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Calcolo Canone Concordato Genova

Salve,

vorrei gentilmente un parere sul metodo da me capito per il calcolo del canone concordato per Genova. Descrivo la procedura:

 

1) Tramite il dal sito dell' AdE trovo l'area omogenea:

http://wwwt.agenziaentrate.gov.it/geopoi_omi/index.php

 

nel mio caso risulta PERIFERICA (tasto sinistro sulla zona e ,selezionare "Residenziale")

 

2) Accordo territoriale di Genova del 2011:

http://www.comune.genova.it/content/accordo-territoriale-20-12-2011

 

riporta la fascia di oscillazione 37,90 - 82,10 (Valore mq.anno per mia zona periferica)

 

il punto 5 dell'accordo dice:

 

5. DI INDIVIDUARE, all interno di ciascuna delle fasce di oscillazione di cui al precedente punto 3, tre sottofasce all interno di una delle quali si andrà a collocare l immobile oggetto del contratto sulla base del numero degli elementi presenti nell immobile e del numero di quelli caratterizzanti la sottofascia corrispondente. La sottofascia inferiore coprirà il 25% del valore dell intera fascia di oscillazione a partire dal suo valore minimo. La sottofascia superiore coprirà il 25% del valore dell intera fascia di oscillazione a partire dal suo valore massimo. La sottofascia intermedia coprirà il restante 50 % del valore dell intera fascia di oscillazione e si collocherà tra la sottofascia inferiore e quella superiore.

 

e io le ho calcolate così: La fascia è di (82,1-37,9)= 44,2 euro, di cui il 25% è 11,05 Euro. Da qui l'ho sommato al minimo per avere l'estremo superiore della fascia inferiore, e sottratto al massimo della fascia superiore per avere l'estremo inferiore. Quella intermedia vien da se.

 

(minimo/Anno-massimo/Anno)

 

fascia oscillazione 37,9 - 82,1

fascia inferiore 37,9 - 48,95

fascia superiore 71,05 - 82,1

fascia intermedia 48,95 - 71,05

 

Dato che l'appartamento soddisfa 8 dei requisiti richiesti (tra i 19 presenti), l'affitto ricade nella fascia superiore.

 

Da questi parametri si parte per il calcolo del minimo e massimo del canone concordato (12% per Immobile completamente arredato con mobilio efficiente e non degradato e con elettrodomestici funzionanti, 50% per autorimesse singole, ecc.)

 

Moltiplicandolo per i metri quadri secondo l'accordo si ottiene il canone finale.

Mi sorge un dubbio sulla superficie netta. Come si calcola? Io ho calcolato per ogni locale la metratura con un misuratore laser (della spectra) risultando 57.36, a cui però non ho sommato le percentuali dei muri interni/esterni/comuni.

 

Non credo però che le associazioni facciano così.

 

Si basano sulla visura catastale? Nella mia ne riporta due (Totale: 70 m2 , Totale escluse aree scoperte**: 64 m2 ) in quanto ho giardino pertinenziale. Dovrei mettere 64?, o ridurla del 15% come trovato su altri post?

 

Grazie a coloro che mi daranno consigli e/o risposte su questo lungo post.

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Tieni conto che il DM del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 16/01/17 (G.U. 62 del 15/03/17) ha praticamente obbligato alla verifica del canone concordato con una delle sigle firmatarie dell'accordo tra comune e parti sindacali. Infatti il comma 8 dell'art.1 recita:

"8. Le parti contrattuali, nella definizione del canone effettivo, possono essere assistite, a loro richiesta, dalle rispettive organizzazioni della proprieta' edilizia e dei conduttori. Gli accordi definiscono, per i contratti non assistiti, le modalita' di attestazione, da eseguirsi, sulla base degli elementi oggettivi dichiarati dalle parti contrattuali a cura e con assunzione di responsabilita', da parte di almeno una organizzazione firmataria dell'accordo, della rispondenza del contenuto economico e normativo del contratto all'accordo stesso, anche con riguardo alle agevolazioni fiscali."

In pratica o ti fai assistere da una delle parti firmatarie o fai attestare, sempre da una delle parti firmatarie, la congruità dei calcoli, il tutto, ovviamente, a pagamento.

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Ah. Mi mancava. Grazie per l'informazione. E dire che a Roma il comune fornisce un tool per il calcolo e si offre per calcolarlo gratuitamente....

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Riporto la risposta ricevuta lo scorso settembre dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

Direzione generale per la condizione abitativa

Dirigente Divisione IV

 

D)

- chiedo nuovamente un commento in merito ai comma 8 art. 1, comma 8 art. 2 e comma 5 art 3 del Decreto 16.1.2017 che, a mio avviso, sembrerebbero rendere obbligatorio quello che è facoltativo.

