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La mancata formazione giustifica la revoca dell'amministratore di condominio
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La mancata formazione giustifica la revoca dell'amministratore di condominio

L'inadempimento, se protratto nel tempo, può integrare le gravi irregolarità che giustificano la revoca

Avv. Maurizio Tarantino 

I requisiti dell'amministratore. Secondo parte della dottrina, la norma ex art. 71 bis disp. att. c.c., benché non sia citata dall'art. 72 disp. att. c.c., ha carattere imperativo ed inderogabile, trattandosi di una norma di diritto pubblico, posta nell'interesse generale della collettività ed in particolare del condominio consumatore, e ciò ancor più alla luce della l. n. 4/2013, avente ad oggetto la regolamentazione delle professioni non ordinistiche, e quindi anche quella di amministratore di condominio. Premesso ciò, sul presupposto che il summenzionato art. 71-bis disp. att. c.c.

è una norma imperativa, i commentatori hanno ritenuto che la delibera di nomina di un amministratore di condominio, che non ha frequentato il corso annuale di aggiornamento professionale, è affetta da nullità ed i relativi effetti si estendono al contratto di amministrazione, con le gravi conseguenze di inesigibilità del compenso pattuito e di inefficacia di tutti gli atti compiuti dallo stesso amministratore, che assumerà il ruolo di falsus procurator per tutto il periodo tra la nomina e la declaratoria di nullità.

Invece, nel diverso caso in cui l'amministratore in carica, nel corso del proprio mandato, non ottemperasse all'obbligo di formazione periodica, sarebbe revocabile in qualunque momento da parte sia dell'assemblea sia dall'autorità giudiziaria su ricorso anche di un solo condomino, configurandosi come una «grave irregolarità»

I precedenti in tema di mancata formazione. L'amministratore per impedire l'impugnativa della delibera di nomina, deve fornire la prova di avere eseguito quanto previsto dalla norma e, in mancanza dell'attestato, quanto meno la documentazione attestante l'iscrizione al corso obbligatorio o una autocertificazione.

Ne consegue che la mancata frequentazione del corso di formazione periodica rende illegittima la nomina dell'amministratore di condominio, nel senso che l'amministratore non potrà assumere incarichi per l'anno successivo e che la sua nomina è nulla (Tribunale di Padova del 24 marzo 2017 n. 818).

Secondo altro giudice, se la mera omissione della comunicazione relativa ai requisiti professionali, pure a prescindere dal loro effettivo possesso, è sufficiente a comportare la revoca giudiziale dell'amministratore, a fortori la medesima soluzione si impone nel caso di assoluta carenza di tali requisiti, specie qualora l'assenza di valide giustificazioni addotte dalla controparte renda il comportamento tenuto per ciò solo in contrasto con i doveri normativamente imposti all'amministratore condominiale (Tribunale di Roma, decreto del 9 gennaio 2017).

=> Mancata formazione. L'amministratore di condominio rischia la revoca

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Sentenza inedita
Scarica Tribunale di Verona, del 13 novembre 12018

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Lui La Plume
Lui La Plume venerdì 23 novembre 2018 alle ore 10:03

Quante complicazioni, se dimentico la patente a casa che succede?
Perchè mai un amministratore che dell’osservanza delle leggi dovrebbe essere garante per il condominio ma omette di autocertificare quanto previsto nel 71 bis dovrebbe continuare ad esercitare? La sola omissione della doverosa autocertificazione è una dimostrazione di inadeguatezza. Nel verbale di nomina o conferma manca la dichiarazione .... la nomina è nulla e l’amministratore revocato. Segue un immediato controllo dei verbali degli altri palazzi amministrati e revoca in tutti.
“Una legge se non è coercibile non è una legge.”

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