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Sostituzione del contatore e bolletta dell'acqua anomala? Ecco come difendersi per non pagare
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Sostituzione del contatore e bolletta dell'acqua anomala? Ecco come difendersi per non pagare

Cattiva esecuzione della sostituzione del contatore. Bolletta da 16mila euro. Ecco come difendersi

Avv. Rosario Dolce  

Nei contratti di somministrazione la rilevazione dei consumi mediante la lettura dei contatori individuali è assistita da una mera presunzione di veridicità. Ciò vuol dire che, in caso di contestazione, grava sull'ente somministrante il servizio idrico, anche se convenuto in giudizio con azione di accertamento negativo del credito, l'onere di provare che il contatore era perfettamente funzionante, da cui la legittimità dell'importo riportato in fattura.

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Dall'altra parte, l'utente deve dimostrare che l'eccessività dei consumi è dovuta a fattori esterni al suo controllo, ovvero sia di aver diligentemente vigilato affinché eventuali intrusioni di terzi non fossero in grado di alterare il normale funzionamento del contatore o determinare un incremento dei consumi (principi, tutti, stabiliti dalla Corte di Cassazione, con Sentenza del 19.07.2018 nr 19154 e rievocati dalla Corte di Appello di Bari con Sentenza nr 1722/2018 del 09 ottobre 2018).

Un sentito ringraziamento per la segnalazione della sentenza all'Avv. Corrado Canafoglia dell'Unione Nazionale Consumatori

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Il fatto. L'Acquedotto pugliese ha agito in sede monitoria - cioè ottenendo un decreto ingiuntivo - nei confronti di un proprio utente, a causa del mancato pagamento di una fattura pari alla somma di circa 17 mila euro.

L'utente - che, per comodità espositiva chiameremo Tizio - si è opposto alla richiesta di pagamento, affermando che, durante il periodo oggetto di rendicontazione, né lo stesso né i suoi familiare avevano vissuto nell'appartamento, sito al centro del Comune di Gagliano del Capo. Non solo.

Tizio ha anche precisato che, qualche anno addietro, la Società di somministrazione del servizio integrato idrico aveva sostituito il proprio misuratore, senza avvertirlo di tale intervento, e, quindi, disponendo in assenza di contraddittorio. Ancora.

L'utente ha dimostrando, sempre in giudizio, che prima della sostituzione del misuratore, nello stesso periodo oggetto di rendicontazione, il contatore registrava consumi idrici nell'ordine di 10 o 20 euro l'anno; viceversa, dopo l'intervento del gestore, il consumo era però divenuto anomalo per 6079 metri cubi d'acqua.A riprova di ciò, in effetti, l'ente acquedotto, con un nuovo intervento (questa volta in contraddittorio), aveva provveduto a sostituire il contatore privato con un altro, seppure senza azzerare il misuratore (almeno) dal punto di vista contabile.

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La Sentenza. In una fattispecie analoga a quella trattata dal Giudice di appello pugliese, la Corte di Cassazione aveva cassato con rinvio una sentenza che aveva posto in capo all'utente somministrato l'onere di provare il malfunzionamento del misuratore, sebbene l'ente somministrante il servizio integrato idrico avesse, in precedenza, sostituito unilateralmente il medesimo, senza aver dato modo al fruitore di verificarne il corretto funzionamento (cfr, Sentenza 22.11.2016 nr 23699).

Venendo al caso in esame, il perfetto funzionamento del misuratore dei consumi - ad avviso del Collegio giudicante - risultava contraddetto dallo stesso verbale di verifica del 10 ottobre 2011, con il quale si attesta che il contatore che era stato precedentemente installato nel 2010 era stato nuovamente sostituito presso l'abitazione di Tizio.

Il decorso appena annuale dell'evento, è in grado di dimostrare il malfunzionamento di quello originario e la legittimità della richiesta formulata da parte di Tizio di non dover corrispondere l'importo ivi segnato.

Delle due l'una. Risulta parimenti provata agli atti del processo che la prima sostituzione del contatore era avvenuta in assenza di contraddittorio con lo stesso Tizio, da cui l'ipotesi, altrettanto verosimile, che l'alterazione del consumo riportato dal contatore potesse discendere proprio all'epoca della relativa originaria installazione.

Sulla scorta di tali assunti, la Corte di Appello di Bari, confermando la Sentenza di primo grado, ha respinto la domanda pecuniaria esercitata dal gestore del servizio idrico contro il predetto utente, previa condanna alle spese.

=> Conguaglio partite pregresse nelle bollette acqua: è illegittimo se commisurato al consumo ora per allora

In conclusione. Dal punto di vista giuridico, va anche detto, che il presupposto normativo evocato nella fattispecie di rinviene nell'articolo 7 delle condizioni generali di somministrazione (anzi, esaminando il testo normativo di che trattasi, in realtà, il presupposto additato in sentenza sembra essere quello di cui all'articolo 8), laddove stabilisce che: "Gli apparecchi di misura delle somministrazioni idriche sono forniti ed installati esclusivamente dalla Società, restando di proprietà della stessa.

La Società ha la facoltà di sostituire gli apparecchi di misura in ogni tempo, dandone preavviso all'Utente; nel caso di variazione di calibro, per mutate caratteristiche della somministrazione. […] L'Utente è depositario del misuratore e pertanto della sua buona conservazione e dell'integrità dei sigilli con la diligenza del buon padre di famiglia. […] Lo stesso è tenuto a preservare da manomissioni il contatore e gli accessori, essendo egli responsabile dei danni e dei guasti che avvenissero per danneggiamento, dolo o incuria ad eccezione dei casi imputabili al caso fortuito o a dolo di terzi. […] Le riparazioni e le eventuali sostituzioni dei misuratori sono a carico della Società, salvo i casi di danneggiamento per dolo o incuria per i quali sono a carico dell'Utente[…] Nel caso in cui la Società, anche di sua iniziativa, accerti il non regolare funzionamento del misuratore, provvederà alla sostituzione dell'apparecchio e alla ricostruzione dei consumi.

Per la determinazione dei volumi da addebitare all'Utente, in luogo di quelli registrati in modo alterato dal misuratore, la Società procederà alla ricostruzione dei consumi non correttamente misurati mediante il calcolo del consumo stimato così come stabilito nella regolazione ARERA pro tempore vigente.

Non sussistendo idonei consumi storici, si utilizzeranno i consumi medi annui degli utenti caratterizzati dalla stessa tipologia d'uso".

Il consumatore, dunque, ha avuto ragione sulla pretesa economica addebitagli dall'ente gestore del servizio idrico grazie ad una corretta qualificazione giuridica e fattuale della situazione trattata: tale che ha permesso ai giudice di merito di verificare e apprezzare, sulla scorta delle condizioni contrattuali e in ragione dei principi espressi dalla giurisprudenza di legittimità, la carenza di prova del consumo sottostante.

Sentenza inedita
Scarica Corte di Appello di Bari Sentenza n° 1722/2018 del 09 ottobre 2018

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