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Camminano con i tacchi in casa. Sanzionate madre e figlia con 500,00 euro di multa
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Camminano con i tacchi in casa. Sanzionate madre e figlia con 500,00 euro di multa

Cinquecento euro di multa per aver camminato continuamente, creando quindi non poco disagio ai vicini di casa, nel proprio appartamento con delle scarpe col tacco.

Avv. Maurizio Tarantino  

La vicenda. Dalle recenti notizie emerse sulle pagine degli organi di stampa,da circa quattro anni, una signora di Vicenza di 55 anni e le due figlie portavano ai piedi tacchi a spillo, zoccoli o zeppe alte dentro il loro appartamento.

I vicini e in particolare gli inquilini del piano inferiore, si lamentavano dei rumori dato che si alzavano presto la mattina per andare al lavoro.

Nella questione sarebbe intervenuto inoltre l'amministratore condominiale, chiedendo di limitare lo scalpiccio ma con vani risultati.

Le tre donne però, nonostante gli "avvertimenti", avrebbero continuato a indossare le loro belle scarpe in casa, di giorno, di sera e qualche volta anche di notte.

Ecco dunque che gli altri condomini hanno sporto denuncia per disturbo della quiete e del riposo delle persone, che ha portato ad una sanzione da 500 euro comminata dalla Procura.

Rumori in condominio: Scopri tutte le soluzioni per difendersi dai rumori molesti dei vicini di casa

Quando i rumori diventano intollerabili tu che fai? Ecco le indicazioni per difenderti da schiamazzi e rumori.

Il disturbo delle persone L'art. 659 c.p., prevede che chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a euro 309.

La giurisprudenza è univoca nel ritenere configurato il reato contravvenzionale di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone allorquando i rumori, eccedenti la normale tollerabilità, siano virtualmente in grado di infastidire un numero indeterminato di persone. Con riferimento alle immissioni rumorose in condominio, pertanto, queste non solo devono arrecare disturbo alla quiete degli occupanti gli appartamenti superiori o inferiori, ma anche interessare una parte più ragguardevole degli occupanti gli appartamenti in condominio.

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Aspetti giurisprudenziali: la responsabilità penale e civile. A tal proposito, infatti, è stato ritenuto che in relazione a rumori e schiamazzi all'interno di edificio che non ricorre il reato di cui all'art. 659 cod.pen. allorquando i rumori arrechino disturbo ai soli vicini occupanti un appartamento limitrofo, all'interno del quale sono percepiti, e non ad altri soggetti abitanti nel condominio cui è inserita detta abitazione ovvero trovantisi nelle zone circostanti, non producendosi, in tali ipotesi, il disturbo, effettivo o potenziale, della tranquillità di un numero indeterminato di soggetti, ma soltanto di quella di definite persone, sicché il fatto, se del caso, può costituire illecito civile, come tale fonte di risarcimento di danno, ma giammai assurgere a violazione penalmente sanzionabile (Cass. n. 1406/1997; Cass. n. 45616/2013; Cass. n. 23529/2014).

=> Immobile non isolato dai rumori. Proprietaria risarcita di 100 mila euro

La prova. L'esistenza della situazione di disturbo alla quiete pubblica può anche essere raggiunta anche sulla base delle dichiarazioni dei medesimi soggetti importunati (Cass. pen. n. 11031/2015; Cass. pen. n. 23529/2014), valutate sulla scorta del parametro della comune esperienza, comunque "idoneo a dimostrare la sussistenza di un fenomeno in grado di arrecare oggettivamente disturbo della pubblica quiete" (Cass. pen. 1746/2017).

In conclusione, nonostante il caso specifico di Vicenza,in caso di vicini di casa rumorosi, i rumori per essere definiti "molesti" devono comportare un disturbo di una cerchia "indeterminata" di persone e provocare una lesione o un pericolo per la pubblica tranquillità

Cerca: tacchi rumori in condominio

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Ben
Ben giovedì 25 ottobre 2018 alle ore 17:02

ERA ORAAAAAAAA... fermo restando il ritardo siderale di almeno un milione di anni! Dannati legislatori sempre latitanti all'occorrenza, tanto per non compromettersi, vero?

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