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iac.mauro

Dimissioni amministratore: verbale tipo

Buonasera a tutti.

ho formalizzato mediante raccomandata a.r. ai condomini le mie dimissioni irrevocabili motivandone le ragioni nella stessa raccomandata.

Ho fissato l'assemblea con all'o.d.g.:

dimissioni amministratore

nomina nuovo amministratore e determinazione compenso

 

Poichè ho una certa urgenza di chiudere la vicenda, per me incresciosa, legata alla gestione di questo condominio, avrei bisogno di qualche suggerimento in merito al verbale di assemblea che dovrebbe avere questo tenore:

 

"primo punto all'o.d.g.

il presidente apre la discussione sul primo punto all'o.d.g. e l'assemblea prende atto delle dimissioni dell'amministratore p.t. YXYX così come motivate dallo stesso e procede a discutere il secondo punto all'o.d.g.

secondo punto all'o.d.g.

Il presidente apre la discussione sul secondo punto all'o.d.g. e dà lettura dei diversi preventivi predisposti dai professionisti interpellati dai condomini per l'amministrazione del Condominio XXXX. Dopo una breve discussione l'assemblea con un numero di voti X rappresentanti millesimi XXX delibera di affidare l'incarico di nuovo amministratore p.t. del Condominio XXXX allo Studio YYYY accettando il compenso richiesto di €? annui.

Chiusa la discussione, non registrandosi nuovi interventi, l'assemblea si chiude alle ore ZZZZ.

Del tutto è stato redatto, letto e sottoscritto il presente verbale."

 

E' sufficientemente completo e chiaro?

Grazie in anticipo a tutti.

Ciao Mauro, non oso chiederti i motivi, ma ritengo non sia una cattiva idea, a futura memoria, far allegare integralmente la tua raccomandata al verbale d’assemblea dove, immagino, riporti i motivi di questa decisione. Inoltre alla parola “dimissioni” aggiungerei l’aggettivo “irrevocabili”. Tieni conti che nel caso in cui l’assemblea non riesca a nominare un nuovo amministratore ti vedrai costretto, se hai proprio urgenza di chiudere questa esperienza, di richiedere la nomina giudiziale. Al momento delle dimissioni se ti sarà concessa la parola, sottolineerei l’importanza di scegliere l’amministratore in maniera autonoma e non per via giudiziale ... perchè non si sa mai chi può capitare. Inutile dire che se riuscirai a convincere l’assemblea di ciò che dici eviterai di spendere soldi di tasca tua.

Ciao Mauro, non oso chiederti i motivi, ma ritengo non sia una cattiva idea, a futura memoria, far allegare integralmente la tua raccomandata al verbale d’assemblea dove, immagino, riporti i motivi di questa decisione. Inoltre alla parola “dimissioni” aggiungerei l’aggettivo “irrevocabili”. Tieni conti che nel caso in cui l’assemblea non riesca a nominare un nuovo amministratore ti vedrai costretto, se hai proprio urgenza di chiudere questa esperienza, di richiedere la nomina giudiziale. Al momento delle dimissioni se ti sarà concessa la parola, sottolineerei l’importanza di scegliere l’amministratore in maniera autonoma e non per via giudiziale ... perchè non si sa mai chi può capitare. Inutile dire che se riuscirai a convincere l’assemblea di ciò che dici eviterai di spendere soldi di tasca tua.

Grazie della risposta Stefano. L'opera di convincimento che giustamente suggerisci l'ho già posta ampiamente in atto....😉

buonasera a tutti,

volevo sapere cortesemente nel caso in cui a seguito delle dimissioni irrevocabili da parte dello amministratore e non fosse possibile nominarne un nuovo dopo quanto tempo interviene l'amministratore giudiziale e chi deve richiederlo (l'amministratore uscente o il condominio); vorrei anche sapere chi paga il compenso dell'amministratore giudiziale. grazie

Il fatto che non sia possibile nominarne uno nuovo è alquanto strano oltrechè improbabile, vi è per esempio la possibilità di nominarne uno senza la maggioranza qualificata (parliamo di condomini costituito da assenteisti cronici, nonchè disinteressati alla vita condominiale e perciò non avvezzi a spendere soldi per qualsivoglia eventuale richiesta di annullamento delle delibere), in casi estremi anche inferiore a quella di 1/3 dei partecipanti (si fa per dire), se nessuno caccia il "dinero" per l'avvocato opponendosi entro i 30 gg. il gioco è fatto. Volendo rimanere nelle regole è ininfluente chi si rivolga al giudice per la nuova nomina, l'amministratore spera che siano i condomini a farlo, almeno uno, se ciò non succede e vuole sbolognare il condominio sarà costretto a pagare egli le spese del ricorso. Per il pagamento, scusami, ma non ti sembra un tantinello strana la tua domanda? Pretenderesti che qualcun altro (chi per esempio?), se non i condomini, abbiano il desiderio di pagarvi il compenso di un soggetto che lavora per voi?

ciao sicuramente non mi sono espressa bene :

noi condomini abbiamo solo dovuto prendere atto delle dimissioni irrevocabili dell'amministratore senza spiegazione esplicita; in quella riunione abbiamo deciso di non nominare subito il nuovo amministratore perchè, visto la precedente gestione un pò dubbia, volevamo essere certi di scegliere o almeno provare per il meglio stabilendo insieme al vecchio amministratore che avremmo fatto in maniera autonoma una nuova riunione il 30 p.v.

