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SimoneMattalia

L'amministratore DEVE o meno partecipare come creditore in un ASTA?

Buon giorno, 

vorrei sottoporvi la mia situazione per aver il vostro supporto.

Ho acquistato un immobile all'asta dove solo uno dei due "vecchi" proprietari era debitore presso terzi. Il Giudice ha deciso, visto che non veniva venduta al 50% di mettere l'intero immobile all'asta e di ripartire alla moglie il 50% del ricavato.

 

L'amministratore, di sua volontà, anche se in più di un occasione gli ho ribadito l'importanza che il condominio si presentasse come creditore nella procedura esecutiva, ha deciso di:

 

- accordarsi personalmente con la moglie ("vecchia comproprietaria") affinché essa pagasse il 50% delle vecchie spese 

- addebitare su di me il rimanente 50% delle vecchie spese

- non presentare il condominio come creditore nella procedura esecutiva

 

Conosco l'art 63 che mi rende solidale per l'anno in corso e l'anno precedente, e queste spese ricadono tutte in questi 2 anni, ma essendoci i diretti debitori, non sono in primis loro a doverne rispondere?

 

Si è comportato correttamente l'amministratore?

Posso pretendere da lui il risarcimento di questi soldi visto che non ha curato il recupero dei crediti e la relativa fase di esecuzione (pignoramento, vendita all’asta e assegnazione delle somme)?(http://www.dirittierisposte.it/Schede/Condominio/Amministratore/responsabilita_dell_amministratore_id1133747_art.aspx)

 

 

 

SimoneMattalia dice:

Si è comportato correttamente l'amministratore?

 

Per quel che leggo dal tuo post (e mentre non è ovviamente possibile accedere a tutta la documentazione) ...sarei portata a dire che l'amm.re si sia comportato in modo esemplare. 

E mi spiego. 

Io capisco che lui si è curato di recuperare il 50% esigibile dalla coniuge (senza alcuna spesa per il condominio!), e che poi si è astenuto dal far spendere al condominio  le varie migliaia di euro che sarebbero occorse per inserirsi in una procedura di esecuzione immobiliare già attivata da altri creditori del moroso!

Questa seconda operazione risulta di fatto assolutamente meritoria, e lo dico per vita vissuta, dal momento che...mai un solo centesimo fu recuperato da nessun mio condominio in cui...sono stati pagati Legali per farlo (tanti e diversi nei vari casi) ma...in cui il moroso di turno aveva debiti stratosferici verso creditori legalmente "privilegiati". 

 

SimoneMattalia dice:

Posso pretendere da lui il risarcimento di questi soldi visto che non ha curato il recupero dei crediti e la relativa fase di esecuzione (pignoramento, vendita all’asta e assegnazione delle somme)?

Se le cose stanno nel modo che ho potuto intendere in base al tuo post, la mia risposta è : no, ma proprio no!

SimoneMattalia dice:

Si è comportato correttamente l'amministratore?

Posso pretendere da lui il risarcimento di questi soldi visto che non ha curato il recupero dei crediti e la relativa fase di esecuzione (pignoramento, vendita all’asta e assegnazione delle somme)?

Ciao

a mio parere l'amministratore ha solo pesantemente sbagliato facendo cadere sul groppone del condominio spese che poteva risparmiarsi.    L'unità era intestata ad entrambi i coniugi al 50%.  Quindi c'era la solidarietà di entrambi per l'intera somma.   Lui ha deciso di accettare il 50% della spesa dalla moglie e addebitare a te il 50% per la solidarietà dell'anno in corso e l'anno precedente.     

E' un comportamento sbagliato.   Come fa ora lui a dire che la moglie ha pagato la sua metà e tu devi l'altra metà.  Non c'è corresponsabilità di entrambi.  I soldi introitati dalla moglie vanno a decurtare l'intera passività e non solo quella da parte di uno dei condomini.    Inoltre se si fosse inserito, tutta la somma sarebbe stata recuperata, salvo che non si fosse qualcuno che assorbiva per privilegio tutto l'introitato dall'asta.   In questo caso, e solo in questo caso poteva anche essere giustificato, ma qui il fatto che abbia dimezzato i saldi residui dimostra che c'erano ancora fondi per coprire tale importo magari da parte della moglie, sempre obbligata i solido.

