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Varie ed eventuali non può essere usata per decidere su spese non espressamente indicate all'ordine del giorno
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Varie ed eventuali non può essere usata per decidere su spese non espressamente indicate all'ordine del giorno

La voce «Varie ed eventuali» consente la discussione in sede assembleare di qualsiasi argomento ma non la deliberazione.

Avv. Mariano Acquaviva  

Varie ed eventuali assemblea condominiale, il caso

È noto che una deliberazione assembleare è validamente assunta solamente se tutti i condòmini sono stati messi nella condizione di poter partecipare consapevolmente al consesso.

A questa funzione assolve l'avviso di convocazione che, per legge, deve contenere l'ordine del giorno e deve essere comunicato a tutti coloro che sono legittimati a prendere parte all'assemblea.

Il problema è che, molto spesso, l'ordine del giorno può presentarsi piuttosto vago, tanto da eludere il principio per cui ogni condomino ha diritto a prendere parte alla riunione informato di ciò di cui si discuterà. È il caso, molto diffuso, della voce «Varie ed eventuali» che spesso conclude l'ordine del giorno notificato all'interno dell'avviso di convocazione.

Per pacifica giurisprudenza, l'utilizzo di questa formula di stile all'interno dell'ordine del giorno non può essere un escamotage per deliberare a proposito di spese di cui i condòmini nulla sapevano.

Chi può far valere gli eventuali vizi della delega scritta?

Secondo il Tribunale di Roma (sentenza n. 14537 del 22 ottobre 2020), va annullata la delibera con cui è approvata la spesa al punto «Varie ed eventuali» se rappresenta un argomento non posto all'ordine del giorno e di cui i condomini non sono stati previamente avvisati.

Avviso di convocazione e ordine del giorno

È appena il caso di ricordare che, ai sensi dell'art. 66, terzo comma, disp. att. cod. civ., l'avviso di convocazione, contenente specifica indicazione dell'ordine del giorno, deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per l'adunanza in prima convocazione, a mezzo di posta raccomandata, posta elettronica certificata, fax o tramite consegna a mano, e deve contenere l'indicazione del luogo e dell'ora della riunione.

In caso di omessa, tardiva o incompleta convocazione degli aventi diritto, la deliberazione assembleare è annullabile ai sensi dell'articolo 1137 del codice su istanza dei dissenzienti o assenti perché non ritualmente convocati.

«Varie ed eventuali» nell'ordine del giorno: cosa significa?

Cosa significa la voce «Varie ed eventuali» all'interno dell'ordine del giorno? Cosa può deliberare l'assemblea quando la discussione verte su questo punto, generalmente conclusivo, dell'ordine del giorno?

Di solito, la voce in esame individua:

  • comunicazioni rese dall'amministratore o dai condomini senza l'impegno di spesa, salvo il caso di minimi esborsi;
  • suggerimenti e raccomandazioni rivolte dai condomini alla persona dell'amministratore;
  • richieste di chiarimenti allo stesso amministratore al fine di ottenere indicazioni operative in ordine a particolari aspetti della vita condominiale;
  • relazioni di aggiornamento su questioni già oggetto di precedente discussione all'esito di mandati esplorativi o di attività di scrutinio e selezione di preventivi di spesa;
  • argomenti di secondaria importanza e di minimo rilievo pratico e comunque tali da non richiedere una specifica menzione nell'ordine del giorno e di essere oggetto di una deliberazione assembleare.

Verbale di assemblea, elemento fondamentale ed essenziale per la vita condominiale

Insomma: secondo la dottrina e la giurisprudenza prevalenti, le «varie ed eventuali» sono un grande calderone in cui inserire solamente aspetti secondari della vita condominiale. Al più è possibile deliberare in ordine a spese minime, ma nient'altro.

«Varie ed eventuali»: cosa si può deliberare?

Secondo il Tribunale di Roma (sentenza n. 14537 del 22 ottobre 2020 in commento), è da annullare l'approvazione della spesa al punto «varie ed eventuali» se rappresenta un argomento non posto all'ordine del giorno e di cui i condomini non sono stati previamente avvisati.

La sentenza de qua ha fatto proprio il precedente orientamento giurisprudenziale secondo cui la voce «Varie ed eventuali» non può tradursi in un contenitore eterogeneo da cui far scaturire argomenti a sorpresa per gli ignari condomini (Tribunale di Roma, sentenza n. 12684 del 19 giugno 2012).

Nel caso affrontato dalla sentenza in commento, relativamente alle «Varie ed eventuali» l'assemblea aveva approvato un preventivo di spesa per 850 euro (oltre iva), presentato per la prima volta in quella sede ai presenti dall'amministratore.

Secondo i giudici, non è possibile inserire nell'assemblea, attraverso il "cavallo di Troia" delle «Varie ed eventuali», argomenti che necessitano di una deliberazione immediata. Al più, si potrà rinviare a successiva riunione dopo una discussione meramente esplorativa.

La giurisprudenza ritiene dunque che, pur consentendo tale voce la discussione in sede assembleare di qualsiasi argomento, ancorché lo stesso non figuri espressamente nell'ordine del giorno, nessuna deliberazione, a pena di annullabilità, può invece essere assunta all'esito della discussione medesima.

In sintesi: la formula di stile «Varie ed eventuali» non può essere utilizzata per adottare una delibera. Se dalla discussione emerge la necessità di decidere, l'amministratore dovrà necessariamente rinviare a nuova riunione, provvedendo questa volta a specificare, nella successiva convocazione e ordine del giorno, la voce relativa all'argomento su cui si dovrà deliberare.

In estrema sintesi, il principio è il seguente: la voce «Varie ed eventuali» consente la discussione in sede assembleare di qualsiasi argomento ma non la deliberazione, che dovrà essere rinviata ad altra riunione.

«Varie ed eventuali»: cosa non può essere inserito?

Ciò che appare certo è che nella voce «Varie ed eventuali» non possono rientrare argomenti come:

  • l'esecuzione di lavori di rifacimento della facciata dell'edificio condominiale;
  • la costituzione di un fondo speciale per le spese condominiali urgenti;
  • il pagamento del compenso a un professionista che abbia prestato la propria opera a vantaggio del condominio;
  • la decisione di stipulare un contratto di assicurazione.

Tempi di discussione in assemblea condominiale. E' possibile limitarli?

Scarica Trib. Roma 22 ottobre 2020 n. 14537

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