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TARI e affitto: chi è obbligato a pagare la tassa sulla spazzatura? Il proprietario o l'inquilino?
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TARI e affitto: chi è obbligato a pagare la tassa sulla spazzatura? Il proprietario o l'inquilino?

La Tari è dovuta da chiunque possieda o detenga, a qualsiasi titolo, locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.

Avv. Maurizio Tarantino 

La Tari (ex Tarsu), ossia l'imposta sulla spazzatura è dovuta da chiunque possieda o detenga, a qualsiasi titolo, locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.

=> La nuova quantificazione dei rifiuti. Arriva la tariffa corrispettiva

La tassa sui rifiuti. La Tari è uno dei tre tributi di cui si compone la Iuc (imposta unica comunale), insieme all'Imu (imposta municipale) e alla Tasi (tributo sui servizi indivisibili).

Si tratta di una tassa comunale destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a carico dell'utilizzatore, istituita dall'art. 1 c. 639 L. n. 147/2013 (cd. legge di stabilità per l'anno 2014), che ha sostituito le precedenti Tia (tariffa di igiene ambientale), Tarsu (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) e Tares (tributo comunale sui rifiuti e sui servizi).

I presupposti della tassa. Ai sensi dell'art. 1 c. 641 L. n. 147/2013, il presupposto della Tari è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.

Sono escluse dalla Tari le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali di cui all'articolo 1117 del codice civile (cd. aree comuni quali, ad esempio, scale e androne) che non siano detenute o occupate in via esclusiva.

La Tari, pertanto, deve essere corrisposta da chiunque possiede o detiene un immobile idoneo a produrre rifiuti urbani, ne sia o meno proprietario, con la precisazione che, in caso di pluralità di possessori o detentori, gli stessi rispondono in solido del pagamento dell'unica obbligazione tributaria ex art. 1 c. 641 L. n. 147/2013.

=> Scatta la riduzione della Tari in caso di interruzione del servizio

Riduzione TARI. La normativa (comma 656 dell'art. 1 della Legge 147/2013) prevede il diritto del contribuente alla riduzione del tributo al ricorrere di due condizioni alternative:

  1. Il mancato svolgimento del servizio o lo svolgimento in grave violazione della disciplina di riferimento;
  2. L'interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione di danno o pericolo per persone o ambiente.

In questi casi la TARI è dovuta nella misura massima del 20 per cento della tariffa; quindi le utenze coinvolte avranno diritto a una riduzione dell'importo pari almeno all'80 per cento.

Immobili in locazione. Per stabilire chi deve pagare la Tari per la casa in affitto bisogna controllare la durata della locazione, perché l'art. 643 della Legge di Stabilità 2014 stabilisce che:

per contratti di durata inferiore ai 6 mesi la Tari deve essere pagata dal proprietario di casa ma si può anche scegliere l'addebito forfettario della quota all'inquilino nel canone di locazione; per i contratti di locazione che durano più di 6 mesi l'obbligo di pagare la Tari è sempre a carico dell'inquilino.

Ad ogni modo, il contratto di affitto potrebbe anche prevedere che l'imposta sui rifiuti gravi unicamente sul padrone di casa e non sull'inquilino, ma tale accordo avrà valore solo tra le parti e non per l'amministrazione finanziaria, la quale dovrà continuare a chiedere l'imposta al solo inquilino.

Quindi, da quanto precede, la Tari deve essere pagata dall'inquilino della casa data in affitto, fatta eccezione che per i contratti che hanno per oggetto un utilizzo temporaneo dell'abitazione.

Tuttavia, come specificato dalla nota IFEL del 1° settembre 2014, per i contratti di locazione di durata non temporanea, ad esempio quadriennale, in cui l'affittuario è entrato nell'immobile per un numero di mesi inferiore a sei, gli sarà comunque addebitata la Tari per tutti i mesi di detenzione.

Il mancato pagamento. Se l'inquilino non paga l'imposta sulla spazzatura, il Comune non può pretenderne il pagamento dal padrone di casa. Quest'ultimo, infatti, non è un coobbligato con il detentore dell'appartamento e non risponde del suo inadempimento.

Pertanto, se il conduttore non dovesse pagare la quota annuale della spazzatura, l'amministrazione finanziaria avvierà nei suoi confronti le procedure di riscossione forzata (pignoramenti, fermo auto, ecc.), ma non potrà rivalersi su altri soggetti.

=> IVA sulla tassa dei rifiuti. Il privato può chiedere la restituzione entro dieci anni.

Cerca: tari tassa rifiuti

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Cristina
Cristina giovedì 07 giugno 2018 alle ore 11:15

La provincia macerata prende un 5% in mezzo a queste tasse ed è un altro latrocinio perché l ente provincia non è autorizzato a prendere soldi, Tia o igiene ambientale è di competenza di comune azienda sanitaria e - nel caso specifico - una srl smaltimento e raccolta differenziata Consmari srl.
Nel territorio provinciale ci sono discariche abusive, aree amianto da bonificare, rifiuti tossici, cd pozzi dell'orrore con ossa umane e animali, rifiuti da isola ecologica abbandonati per strada, diffusione di germi batteri e liquidi biologici in luoghi pubblici perché nel territorio fanno orge con sostanze stupefacenti dagli anni 90 e fu aperta anche un indagine nel lontano 2005 ed in quest assenza di decoro erano coinvolte persone cd professionisti conosciuti nel territorio.
Ho sempre pagato tasse in questo territorio e mi fanno solo schifo.

Adriano
Adriano martedì 31 luglio 2018 alle ore 12:32

ma se la casa in affitto è per uso turistico ovvero durata 11 mesi e 25 giorni chi deve pagare la tassa sui rifiuti?

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