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Plinskin55

Cambio di residenza particolare

(le domande sono in grassetto)

Come tagliare i ponti dalla famiglia di origine?

Per problemi  dovuti a determinate situazioni, la mia compagna, vorrebbe definitivamente allontanarsi dai parenti!

Vi chiedo :

Se in futuro si trasferirà all’estero cambiando nome e cognome, c’è il modo che riescano a rintracciarla?

L’elenco (qui sotto) di queste cose che ci apprestiamo a fare, è corretto o manca qualche passaggio?

 

1) Residenza : ufficio anagrafe del comune

 

2) Stato di Famiglia/Famiglia Anagrafica : ufficio anagrafe del comune (carta semplice)

 

3) Nucleo Famigliare :

richiedere ISEE, compilando la DSU

1 online sul sito dell’INPS,

2 richiedendo il PIN INPS,

3 Accedere alla pagina Inps “Isee post Riforma 2015“

4 entrare in sezione acquisizione

5 compilare DSU indicando da chi è composto lo Stato di Famiglia/Famiglia Anagrafica

6 decidere se compilare il DSU MINI o DSU INTEGRALE che dipende da che ISEE si ha necessità (es. modello socio sanitario)

7 attendere 7 giorni per l’elaborazione della veridicità.

 

4) Famiglia Fiscale : convivere con il contribuente (mia madre) facente parte dello stesso Stato di Famiglia/Famiglia Anagrafica e non percepire soldi di “mantenimento” non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria, cioè estinzione del Conto Corrente a lei intestato

 

5) Disconoscere i genitori (si può?) :

Fonte1

Finita la convivenza, il figlio non ha più alcun obbligo di assistenza e può tagliare ponti e legami.

Egli potrebbe addirittura, nei casi in cui la discendenza comporti per lui un danno, cambiare nome e cognome.

Tuttavia, ai sensi di legge, il figlio resterà sempre “figlio dei suoi genitori” e non di altri.

Addirittura la legge obbliga i figli ai cosiddetti «alimenti» se questi siano in condizioni di estrema difficoltà fisica e/o economica, cioè i soldi necessari a garantirgli vitto e alloggio, pur sempre in proporzione alle rispettive capacità economiche.

Fonte2

I rapporti tra genitori e figli cessano definitivamente – anche per la legge – con la creazione, da parte di questi ultimi, di un autonomo nucleo familiare.

Si può eventualmente sottolineare questo distacco chiedendo anche la modifica del proprio nome e cognome al prefetto, il quale valuta la meritevolezza del caso.

 

Sembrerebbe che da questo punto 5 non si può esimere dal curare eventuali genitori indigenti, se fra qualche anno dovessero rintracciarla, a meno che lei non si creasse un nuovo nucleo con un nuovo cognome.

E’ corretto??

 

PS : anche se tutto sommato Cesare Battisti l’hanno fatto rientrare dopo lunghissime trattative e personalmente non ho mai sentito parlare di qualcuno fatto rientrare dall’estero per assistere i genitori..

 

Grazie mille,

per eventuali risposte

Non credo che cambiando cognome possano venire meno gli obblighi verso i genitori .

 

Figlio eri,figlio rimani .

 

 

5) NO (non si possono disconoscere i genitori )

 

Modificato da peppe64
peppe64 dice:

Non credo che cambiando cognome possano venire meno gli obblighi verso i genitori .

Figlio eri,figlio rimani .

 

Quindi non ne si può uscire dal circolo della violenza da quello che dici,

se da bimbo ti becchi le botte da adulto ti tocca curarli, e per assurdo se vivi a Santiago del Chile,  inviano una pattuglia dei Carabinieri a venirti a prendere per dare casa e da mangiare a chi da piccolo ti ha maltrattato!

 

Caro Peppe64 mi può confermare l’assurdità della legge in questione?

 

E se magari vi sono svincoli da percorrere in questi casi di passati difficili?

peppe64 dice:

Non credo che cambiando cognome possano venire meno gli obblighi verso i genitori .

 

Figlio eri,figlio rimani .

Quindi un genitore può maltrattare un figlio e, nonostante tutto, pretendere alimenti in futuro?

L'ingratitudine vale solo per i figli e non per i genitori?

 

@SisterOfNight

cambiare cognome è un atto puramente amministrativo e non cambia  nulla a livello giuridico.

Se mio figlio cambia congome resta mio figlio.

