Condominio Web: Il portale N.1 sul condominio
110680 utenti
Registrati
Il portale N.1 sul Condominio
Sanzioni in materia privacy. Arriva la tregua
Problema condominiale? Inviaci un quesito

Sanzioni in materia privacy. Arriva la tregua

Il Senato richiede al Garante di valutare un periodo di sospensione delle sanzioni in base al principio di proporzionalità e di gradualità della sanzione

Redazione Condominioweb  

Abbiamo recentemente riferito di una recente sentenza emessa dalla Corte di Cassazione che ha sanzionato un amministratore per € 4000,00 in quanto non ha risposto alle richieste dello stesso Garante, ed in quella sede abbiamo potuto constatare che i poteri indicati dal Regolamento sono riportati in particolare nell'art. 58 e possono sicuramente riassumersi nel dovere di "vigilare sulla corretta applicazione del Regolamento".

L'incertezza però deriva sia da una mancanza di giurisprudenza sul punto (relativa al GDPR), sia soprattutto da una mancata attuale indicazione dei minimi edittali relativi alle sanzioni irrogabili dal medesimo Garante nazionale.

La normativa europea, infatti, ad oggi precisa in via esclusiva che (art. 83 GDPR), vi sono due livelli sanzionatori, il primo che può arrivare fino al 2% del fatturato dell'anno precedente o a 10.000.000,00 di euro, e il secondo livello (per le sanzioni riconosciute più gravi), fino al 4% del fatturato dell'anno precedente o a 20.000.000,00 di euro.

Ma nulla dice in relazione alle sanzioni minime eventualmente applicabili.

=> Il GDPR regolamenta in modo dettagliato il quadro sanzionatorio

L'auspicio del Senato, nel parere emesso, è che "al riguardo si potrebbe indicare precisamente l'applicazione progressiva dei poteri correttivi del Garante, tenendo conto della proporzionalità e della gravità delle eventuali violazioni rilevate e dell'eventuale recidiva".

Il pensiero della Commissione Speciale del senato della Repubblica, rappresenta che "Vigente il nuovo sistema sul principio della accountability (in virtù del quale è responsabile ogni singolo soggetto titolare del trattamento dei dati in relazione a misure appropriate ed efficaci per la protezione dei dati e le valutazioni in materia di protezione dei dati sono rimesse al titolare e non più soggette ad autorizzazione del Garante) e non più della previsione di obblighi formali, emerge la necessità di dare indicazioni coerenti anche agli organi di controllo.

Evitare che questioni considerate buone prassi in un certo contesto diventino standard generali".

Secondo il parere della Commissione del senato non è previsto un minimo di pena e quindi non è possibile applicare l'istituto del pagamento in misura ridotta. Questo farebbe si che aumenterebbe il potere discrezionale del Garante. Ciò sta a significare che per un eventuale illecito in relazione al GDPR commesso da un amministratore, ad oggi non sarebbe prevedibile la sanzione eventualmente irrogabile.

Il principio generale di diritto da applicare dovrebbe essere quello che l'apparato sanzionatorio deve essere progressivo e adeguato. Giustamente, fa notare la Commissione del Senato che il rischio di sanzioni così elevate assimila le sanzioni amministrative pecuniarie a quella delle sanzioni penali, avendo una valenza afflittiva assimilabile, ai fini delle garanzie.

In linea con quanto già previsto in altri settori in cui Autorità amministrative indipendenti irrogano rilevanti sanzioni amministrative (es.

Consob, Banca d'Italia, IVASS), sarebbe opportuno stabilire che i procedimenti di controllo a carattere contenzioso e sanzionatori per violazione della normativa privacy siano svolti nel rispetto dei principi della piena conoscenza degli atti istruttori, del contraddittorio, della verbalizzazione nonché della distinzione tra funzioni istruttorie e funzioni decisorie rispetto all'irrogazione della sanzione.

Obbligo di formazione periodica e continuativa in tema privacy da parte degli amministratori di condominio. Un'incombenza inderogabile

Pertanto, la Commissione speciale del Senato chiede la possibilità di stabilire, tramite provvedimenti del Garante, una fase transitoria, in ogni caso non inferiore a 8 mesi, successiva all'entrata in vigore del decreto legislativo (che sarà pubblicato entro il 21/08/2018), nel corso della quale il Garante non procederà ad irrogare sanzioni, disponendo, invece, ammonimenti o prescrizioni di adeguamento alla nuova disciplina. Si è ufficialmente chiesto dunque un po' di respiro che andrà a riguardare anche l'attività degli amministratori di condominio, ma si ricordi che, comunque, quanto meno deve dimostrarsi di aver programmato l'attività di adeguamento, essendo il GDPR una normativa pienamente efficace.

Amministratori di condominio e privacy. L'UNI scende in campo per garantire procedure standardizzate

Avv. Carlo Pikler www.privacyandlegal.it

Cerca: sanzioni per gli amministratori di condominio in materia privacy

Commenta la notizia, interagisci...

    in evidenza

Dello stesso argomento