 

Ora, per dirti se puoi procedere per danni contro l'amministratore bisognerebbe avere più elementi, ed in particolare:   chi è partito con l'azione ? Chi e quali privilegi c'erano ?  Cosa è stato distribuito ? 

camillo50 dice:

Come fa ora lui a dire che la moglie ha pagato la sua metà e tu devi l'altra metà.  Non c'è corresponsabilità di entrambi.  I soldi introitati dalla moglie vanno a decurtare l'intera passività e non solo quella da parte di uno dei condomini. 

Infatti...

il debito è della proprietà (di due coniugi cointestatari). 

E...grande MERITO dell'amm.re averne recuperato almeno il 50% dalla coniuge cointestaria di buona volontà! E d averlo recuperato a spese zero!

 

Residuava il restante 50% del debito della proprietà. 

E se...faccio per dire, ma a me è capitato puntualmente sempre : se su una proprietà che vale 100...la procedura è stata avviata da banche e/o Equitalia che devono avere 300... chiaro che sprechi solo soldi del condominio nell'inserirti nella procedura, perchè NON avrai mai nulla, ma i condòmini dovranno pagare l'Avvocato che si è inserito! 

 

Lui (l'OP) non deve "l'altra metà" !

Deve semplicemente, per l'anno in corso e per quello precedente, quel che residua dal debito originario, e dopo che l'Amm.re (senza aver fatto spendere nulla al condominio) è riuscito a farsi saldare almeno il 50% dalla coniuge contestaria!!!

MADDY60 dice:

Infatti...

il debito è della proprietà (di due coniugi cointestatari). 

E...grande MERITO dell'amm.re averne recuperato almeno il 50% dalla coniuge cointestaria di buona volontà! E d averlo recuperato a spese zero!

 

Residuava il restante 50% del debito della proprietà. 

E se...faccio per dire, ma a me è capitato puntualmente sempre : se su una proprietà che vale 100...la procedura è stata avviata da banche e/o Equitalia che devono avere 300... chiaro che sprechi solo soldi del condominio nell'inserirti nella procedura, perchè NON avrai mai nulla, ma i condòmini dovranno pagare l'Avvocato che si è inserito! 

 

Lui (l'OP) non deve "l'altra metà" !

Deve semplicemente, per l'anno in corso e per quello precedente, quel che residua dal debito originario, e dopo che l'Amm.re (senza aver fatto spendere nulla al condominio) è riuscito a farsi saldare almeno il 50% dalla coniuge contestaria!!!

ciao

è tutto da valutare, ed il fatto che la moglie abbia pagato metà è un chiaro indizio che probabilmente c'erano quote anche peri i chirografari.

camillo50 dice:

è tutto da valutare, ed il fatto che la moglie abbia pagato metà è un chiaro indizio che probabilmente c'erano quote anche peri i chirografari.

Che tutto sia da valutare in base a dati concreti è anche mia certezza espressa nella prima frase del mio primo intervento. 

 

Che la moglie abbia pagato il suo 50%...se non ho campato intuilemente fino ad ora...a me suona solo come prova del fatto che la signora avesse solo una grande ansia (anche ingenua sotto alcuni profili) di togliersi dai guai a lei procurati dal marito.....

 

E confermo che l'amm.re, per quel che si è scritto fino ad ora, rischia proprio di essere un Gran Capace Amministratore, secondo me. 

In ogni caso se c'è trippa per gatti il nuovo condomino potrà aggredire il vecchio condomino e chiedere il rimborso delle spese pagate.

Anzi, non fosse riuscito ad ottenere il 50% dalla moglie probabilmente al nuovo condomino sarebbe toccato il 100% del debito residuo.

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Grazie per le vostre risposte. 

Ci tengo ad aggiungere alcuni dettagli che reputo importanti al fine della conversazione:

 

- non conosco il debito contratto dal marito "vecchio proprietario", non era però un mutuo, e quindi potrebbe aver anche ricevuto del denaro alla ripartizione

- alla moglie son stati versati 75.000€ per la metà dell'immobile

 

Inoltre ritengo che il concetto portato avanti dall'amministratore, cioè chiedere solo il 50% ad un conproprietario (la moglie) quando Lei è tenuta a rispondere in maniera solidale per il 100% dell'intero debito, sia errato di per sè.