 

Se i figli sono minori e subiscono violenze o non hanno la presenza di un genitore, l'altro genitore deve procedere alla richiesta di revoca della potestà genitoriale.  Solo questa muta i rapporti anche giuridici tra un genitore e il figlio. E lo fa nel senso che : il genitore NON ha piu' potestà sul figlio minore (ma resta tenuto agli obblighi alimentari); il figlio, in futuro, da adulto, non sarà tenuto a eventuali alimenti verso il genitore.

 

Una volta che il figlio però è adulto non puo' piu' chiedere la revoca della potestò genitoriale, poichè questa cessa al compimento dei suoi 18anni. Se ha un genitore violento puo' andare via dic asa, farsi una sua vita.

 

Disconoscere i genitori è un termine inesatto.

Si puo' in tassativi casi proporre azione di disconoscimento della paternità o maternità..  il figlio divenuto maggiorenne lo puo' fare ma occhio...serve dimostrare che non vi è filiazione , ossia che quel genitore non è il padre o la madre biologico... Non hanno valore cose come "è un violento"  o "non mi piace come si è comportato".

 

ergo se durante la minore età di un ragazzo, uno dei genitori non ha proposto revoca della potestàò genitoriale in capo all'altro genitore (o i servizi sociali in capo ad entrambi i genitori), il figlio da adulto e in caso di necessità potrebbe essere tenuto a versare alimenti al genitore.

 

Cambiare il nome, ripeto, NON ha NESSUN SIGNIFICATO GIURIDICO MA SOLO AMMINISTRATIVO.

Allontanarsi si puo' sempre. Nessuna legge dice che il figlio maggiorenne debba vivere accanto ai genitori.

 

Modificato da SisterOfNight
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  • Grazie 1

GRAZIE Avv. SisterOfNight, tutto chiaro.

Figlio biologico sei e figlio biologico rimani.

Mi sembra di capire che in questo caso, dove nessuno ha denunciato nessuno, e nessuno ha tolto la potestà a nessuno, gli obblighi di assistenza in caso di necessita’, si possono ripresentare più avanti nel tempo.

 

Vi / Le posso esporre , un ultimo quesito?

Come fa, un genitore anziano, a rintracciare e richiamare in patria un figlio che vive all’estero con un altro nome senza che egli ne sia a conoscenza?

Con quali strumenti?

(Es. Polizia di stato, Investigatori Privati, Albi genealogici comunali all’estero tramite ambasciata?)

 

Grazie infinite a

Sister Peppe e Athena,

siete stati fantastici, condomioweb sembra una bella community!!😊 

  • Grazie 1

EDIT la mia compagna mi ha detto di aggiungere questo quesito

Il suo medico, le ha detto che potrebbe fare un'azione legale, in cui espressamente dice che non si vuole occupare  dei genitori qualora divenissero incapaci(es. accudimento)

Il medico si sbagliava quindi?

Io sono andato a vedere il 591 CP e 433 CC e l'idea dell'azione legale è per dichiarare anticipatamente che non se ne vorrà occupare e quindi i suddetti articoli non le devono più interessare?

Plinskin55 dice:

Come fa, un genitore anziano, a rintracciare e richiamare in patria un figlio che vive all’estero con un altro nome senza che egli ne sia a conoscenza?

Con quali strumenti?

(Es. Polizia di stato, Investigatori Privati, Albi genealogici comunali all’estero tramite ambasciata?)

Dalla frase detta dall'avvocato @SisterOfNight , che ha scritto

"il figlio da adulto e in caso di necessità potrebbe essere tenuto a versare alimenti al genitore"

 

io ho capito che il figlio non è tenuto a compiere alcuna azione materiale di accudimento ma potrebbe essere tenuto solo ad un sostegno economico. In altre parole, può essere obbligato solo a versare del denaro in misura minima (alimenti è solo il necessario ed è diverso da mantenimento) ma non può essere  fatta nessuna azione penale verso chi non vuole occuparsene, ne se abita nello stesso edificio del genitore, ne se abita dall'altra parte del mondo.

 

E' ovvio che se il figlio cambia nome e va in una parte del mondo dove è irrintracciabile, non gli si potrà notificare alcunchè.

Essere obbligati agli alimenti non mi sembra dovere una cifra minima perché credo si tratti di vitto e alloggio. 

Poi immagino che possa essere difficoltoso a persone in difficoltà intentare una causa per ricevere tali alimenti. Nel caso in esame bisognerebbe vedere se la donna in questione ha fratelli o sorelle che possano farsi carico dei genitori o se siano proprio loro a ricercare la sorella in capo al mondo per costringerla ad occuparsi dei genitori.

Forse Sister vorrà di nuovo argomentare per sciogliere i dubbi di Plinskin, a me viene da pensare che se se ne vanno fuori UE e la signora prende un altro nome ci vorrà per trovarla, farle causa, ecc. 

