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Verroc

Adempimenti per regolarizzazione compenso amministratore

Nell’ultima riunione di fine anno del ns. Condominio (di 14 condomini) è stato deciso di dare un compenso all’amministratore interno, considerato anche che adesso siamo soltanto due o tre i condomini disposti a farlo.

Avrei bisogno di sapere quanto segue:

• Posto uguale a 40 euro il compenso netto mensile che l’amministratore deve percepire, a quanto dovrà ammontare il lordo per poter coprire tutti i gravami fiscali e assicurativi?

• Il Condominio, nella persona dell’amministratore interno, come dovrà gestire questo compenso, dal punto di vista contabile, fiscale e assicurativo?

• Il compenso ricevuto può essere attestato con le semplici ricevute generiche o in altro modo? E lo si può attestare in un’unica soluzione a fine anno?

• Questo compenso va inquadrato come collaborazione occasionale?

• In che modo il condomino può o deve dichiarare ogni anno questo suo compenso?

• Avendo deciso all’unanimità di non aprire il conto corrente condominiale, i pagamenti ai fornitori per importi superiori ai 1.000 euro si possono fare con bonifico bancario allo sportello? La banca si può rifiutare, adducendo come motivazione l’obbligatorietà del conto corrente?

Vi prego di capirmi, dal momento che sino ad oggi, a rotazione con altri, ho amministrato il condominio senza compenso e quindi ben lungi da me tutte le incombenze che invece un compenso comporta.

Grazie di cuore.

E' possibile che questa mia discussione non sia di interesse o sia passata inosservata?

Cordiali saluti.

Nell’ultima riunione di fine anno del ns. Condominio (di 14 condomini) è stato deciso di dare un compenso all’amministratore interno, considerato anche che adesso siamo soltanto due o tre i condomini disposti a farlo.

Avrei bisogno di sapere quanto segue:

• Posto uguale a 40 euro il compenso netto mensile che l’amministratore deve percepire, a quanto dovrà ammontare il lordo per poter coprire tutti i gravami fiscali e assicurativi?

• Il Condominio, nella persona dell’amministratore interno, come dovrà gestire questo compenso, dal punto di vista contabile, fiscale e assicurativo?

• Il compenso ricevuto può essere attestato con le semplici ricevute generiche o in altro modo? E lo si può attestare in un’unica soluzione a fine anno?

• Questo compenso va inquadrato come collaborazione occasionale?

• In che modo il condomino può o deve dichiarare ogni anno questo suo compenso?

• Avendo deciso all’unanimità di non aprire il conto corrente condominiale, i pagamenti ai fornitori per importi superiori ai 1.000 euro si possono fare con bonifico bancario allo sportello? La banca si può rifiutare, adducendo come motivazione l’obbligatorietà del conto corrente?

Vi prego di capirmi, dal momento che sino ad oggi, a rotazione con altri, ho amministrato il condominio senza compenso e quindi ben lungi da me tutte le incombenze che invece un compenso comporta.

Grazie di cuore.

Se posso darti un consiglio, continuate ad amministrare gratuitamente.

Se hai avuto modo di leggere la discussione postata da Dolores e le altre linkate in quella, ci sono due soli modi di amministrare il proprio condominio con compenso.

1) Come lavoratore autonomo che io escluderei perchè mi pare che dovreste continuare a fare una turnazione (1 su 3 di 14).

2) Contratto co.co.pro. equiparato ad un vero e proprio contratto di lavoro dipendente con busta paga, ritenute previdenziali e fiscali che dovranno essere calcolate sulla base di altri redditi e faranno cumulo. Per poter percepire €. 480,00 netti il condominio potrebbe arrivare a pagare il doppio.

 

Per quanto riguarda il c/c, l'art. 1129 è inderogabile e quindi neanche una delibera all'unanimità di 1000 millesimi può esimere l'amminnistratore dall'obbligo di aprire il conto corrente e farvi transitare tutto il denaro in entrata ed in uscita (Fino a €. 999,99 puoi incassare e pagare in contanti però devi prima versare gli incassi in banca e poi prelevare il contante per pagare in contanti).

Mi par di capire però che anche se non percepisce compenso, ma risulta amministratore, il C/C si deve aprire lo stesso. E' così? Tempo fa mi pare d'aver letto che, con l'amministratore interno, ci si può esimere da questo obbligo se nessuno ne richiede espressamente l'apertura. Il problema

E se invece nominiamo un facente funzioni? Credo di no.

Ma si pone sempre il problema dei grossi pagamenti, ovvero quelli superiori ai 999,99 euro. Si può andare allo sportello di una qualsiasi banca e chiedere l'emissione del bonifico a nome del Condominio senza incontrare alcuna resistenza?

Mi par di capire però che anche se non percepisce compenso, ma risulta amministratore, il C/C si deve aprire lo stesso. E' così? Tempo fa mi pare d'aver letto che, con l'amministratore interno, ci si può esimere da questo obbligo se nessuno ne richiede espressamente l'apertura. Il problema

E se invece nominiamo un facente funzioni? Credo di no.

Ma si pone sempre il problema dei grossi pagamenti, ovvero quelli superiori ai 999,99 euro. Si può andare allo sportello di una qualsiasi banca e chiedere l'emissione del bonifico a nome del Condominio senza incontrare alcuna resistenza?

Il bonifico in banca lo puoi fare senza problemi così come puoi far emettere un assegno circolare.

L'obbligo di aprire il c/c è dell'amministratore, che sia interno o esterno.