 

Sarei d'accordissimo con Maddy60 se l'amministratore avesse trovato il modo di aver dalla signora, conproprietaria, l'intero debito senza passare dalla procedura. Il suo modus operandi mi è apparso invece blando e superficiale. Sapeva che tanto avrebbe potuto rivalersi su di me con un decimo del lavoro e della fatica.. e cosi ha scelto la strada più semplice x lui.

 

Attendo vostre ulteriori opinioni a seguito di queste altre considerazioni. 

 

 

Il fatto che alla moglie siano stati rimborsati €75000 dimostra che i fondi c'erano per pagare tutti i creditori.

 

La scelta apprezzata da MADDY60 Alla luce di tale precisazione, per me non solo è stata sconsiderata  da parte dell'amministratore che non si è inserito e che ha accettato solo il 50% , ma va energicamente  censurata in ogni modo e va anche perseguita obbligando l'amministratore  a risarcire di tasca sua sia chi ha acquistato all'asta sia la eventuale quota rimasta a carico del condomino.

Inoltre questi va mandato a casa.

All'opener consiglio inoltre di attivarsi legalmente chiamando in causa l'amministratore, ma anche il condominio, non pagare nulla di quanto arretrato non di sua competenza e di diffidare l'amministratore a furbescamente presentare un'istanza per un decreto ingiuntivo.

 

camillo50 dice:

Il fatto che alla moglie siano stati rimborsati €75000 dimostra che i fondi c'erano per pagare tutti i creditori.

Simone ha chiarito molto bene che dei due coniugi l'unico che aveva debiti verso terzi era il marito. 

Il fatto che alla moglie sia stata data la metà dell'importo realizzato in asta, quindi, significa soltanto che la metà della moglie non poteva essere toccata da quella procedura. Esattamente come in caso di pignoramento di conto corrente cointestato...i creditori del cointestatario debitore possono rifarsi soltanto sul 50% della giacenza. 

Nulla dice, invece, sull'ammontare dei debiti dell'unico esecutato, che potrebbero tranquilamente essere di molto superiori ai 75mila euro realizzati per la sua quota. 

Se così fosse, inserirsi in quella procedura non avrebbe avuto alcun senso, salvo avviarne altra, nuova e diversa, per aggredire anche la quota della moglie. (Operazione che sarebbe costata molti soldini al condominio). 

Inoltre : se la casa è già stata venduta all'asta...conoscendo i tempi medi di queste procedure...è lecito pensare che la procedura esecutiva sia iniziata parecchi anni fa, mentre il debito condominiale (peraltro saldato al 50% dalla moglie) risale soltanto agli ultimi due anni. 

 

Infine aggiungerei che (almeno che io sappia) l'Amm.re deve perseguire l'interesse del condominio, e non quello del futuro acquirente all'asta. Per cui (non me ne voglia Simone) non vedo davvero come possa affermarsi che quell'Amm.re sia colpevole di qualcosa, atteso che ha recuperato il 50% dell'importo senza far spendere un centesimo al condominio, e ...sì certo..., aveva anche la tranquillità che il resto sarebbe stato a carico del nuovo proprietario, ma questo PER LEGGE, e non perchè quell'Amm.re sia un sordido furbastro! 

 

Per cui: la mia opinione resta che la posizione di quell'Amm.re sia categoricamente inattaccabile. 

E siccome sono noiosa, aggiungo anche un altro "dettaglio" che non è affatto indifferente e anzi è utilissimo per comprendere che Simone NON disponga di alcuna azione legale percorribile: a che titolo, @camillo50 , potrebbe agire Simone, secondo te? 

Sicuramente non può farlo come acquirente danneggiato, atteso che quel che ha acquistato gli era (o gli doveva essere) noto e le leggi che lo regolano...altrettanto. 

Ancor più sicuramente non può farlo come condòmino, e magari recriminando mancate azioni di recupero degli anni pregressi, e questa volta per due ragioni : una perchè non era condòmino allora, ma soprattutto perchè l'agire dell'Amm.re si è rivelato il più vantaggioso in assoluto per il condominio! 

 

 

Ciao 

Per le spese condominiali c'è la solidarietà di entrambi i coniugi per cui non è che uno risponde solo del 50% risponde con tutto il suo capitale.

