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Costruzione della veranda: la normativa antisismica va sempre rispettata
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Costruzione della veranda: la normativa antisismica va sempre rispettata

Verande. Perché devo rispettare la normativa antisismica quando la legge regionale non richiede il permesso di costruire?

Avv. Daniela Sibilio  

Anche se il T. U. sull'edilizia ha riconosciuto la competenza primaria in materia urbanistica alle Regioni a statuto speciale, la deroga alla disciplina nazionale non può essere estesa alla disciplina edilizia antisismica e delle costruzioni in cemento armato: in quanto, queste ultime, riguardano la sicurezza statica degli edifici e come tali appartengono alla competenza esclusiva dello Stato

Condannati due condomini per aver realizzato sul terrazzo e una veranda chiusa rimovibile in legno senza però aver presentato la relativa documentazione al Genio Civile.

=> La veranda è legittima solamente se la chiusura non sporge dal balcone

I coniugi adducono come scusante che l'art. 20 della legge regionale siciliana prevede come procedura che, il proprietario deve soltanto presentare al Comune una relazione asseverata, per conto di un professionista abilitato, che assicuri il rispetto delle norme urbanistiche, igienico - sanitarie e di sicurezza.

Ma secondo la Cassazione, la normativa antisismica non può essere derogabile.

Identificazione del manufatto. La realizzazione di verande è una prassi ormai largamente diffusa in quanto dall'installazione di tale manufatto il proprietario dell'immobile può trarre una utilità non solo in termini di spazio, visto che rappresenta a tutti gli effetti una costruzione stabile, ma anche un maggior confort durante la stagione invernale.

La giurisprudenza non è concorde nell'inquadramento del manufatto all'interno di un'unica categoria. La realizzazione della veranda, infatti, a volte viene considerata alla stregua di un "intervento di ristrutturazione edilizia" (T.A.R. Molise, Sez.

I, 1° giugno 2011 n. 310) mentre altre volte viene inquadrato tra gli interventi di nuova costruzione ex art. 3 comma 1 lett. e) del d.P.R. n. 380/2001 (Corte di Cassazione, Sez. Ili pen., 20 luglio 2011, n. 28927).

=> Violazione delle norme antisismiche, quando le opere di ristrutturazione compromettono la staticità dell'intero edificio

In entrambi i casi la sostanza non cambia molto in quanto il manufatto dovrebbe essere assentito con un titolo abilitativo dei lavori. Pertanto, qualora si intenda realizzare una struttura-veranda occorrerà munirsi di concessione edilizia, salvo che non si tratti di una struttura precaria, destinata a far fronte ad esigenze momentanee e ad essere rimossa dopo l'uso temporaneo, o non realizzi un intervento straordinario diretto al recupero del patrimonio edilizio già esistente, oppure una struttura con finalità di protezione dagli agenti atmosferici esterni nei limiti della funzionalità dell'immobile.

Dalle più recenti pronunce giurisprudenziali emerge che ciò che rileva al fine della qualificazione di un'opera edilizia come precaria, e in quanto tale esonerata dall'obbligo di richiesta di concessione edilizia, non è la maggiore o minore facilità di rimozione, quanto la funzione cui il medesimo intervento è obiettivamente finalizzato: "soltanto le costruzioni destinate sin dall'origine al soddisfacimento di esigenze contingenti e circoscritte nel tempo sono da ritenersi esenti dal suddetto obbligo, non anche le opere destinate ad un'utilizzazione perdurante nel tempo" (T.A.R. Piemonte, 26 aprile 2005, n. 1136; T.A.R. Lazio, 16 maggio 2007, n. 4458).

È fondamentale ricordare che, in ogni caso, allorché si decida di procedere alla realizzazione di una veranda, sarà necessario prestare attenzione alla normativa regionale ed ai regolamenti edilizi comunali che potrebbero contenere delle deroghe alla normativa nazionale. "Stare dietro" la normativa regionale e nazionale, purtroppo, non è sempre agevole soprattutto in presenza di un quadro normativo equivoco.

