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Impugnazione della deliberazione assembleare: il sindacato dell'Autorità Giudiziaria si ferma ai profili di legittimità
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Impugnazione della deliberazione assembleare: il sindacato dell'Autorità Giudiziaria si ferma ai profili di legittimità

Sospensione dell'esecutività della deliberazione assembleare di assegnazione dei lavori di ristrutturazione ad un'impresa

Avv. Alessandro Gallucci  

Ciò che l’assemblea decide è obbligatorio per tutti i condomini, compresi assenti, astenuti e dissenzienti. Questo in sostanza il contenuto del primo comma dell’art. 1137 c.c.

Qualora una delle tre categorie di condomini testé citate ritenesse la deliberazione contraria alla legge o al regolamento di condominio potrebbe impugnare la delibera davanti all’Autorità Giudiziaria entro 30 giorni dalla sua adozione (per dissenzienti e astenuti) o comunicazione (per gli assenti). Come precisato dalle Sezioni Unite (cfr. Cass. SS.UU. n. 4806/05) e dalla successiva, unanime, giurisprudenza quanto appena detto vale per le deliberazioni annullabili.

Quelle nulle, invece, possono essere impugnate in ogni tempo da chiunque v’abbia interesse (favorevoli inclusi, cfr. Cass. n. 6714/10).

In entrambi i casi è lecito domandarsi: che cosa si può chiedere all’Autorità Giudiziaria? Detto meno genericamente: domandando la dichiarazione d’invalidità fino a che punto può spingersi il potere del giudice adito? La risposta della giurisprudenza è stata recentemente ribadita dal Tribunale di Salerno con una decisione resa lo scorso 12 aprile.

Nel caso di specie dei condomini chiedevano la sospensione dell’esecutività della deliberazione assembleare di assegnazione dei lavori di ristrutturazione ad un’impresa. Il magistrato chiamato a decidere ha respinto la richiesta così argomentando: “ sulle delibere dell'assemblea di condominio edilizio il sindacato dell'autorità giudiziaria non può estendersi alla valutazione del merito ed al controllo della discrezionalità di cui dispone l'assemblea, ma deve limitarsi al riscontro della legittimità che si estende anche al riguardo dell'eccesso di potere, ravvisabile soltanto quando la causa della deliberazione sia falsamente deviata dal suo modo d'essere; di tal che l'esame delle delibere qui impugnate va limitato al riscontro della legittimità delle stesse, avendosi riguardo alle norme di legge o del regolamento condominiale, essendo l'assemblea organo sovrano della volontà dei condomini, i quali sono padroni, ove esprimano una valida maggioranza, ad esempio, di scegliere questa o quell'impresa esecutrice dei lavori di manutenzione dell'edificio, questo o quel tecnico incaricato della progettazione e della direzione dei lavori edilizi, di stipulare questo o quel contratto, di addivenire a questa o quella transazione, ovviamente sempre nei limiti della gestione degli interessi condominiali, senza che il Tribunale possa essere chiamato a valutare la "convenienza" dell'affare” (Trib. Salerno 12 aprile 2011).

Per dirla più sinteticamente: se un condomino lamenta l’illegittimità della deliberazione di nomina dell’amministratore (così come di affidamento dell’incarico di lavori di manutenzione ad un’impresa) può chiedere che sia accertata l’invalidità per profili attinenti la legittimità della decisione (es. mancanza di quorum, omessa convocazione d’uno dei partecipanti) ma non anche per motivi di merito.

In sostanza: se egli preferiva Caio a Tizio, nominato amministratore, piuttosto che l’impresa Alfa a quella Beta, risultante vincitrice dell’appalto, non può chiedere all’Autorità Giudiziaria d’intervenire sulla discrezionalità dell’assemblea. Questa è immodificabile e deve essere rispettata da tutti i condomini.

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