Le quote condominiali sono uniche per cui poteva recuperare il 100% di queste Dai €75000 che erano stati liquidati alla moglie però doveva inserirsi non l'ha fatto cavoli suoi e adesso paga.

camillo50 dice:

Ciao 

Per le spese condominiali c'è la solidarietà di entrambi i coniugi per cui non è che uno risponde solo del 50% risponde con tutto il suo capitale.

Le quote condominiali sono uniche per cui poteva recuperare il 100% di queste Dai €75000 che erano stati liquidati alla moglie però doveva inserirsi non l'ha fatto cavoli suoi e adesso paga.

Ehm no.... se il marito aveva debiti superiori a 75.000 euro...non doveva "inserirsi", perchè avrebbe fatto spendere soldi al condominio senza cavarne nulla! 

Eventualmente avrebbe dovuto incaridinare NUOVA procedura per aggredire il 50% della moglie. 

E...se non l'ha fatto...(ripeto che mi spiace per Simone, ma) per me resta un eccellente Amm.re, a cui non può rimproverarsi assolutamente nulla. 

 

camillo50 dice:

cavoli suoi e adesso paga.

Che cosa paga? 

In base a quale azione e a quale procedura? 🙄

MADDY60 dice:

Ehm no.... se il marito aveva debiti superiori a 75.000 euro...non doveva "inserirsi", perchè avrebbe fatto spendere soldi al condominio senza cavarne nulla! 

Ciao

inserendosi nella procedura anche fosse iniziata solo contro il marito da parte di terzi, avrebbe ottenuto il privilegio senz'altro anche nei confronti della moglie che nei confronti del condominio era morosa tanto quanto il marito.  Ora invece si è intascata i soldi  e l'amministratore non può più aggredirla avendo .....  GRAVEMENTE SBAGLIATO.   Non è possibile non rendersene conto.

MADDY60 dice:

Eventualmente avrebbe dovuto incaridinare NUOVA procedura per aggredire il 50% della moglie. 

No.   Chiedeva l'intera solidarietà nella stessa procedure e nella divisione degli utili, prima di restituire alla moglie l'importo, sarebbero stati dedotte tutte le morosità condominiali.

 

MADDY60 dice:

E...se non l'ha fatto...(ripeto che mi spiace per Simone, ma) per me resta un eccellente Amm.re, a cui non può rimproverarsi assolutamente nulla. 

Io agirei immediatamente contro il tuo "bravo amministratore" certo che sarà condannato per omissione del suo mandato.      Risponditi : ha tutelato il bene comune ?  La risposta è no.    Poteva farlo ?    Si, doveva.    Concettualmente poi ottenere il 50% da un solidale scontandogli il rimanente 50% è il dulcis un fundo della solidarietà degli altri condomini qualora il debito eccedesse l'anno in corso e l'anno precedente, cosa molto probabile, visti i tempi della giustizia.    Anche l'aver esonerato la moglie del 50% è una idiozia amministrativa del "bravo amministratore", che io boccio su tutta la linea. 

Scusa la durezza del linguaggio, ma mi meraviglia la tua insistenza a lodare un comportamento sbagliato.

 

In ogni caso, che abbiamo espresso i nostri parere, ed ognuno faccia ciò che crede.

camillo50 dice:

Scusa la durezza del linguaggio, ma mi meraviglia la tua insistenza a lodare un comportamento sbagliato.

Buongiorno Camillo, 

non trovo duro il tuo linguaggio, assolutamente. Quindi: proprio nulla di cui scusarti! 😉

 

Abbiamo punti di vista diversi, e il caso è interessante. 

 

Dunque: 

camillo50 dice:

inserendosi nella procedura anche fosse iniziata solo contro il marito da parte di terzi, avrebbe ottenuto il privilegio senz'altro anche nei confronti della moglie che nei confronti del condominio era morosa tanto quanto il marito.

questo non poteva accadere, nè aritmeticamente e nè legalmente, perchè se l'esecutato era il marito (e questo lo sappiamo con sicurezza da Simone) la metà della moglie restava ASSOLUTAMENTE inattaccabile, salvo avviare NUOVA procedura (prima monitoria e poi esecutiva) . E questo, come già detto, sarebbe costato TANTI bei soldini al condominio. 

