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Rifiuti. Se il servizio di raccolta è svolto irregolarmente è legittima la riduzione della tassa dovuta
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Rifiuti. Se il servizio di raccolta è svolto irregolarmente è legittima la riduzione della tassa dovuta

Tari ridotta al 50%. Il Comune di Roma riconosce il disservizio di cui è stato vittima il contribuente.

Avv. Maurizio Tarantino  

Il principio diventa sempre più consolidato: il pagamento della Tari è indissolubilmente legato all'effettivo espletamento del servizio di raccolta della spazzatura. Per tali motivi, In buona sostanza, se l'immondizia non viene sistematicamente prelevata dai cassonetti o peggio ancora rimane per giorni per strada, il contribuente ha diritto ad una riduzione della Tari, se non a una sua totale decurtazione.

=> Se servizio di raccolta dei rifiuti svolto dal Comune è insufficiente scatta la riduzione della tassa rifiuti del 40%

La vicenda. Tizio (contribuente) aveva proposto ricorso avverso l'invito al pagamento della TARI per l'anno di imposta 2015. Tuttavia il ricorrente esponeva che fin dal 2012 con telefonate e lettere di diffida, corredate da documentazione fotografica, aveva fatto presente ai soggetti competenti (azienda municipalizzata del Comune di Roma) di aver subito un grave disservizio sia per la mancata raccolta dell'immondizia e sia per la posizione con cui erano stati collocati i cassonetti nelle immediate vicinanze della propria abitazione, in dettaglio davanti alla propria finestra creando un'inevitabile situazione di carenza igienico-ambientale. Per i motivi esposti, chiedeva la riduzione del 50% dell'importo dovuto.

=> Errata interpretazione dell'applicazione della TARI. Come tutelarsi?

Il provvedimento della Commissione Tributaria Provinciale di Roma. A seguito dell'espletata istruttoria di causa (documentazione fotografica), la Commissione ha ritenuto che il contribuente aveva ricevuto un servizio di smaltimento rifiuti del tutto non idoneo e irregolare, creando un'inevitabile situazione di carenza igienico-ambientale." Per tali ragioni, la commissione ha accolto il ricorso con contestuale riduzione del 50 % dell'importo dovuto. (Commissione tributaria provinciale di Roma - sentenza n°. 6269/41/2018)

Altri precedenti giurisprudenziali. Secondo la Cassazione la riduzione è prevista dalla legge per il fatto obiettivo che il servizio istituito non venga poi erogato secondo le prescritte modalità.

Difatti, a parere della Suprema Corte, la riduzione tariffaria non opera quale risarcimento del danno da mancata raccolta dei rifiuti né, men che meno, quale 'sanzione' per l'amministrazione comunale inadempiente; bensì al diverso fine di ripristinare - in costanza di una situazione patologica di grave disfunzione per difformità dalla disciplina regolamentare - un tendenziale equilibrio impositivo (entro la percentuale massima discrezionalmente individuata dal legislatore) tra l'ammontare della tassa comunque pretendibile ed i costi generai del servizio nell'area municipale, ancorché significativamente alterato.

Per questi motivi, in presenza di una situazione di disfunzione non temporanea, ma apprezzabilmente protratta nel tempo la legge attribuisce all'utente la facoltà di provvedere a proprie spese con diritto allo sgravio parziale su domanda documentata; e tuttavia fermo restando il diritto alla riduzione (Corte di Cassazione con l'ordinanza depositata il 27 settembre 2017 n. 22531 in merito all'emergenza rifiuti in Campania).

In altra vicenda, la CTR Puglia, in merito al problema della distanza dei cassonetti (600 mt dallo stabilimento), ha osservato che per tale situazione sia l'art. 9 del regolamento comunale che l'art. 59 del D. Lgs. n. 507/1993 prevedono che il contribuente è tenuto a corrispondere il tributo nella misura ridotta pari al 40% della tariffa (CTR Puglia sentenza n. 2607 del 7 settembre 2017).

Nello stesso senso si è espressa anche la Corte di Cassazione che ha puntualizzato come l'irregolare o insufficiente svolgimento del servizio nella zona in cui è ubicato l'immobile non comporta l'esenzione ma solo la riduzione tariffaria ex art. 59 del d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507 (in tal senso Cass. civ. Sez. VI- 5 Ordinanza. 13 luglio 2015, n. 14541).

=> TARI. Stop ai rimborsi in autotutela. A decidere saranno i giudici e non più i Comuni.

=> L'acqua come la TARI. Bollette "gonfiate"

Cerca: tari ridotta al 50

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Cristina
Cristina mercoledì 13 giugno 2018 alle ore 09:17

Espongo un caso: in un pa3sino alto maceratese -san severino m.13 mila ab.- la raccolta differenziatta viene fatta da una srl ed il comune ha degli operatori ecologici che non fanno il loro lavoro. La riduzione della tassa rifiuti è ovvia perché la tassa pagataserve per avere servizio raccolta in toto e non parziale. Il comune ha sempre fatto finto di niente fagocitando soldi non dovuti.

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