L'orientamento recente della Corte di Cassazione. Un contributo chiarificatore, sia pur minimale, è stato fornito dalla sentenza che si commenta (n. 16182, depositata il 9 aprile 2013), con la quale i giudici hanno precisato che la realizzazione di una "veranda chiusa precaria rimovibile in legno" sebbene sia sottratta, secondo la normativa regionale, all'obbligo concernente il rilascio del permesso di costruire previsto per tutelare gli interessi urbanistici, continua ad essere soggetta ai controlli preventivi previsti a tutela della sicurezza delle costruzioni.

=> Può considerarsi l'installazione di una veranda, sopra l'ultimo piano, una sopraelevazione?

I motivi della decisione. Secondo la Corte, la realizzazione del predetto manufatto costituisce reato nell'ipotesi in cui non sia preceduta:

  • dalla comunicazione al Genio Civile;
  • dalla preventiva presentazione dei calcoli di stabilità;
  • nonché, dall'autorizzazione scritta richiesta per le zone sismiche.

Con questa sentenza la Corte ha rigettato il ricorso presentato dai proprietari di un immobile, condannati per i reati di cui agli artt. 93, 94 e 95 del d.P.R. n. 380/2001.

La sentenza in analisi ha puntualmente esaminato la questione della compatibilità della disciplina legislativa regionale siciliana con quella edilizia nazionale.

I ricorrenti hanno sostenuto l'erronea applicazione della normativa antisismica prevista dal T.U. n. 380/2001, non essendosi tenuto conto della disciplina statuita dall'articolo 20, Legge Regione Sicilia 16 aprile 2003, n. 4 che, in virtù della competenza legislativa esclusiva riconosciuta alla regione secondo il suo statuto speciale, deroga ad ogni altra disposizione di legge.

A norma del suddetto articolo 20: "non sono soggette a concessioni e/o autorizzazioni né sono considerate aumento di superficie utile o di volume né modifica alla sagoma della costruzione la chiusura di terrazze di collegamento e/o copertura di spazi interni con strutture precarie, ferma restando l'acquisizione preventiva del nulla osta da parte della Soprintendenza dei beni culturali ed ambientali nel caso di immobili soggetti a vincolo".

Pertanto, secondo quanto sostenuto dai ricorrenti, per ogni opera precaria sarebbe richiesta unicamente la relazione di un professionista abilitato alla progettazione idonea ad asseverare il rispetto delle norme di sicurezza e la mancanza di pregiudizio alla statica dell'immobile.

La Suprema Corte, al contrario, ha precisato che, relativamente alla competenza primaria riconosciuta alla Regione Sicilia, "la deroga alla disciplina nazionale deve essere limitata alla materia dell'urbanistica e non può essere estesa alle materie della disciplina edilizia antisismica e delle costruzioni in conglomerato cementizio armato", queste ultime rientranti nella competenza esclusiva dello Stato in base all'articolo 117, comma 2, Cost.

La differenza di interessi tutelati si riflette inevitabilmente nella differenza delle autorità competenti, difatti:

  • l'urbanistica è riservata all'autorità comunale;
  • la materia della disciplina edilizia antisismica e delle costruzioni in conglomerato cementizio armato è assegnata agli uffici del Genio Civile, ed attualmente agli uffici tecnici regionali.

In definitiva, la realizzazione di una "veranda chiusa precaria rimovibile in legno" è sottratta, secondo la normativa siciliana, al permesso di costruire previsto per tutelare gli interessi urbanistici ma continua ad essere soggetta ai controlli preventivi previsti a tutela della sicurezza delle costruzioni.

Potrebbe interessarti anche:

=> Costruzione di una veranda in condominio. Quando è necessario il permesso di costruire?

Scarica Corte di Cassazione, sez. Ili Penale, 28 febbraio - 9 aprile 2013, n. 16182

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