Condominio Web: Il portale N.1 sul condominio
110350 utenti
Registrati
Il portale N.1 sul Condominio
Verbale d'assemblea: per evitare l'impugnazione è sempre meglio dilungarsi che essere troppo sintetici
Problema condominiale? Inviaci un quesito

Verbale d'assemblea: per evitare l'impugnazione è sempre meglio dilungarsi che essere troppo sintetici

Verbale d'assemblea: per evitare contestazioni di sorta, è bene che il verbale riporti sempre minuziosamente il numero dei presenti il loro nome e i millesimi che rappresentano

Avv. Alessandro Gallucci 

Ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 1136 c.c. “ delle deliberazioni dell'assemblea si redige processo verbale da trascriversi in un registro tenuto dall'amministratore”.

Il verbale, se se ne vuole dare una definizione, è il documento nel quale sono inserite le decisioni dell’assise in merito agli argomenti inseriti nell’ordine del giorno. Un verbale incompleto può essere causa d’annullabilità d’una deliberazione.

Si pensi, ad esempio, ad un verbale che, laconicamente, in relazione alla nomina dell’amministratore, rechi la scritta: “l’assemblea nomina come amministratore il sig. Tizio”.

Quanti hanno votato per la nomina di quella persona? E’ chiaro che l’assenza di indicazioni non consente la verifica del rispetto quorum deliberativo.

Quali sono i requisiti minimi di validità d’un verbale? In poche parole che cosa scrivere per evitare contestazioni? A questi quesiti ha dato più volte risposta, sempre allo stesso modo, la Corte di Cassazione.

In una delle più recenti sentenze in merito gli “ Ermellini” hanno affermato che “ il verbale dell'assemblea condominiale rappresenta la descrizione di quanto è avvenuto in una determinata riunione e da esso devono risultare tutte le condizioni di validità della deliberazione, senza incertezze o dubbi, non essendo consentito fare ricorso a presunzioni per colmarne le lacune.

Il verbale deve pertanto contenere l'elenco nominativo dei partecipanti intervenuti di persona o per delega, indicando i nomi dei condomini assenzienti e di quelli dissenzienti, con i rispettivi valori millesima-li, perchè tale individuazione è indispensabile per la verifica della esistenza dei quorum prescritti dall'art. 1136 c.c. “ (così Cass. 13 novembre 2009 n. 24132).

Sempre in relazione ai requisiti minimi di validità la stessa sentenza, riallacciandosi ad altri propri precedenti, ha affermato che “ non è conforme alla disciplina indicata omettere di riprodurre nel verbale l'indicazione nominativa dei singoli condomini favorevoli e contrari e le loro quote di partecipazione al condominio, limitandosi a prendere atto del risultato della votazione, in concreto espresso con la locuzione "l'assemblea, a maggioranza, ha deliberato" (Sez. 2^, 19 ottobre 1998, n. 10329; Sez. 2^, 29 gennaio 1999, n. 810); (b) che la mancata verbalizzazione del numero dei condomini votanti a favore o contro la delibera approvata, oltre che dei millesimi da ciascuno di essi rappresentati, invalida la delibera stessa, impedendo il controllo sulla sussistenza di una delle maggioranze richieste dall'art. 1136 c.c., nè potendo essere attribuita efficacia sanante alla mancata contestazione, in sede di assemblea, della inesistenza di tale quorum da parte del condomino dissenziente, a carico del quale non è stabilito, al riguardo, alcun onere a pena di decadenza (Sez. 2^, 22 gennaio 2000, n. 697); (c) che è annullabile la delibera il cui verbale contenga omissioni relative alla individuazione dei singoli condomini assenzienti o dissenzienti o al valore delle rispettive quote (Sez. Un., 7 marzo 2005, n. 4806)” (Cass. ult. cit.).

In sostanza, per evitare contestazioni di sorta, è bene che il verbale riporti sempre minuziosamente il numero dei presenti (se lo sono personalmente o per delega), il loro nome e i millesimi che rappresentano tanto per ciò che concerne la regolare costituzione quanto in relazione alle singole votazioni. Naturalmente se la delibera è adottata all’unanimità basterà scrivere ciò.

Per quanto riguarda la discussione su ogni argomento, non è necessario seguire regole predeterminate (salvo diversa indicazione del regolamento condominiale). In pratica dal verbale non deve necessariamente desumersi perché s’è deciso in un determinato modo.

Il motivo di quest’affermazione è molto semplice: la deliberazione può essere impugnata per motivi di legittimità (es. mancanza quorum, omessa convocazione, ecc.) ma mai per contestare nel merito una scelta. Le decisioni dell’assise, da questo punto di vista, sono insindacabili.

Cerca: verbale d'assemblea delibera

Commenta la notizia, interagisci...

    in evidenza

Dello stesso argomento