 

R)

E’ da escludersi l’obbligatorietà dell’attestazione , come peraltro ampiamente ribadito nei lavori della Convenzione nazionale.

La presunta obbligatorietà dovrebbe riguardare due ipotesi distinte:

-validità ed efficacia del contratto

- diritto alle agevolazioni fiscali.

In entrambi i casi si può tranquillamente affermare che un contratto non attestato è del tutto valido ed efficace, e che il diritto all’agevolazione non è “riservato” ai contratti attestati.

L’attestazione si configura come una “dichiarazione di conoscenza” da rilasciarsi alle parti che la richiedano da una o più organizzazioni sindacali firmatarie dell’Accordo territoriale, il cui utilizzo dipenderà da orientamenti e decisioni dei Comuni e delle Agenzie delle entrate territoriali, nei loro autonomi poteri di accertamento e verifica.

A mio avviso sembra che: non si può dire ma si dice senza dire.

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Visto l'accordo territoriale, non c'è obbligo a farsi attestare il contratto dalle organizzazioni sindacali, ma c'è la disponibilità delle stesse ad attestare il contratto.

La risposta del Ministero è in linea: Comune e AdE agiscono autonomamente nei loro controlli, a prescindere dalla presenza o meno delle attestazioni sindacali allegate al contratto stipulato.

Bisogna comunque preliminarmente verificare se il Comune richieda qualche adempimento particolare per il riconoscimento della riduzione IMU.

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Ritengo che sia Comune che AdE non possano obbligare il cittadino ad iscriversi ad una Associazione per ottenere una attestazione.

La prospettata disponibilità delle organizzazioni sindacali dovrebbe passare comunque attraverso l'iscrizione all' Associazione scelta con il pagamento oltre che dell'iscrizione anche di una ulteriore cifra relativa alla compilazione della cd scheda tecnica che sarà compilata con i dati forniti dal locatore della cui correttezza è lo stesso locatore ad assumersi la responsabilità.

Basterebbe avere la certezza del calcolo un po' come avviene per l'IMU.

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La prospettata disponibilità delle organizzazioni sindacali dovrebbe passare comunque attraverso l'iscrizione all' Associazione scelta con il pagamento oltre che dell'iscrizione anche di una ulteriore cifra

Questo no.

L'assistenza sindacale prestata per attestare la correttezza di un contratto concordato, è uno specifico servizio a pagamento che rimane estraneo all'adesione ad una organizzazione sindacale.

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Questo no.

L'assistenza sindacale prestata per attestare la correttezza di un contratto concordato, è uno specifico servizio a pagamento che rimane estraneo all'adesione ad una organizzazione sindacale.

A me a roma ho richiesto un semplice calcolo per vedere se potevo arrivare a un determinato canone e mi hannoi risposto che prima dovevo pagare la quota associativa e poi mi facevano pagare anche il servizio. In pratica tali associazioni voglio tutte l'adesione.

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L'art. 8 del DM di gennaio dice che le modalità di attestazione, per chi non si avvale della consulenza di un'organizzazione, devono essere definite nell'accordo tra il comune e le organizzazioni, ergo se il comune e le organizzazioni non rifanno l'accordo recependo le indicazioni del DM di gennaio, tutto resta come prima. Il sito del SUNIA riporta tutti gli accordi in essere evidenziando quelli che sono stati rinnovati in accordo con il DM di gennaio 2017. Solo dopo che ci sarà un accordo che lo prevede si potrà/dovrà conformarsi ad esso, soprattutto per quanta riguarda le agevolazioni.

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Ciao per il comune di Torino non c'è  un programma di calcolo?

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maurodgb dice:

L'art. 8 del DM di gennaio dice che le modalità di attestazione, per chi non si avvale della consulenza di un'organizzazione, devono essere definite nell'accordo tra il comune e le organizzazioni, ergo se il comune e le organizzazioni non rifanno l'accordo recependo le indicazioni del DM di gennaio, tutto resta come prima. Il sito del SUNIA riporta tutti gli accordi in essere evidenziando quelli che sono stati rinnovati in accordo con il DM di gennaio 2017. Solo dopo che ci sarà un accordo che lo prevede si potrà/dovrà conformarsi ad esso, soprattutto per quanta riguarda le agevolazioni.

Nel mio Comune hanno fatto tutto da sole le associazioni e hanno inviato un fax al Comune per il recepimento. Bruttissimo da vedere come il Comune fosse sottomesso alle associazioni.

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