Comunque è proprio vero: da certi genitori non ti liberi mai, continuano a perseguitarti fino alla morte. Forse sarebbe stato meglio denunciarli per violenze, magari si sarebbe potuto evitare l'ansia di doverli un giorno anche mantenere.

 

Athena T. dice:

Essere obbligati agli alimenti non mi sembra dovere una cifra minima perché credo si tratti di vitto e alloggio. 

Sicuramente Sister approfondirà e sicuramente la cifra che il Giudice indicherà come alimenti sarà proporzionata al reddito del figlio, ma io che non sono un avvocato, per quel che ho sentito spiegare da altri avvocati (in TV a forum), gli alimenti sono lo stretto indispensabile per sopravvivere ed è mia opinione che non rientrino vitto e alloggio a prescindere,  mentre quando si parla di mantenimento, ad esempio in caso di separazione, si tratta di far mantenere a coniuge e figli più o meno lo stesso tenore di vita precedente (anche se ultimamente la Cassazione ha rivisto la posizione riguardo al mantenimento del coniuge)

Leonardo53 dice:

gli alimenti sono lo stretto indispensabile per sopravvivere ed è mia opinione che non rientrino vitto e alloggio a prescindere

Anch'io sono informata da persona comune e ho letto che, come dici tu, può essere richiesta una somma ma, se il genitore è completamente indigente, quindi non ha neppure alloggio, o il figlio è indigente tanto da non potersi permettere di dare una somma, può essere obbligato a prendersi in casa il genitore.

Poi, ovvio, ogni caso è a sé e il giudice decide.

Plinskin55 dice:

EDIT la mia compagna mi ha detto di aggiungere questo quesito

Il suo medico, le ha detto che potrebbe fare un'azione legale, in cui espressamente dice che non si vuole occupare  dei genitori qualora divenissero incapaci(es. accudimento)

Il medico si sbagliava quindi?

Io sono andato a vedere il 591 CP e 433 CC e l'idea dell'azione legale è per dichiarare anticipatamente che non se ne vorrà occupare e quindi i suddetti articoli non le devono più interessare?

magari il medico faccia il medico.

 

Torno a ripetere: se mentre il soggetto era minore non vi è stata una revoca di potestà in capo al genitore, gli alimenti (che NON è il mantenimento ma qualcosa di inferiore) si è tenuti a darli. Come,  lo dovrà decidere il tenuto al mantenimento. Ossia io figlio posso decidere se preferisco aiutare il genitore  tenendolo in casa con me , o dandogli una somma e che stia lontanto..

 

Se tizia cambia nome e cognome non è che miracolosamente sparisce dalla terra. Infatti il procedimento (che è solo un procedimento ammnistrativo!!) comporta notifiche varie, soprattutto la cosa è notificata al COmune di Residenza e di Nascita. Ergo questi due uffici sanno sempre e comunque che Tizia ha cambiato nome in Sempronia e hanno il suo nuovo codice fiscale.

Altrimenti ogni soggetto che abbia pendenze con la giustizia cambia nome e tutto parte da nuovo?

 

Non si possono fare dichiarazioni in cui Tizia dichiara che mai si occuperà del padre. Non hanno valore.

 

Leonardo53 dice:

Dalla frase detta dall'avvocato @SisterOfNight , che ha scritto

"il figlio da adulto e in caso di necessità potrebbe essere tenuto a versare alimenti al genitore"

 

io ho capito che il figlio non è tenuto a compiere alcuna azione materiale di accudimento ma potrebbe essere tenuto solo ad un sostegno economico. In altre parole, può essere obbligato solo a versare del denaro in misura minima (alimenti è solo il necessario ed è diverso da mantenimento) ma non può essere  fatta nessuna azione penale verso chi non vuole occuparsene, ne se abita nello stesso edificio del genitore, ne se abita dall'altra parte del mondo.

 

E' ovvio che se il figlio cambia nome e va in una parte del mondo dove è irrintracciabile, non gli si potrà notificare alcunchè.

Veramente  si', il padre puo' agire civlmente e penalmente per ricevere il sostegno economico.

Che il figlio anche con nome nuovo vada all'estero non significa che diventi impossibile notificare... come detto per il cambio di cognome occorre fare  la notifica di tutto agli uffici anagrafe di comune di residenza e di nascita, ergo questi sanno perfettamente che tu hai cambiato nome e che nuovo codice fiscale hai.  E hanno acneh la tua residenza.  Se la sposti all'estero  dovreia iscriverti all'Aire e quindi è sempre trovabile.