 

camillo50 dice:

No.   Chiedeva l'intera solidarietà nella stessa procedure e nella divisione degli utili, prima di restituire alla moglie l'importo, sarebbero stati dedotte tutte le morosità condominiali.

 Come "no" , scusa? Le procedure non ce le inventiamo noi.... Inserendosi nella procedura esistente, questo è proprio sicuro sicuro sicuro, OLTRE al 50% del marito NON si sarebbe potuti andare. Salvo, appunto, aprire una NUOVA procedura per attaccare il 50% della moglie. Ma ...tu sai bene quanto costi questo

 

camillo50 dice:

Risponditi : ha tutelato il bene comune ?  La risposta è no. 

Qui è il punto! 

La tua risposta è no. 

La mia è che si tratti di un Amm.re davvero molto capace, e che al condominio ha portato risultati ottimali senza far spendere un solo euro!

E...scusami tu ora, ma se non è Bravo un Amm.re così...ditemi chi è Bravo! 

 

camillo50 dice:

In ogni caso, che abbiamo espresso i nostri parere, ed ognuno faccia ciò che crede.

👍

A mio parere se la procedura era già avviata e la parte del marito era insufficiente il giudice non avrebbe concesso di aggredire la parte della moglie se non con un titolo esecutivo in mano. Bisogna vedere se c'era il tempo per procurarsi il titolo esecutivo e arrivare ad insinuarsi contro la moglie nella procedura avviata.

A mio parere i tempi erano molto stretti e probabilmente questo hanno valutato.

 

Comunque risultando la moglie solvibile il buon Simone può procedere legalmente contro la signora per recuperare quanto ha dovuto versare in quanto obbligato in solido con lei e per la quale lei risulta responsabile per la solidità del debito fra i coniugi.

 

A livello condominiale avendo l'amministratore recuperato il 100% del debito non spendendo un cent non sono sicuro che sia possibile chiedere un risarcimento a lui.

Così come verso il nuovo proprietario legalmente l'amministratore non aveva nessun obbligo.

Fra l'altro se l'amministratore è stato intelligente si è fatto deliberare come procedere dall'assemblea.

davidino1978 dice:

se la procedura era già avviata e la parte del marito era insufficiente il giudice non avrebbe concesso di aggredire la parte della moglie

ma infatti : COME avrebbe potuto concederlo? 

COME, se non avviando NUOVA E COSTOSISSIMA PROCEDURA? 

 

Peccato non sapere chi sia quell'Amm.re...sennò gli darei personalmente un Premio per Perizia e Competenza! 

 

MADDY60 dice:

ma infatti : COME avrebbe potuto concederlo? 

COME, se non avviando NUOVA E COSTOSISSIMA PROCEDURA? 

 

Peccato non sapere chi sia quell'Amm.re...sennò gli darei personalmente un Premio per Perizia e Competenza! 

 

Controbilancio io il tuo premio dandogli la Beretta dell'asino.

camillo50 dice:

Controbilancio io il tuo premio dandogli la Beretta dell'asino.

Camillo...come si possa dare dell'asino a un Amm.re che ha recuperato il 50% del credito e che ha portato il condominio a poterne recuperare il restante 50% senza spendere un solo euro...a te sarà chiaro, ma per me resta un vero mistero. 

Peraltro : se l'Amm.re volesse recuperare forzosamente quel 50% di impagato presso i vecchi proprietari... potrebbe ancora farlo. 

 

E sarebbe proprio interessante sapere cosa penserebbe il condominio di un Amm.re che gli facesse spendere soldi per rincorrere gli ex proprietari, quando può ottenere lo stesso importo dall'attuale proprietario... 

 

MADDY60 dice:

Camillo...come si possa dare dell'asino a un Amm.re che ha recuperato il 50% del credito e che ha portato il condominio a poterne recuperare il restante 50% senza spendere un solo euro...a te sarà chiaro, ma per me resta un vero mistero. 

Peraltro : se l'Amm.re volesse recuperare forzosamente quel 50% di impagato presso i vecchi proprietari... potrebbe ancora farlo. 

 

E sarebbe proprio interessante sapere cosa penserebbe il condominio di un Amm.re che gli facesse spendere soldi per rincorrere gli ex proprietari, quando può ottenere lo stesso importo dall'attuale proprietario... 

