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Il ministro della Giustizia Orlando sulle cause condominiali: in arrivo nuove regole.
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Il ministro della Giustizia Orlando sulle cause condominiali: in arrivo nuove regole.

Si studiano dei correttivi riguardanti il contenzioso condominiale. Sarà la volta buona?

Avv. Alessandro Gallucci  

Il 23 aprile 2014 il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha illustrato alla commissione giustizia del Senato le linee programmatiche del suo dicastero.

Detta diversamente: il ministro ha relazionato ai senatori come intende affrontare le questioni riguardanti il funzionamento della giustizia in Italia; il discorso, com'è ovvio che sia, non poteva non riguardare anche il condominio.

Orlando s'è soffermato con attenzione sul tema della giustizia civile e lo ha fatto ricordando innanzitutto l'enorme mole di procedimenti esistenti: ad oggi in primo grado sono ben cinque milioni i processi pendenti ai quali vanno aggiunti 400.000 procedimenti in appello.

Una delle linee direttrici dell'azione riguarda la riduzione dell'arretrato attraverso l'adozione di misure urgenti (è probabile quindi l'imminente emanazione di un decreto legge) e di misure strutturali (il ministro ha affermato che i tecnici del dicastero di via Arenula stanno lavorando ad un disegno di legge delega).

Il ministro ha spiegato che sono sul tavolo delle misure volte a favorire la composizione dei conflitti in via stragiudiziale e per deflazionare il contenzioso. "Stiamo pensando, - ha detto Orlando - in particolare, nell'immediato a un progetto che introduca nell'ordinamento disposizioni idonee a consentire, da un lato, la riduzione del contenzioso civile attraverso la possibilità del trasferimento in sede arbitrale di procedimenti pendenti dinanzi all'autorità giudiziaria e, d'altro lato, la promozione, in sede stragiudiziale, di procedure alternative all'ordinaria risoluzione delle controversie nel processo.

In particolare, vogliamo introdurre la procedura di negoziazione assistita da un avvocato, rifacendosi all'esperienza francese. Si tratta di una procedura cogestita dagli avvocati delle parti e volta, con il loro apporto professionale, al raggiungimento di un accordo conciliativo che, da un lato, eviti il giudizio e, dall'altro, consenta la rapida formazione di un titolo esecutivo.

Queste misure dovrebbero in particolar modo riguardare le procedure di separazione e divorzio consensuali senza presenza di figli minori. E' evidente che il particolare riferimento alle questioni familiari non escluda dal novero delle cause "risolvibili per via alternativa" anche il contenzioso condominiale arretrato (che è cosa nota rappresenta una grossa fetta dei processi pendenti).

Il ministro è stato chiaro: è bene che le misure che andranno ad essere adottate siano condivise ma alla fine si deciderà comunque.

Che poi è anche un modo per dire: i famosi "tavoli di confronto" dovranno essere realmente propositivi e se non lo saranno il ministero (e quindi il governo) andrà avanti per sulla propria tracciata.

L'on. Orlando s'è specificamente soffermato sulla possibilità d'introdurre dei correttivi futuri riguardanti il contenzioso condominiale.

In particolare, si legge nella relazione del ministro che il progetto il progetto di riforma della magistratura onorario "ipotizza un ampliamento, nel settore civile, della competenza per materia e per valore della magistratura giudicante di pace, in specie nelle materie del condominio, comunione, esecuzioni mobiliari, e inoltre un aumento dei casi di giudizio secondo equità".

Ad oggi è bene ricordarlo, i giudici di pace, in materia condominiale, sono competenti per tutte le cause (es. impugnazioni di delibere, recupero crediti, ecc.) il cui valore non superi ? 5.000,00 ed al di là del valore per tutte le controversie aventi ad oggetto la misura ed le modalità d'uso dei servizi di condominio di case (art. 7, terzo comma n. 2, c.p.c.).

Restano di competenze del Tribunale i ricorsi cautelari (es. sospensione delibera) quelli di volontaria giurisdizione (es. nomina revoca amministratore), quelli di valore superiore ad ? 5.000,00 ed infine quelli di valore indeterminabile diversi da quelli di cui all'art. 7, terzo comma n.2 c.p.c.)

Che cosa più specificamente sia in progetto, al momento attuale, non è dato sapere; forse perché nemmeno chi l'ha proposto lo sa.

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