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Supersismabonus su unità immobiliari funzionalmente indipendenti, si può?
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Supersismabonus su unità immobiliari funzionalmente indipendenti, si può?

Gli interventi su unità immobiliari funzionalmente indipendenti sono ammessi al superbonus?

Avv. Valentina Papanice  

Supersismabonus ammesso per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti?

Si può fruire del superbonus, dunque della detrazione al 110% per interventi per l'adozione di misure antisismiche su unità immobiliari funzionalmente indipendenti appartenenti ad un unico proprietario?

La risposta dell'AdE, nella risposta ad interpello n. 87 dell'8 febbraio 2021, in una parola sola, è no.

Ma verifichiamo da vicino il ragionamento dell'Ufficio.

Il quesito del contribuente è però un po' più articolato e quindi anche la risposta dell'AdE tiene conto di una serie di elementi che vanno ad aggiungersi alla questione di base relativa al supersismabonus.

Supersismabonus e unità immobiliari funzionalmente indipendenti, il quesito

Il quesito in sostanza è il seguente.

Un contribuente chiede se può fruire della detrazione del superbonus per interventi di misure antisismiche effettuati su due immobili, funzionalmente indipendenti, in categoria C/2 di proprietà della moglie, concessi a lui in comodato.

Il progetto è quello di realizzare "rinforzi strutturali sia delle fondazioni che dei solai, dei pilastri in muratura esistenti e di tutte le murature perimetrali dell'edificio terra/ cielo, la ristrutturazione del tetto con inserimento di cordolo in cemento armato su tutto il perimetro e la realizzazione di una intelaiatura in acciaio collaborante con le strutture portanti al fine del potenziamento della risposta sismica dell'unità immobiliare posta tra il 1° piano ed il tetto."

Le domande di cui ci occuperemo riguardano quindi le questioni se sono ammessi al superbonus gli interventi antisismici sui due immobili e quelli per impianti fotovoltaici e se inoltre è fruibile il bonus mobili.

Supersismabonus e unità immobiliari funzionalmente indipendenti, la risposta dell'AdE

Abbiamo detto che l'AdE risponde che no, la detrazione al 110 non vale per gli interventi antisismici su unità immobiliari funzionalmente indipendenti. Ma, perché? Vediamo il ragionamento seguito.

La menzione delle unità funzionalmente indipendenti riguarda solo gli interventi trainanti di riqualificazione energetica (di cui all'art. 119 co. 1-3) e non il sismabonus (all'art. 119 co. 4).

Ciò implica, prosegue l'AdE, che "i predetti interventi antisismici devono essere realizzati, ai fini del Superbonus, su parti comuni di edifici residenziali in "condominio" o su edifici residenziali unifamiliari e relative pertinenze."

Inoltre - prosegue l'AdE - ai fini del superbonus gli interventi su parti comuni devono ammettersi se riguardano un condominio nel senso previsto dal codice civile.

Chiariamo questo aspetto.

Sino a prima del superbonus, per le detrazioni, già esistenti, per c.d. ristrutturazioni, sismabonus ed ecobonus il concetto di parti comuni era inteso in senso oggettivo e non civilistico, conseguentemente vi rientravano anche i casi di edifici composti da unità immobiliari distintamente accatastate appartenenti ad unico proprietario o in comunione.

Per il superbonus, già a partire dalla Circolare 24 E l'Agenzia ha escluso questi gli edifici e ciò per la circostanza che le norme espressamente ammettevano al bonus i condomìni.

Conseguentemente, prosegue l'AdE il caso del contribuente non deve essere ammesso in quanto per un verso riguardante unità funzionalmente indipendenti, non previste per il sismabonus, e per un altro non rientrandosi nemmeno nella nozione civilistica di condominio, che è escluso quando vi è un unico proprietario.

Il lavoro riguarderà infatti ""parti comuni" alle due unità immobiliari distintamente accatastate alla data di inizio dei lavori che compongono l'edificio di un unico proprietario".

A conferma che l'esclusione del superbonus è data dal fatto che si tratta di un edificio con più unità distintamente accatastate appartenenti ad unico proprietario è quanto più avanti aggiunge l'AdE e cioè che per gli interventi antisismici di cui all'istanza di interpello, si potrà eventualmente fruire del cd. sismabonus previsto per gli interventi c.d. di recupero, di cui all'articolo 16 co. 1-quinquies D.L. n. 63/2013 atteso che tale agevolazione "spetta anche se gli interventi riguardano le parti comuni "in senso oggettivo" riferibili a più unità immobiliari distintamente accatastate, a prescindere dall'esistenza di una pluralità di proprietari e, dunque, dalla costituzione di un condominio".

=> Superbonus in condominio e tetti massimi di spesa: la Risoluzione n. 60/2020

Pare però che l'Ufficio non prenda in considerazione una importante modifica apportata dalla Legge di Bilancio per il 2021, la quale, tra i beneficiari delle detrazioni dal comma 1 al comma 8 dell'art. 119, quindi anche del sismabonus, aggiunge accanto ai condomini le "persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arte o professione, con riferimento agli interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche".

Inoltre l'AdE aggiunge che in caso di interventi diretti ad accorpare distinte unità (o a dividere un'unica unità) la situazione da valutare al fine di verificare se il caso rientra nell'agevolazione è quella preesistente ai lavori, non quella che si realizzerà a lavoro finito, diciamo così: il caso in esame è quindi non è ammesso al superbonus dall'AdE, perché riguardante lavori su parti comuni a unità distintamente accatastate appartenenti ad unico proprietario.

Escluso poi il superbonus, conseguentemente vengono esclusi gli impianti fotovoltaici al 110 perché ammessi solo in collegamento ("trainati") con l'intervento di superbonus ("trainante"); le spese però, ricorda l'Agenzia potranno fruire della detrazione spettante per i c.d. interventi di recupero ai sensi dell'art. 16-bis co. 1 lett. h) D.P.R. n. 917/1986, il Testo Unico delle Imposte dei Redditi (TUIR) fissate al 50 % con un massimo di spese di 96.000 di euro fino al 31 dicembre 2021.

Viene invece ammesso il bonus mobili, che è previsto chi fruisce delle detrazioni per interventi di recupero, tra cui vi è il sismabonus (nella misura di 20.000 euro ottenuto moltiplicano il tetto di spesa di 10.000 per unità immobiliare; quindi per il 2021 in realtà si tratterà di 32.000, visto che il tetto è salito a 20.000).

=> Qui il link alla Risposta dell'AdE

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