 

... aggiungo attuale proprietario obbligato in solido che quindi può lui stesso può procedere legalmente al recupero del credito nei confronti dei vecchi proprietari se solvibili. Visto questo suo diritto non vedo come potrebbe accusare il condominio di avergli creato un danno. Certo dovrà muoversi in prima persona, ma i suoi diritti di rivalsa nei confronti dei creditori originari non è leso.

Fra l'altro credo che sia diritto del condominio, in presenza di obbligati in solido, scegliere verso chi procedere per il recupero del credito ed è palese che il nuovo proprietario sia obiettivo più facile ed economico da perseguire per il recupero del credito condominiale.

 

L'altro punto è che si sta parlando di debito all'interno del periodo di solidarietà fra vecchio e nuovo proprietario.

Conoscendo i tempi è del tutto possibile che l'amministratore abbia saputo della procedura esecutiva al momento della perizia quando il perito gli avrà chiesto il debito con il condominio (non è detto ma a me capita lo chiedano, dipende dal giudice). Visti i tempi per ottenere un titolo esecutivo e insinuarlo nella procedura non so se anche facendo le corse si riuscisse a insinuarsi nella procedura in corso. Il punto potrebbe anche essere stato che il condominio non ha fatto in tempo ad insinuarsi, fra l'altro mettiamo che essendoci in corso delle trattative (come si può evincere dal 50% versato dalla moglie) è possibile che per procedere con un D.I. l'amministratore dovesse pure tornare in assemblea per farsi autorizzare a interrompere le trattative rinunciando a recuperare la parte recuperata e andare a spendere soldi per un D.I. e poi l'insinuazione nella procedura con il dubbio di non beccare poi nulla se saltano fuori creditori muniti di privilegio.

Ciao

A questo punto per dirimere la questione sarebbe opportuno che Simonetta ci dica se il condominio dovrà pagare qualcosa per solidarietà e quando è iniziata la procedura, oltre a dirci di quanto era la morosità

Grazie per i vostri commenti.

 

X rispondere a @camillo50 , il condominio non dovrà rispondere di nulla xke il debito è di soli 2.000€ e son stati totalemente addebitati a me.

Il tempo per procedere l'amministratore lo ha avuto xke è una procedura del 2013 e tutto il condominio conosceva la morosità.

 

Il debito del marito verso terzi invece mi è sconosciuto.

 

 

camillo50 dice:

Ciao

A questo punto per dirimere la questione sarebbe opportuno che Simonetta ci dica se il condominio dovrà pagare qualcosa per solidarietà e quando è iniziata la procedura, oltre a dirci di quanto era la morosità

Questa discussione mi era completamente sfuggita.

@camillo50 , se leggi attentamente, era già stato scritto nel post n. 1 che ricadeva tutto in solidarietà; nel post n. 1, infatti, è scritto:

 

Conosco l'art 63 che mi rende solidale per l'anno in corso e l'anno precedente, e queste spese ricadono tutte in questi 2 anni, ma essendoci i diretti debitori, non sono in primis loro a doverne rispondere?

 

Colgo l'occasione per rispondere a @SimoneMattalia   anche a questa domanda:

L'amministratore non è obbligato a fare escussione al diretto debitore, tanto più che per escutere il vecchio debitore che non è più condòmino avrebbe dovuto iniziare un procedimento molto più lungo e costoso del decreto ingiuntivo.

 

Sapendo che

- la cifra di morosità era minima (duemila euro) 

- ricadeva sugli anni di rivalsa al nuovo acquirente

- era ancora nei termini dei 2 anni di solidarietà dell'art. 63

l'amministratore ha fatto benissimo ad attendere che subentrasse un nuovo acquirente a cui richiedere la minima morosità e non possiamo sapere se l'amministratore si sarebbe attivato diversamente qualche mese prima che fosse venduta la casa all'asta, per cui non possiamo fare nemmeno un processo alle intenzioni dell'amministratore, nel caso in cui l'appartamento fosse stato aggiudicato dopo i due anni.

 

Simone, se può consolarti, anche tu puoi fare azione di rivalsa di tutti i 2000 sul vecchio comproprietario, che sono in solido marito e moglie, entrambi comproprietari.

Se uno dei due coniugi ha ancora qualcosa da perdere, puoi recuperare tutto dal coniuge aggredibile e poi sarà quest'ultimo a rivalersi sull'altro coniuge.

 

 

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