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Quando può essere attivato il contratto di assicurazione del condominio? Può coprire i danni causati da una tromba d'aria?

La vicenda di una tromba d'aria che colpisce un condominio viene esaminata dalla Corte d'Appello della città pugliese
Avv. Anna Nicola Avv. Anna Nicola 

Si tratta della vicenda decisa dalla Corte di Lecce n. 604 del 18 maggio 2022

Il caso

Il primo grado

il Condominio citava in giudizio la sua compagnia di assicurazione evidenziando fondamentalmente che era stato stipulato un contratto di assicurazione contro i danni, che a una certa data, a causa di una violentissima tromba d'aria il palazzo riportò ingenti danni, tanto da determinare il Comune ad emanare ordinanza dichiarando l'immobile inagibile.

I danni riportati dall'edificio ammontano a circa 565.037,53 euro, a detta dell'attore.

Nonostante le numerose richieste di risarcimento del danno inviate dal condominio all'assicurazione, questa non ha mai riconosciuto il ristoro richiesto.

In ragione di ciò, la citava in giudizio e chiedeva la condanna al risarcimento del danno subito in conseguenza dell'evento atmosferico, con richiesta di condanna al pagamento della somma di euro 565.037,53, o quella maggiore o minore ritenuta di giustizia

La compagnia costituendosi ha evidenziato a sua volta, che i beni assicurati erano esclusivamente le parti comuni dell'edificio e non già le porzioni private del fabbricato, e che non potevano risarcirsi i danni cagionati a terzi; inoltre, i danni oggetto di risarcimento potevano essere quelli direttamente riconducibili all'evento atmosferico, e non già quelli preesistenti alla tromba d'aria.

Questa affermazione era suffragata dal fatto che anni addietro una serie di delibere assembleari evidenziavano la sussistenza di problematiche afferenti lo stabile, in stato di fatiscenza e degrado, tanto da determinare i Vigili del Fuoco, ad intervenire e ad effettuare un puntuale sopralluogo nello stabile.

Rispetto al quantum richiesto dall'attore, ed in considerazione dello stato dell'immobile, a detta della convenuta era quindi del tutto inattendibile. Inoltre, per i danni determinati a terzi, occorreva vedere lo specifico contratto di assicurazione tra privati, al fine di verificare l'eventuale risarcimento del danno lamentato e richiesto anche nella presente causa.

Chiedeva che il Tribunale rigettasse la domanda proposta; in via subordinata liquidasse un indennizzo nei limiti della garanzia prestata.

Il tribunale, effettuata l'istruttoria, ha accolto parzialmente la domanda attorea ed ha condannato l'Assicurazione al pagamento in favore del Condominio della somma di € 14.035,00, oltre interessi legali dalla domanda al saldo.

Motivazione del Giudice di primo grado

Il giudice di primo grado ha così ragionato: partendo dalla circostanza incontestata che vi era stata una violenta tromba d'aria, ha evidenziato che lo stato dell'immobile, all'indomani dell'evento atmosferico risultava documentato in atti dai rilievi fotografici prodotti con l'atto di citazione; - ha precisato, inoltre, che il fabbricato, in epoca anteriore al devastante fenomeno atmosferico, presentava significative problematiche di staticità, dovute a vizi di costruzione e carenza di manutenzione; - gli interventi di messa in sicurezza, ordinati dall'autorità amministrativa, non erano stati compiutamente eseguiti; i computi metrici prodotti dal Condominio, per quantificare i danni, non erano attendibili perché privi di agganci causali all'evento atmosferico ed in gran parte riferiti a beni privati (esclusi dalla copertura assicurativa).

Sulla base della CTU espletata, il primo giudice ha concluso, che gli unici danni effettivamente ascrivibili alla tromba d'aria erano quelli relativi alla distruzione dei parapetti e dei balconi e quello riportato dai listelli sul tetto terminale in legno, di qui il conseguente anno quantificato.

L'appello

Il Condominio ha proposto appello ed ha chiesto che, in riforma della sentenza impugnata, che l'azienda assicurativa fosse condannata al pagamento dell'intera somma già chiesta in primo grado. Si è costituita in giudizio la compagnia assicuratrice ed ha chiesto il rigetto del gravame e la condanna dell'appellante ex art. 96 c.p.c.

Con il primo motivo d'impugnazione, il condominio ha dedotto che avrebbe errato il tribunale a ricostruire i fatti portati alla sua attenzione, ritenendo impropriamente la preesistenza di problemi di staticità e di estremo degrado dell'edificio, sebbene dall'istruttoria fosse emerso che alcuni mesi prima della tromba d'aria, l'immobile era stato messo in sicurezza, in esito al sopralluogo dei Vigili del Fuoco.