Se non sposti la residenza, resta in italia nel comune dove ora la hai e le notifiche le fai lì.. peggio ancora perchè così  la notifica è avvertata e tu manco lo sai..

Francamente io direi di non porsi tutti questi problemi ora. Nessuno dice che il padre chiederà mai gli alimenti alla figlia.

Vi state fasciando prematuramente la testa.

Se uno vuol sparire, non è necesario tutto sto casino del cambio nome, perchèp tanto la traccia resta e bella evidente..Si fanno pure le pubblicazioni della domanda di cambio nome, per dire..

 

Al momento ha chiesto qualcosa? no.. e pertanto vivete sereni, poi si vedrà.

Plinskin55 dice:

GRAZIE Avv. SisterOfNight, tutto chiaro.

Figlio biologico sei e figlio biologico rimani.

Mi sembra di capire che in questo caso, dove nessuno ha denunciato nessuno, e nessuno ha tolto la potestà a nessuno, gli obblighi di assistenza in caso di necessita’, si possono ripresentare più avanti nel tempo.

 

Vi / Le posso esporre , un ultimo quesito?

Come fa, un genitore anziano, a rintracciare e richiamare in patria un figlio che vive all’estero con un altro nome senza che egli ne sia a conoscenza?

Con quali strumenti?

(Es. Polizia di stato, Investigatori Privati, Albi genealogici comunali all’estero tramite ambasciata?)

 

Grazie infinite a

Sister Peppe e Athena,

siete stati fantastici, condomioweb sembra una bella community!!😊 

Come fa...  cerca in comune italiano della sua ultima residenza e lo trova..  Cambiare nome lascia tantissime tracce.. NOn è che vai in prefettura, dichiari che vuoi cambiare nome e telo cambiano.

E' un sistema di notifiche proprio agli uffici anagrafe del Comune.  Pertanto se vuoi trovare qualcuno ci riesci con un paio di richieste di certificati in Comune.

 

Il padre poi non ha bisogno rientri in ITalia il figlio..  gli basta notificare atti di giudizio.  Il denaro si puo' pure inviare via bancaria

La POlizia o le forze dell'ordine intevengono in caso di denuncia penale, allora potrebbero notificare gli atti all'estero al soggetto indagato (tipo se il padre fa una denuncia penale)

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Occorre - non so con quale azione legale - dimostrare 'l'indegnità' del genitore, credo. come per la quota legittima dell'eredità - l'indegnità fa decadere la quota legittima

 

Stefano

SisterOfNight dice:

Come fa...  cerca in comune italiano della sua ultima residenza e lo trova..  Cambiare nome lascia tantissime tracce.. NOn è che vai in prefettura, dichiari che vuoi cambiare nome e telo cambiano.

E' un sistema di notifiche proprio agli uffici anagrafe del Comune.  Pertanto se vuoi trovare qualcuno ci riesci con un paio di richieste di certificati in Comune.

Grazie @SisterOfNight ,

credo che mi hai dato lo svincolo che cercavo! 😄

Iscrizione all'Aire o meno poco cambia, se tutte le documentazioni vengono recapitate all'ultimo comune di residenza in Italia. Non ce modo di non lasciare traccia.

Giusto?

 

Benissimo! Un soggetto prima di espatriare cambia residenza in un altro comune italiano, molto distante dall'ultimo.

Vuoi che uno riesca a trovare il soggetto dopo che ha cambiato varie residenze in Italia?!

Metti che uno alterni Bolzano con Caltanissetta e limitrofi: 

Diventerebbe introvabile dopo una serie di cambio di residenza "modello scatole cinesi delle società offshore"!

E ovviamente infine uscire dall'UE.

 

 

 

 

Avrei un'altro quesito da porvi! 😄

Siccome abbiamo fatto il cambio di residenza in questi giorni ma ci sono stati dei cambiamenti alle norme del nucleo famigliare

 

Secondo l’articolo art 3 del DPCM 159/2013 un soggetto non convivente con i genitori ma a loro carico ai fini IRPEF, è incluso nel nucleo familiare dei suddetti genitori se il soggetto non è coniugato o non ha figli.

Con l'entrata in vigore del decreto legge del Reddito di Cittadinanza, sono cambiate le regole che compongono il nucleo familiare.

 

Da quello che ho capito un soggetto di 26 anni o più costituisce un nucleo familiare autonomo, indipendentemente dall'essere a carico IRPEF dei propri genitori.

Mi potreste dare la conferma che quest’ultima frase è corretta?

