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Condominus

Esenzione Imu prima casa a coniugi non conviventi

Salve a tutti. Sono residente in una citta' e mia moglie (siamo regolarmente sposati), per motivi del suo lavoro, è residente in un'altra città della stessa regione ma distante. Io sono proprietario dell'appartamento dove abito e lei del suo. Finora eravamo esentati dall'Imu per le nostre prime case ma ho letto di una recente sentenza secondo la quale se i coniugi non sono conviventi sotto lo stesso tetto nessuno dei due ha diritto alla esenzione. Vi risulta? Vi pare giusto? Grazie

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Condominus dice:

Salve a tutti. Sono residente in una citta' e mia moglie (siamo regolarmente sposati), per motivi del suo lavoro, è residente in un'altra città della stessa regione ma distante. Io sono proprietario dell'appartamento dove abito e lei del suo. Finora eravamo esentati dall'Imu per le nostre prime case ma ho letto di una recente sentenza secondo la quale se i coniugi non sono conviventi sotto lo stesso tetto nessuno dei due ha diritto alla esenzione. Vi risulta? Vi pare giusto? Grazie

Le norme sono queste (giuste o non giuste sono queste)

 

Alla nostra redazione arrivano spesso richieste di consulenza in materia di benefici fiscali sulla prima casa. Un quesito che viene puntualmente posto è se i coniugi, con residenza diversa, devono pagare l’Imu su una delle due case. In pratica, il fatto di essere proprietari di due immobili e di aver, in ciascuno di essi, fissato la rispettiva residenza consente al marito e alla moglie di godere entrambi dell’esenzione fiscale sull’abitazione principale?

Cerchiamo di fare il punto della situazione commentando le ultime sentenze della Cassazione pubblicate proprio su questo aspetto. ... (continua)
https://www.laleggepertutti.it/293346_coniugi-con-residenza-diversa-si-paga-limu

 

 

Condominus dice:

Finora eravamo esentati dall'Imu per le nostre prime case ma ho letto di una recente sentenza secondo la quale se i coniugi non sono conviventi sotto lo stesso tetto nessuno dei due ha diritto alla esenzione. Vi risulta?

A me non risulta. A me risultano solo sentenze di elusione e cioè che pur avendo la residenza ognuno nella propria casa, poi dimoravano insieme.

Se oltre ad avere la residenza ognuno nella propria casa in una città diversa dimorate anche ognuno nella propria abitazione non c'è problema e se, come dici, ognuno di voi lavora nella città in cui risiede, in caso di accertamenti sarà molto facile, anche con testimonianze, dimostrare che tu e tua moglie dimorate davvero ognuno nel proprio appartamento e non im modo fittizio.

Mi risulta che da metà 2020 siano in atto maggiori controlli sui coniugi che chiedono il cambio di residenza, non che non si possa più fare.

Quando mi sono trasferita in alta città per lavoro, mi ero preparata busta paga e contratto per dimostrare dove lavoravo, ma alla verifica della residenza i funzionari hanno controllato solo che "io fossi veramente lì". Mi risulta che, da metà scorso anno, controllino anche il motivo (appunto, mi avrebbero chiesto il contratto di lavoro, credo), ma non che siano bloccati i trasferimenti e, soprattutto, non sono assolutamente in discussione quelli già effettuati.

Condominus dice:

Salve a tutti. Sono residente in una citta' e mia moglie (siamo regolarmente sposati), per motivi del suo lavoro, è residente in un'altra città della stessa regione ma distante. Io sono proprietario dell'appartamento dove abito e lei del suo. Finora eravamo esentati dall'Imu per le nostre prime case ma ho letto di una recente sentenza secondo la quale se i coniugi non sono conviventi sotto lo stesso tetto nessuno dei due ha diritto alla esenzione. Vi risulta? Vi pare giusto? Grazie

L'esenzione IMU è possibile se si ha la residenza nell'abitazione, ma anche la dimora, nel senso che l'abitazione è anche il luogo dove effettivamente dimora la famiglia. Questo da sempre.

Che poi i comuni non verifichino e sia stato (e sia) possibile non pagare l'imu dove si è stabilita la sola residenza è vero, ma per legge c'è solo una abitazione esentata, dove, appunto, siano rispettate entrambe le regole: residenza e domicilio abituale della famiglia.

grazie a tutti per le risposte... Ho letto che in caso di effettiva necessità dei coniugi (lavorano effettivamente in due città diverse e vivono effettivamente nei loro appartamenti in quelle città) la possibilità è di evitare una sola Imu prima casa per uno solo dei due appartamenti. Cioè un nucleo familiare (che possa vivere unito o meno) ha diritto ad una unica esenzione per una unica abitazione... Potrebbe essere ragionevole, ma è davvero legge?