Con ciò il tribunale non avrebbe compreso nella giusta misura le dichiarazioni testimoniali dell'ex-amministratore del condominio, e da altri perché tutti avevano riportato della cura operata per ovviare ai pericoli di crollo paventati nel verbale ispettivo.

La corte di appello ritiene questo motivo soggetto a infondatezza.

Le riparazioni eseguite dopo l'intervento dei Vigili del Fuoco (e prima della tromba d'aria) sono state correttamente valutate dal tribunale come inidonee ad ovviare al grave stato di degrado dell'edificio indicato al termine dell'accertamento ispettivo che segnalava con precisione e limpidezza i forti pericoli dello stato del palazzo, così come nel successivo verbale di verifica statica degli stessi: continua presenza di pericoli di distacco.

Con ulteriore motivo di gravame, il condominio afferma che il giudice di primo grado avrebbe errato ad escludere la sussistenza di un nesso causale tra la gran parte dei danni lamentati in citazione e la tromba d'aria. Secondo la corte, anche questa doglianza non ha fondamento.

È doveroso premettere che, sebbene non vi siano dubbi in ordine al fatto che il condominio sia stato violentemente investito da una tromba d'aria, la compagnia di assicurazioni convenuta ha sempre contestato la richiesta di indennizzo, denunciandone la enorme sproporzione rispetto alla concreta ed effettiva dimensione dei danni subiti dall'edificio.

Tanto ha imposto, una rigorosa indagine sul nesso causale tra l'evento atmosferico e le conseguenze dannose che hanno formato oggetto della domanda assicurativa.

L'incarico conferito dal tribunale al CTU, di valutare la reale consistenza dei danni risarcibili è stato espletato in epoca successiva alla avvenuta riparazione degli stessi, dunque senza alcuna possibilità di visionare l'originario stato dei luoghi.

L'analisi documentale, condotta sulla base di 27 fotografie, ha permesso di individuare, quali conseguenze immediate e dirette dell'impatto con la tromba d'aria, soltanto i danni riportati dai parapetti, dai balconi, dal muro d'attico terminale e dalla copertura in legno sul tetto.

Per tutti gli altri danni lamentati dal condominio, la prova del causale non può dirsi pienamente raggiunta, proprio in considerazione delle precarie condizioni del fabbricato ante tromba d'aria.

È verosimile che il ricorso allo strumento processuale dell'ATP, in fase d'urgenza, avrebbe consentito una migliore analisi e cristallizzazione dei rapporti di causa ed effetto, non più possibile a ristrutturazione avvenuta.

Di nessun ausilio, sul punto, possono ritenersi i computi metrici allegati alla citazione che nulla esprimono in ordine alle cause dei danni da riparare, bensì costituiscono meri elenchi - unilateralmente predisposti - di lavori a misura, cui non risulta associata la pur agevole prova documentale degli esborsi sostenuti in corso di causa, prima che il CTU fosse incaricato della stima.

Con il terzo motivo l'appellante ha dedotto che avrebbe errato il tribunale a ritenere sussistente un concorso di colpa dello stesso condominio, nella determinazione degli unici danni giudicati indennizzabili.

Anche questo motivo è ritenuto infondato. Il CTU ha puntualmente descritto le gravi carenze costruttive e manutentive dell'immobile preesistenti al sinistro; il tribunale le ha chiaramente richiamate in sentenza.

Infine, con il quarto motivo d'impugnazione, il condominio ritiene sbagliato non riconoscere alcun indennizzo per le spese di rimozione e smaltimento delle macerie. Anche questa doglianza è ritenuta senza pregio.

Gli esborsi in questione non sono stati documentati dal condominio, anche se non vi è dubbio sul fatto che sia avvenuto lo sgombero dai detriti ma i documenti sono stati prodotti tardivamente.

Infine il condominio ritiene che la volontà delle parti, contenuta nel contratto di assicurazione, diversamente da quanto asserito al tribunale, era anche per la tutela invocata per i danni subiti dalle abitazioni dei privati.

La corte sostiene il motivo assorbito. Ciò perché una volta esclusa, per carenza di piena prova, l'esistenza del nesso di causalità tra la tromba d'aria ed ogni conseguenza dannosa lamentata dal condominio, diversa da quella riferibile a parapetti, balconi, tettoia e muro d'attico, superflua appare ogni considerazione sull'ambito di operatività della polizza.

Sentenza
Scarica App. Lecce 18 maggio 2022 n. 604

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