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Maxosaxo

Installazione luce su balcone di un condominio

Buongiorno, recentemente ho installato sul balcone di mio padre, un faretto led munito di sensore di movimento e crepuscolare che punta verso il pavimento dello stesso.  Questa installazione si è resa necessaria a causa dei continui furti in appartamento (compreso quello di mio padre), commessi nel caseggiato attraverso i balconi cucina della facciata posteriore, che risulta essere completamente al buio.  Il caseggiato è degli anni '70 quando non erano previste luci sui balconi, caratteristica non menzionata nel regolamento condominiale.  Il palazzo è inoltre abitato perlopiù da persone anziane che come mio padre (di 82 anni e invalido) non hanno neanche una luce per poter vedere sul balcone o come deterrente per eventuali ladri.
Sfortunatamente il piccolo balcone a mezzaluna è condiviso con un'altra inquilina e separato da un vetro opacizzato. Già il giorno dopo l'installazione del faretto (e un paio di accensioni serali di prova e taratura del sensore) questa solerte signora ha scritto una lettera di lamentela all'amministratore.  Nel mese successivo il faro è stato sempre spento (tranne qualche sporadica accensione di prova) in quanto non funzionando correttamente non è stato attivato. In pratica si accende solo 10 secondi dopo l'attivazione dell'interruttore, per poi non accendersi più con il sensore.  Per evitare fastidi alla signora, mio padre ha posizionato provvisoriamente sui vetri divisori, dei cartoni che impediscono il passaggio della luce sul balcone vicino, spiegandone poi le motivazioni all'amministratore in occasione dell'assemblea condominiale. L'intenzione era quella di rimuoverli una volta tarata l'accensione del faretto.  Ora la signora si è rivolta ad un avvocato intimando mio padre di togliere la luce che a suo dire è accesa ininterrottamente e puntata sul suo balcone e pretendendo la rimozione delle schermature di cartone, che a suo dire le impedirebbero la visuale (nel balcone di mio padre?), oltre al pagamento delle spese legali per l'intimazione.  Come si dovrebbe comportare mio padre?  Grazie

Modificato da Maxosaxo
precisazione
Maxosaxo dice:

Come si dovrebbe comportare mio padre?

Se vi ha scritto un avvocato, meglio che rispondiate tramite avvocato, quantomeno meglio se lo consultate.

Mi sembra strano che siano arrivate richieste simili, visto che il balcone è proprietà privata e un divisorio non è lì per consentire la visuale, ma a quanto pare c'è un avvocato che la pensa diversamente, quindi meglio sentirne un altro che controbatta.

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Maxosaxo dice:

Buongiorno, recentemente ho installato sul balcone di mio padre, un faretto led munito di sensore di movimento e crepuscolare che punta verso il pavimento dello stesso. 

Secondo me era una ottima idea quella di avvertirla in anticipo per evitare poi l'attuale situazione ed inoltre di rivolgere il faretto in direzione opposta, cioè dal divisorio alla fine del balcone, ma oramai le cose sono state fatte.

Comunque ora, come ha detto anche  @Danielabi sarebbe opportuno far rispondere da un avvocato. 

Modificato da Dino40
  • Grazie 1

Non mi sembra che mio padre sia intenzionato a spendere soldi in avvocati per giustificare una soluzione ad un problema che dovrebbe essere affrontato in assemblea, ponendo l'accento sulla necessità di illuminare i balconi a fronte dei numerosi inquilini anziani che lo abitano e dei ripetuti furti in appartamento. Inoltre nulla è specificato nel regolamento di condominio e non ho trovato nessun precedente simile online.  Sono portato a pensare che la signora, non più giovane e vedova, si sia rivolta ad un amico avvocato nel tentativo di spaventare mio padre ritenendolo evidentemente un "vecchio rincoglionito" che davanti a minacce infondate di un avvocato, correrebbe a pagarne la parcella.  La lettera ricevuta ha toni molto perentori e minacciosi con affermazioni assolutamente false (l'orientamento della luce sul balcone della signora, l'accensione ininterrotta della luce, sostenendo inoltre di aver contattato precedentemente mio padre, e altre menzogne.. tutte cose non dimostrabili...anzi smentibili da una semplice foto del faretto)  Obiettivamente quante sarebbero le persone disposte a spendere più di 200 euro per mandare una raccomandata a qualcuno senza averlo mai neanche contattato direttamente per avere informazioni in merito..e soprattutto per contestargli il "diritto" di illuminare (per validi motivi) la sua proprietà privata.  Non stiamo parlando di stendere i panni gocciolanti o buttare i mozziconi sui balconi altrui, non si tratta di urlare o fare rumori molesti; stiamo parlando del diritto di illuminare un balcone privato, cosa che da decenni è prevista nella costruzione di ogni nuovo caseggiato.  Io credo che la cosa debba essere discussa a livello condominiale, in modo da affrontare il problema illuminazione arrivando ad una soluzione condivisa e utile a tutti e non rivolgendosi direttamente ad un avvocato, sostenendo che la luce infastidisce un solo condomino.  La luce è sensorizzata e si accende solo quando mio padre esce sul balcone o un eventuale ladro vi sale, ma soprattutto è spenta da un mese perché non ho ancora tarato correttamente il sensore.  Credo che la cosa possa essere parificata all'installazione di grate antintrusione o condizionatori che ai nostri giorni sono considerati "necessari" e che sovente davanti ad un giudice, scavalcano qualsiasi regolamento condominiale. (a meno di casi eccezionali in cui il pregio, la storia o la posizione dello stabile, non ne consentalo l'istallazione)  Mi piacerebbe conoscere dei precedenti in merito alla luce sul balcone

Io penso che ognuno abbia il diritto di illuminare il proprio balcone e per farlo non abbia bisogno di nessuna autorizzazione. Altrettanto dicasi per il tempo di accensione della lampada che può restare accesa anche tutte le ore di buio. L'Assemblea potrebbe, però, indicare la forma e la posizione della lampada, per evitare che ciascuno ne metta una differente dall'altra ed in punti diversi.

All'Avvocato della vicina non risponderei affatto, aspettando che eventualmente mi chiami per la conciliazione. Far scrivere una lettera gratis da un amico ci può stare, iniziare la conciliazione o addirittura una lite civile è tutt'altra cosa, sia per i costi che per la lunghezza e non si fa se non per motivi seri.

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Hai avuto due consigli ed entrambi sono stati rigettati. Faccia come vuole , ma potrebbe cambiare la posizione della lampada. Potrebbe illuminare dal divisorio alla fine della terrazza dove possono salire.

 

 

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