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Il camminamento chiuso abitabile sopraelevato, che collega due abitazioni, legittima il pagamento della TOSAP
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Il camminamento chiuso abitabile sopraelevato, che collega due abitazioni, legittima il pagamento della TOSAP

Ai fini della Tosap, rileva il fatto in sé della predetta occupazione, indipendentemente dall'esistenza o meno di una concessione od autorizzazione

Avv. Maurizio Tarantino  

La vicenda. Tizio impugnava l'avviso di liquidazione con il quale il Comune intimava il pagamento di due rate dell'imposta Tosap per l'anno 2005, reclamando contestualmente la ripetizione della tassa già corrisposta relativamente all'anno 2003.

La CTP rigettava il ricorso affermando che per l'occupazione relativa al soprasuolo rispetto alla via pubblica trovava applicazione il Decreto Legislativo n. 507 del 1993, articolo 38, comma 2.

Successivamente, la CTR, in riforma della impugnata decisione di primo grado, accoglieva il gravame affermando l'illegittimità dell'avviso e respingendo la domanda di rimborso della tassa versata per l'anno 2003. Avverso la sentenza della CTR, propone ricorso per cassazione l'amministrazione comunale.

In particolare, secondo il Comune ricorrente, la tassa per l'occupazione delle aree pubbliche trova la sua ratio nell'utilizzazione che il singolo fa, nel proprio interesse, di un suolo altrimenti destinato all'uso collettivo, sottraendo alla collettività la disponibilità di porzioni di suolo inglobate nel sistema viario; che l'unica eccezione riguarda invece le strutture sospese in aggetto alle mura perimetrali del corpo di fabbrica.

Versa la Tosap il condominio che installa le griglie di aerazione per i garage.

Il ragionamento della Cassazione. Preliminarmente, i giudici di legittimità hanno osservato che ai sensi del Decreto Legislativo n. 507 del 1993, articolo 38, comma 2: "Sono, parimenti, soggette alla tassa le occupazioni di spazi soprastanti il suolo pubblico, di cui al comma 1, con esclusione dei balconi, verande, bow-windows e simili infissi di carattere stabile, nonché le occupazioni sottostanti il suolo medesimo, comprese quelle poste in essere con condutture ed impianti di servizi pubblici gestiti in regime di concessione amministrativa." Il presupposto impositivo è costituito, dunque, dall'occupazione, di qualsiasi natura, di spazi ed aree, anche soprastanti o sottostanti il suolo, appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni o delle province, che comporti un'effettiva sottrazione della superficie all'uso pubblico.

Pertanto, ai fini della Tosap, rileva il fatto in sé della predetta occupazione, indipendentemente dall'esistenza o meno di una concessione od autorizzazione (in tal senso Cass. Cass. 13475/2012; n. 11553 del 18/06/2003 dep. 21/06/2004; Cass. n. 2555 del 22 febbraio 2002).

La giurisprudenza romana: stop alla COSAP

Premesso quanto innanzi esposto, nel caso in esame, la questione in esame riguardava la fattispecie in merito alla sottrazione o la limitazione dell'uso del suolo pubblico da parte del contribuente a mezzo del "camminamento chiuso abitabile sopraelevato che collega due abitazioni; struttura assimilata ad una veranda o a finestre ad arco espressamente esentate dalla norma, in quanto avente carattere di stabilità e costruito in modo da soddisfare un'esigenza stabile dei suoi proprietari".

Secondo i giudici regionali, la struttura realizzata in muratura con manto di copertura - che non ha soluzione di continuità con il residuo edificio - presenta un'apertura di dimensioni regolari non assimilabile né ad un balcone o veranda né a bow-windows, che implica l'occupazione del soprassuolo comunale, precludendone talune specifiche possibilità di utilizzazione; non potendosi detta struttura ritenersi assimilabile agli aggetti che risultano calpestabili all'estradosso equiparabili a balconi, verande di cui al cit. articolo 38.

Se manca la concessione dell'area non si paga la COSAP

Tuttavia, secondo la Cassazione, il prelievo a carico dell'occupante, peraltro, al di là della formale qualificazione come tassa, ha natura d'imposta, dato che prescinde da servizi resi dal concedente, non mira al recupero in tutto od in parte di costi, né comunque è ad essi commisurato (articolo 194), ma trova giustificazione nell'espressione di capacità contributiva rappresentata dal godimento di tipo esclusivo di spazi ed aree altrimenti comprese nel sistema della viabilità pubblica; di conseguenza, è quindi cumulabile anche con il canone stabilito per la concessione del terreno, il quale ha la diversa funzione di corrispettivo del trasferimento in capo al privato di facoltà dell'ente concedente (Cass. n. 1547 del 5 aprile 1978).

In conclusione, per i motivi esposti, il ricorso è stato accolto.

TABELLA RIEPILOGATIVA

OGGETTO DELLA PRONUNCIA

TOSAP

RIFERIMENTI NORMATIVI

Decreto Legislativo n. 507 del 1993, articolo 38, comma 2

PROBLEMA

Il proprietario impugnava l'avviso di liquidazione con il quale il Comune intimava il pagamento di due rate dell'imposta Tosap, reclamando contestualmente la ripetizione della tassa già corrisposta in passato.

LA SOLUZIONE

Secondo la Cassazione, il prelievo a carico dell'occupante, al di là della formale qualificazione come tassa, ha natura d'imposta, dato che prescinde da servizi resi dal concedente, non mira al recupero in tutto od in parte di costi, né comunque è ad essi commisurato, ma trova giustificazione nell'espressione di capacità contributiva rappresentata dal godimento di tipo esclusivo di spazi ed aree altrimenti comprese nel sistema della viabilità pubblica; di conseguenza, è quindi cumulabile anche con il canone stabilito per la concessione del terreno.

LA MASSIMA

Il proprietario di due abitazioni contigue che realizza una struttura in muratura che consente il collegamento tra loro è tenuto al pagamento della tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche, non essendo quest'opera assimilabile a balconi o verande, esenti dalla tassazione.

Il presupposto impositivo della Tosap è, infatti, qualsiasi occupazione del suolo, soprasuolo o sottosuolo che determini una sottrazione dell'area all'utilizzo pubblico.

Cass. civ., sez. trib, 5 novembre 2019, n. 28339

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