Riporto la situazione di una coppia di miei amici, che abitano a 350 km di distanza. Più di 25 anni fa si sono conosciuti e messi insieme, vedendosi durante i fine settimana ora a casa di uno ora dell'altra e per le vacanze. Una decina di anni fa si sono sposati e hanno continuato come prima, mantenendo ognuno la residenza nella propria città e nella rispettiva casa di proprietà. Nessuno burocraticamente ha avuto da obiettare. Mi hanno raccontato che in fase di pubblicazioni, alla domanda dell'impiegato: residenza degli sposi dopo il matrimonio, la risposta i stata: ognuno mantiene la propria e così è stato riportato sul documento.

Nessuno dei due paga l'IMU sulla propria abitazione. 

Adesso, in periodo di Covid, essendo in regioni diverse, si spostano con il certificato di matrimonio!

Sono stata testimone di nozze, lei è stata la mia migliore amica nell'adolescenza. Vi posso assicurare che si vogliono molto bene e che è un matrimonio riuscito. Stanno progettando di stare di più insieme quando saranno in pensione.

Ma per ora niente IMU

Paola21 dice:

Ma per ora niente IMU

Uno dei tantissimi casi fortunati, ce ne sono tanti altri che si sono visti notificare IMU e sanzioni. Purtroppo dipende dal grado di controllo del Comune, per alcuni è pessimo.

In ogni caso, la norma prevede cio' che ho indicato, tanto è:

 

L’IMU per l’abitazione principale non è dovuta. Sono assoggettate all’imposta esclusivamente le abitazioni classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (c.d. di lusso).

definizione
L’abitazione principale è definita come l’unità immobiliare in cui il soggetto passivo e i componenti del suo nucleo familiare risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente [art. 1, comma 741, lett. b), primo e secondo periodo, della legge n. 160 del 2019].
Sono assoggettate al regime IMU dell’abitazione principale le pertinenze della stessa classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un'unità pertinenziale per ciascuna di tali categorie, anche se iscritte in catasto unitamente all'unità ad uso abitativo [art. 1, comma 741, lett. b), terzo periodo della legge n. 160 del 2019].

 

Tratto dalla pagina del Mef: https://www.finanze.gov.it/opencms/it/fiscalita-regionale-e-locale/Imposta-municipale-propria-IMU/disciplina-del-tributo/abitazione-principale/index.html

Probabilmente perché nessuno dei due ha cambiato residenza, intendo il caso in cui dopo il matrimonio avessero stabilito la residenza nella stessa abitazione, ma hanno semplicemente mantenuto le residenze nelle case di proprietà precedenti il matrimonio, abitazioni in cui effettivamente vivono la maggior parte del loro tempo separatamente. 

Aggiungo un particolare divertente: l'officiante quel matrimonio civile è stato un come amico sindaco in un paesino. Quando ha letto il codice civile obblighi dei coniugi "la convivenza", siamo scoppiati tutti a ridere perché sapevamo la situazione.

Per loro gli obblighi rispettati sono l'amore, il rispetto, la mutua assistenza e l'hanno dimostrato quando uno dei due ha avuto un serio problema di salute.

Molto meglio di tante copie conviventi che non si sopportano.

Io ho il caso del cambo residenza invece.

Sposata e trasferita in residenza comune con mio marito.

La mia ditta mi ha trasferita a circa 100Km di distanza, nella città in cui vivono i miei genitori (per pura coincidenza) ed io ne ho approfittato per comprare casa in cui trasferirmi io ed i miei genitori. Faccio la pendolare: lunedì mattina vado da casa "con marito" a lavoro e la sera esco e vado alla casa "con genitori" fino al venerdì sera, in cui torno alla casa "con marito".

Visto che passo 5 sere la settimana nella casa "con genitori" ho chiesto il trasferimento di residenza e l'ho ottenuto senza controlli: ho dichiarato che mi spostavo causa lavoro e nessuno ha controllato nulla (inizio 2020).

Mi è stato detto dai vigili urbani che "al massimo" adesso chiederebbero una prova (lettera di assunzione o dichiarazione della ditta) del mio lavoro fuori sede, senza fidarsi della mia dichiarazione come invece hanno fatto nel mio caso.

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