Condominio Web: Il portale N.1 sul condominio
104919 utenti
Registrati
Il portale N.1 sul Condominio
L'amministratore revocato dall'autorità giudiziaria può tornare ad amministrare lo stesso condominio?
Problema condominiale? Inviaci un quesito

L'amministratore revocato dall'autorità giudiziaria può tornare ad amministrare lo stesso condominio?

L'efficacia del provvedimento di revoca giudiziaria

Avv. Giuseppe Zangari 

L'amministratore revocato dall'Autorità Giudiziaria può tornare ad amministrare il condominio rispetto al quale era stato emesso il provvedimento poiché l'art. 1129, comma 13 c.c. limita il divieto all'esercizio immediatamente successivo alla decisione giudiziale.

=> Revoca giudiziale dell'amministratore: chi soccombe, deve pagare le spese di lite

La vicenda. Per comprendere appieno il motivo del contendere è necessario ripercorrere i fatti in rigoroso ordine cronologico.

Nel 2011 la Corte d'Appello di Trieste revoca Tizio dalla carica di amministratore del condominio Alfa.

Nel 2014 Tizio si ripresenta al condominio Alfa quale legale rappresentante della società Beta s.r.l., che viene eletta amministratrice.

Sempre nella suddetta qualità di legale rappresentante di Beta s.r.l., Tizio convoca l'assemblea per il giorno 5.5.2015 e viene nuovamente incaricato, con voto a maggioranza,dell'amministrazione del condominio Alfa,stavolta come persona fisica.

Un condomino dissenziente impugna la delibera di nomina ritenendo che Tizio, proprio perché già revocato giudizialmente nel 2011, non fosse legittimato a rivestire nuovamente la carica di amministratore, nemmeno in forma societaria, e non avesse pertanto il potere di convocare l'assemblea del 5.5.2015.

Si costituisce il condominio Alfa deducendo, tra l'altro, l'improcedibilità dell'impugnativa per non essere l'attore comparso all'appuntamento fissato dal mediatore dopo il primo incontro; nel merito sostiene l'infondatezza della doglianza poiché l'assemblea del 5.5.2015 sarebbe stata validamente convocata da Tizio in qualità di legale rappresentante della società nominata amministratrice condominiale.

=> Motivi revoca amministratore condominiale, l'elenco dei principali

Per inciso, il condomino ha lamentato anche l'illegittimità della mediazione propedeutica all'impugnativa giudiziale della delibera per essere stato concesso al condominio Alfa di parteciparvi tramite un soggetto non legittimato alla sua rappresentanza, e per tale motivo ha chiesto la condanna al risarcimento del danno della Camera di Commercio di Trieste nonché del mediatore in persona.

Purtroppo la sentenza nulla dice al riguardo,avendo il Giudice accolto la richiesta di separazione delle cause formulata dalla Camera di Commercio e dal mediatore.

La sentenza.L'impugnazione è respinta sulla scorta di una motivazione particolarmente interessante sotto due profili (Trib. Trieste, n. 729/2018).

Preliminarmente, il Giudice ritiene essersi avverata la condizione di procedibilità della domanda nonostante l'abbandono della mediazione da parte del condomino. L'appiglio normativo è fornito dall'art. 5, comma 2bis del d.lgs. 28/2010, ove si afferma che "la condizione si considera avverata se il primo incontro dinanzi al mediatore si conclude senza accordo".

Ebbene, all'esito dell'incontro iniziale le parti avevano manifestato l'intenzione di proseguire la mediazione, e solamente in un secondo momento l'attore aveva desistito non comparendo al colloquio successivo.

Secondo il giudicante, tuttavia, la celebrazione del primo incontro è sufficiente per ritenere assolto l'obbligo di legge, mentre la condotta successiva posta in essere dal condomino può rilevare semmai ai fini dell'erogazione delle sanzioni previste dalla normativa in materia di mediazione.

Quanto invece al merito della doglianza, il nodo da sciogliere riguarda l'interpretazione dell'art. 1129, comma 13 c.c. - a mente del quale "In caso di revoca da parte dell'autorità giudiziaria, l'assemblea non può nominare nuovamente l'amministratore revocato" - e, in particolare, del significato dell'avverbio "nuovamente".

=> Revocato l'amministratore di condominio che non presenta il rendiconto

Il legislatore ha inteso dire che l'amministratore revocato non potrà mai più essere tale rispetto al quel condominio, o che il divieto va limitato all'esercizio immediatamente successivo il provvedimento giudiziale di revoca? Il Tribunale sceglie la seconda interpretazione, ritenendo che la norma vada "riferita all'immediata rinnovazione della nomina non potendo trasformarsi, per l'assemblea, in una limitazione sine die della libertà decisionale e, per l'amministratore di condominio, in una sanzione a tempo indeterminato, in palese violazione del principio di proporzionalità laddove non si tenga conto degli specifici motivi, più o meno gravi, che abbiano condotto alla revoca".

A sostegno di tale assunto il giudicante far invio alla più recente giurisprudenza di merito, ancorché, in verità, è citato un unico precedente del Tribunale di Velletri (Trib. Velletri, n. 3061/2017).

Dall'applicazione di tale principio al caso in esame si desume non essersi verificata alcuna violazione dell'art. 1129, comma 13 c.c.: la delibera è infatti valida poiché tra la revoca di Tizio (2011) e la nomina di Beta s.r.l. (2014) erano decorsi più di tre anni, e dunque l'assemblea del 5.5.2015 era stata convocata da un soggetto perfettamente legittimato a farlo.

TribunaleTrieste.sentenza.729-2018.pdf

Cerca: revoca giudiziale amministratore

Commenta la notizia, interagisci...
Biagio
Biagio martedì 16 aprile 2019 alle ore 16:51

La tecnica potrebbe essere in realtà che anche se revocato dall'autorità ,lo stesso potrebbe crearsi una società anche a conduzione familiare e continuare a fare il mandatario. Nulla vieta.

    in evidenza

Dello stesso argomento