La mia domanda quindi era : essendo stato lui a dare le dimissioni irrevocabili, non essendo stata fatto il nuovo amministratore, nel caso il vecchio chiedesse "l'aiuto" dell'amministratore giudiziale chi paga il tutto? da quello che ho capito sempre noi condomini

ciao sicuramente non mi sono espressa bene :

noi condomini abbiamo solo dovuto prendere atto delle dimissioni irrevocabili dell'amministratore senza spiegazione esplicita; in quella riunione abbiamo deciso di non nominare subito il nuovo amministratore perchè, visto la precedente gestione un pò dubbia, volevamo essere certi di scegliere o almeno provare per il meglio stabilendo insieme al vecchio amministratore che avremmo fatto in maniera autonoma una nuova riunione il 30 p.v.

La mia domanda quindi era : essendo stato lui a dare le dimissioni irrevocabili, non essendo stata fatto il nuovo amministratore, nel caso il vecchio chiedesse "l'aiuto" dell'amministratore giudiziale chi paga il tutto? da quello che ho capito sempre noi condomini

Ti sei espressa benissimo, ed era chiaro il problema. Anche a me è successo lo stesso, a causa di una situazione di condominio ingestibile ho provato con ripetute assemblee a dimettermi, perchè sostanzialmente nessuno può essere costretto a rimanere nella carica se non lo desidera, senza peraltro riuscirci. Stavo per rivolgermi ad un avvocato quando mi è stata richiesta una ulteriore assemblea per la nomina in cui per fortuna hanno trovato il sostituto. A meno che l'amministratore dimissionario non si sia auto-saldato in anticipo il suo intero compenso, nel qual caso dovrebbe restituirlo, egli può lasciare la carica prima della scadenza del suo mandato, gli sarà dovuto il compenso sino alla sostituzione dopodichè chi subentrerà il sostituto a cui sarà pagata la differenza a finire la gestione corrente od un compenso forfettario a seconda delle condizioni di ciò che offrirà

Aggiornamento.

Ieri sera si è svolta l'assemblea e tutto è andato come prevedevo, cioè male.

I condomini non hanno presentato alcun preventivo e, come al solito, il tutto è degenerato con discussioni su argomenti assolutamente non all'o.d.g.

Le mie dimissioni sono state accettate, ma io non ho alcuna intenzione di convocare ancora assemblee deliranti.

Ho detto ai condomini che avrei provveduto alla richiesta della nomina dell'amministratore giudiziario, chiaramente loro potrebbero autoconvocarsi e procedere alla nomina di un nuovo amministratore nelle more del ricorso.

Credo di aver fatto tutto quanto potevo per garantirgli la continuità di gestione.

Adesso, poiché non percepiro' più alcun compenso, cosa sono tenuto a fare?

Fino alla nomina di un nuovo amministratore, giudiziale o meno, tu rimani in carica. Ciò significa che i condòmini dovranno richiedere l’eventaule convocazione assembleare a te e potranno autoconvocarsi soltanto dopo 10 giorni di “tuo silenzio”. Prima di rivolgerti al giudice per richiedere la nomina di un amministratore giudiziale, ti consiglio di convocare perlomeno un’altra assemblea, tra un mesetto, con un unico punto all’ordine del giorno: “nomina amministratore”, in modo da rafforzare la necessità di una nomina giudiziale.

Per quanto riguarda il tuo impegno, lavorerai in “prorogatio imperii” fino a nuova nomina, ovvero, ai sensi dell’art. 1129 cc comma 8, eseguendo le attività urgenti per evitare pregiudizi agli interessi comuni. Se hai indicato nel tuo preventivo la remunerazione del periodo di prorogatio (non hai cessato l’incarico ... ancora) verrai pagato per il periodo che intercorrerà fino alla nomina di altro amministratore.

Ma gestire interventi e spese straordinarie, non deliberate, mi tocca?

La gestione "ordinaria" e/o "urgente" attiene solo ed esclusivamente all'amministratore già revocato e sostituito (ci deve essere un soggetto già individuato), le sole dimissioni senza sostituzione, nei condomini con più di 8 condomini (e forse anche di meno se non è specificato alcunchè di contrario) fanno si che si rimane nel pieno della carica e di responsabilità: non bastano le dimissioni irrevocabilìi ad interrompere l'intera gestione, compresa la straordinaria

Ma le dimissioni sono state accettate dall'assemblea, come a dire che anche loro hanno interrotto il rapporto fiduciario...

Cmq è un problema relativo poiché ho affidato tutto al mio legale anche per procedere al ricorso in tribunale.

Il deposito del ricorso quindi non cambierebbe nulla?

Cioè noi siamo legati senza possibilità di scelta alla gestione di un condominio? Anche senza percepire compenso?

Poniamo l'ipotesi che nelle more del ricorso i condomini si riuniscano tra di loro nominando un nuovo amministratore, che succede?

Se nomineranno un amministratore il ricorso al giudice per la nomina di un amministratore giudiziale decade di conseguenza, e tu passerai le consegne all’amministratore nominato. Un condominio non può rimanere senza amministratore. Se non provvede l’assemblea, si può ricorrere al giudice. L’amministratore non è “legato senza possibilità di scelta” al condominio, perchè può sempre ricorrere al giudice se ne ricorrono i presupposti.

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