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bakko

Spesa deliberata in Assemblea ma sottoposta a condizione

Buongiorno a tutti,

l'assemblea, in seduta straordinaria, ha deliberato una spesa relativa a un preventivo che riguardava l'installazione di un cancello automatico e altri lavori elettrici.

Tuttavia l'installazione del cancello è stata sottoposta alla condizione che fosse possibile adottare un determinato accorgimento tecnico, non previsto nel preventivo, la cui spesa non doveva superare i 200 €.

Quindi, all'unanimità, è stato accettato il preventivo ma a quella specifica condizione, anche se nel verbale è stato scritto "con riserva di integrazione di staffa ecc. ecc per un max di spesa di 200€ ".

E' stato inoltre stabilito che le spese relative a quegli interventi venissero addebitate in 3 rate nei tre mesi successivi alla delibera.

Tuttavia la ditta che aveva redatto il preventivo ha inviato all'amministratore una relazione tecnica nella quale sostiene di non poter effettuare il tipo di accorgimento tecnico (integrazione di staffa) di cui al verbale, di fatto, a mio avviso, facendo venir meno il presupposto stesso sul quale si fondava l'accettazione (manifestazione di volontà) dell'assemblea.

L'amministratore, sebbene ad oggi null'altro sia stato deciso nè il condominio abbia effettuato alcuna spesa relativa a cancello e altri interventi elettrici, sollecita il pagamento delle 3 rate, ormai scadute, previste dal verbale ma riferite a lavori non eseguiti e per i quali, evidentemente, sarà necessario indire una nuova assemblea.

Quello che mi chiedo è: il fatto che la ditta, il cui preventivo è stato accettato a una determinata condizione, non sia disponibile a effettuare i lavori in conformità di quanto deliberato dall'assemblea, non produce effetti paragonabili al "mancato avveramento della condizione sospensiva" previsti dal nostro codice civile?

O devo pensare che l'amministratore "giochi" sulla locuzione ("con riserva di integrazione di staffa ecc. ecc per un max di spesa di 200€ "") che lui stesso ha verbalizzato in quanto Segretario dell'assemblea?

Spero di essere stato chiaro...grazie per le risposte che vorrete/potrete darmi!

Ebbene sì, la dicitura riportata dall'amministratore nel verbale non implica una decadenza del preventivo e quindi "dell'obbligo di spesa" pertanto, fino a delibera contraria, i condòmini sono tenuti a versare le quote di loro spettanza. I lavori, in base all'art. 1135 comma 1 punto 4), potranno cominciare non appena i condòmini avranno versato tutte le quote.

 

Nulla vieta però (ricordiamoci che l'assemblea è sovrana) di chiedere la convocazione di una nuova assemblea per annullare la delibera precedente, approvando un eventuale altro preventivo e "dirottando" il fondo costituendo verso quella nuova spesa.

Sarebbe stato opportuno non approvare il preventivo e rimandare la sua approvazione ad una nuova assemblea dopo aver verificato la possibilità di realizzare il progetto con le richieste fatte; le delibere sono bianche o nere non esiste la via di mezzo: o si approva o non si approva

Questo succede quando gli amministratori "impapocchiano" le delibere assembleari e i condomini non sono resi edotti delle conseguenze.

Io cambierei amministratore, chissa' che altri casini fa.

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