 

Perché se fosse corretta nella nostra situazione dovremmo fare:

1 nucleo familiare per mia madre

1 nucleo familiare per me

1 nucleo familiare per la mia compagna

 

E’ corretto o è solo 1  nucleo familiare composto da mia madre, me e la mia compagna?

(Siccome in queste settimane abbiamo provveduto al cambio di residenza con motivazione convivenza a vincolo affettivo e siamo tutti e 3 nello stesso Stato di Famiglia/Famiglia Anagrafica)

Se sei a carico IRPEF  fai parte del nucleo familiare del soggetto di cui sei a carico .

 

 

Modificato da capocheyenn
Plinskin55 dice:

ci sono stati dei cambiamenti alle norme del nucleo famigliare

C'è il nucleo famigliare, o meglio la famiglia anagrafica che è quella certificata con lo stato di famiglia, risulta all'anagrafe comunale ed è composta da persone legate  da un vincolo di matrimonio, di parentela, di affinità, di tutela o semplicemente affettivo.

 

poi ci sono i nuclei famigliari previsti da norme fiscali o previdenziali o assistenziali che possono variare: c'è il nucleo previsto dall'Inps per gli assegni famigliari, quello previsto dal fisco per i carichi di famiglia, quello previsto per l'Isee e ora quello per il reddito di cittadinanza.

SisterOfNight dice:

Francamente io direi di non porsi tutti questi problemi ora. Nessuno dice che il padre chiederà mai gli alimenti alla figlia.

Vi state fasciando prematuramente la testa.

Se uno vuol sparire, non è necesario tutto sto casino del cambio nome, perchèp tanto la traccia resta e bella evidente..Si fanno pure le pubblicazioni della domanda di cambio nome, per dire..

Sono perfettamente d'accordo.

 

Se uno vuole rompere i ponti, se ne va e sparisce.

 

Il mondo è pieno di gente che rompe i ponti con la famiglia.

 

Nel 99,9% dei casi, anche se un giorno i genitori ne avranno bisogno, le possibili alternative sono:

- non lo contatteranno;

- proverarlo a contattarlo, ma non ci riusciranno.

- riusciranno a contattarlo, ma inutilmente.

 

 

 

Modificato da Mosquiton

Salve di nuovo,

sono ripassato, per darvi a tutti un sentito ringraziamento, per le parole spese in questo nostro momento di difficoltà.

So che non è tanto, ma in un mondo sempre meno civile, ci tenevo a dirvi grazie di cuore.

Specialmente a @SisterOfNight 

@peppe64 @Leonardo53 @Athena T. @orsonovara @capocheyenn @Danielabi @Mosquiton

 

Vi dico subito che tutte le pratiche burocratiche, per rendere libera la mia compagna, sono state fatte negli scorsi mesi. Quindi residenza, fisco, poste, usl e altri atti in comune.

 

Ci siamo consultati diverse volte con uno studio di avvocati della provincia.

Dove ci hanno consigliato, nel caso di riperpetrate molestie,

di procedere con una denuncia che portandola dal questore, egli eseguirà un ammonimento per stalking e/o violenze domestiche.

Che a detta dei nostri avvocati dovrebbe bloccare qualsiasi tipo di accanimenti negativi alle nostre vite.

 

Ma, sono convinto che non si ripresenteranno più.

Conto anche sul non portare la vicenda in tribunale, ma portare le nostre vite più lontano possibile da questa MALAgestione.

 

Buona fortuna a tutti

Plinskin55 dice:

Buona fortuna a tutti

Grazie e soprattutto buona fortuna a te e alla tua compagna. Lunga vita!

peppe64 dice:

NO (non si possono disconoscere i genitori )

 

Non è legalmente possibile disconoscere i propri genitori. Però in certi casi particolari di abusi e comportamenti vessatori da parte della famiglia,  se il semplice allontanamento ( per esempio andando via di casa ) non dovesse bastare a riacquistare la propria tranquillità ( se siamo quindi in presenza di stalking ), un figlio può avviare un procedimento giudiziario atto a mantenere una certa distanza ( anche fisica ) rispetto ai suoi parenti. Ovviamente, come in tutti i procedimenti di questo tipo, occorrono prove che non è sempre facile procurarsi, specie se la violenza è di tipo sottile e psicologico e specie se non vi sono testimoni esterni. 

 

Quindi nella maggior parte dei casi - proprio come succede per le diatribe da vicinato - non restano che le strategie psicologiche di "sopravvivenza" per autotutelarsi, che si basano sulla distanza sia fisica che mentale dal soggetto o dai soggetti molesti. 

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