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Delegato "infedele". Il suo voto contribuisce a formare la "volontà del condominio"?
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Delegato "infedele". Il suo voto contribuisce a formare la "volontà del condominio"?

Voto espresso in assemblea dal delegato contrario alle indicazioni di voto fornite dal condomino delegante: cose succede?

Avv. Giuseppe Nuzzo  

Il fatto. La controversia decisa dal tribunale lombardo prende le mosse dalla impugnativa della delibera assembleare promossa da un condomino che aveva partecipato all'assemblea a mezzo di delegato.

Il condomino, tra gli altri motivi di impugnazione, si lamentava del fatto che il delegato non si era attenuto alle sue indicazioni, esprimendo voto favorevole al deliberato assemblea. Chiedeva quindi l'annullamento della delibera.Il giudice milanese ha però rigettato il motivo di impugnazione, ritenendolo infondato.

=> Casi pratici, regole e modalità di esercizio--->Tutto quello che c'è da sapere sulle deleghe assembleari

Si applica la disciplina del mandato.In effetti, in tema di condominio i rapporti tra il rappresentante intervenuto in assemblea ed il condomino rappresentato debbono ritenersi disciplinati, in difetto di norme particolari, dalle regole generali sul mandato.

Di conseguenza, l'operato del delegato nel corso dell'assemblea non è nullo e nemmeno annullabile, ma inefficace nei confronti del delegante fino alla ratifica di questi e che tale inefficacia temporanea non è tuttavia rilevabile d'ufficio, ma solo su eccezione del condomino-rappresentato.

=> Deleghe e voto in assemblea, responsabilità del delegato.

Il voto infedele rileva solo nei rapporti interni tra rappresentante e rappresentato. Il voto espresso dal rappresentante, se pure posto in essere nell'esercizio del potere attribuito al condominio nel proprio interesse, è destinato a produrre effetti giuridici solo nella sfera del rappresentato -in quanto il voto favorevole del rappresentante preclude al condomino l'impugnazione ai sensi dell'articolo 1137, comma 2, del codice civile - ma anche e soprattutto nei rapporti tra i condomini, posto che contribuisce a formare la cosiddetta "volontà del condominio".

 Continua [...]

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Donatella Vigano'
Donatella Vigano' venerdì 06 aprile 2018 alle ore 18:42

A dire la verità, pur comprendendo che il riportare il dettato della legge prevede una terminologia particolare, spesso, come in questo caso, non si riesce a capire bene "in nuce" quello che un condomino puo' ottenere avverso un delegato che non consulta prima la volontà della maggioranza condomini.

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