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La revisione delle tabelle millesimali di natura contrattuale è possibile anche senza unanimità
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La revisione delle tabelle millesimali di natura contrattuale è possibile anche senza unanimità

La revisione delle tabelle si riferisce solo all'eventuale errore tecnico, senza alcun riferimento al consenso di chi aveva firmato le tabelle allegate ad un regolamento contrattuale.

Avv. Rosario Dolce  

Le norme di riferimento. Sappiamo che il diritto dei partecipanti sulle parti comuni, salvo che il titolo non disponga diversamente, è proporzionale al valore dell'unità immobiliare che gli appartiene (articolo 1118 codice civile).

Il valore proporzionale di ciascuna unità immobiliare viene poi espresso in millesimi in apposita tabella allegata al regolamento di condominio, la quale, può essere rettificata o modificata, solo previo ricorso al consenso espresso positivamente da parte di tutti i partecipanti al condominio.

La regola appena esposta, tuttavia, patisce un'eccezione: segnata direttamente dall'articolo 69 delle disposizioni di attuazione al codice civile.

Il legislatore della riforma ha, invero, stabilito che i valori possono essere rettificati o modificati, anche nell'interesse di un solo condomino, con la maggioranza prevista dall'articolo 1136, secondo comma, del codice, nei seguenti casi:

  1. quando risulta che sono conseguenza di un errore;
  2. quando, per le mutate condizioni di una parte dell'edificio, in conseguenza di sopraelevazione, di incremento di superfici o di incremento o diminuzione delle unità immobiliari, è alterato per più di un quinto il valore proporzionale dell'unità immobiliare anche di un solo condomino.

    In tal caso il relativo costo è sostenuto da chi ha dato luogo alla variazione.

=> Revisione delle tabelle millesimali, onere della prova a carico del condominio che le delibera

Il fatto. Tizio ha impugnato la delibera assembleare che ha disposto la modifica delle tabelle millesimali di origine contrattuale, affermando che, in caso di relativa modifica - come era avvenuto nel caso in specie -, occorreva procedere all'acquisizione del consenso unanime da parte di tutti partecipanti al condominio.

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Scarica Tribunale di Roma del 18054 del 25.9.2018

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Maria
Maria martedì 30 ottobre 2018 alle ore 18:13

gia', nell'interesse di un solo condomino,
o per le mutate condizioni...ma ciò non si applica se il singolo condomino abbia accorpato parti condominiali indivise, incrementando valore e ampiezza del proprio bene.
In questo caso, non essendovi possibilità di "usucapione" non risulta possibile il consenso a maggioranza.
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