Se l'amministratore non apre il conto corrente commette una grave irregolarità e può essere revocato anche su ricorso di un solo condòmino.

Se decidete di stare senza amministratore ognuno parteciperà all'amministrazione e tutti saranno responsabili; in tal caso vengono meno gli obblighi in capo all'amministratore (conto corrente e registri vari).

Il bonifico in banca lo puoi fare senza problemi così come puoi far emettere un assegno circolare.

Certo, ma resta sempre a discrezione delle banche e del loro direttore e/o funzionari. Infatti, come già detto in altro topic, tante volte non basta il solo fatto di farsi censire (in ottemperanza alla legge antiriciclaggio)... potrebbero comunque non accettare denaro contanti.

Provare per credere...

Certo, ma resta sempre a discrezione delle banche e del loro direttore e/o funzionari. Infatti, come già detto in altro topic, tante volte non basta il solo fatto di farsi censire (in ottemperanza alla legge antiriciclaggio)... potrebbero comunque non accettare denaro contanti.

Provare per credere...

Verroc potrebbe fare il giro delle banche; la miglior prova è quella di chiedere alle banche presso le quali sono clienti i condòmini.

Poichè è discrezionalità dell'Istituto bancario, la risposta della banca toglierà ogni dubbio.

Un saluto a tutti. Mi rivolgo alla Sig.ra Dolores per il compenso dato dai condomini all'amministratore condomino che gestisce esclusivamente il suo stabile. L'agenzia entrate, della mia città, dove io mi sono rivolto ha detto di effettuare ritenuta acconto del 20% che sarà a carico dei condomini la cifra rimanente andrà a far parte del mio reddito dove pagherò l'aliquota rimanente ( es. 38 - 20 tot aliq. 18 ). A lei risulta così? Grazie per le eventuali risposte

Un saluto a tutti. Mi rivolgo alla Sig.ra Dolores per il compenso dato dai condomini all'amministratore condomino che gestisce esclusivamente il suo stabile. L'agenzia entrate, della mia città, dove io mi sono rivolto ha detto di effettuare ritenuta acconto del 20% che sarà a carico dei condomini la cifra rimanente andrà a far parte del mio reddito dove pagherò l'aliquota rimanente ( es. 38 - 20 tot aliq. 18 ). A lei risulta così? Grazie per le eventuali risposte

Forse l'impiegato dell'Agenzia delle Entrate dovrebbe frequentare un corso di base sulla materia fiscale.

Senza entrare nel merito della prestazione occasionale con ritenuta d'acconto, anche se ciò fosse possibile, voglio spiegarti una regola di base.

Il condominio è "sostituto d'imposta" e ciò significa che trattiene e paga per il fornitore/amministratore una parte delle tasse (acconto) che il fornitore/amministratore deve pagare, proprio come avviene nel mondo del lavoro tra datore di lavoro e "lavoratori dipendenti" con regolare busta paga.

Se il fornitore (occasionale) emette una ricevuta di compenso di mille euro la ricevuta non può essere che così:

 

€. 1.000,00 = compenso per prestazione

€. 200,00 = ritenuta d'acconto del 20%

--------------------------------

€. 800,00 = netto in tasca al fornitore.

Il condominio ha un costo totale di €. 1.000,00 di cui €. 800,00 le versa direttamente al fornitore e €. 200,00 le versa, per suo conto, in acconto all'erario.

 

E' di €. 1.000,00 (e non la cifra rimanente di €800,00 realmente intascati come ti ha detto l'impiegato) il redito imponibile che si cumulerà agli altri redditi.

Se il fornitore dovesse pagare il 38% sui suoi redditi, dalla cifra che ne esce fuori dovrà scalare i 200,00 euro versati per lui in ACCONTO dal condominio.

 

Stampa, porta all'Agenzia delle Entrate della tua città e fammi sapere chi sbaglia.

Grazie Leonardo. Per la prima persona che mi ha informato hai perfettamente ragione! L'Agenzia delle Entrate nuovamente interpellata inquadra il compenso come prestazione occasionale con ritenuta d'acconto 20%.

...L'Agenzia delle Entrate nuovamente interpellata inquadra il compenso come prestazione occasionale con ritenuta d'acconto 20%.

Hai fatto un interpello ed hai ricevuto una risposta scritta?

pechè l'Agenzia delle Entrate nella sua guida a questo link dice altro

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/cd781400426dc214988b9bc065cef0e8/GUIDA_N6_07.pdf?MOD=AJPERES

Al paragrafo 9 dice che

 

 

Ai fini della corretta individuazione degli adempimenti fiscali da porre in essere da parte dell’amministratore di condomini in materia di imposte sui redditi e Iva è possibile distinguere i seguenti casi:

non esercente arti o professioni, che svolge in via continuativa(non occasionale) lattività di amministratore senza vincolo di subordinazione, senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita (ad esempio, il condòmino che si occupa della gestione del proprio stabile):

l’attività genera reddito assimilato a quello di lavoro dipendente e, ai relativi compensi, si applicano le regole di tassazione proprie del reddito di lavoro dipendente; inoltre, non c’è alcun obbligo ai fini Iva in quanto l’attività è esclusa dal campo Iva;

il tipo di inquadramento al quale si applicano le regole di reddito da lavoro dipendente (busta paga, CUD, INPS, IRPEF...) senza essere veri e propri dipendenti che io conosco è il contratto CO.CO. PRO.

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