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Portiere, vaccino anti Covid, privacy e poteri dell'amministratore

Il Garante per la protezione dei dati personali rilascia delle FAQ in materia di vaccinazione e rapporto tra datore di lavoro e dipendente
Redazione Condominioweb Redazione 

Con delle FAQ inerenti al trattamento di dati relativi alla vaccinazione anti Covid-19 nel contesto lavorativo il Garante per la protezione dei dati personali si è pronunciato su argomenti di sicuro interesse anche per il condominio.

In particolare l'interesse riguarda i rapporti di lavoro subordinato tra il condominio e, per l'appunto, personale alle sue dipendenze.

Il pensiero va immediatamente al portiere, ma chiaramente è applicabile a tutti coloro i quali abbiano un simile contratto col condominio; si pensi ad esempio anche ai bagnini.

Privacy in condominio. Incontro col Garante per la Protezione dei dati Personali: resoconto e prospettive

Vediamo più nel dettaglio gli aspetti di principale interesse, in buona sostanza potremmo dire le domande più comuni (frequenti per l'appunto) che suole farsi in presenza di un rapporto di lavoro con riferimento alla campagna vaccinale in corso.

Vaccino: l'amministratore può chiedere al portiere se si è vaccinato?

Noi poniamo le domande guardando al rapporto di lavoro portiere - condominio, ma in realtà queste sono poste sul sito del garante in linea generale.

Sul punto, però, non esistono specificità tali da ritenere che quanto affermato a in astratto e nella generalità dei casi valga anche per il contratto di portierato.

Ebbene in merito al quesito il Garante ha risposto il datore di lavoro non può chiedere ai propri dipendenti di fornire informazioni sul proprio stato vaccinale o copia di documenti che comprovino l'avvenuta vaccinazione anti Covid-19 in quanto tale facoltà non è riconosciutagli dalle regole sull'emergenza sanitaria in corso e più in generale dalle norme dettate in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Si potrebbe obiettare: se c'è consenso del lavoratore allora il condominio, in persona dell'amministratore, potrebbe trattare l'informazione comunque ricevuta.

L'Autorità ha affermato che non può si considerare lecito "il trattamento dei dati relativi alla vaccinazione sulla base del consenso dei dipendenti, non potendo il consenso costituire in tal caso una valida condizione di liceità in ragione dello squilibrio del rapporto tra titolare e interessato nel contesto lavorativo (considerando 43 del Regolamento)".

Come dire: il consenso non è soluzione a tutto.

Vaccino: l'amministratore può imporre al portiere di vaccinarsi?

Qui la risposta è meno netta. Il Garante non risponde positivamente, ma rispetto al NO maiuscolo che precedeva la risposta al quesito che abbiamo illustrato precedentemente specifica che si è in attesa di una risposta del Legislatore nazionale.

Videosorveglianza, il Garante risponde

In questo contesto si legge quanto segue: "allo stato, nei casi di esposizione diretta ad "agenti biologici" durante il lavoro, come nel contesto sanitario che comporta livelli di rischio elevati per i lavoratori e per i pazienti, trovano applicazione le "misure speciali di protezione" previste per taluni ambienti lavorativi (art. 279 nell'ambito del Titolo X del d.lgs. n. 81/2008).

In tale quadro solo il medico competente, nella sua funzione di raccordo tra il sistema sanitario nazionale/locale e lo specifico contesto lavorativo e nel rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie anche in merito all'efficacia e all'affidabilità medico-scientifica del vaccino, può trattare i dati personali relativi alla vaccinazione dei dipendenti e, se del caso, tenerne conto in sede di valutazione dell'idoneità alla mansione specifica.

Il datore di lavoro dovrà invece limitarsi ad attuare le misure indicate dal medico competente nei casi di giudizio di parziale o temporanea inidoneità alla mansione cui è adibito il lavoratore (art. 279, 41 e 42 del d.lgs. n.81/2008)".

Traspare una tecnicizzazione del linguaggio non percepita nelle altre due risposte.

Riportandola ad un livello di comprensibilità comune e riferibile al condominio: l'amministratore condominiale al momento non ha poteri coercitivi che gli consentano d'imporre al portiere di vaccinarsi per proseguire nel proprio lavoro.

Ultimo, ma non ultimo, il Garante ha anche specificato che il datore di lavoro, ergo l'amministratore di condominio, non ha potere di domandare al medico competente informazioni in merito alla vaccinazione del personale dipendente, potendo al più domandare ed avere informazioni in merito all'idoneità del lavoratore rispetto alle mansioni affidategli.

Le ispezioni: operatività e consigli utili

FAQ - Trattamento di dati relativi alla vaccinazione anti Covid-19 nel contesto lavorativo - versione vademecum

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