedere all'amministratore di mettere all'odg la delibera di una causa contro di te e, se otterrà la maggioranza, la causa verrà intentata.

la lesione del decoro, infatti, non può essere accertata dall'assemblea dei condomini ma solo da un giudice, al termine di una causa.

cosa puoi fare tu per evitare questo? nulla se non chiarire la tua posizione.

a mio parere hai ragione tu, però non sono il giudice che eventualmente sarà investito della questione...

Oggi ho sentito qualcuno dei consiglieri del condominio mi han detto che mi contesteranno la modifica della finestra in porta finestra ma principalmente perchè non ho avvisato prima l assemblea prima di farla .... mah .. L assemblea è a maggio all amministratore l ho detto .. Cosa voglion questi??

L'amministratore ha indetto una riunione la sett prossima coi consiglieri , riunione preassemblea forse vogliono sapere in anticipo delle mie modifiche per portarle come punti di discussione all' assemblea ? Facciano pure io sono tranquillo. Voi cosa ne pensate al riguardo ?

Aggiornamenti sulla mia casistica...

 

Dal 17 marzo ho mandato una mail all amministratore dicendo che siamo pronti per lo svuotamento dell impianto per staccare i termosifoni esistenti nella casa e per mettere i miei della ristrutturazione . Non si faceva mai trovare non rispondeva mai al cellulare , alle segretarie le stressavo ogni giorno di richiamarmi , tempestato di mail e niente finchè oggi 16 apr a distanza di un mese lo trovo e mi dice che poichè a Rapallo chiudono i riscaldamenti il 22 Aprile di aspettare qualche giorno ma io ho paura che poi fara' passare altri giorni col fatto che c è il 25 aprile il ponte della domenica il primo maggio e poi l'assemblea. Sono convinti che qualsiasi tipo di esecutivo lo decida l assemblea .Tutto questo rallentamento mi sta portando dei fastidi con la ditta dei lavori che deve rispettare i suoi tempi di fine lavori, le piastrelle in casa che non possono essere messe finche non mi sbarazzo di un vecchio termosifone davanti alla porta del bagno e che non mi permette di montarci lo scrigno e ordinare le porte, insomma una catena tipo effetto domino.

 

Inoltre Amministr mi dice che un consigliere condominio gli ha detto che non posso staccarmi dal centralizzato all autonomo per una legge regionale liguria previo una sanzione dai 1000 ai 1500 euro ma non facendo riferimento a quale articolo di legge o a quale sentenza .

 

Io scrutando su internet ho visto questo :

 

http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2013/07/03/APmcbltF-riscaldamento_sapere_quello.shtml che facciano riferimento a

 

questo ? Boh !!!!

 

Resta il fatto che pensano sempre che l assemblea abbia potere esecutivo ossìa di darmi il permesso o meno ma invece non è cosi' ..

 

A questi punti vi chiedo come mi devo comportare in quanto sono convinto che tutto cio' che sto facendo lo posso fare .

 

Grazie !

Più che dirti che lo puoi fare e che l'assemblea non ha diritto di veto, cosa ti si doveva rispondere?

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