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Superbonus, anche il Notariato pubblica il suo studio in materia
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Superbonus, anche il Notariato pubblica il suo studio in materia

Pubblicato in settimana sul sito del Consigliato del Notariato lo studio sulla detrazione del 110%. Non mancano le critiche alle interpretazioni dell'Agenzia delle Entrate.

Redazione Condominioweb  

La Commissione Studi Tributari del Consiglio Nazionale del Notariato ha approvato lo studio Studio n.27-2021/T sul Superbonus del 110%.

Il documento, che si compone di quattordici pagine, è una sorta di compendio sulla misura, alla luce della normativa originaria per come novellata dal decreto Agosto prima e della legge di Bilancio poi.

Lo Studio considera anche i vari provvedimenti di carattere generale assunti dall'Agenzia delle Entrate, più nello specifico le circolari nn. 24/E e 30/E del 2020.

L'opera, nel dar conto della misura, dei requisiti oggettivi e soggettivi per usufruirne e dei massimali di spesa affronta gli argomenti con spirito critico, specie per quanto riguarda le interpretazioni date dall'Agenzia delle Entrate.

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Edificio mono proprietario e superbonus

Merita interesse proprio questo aspetto dello studio del notariato, nel quale si prende in considerazione una delle note dolenti della disciplina: l'esclusione dal beneficio del 110% degli interventi su parti comuni degli edifici mono proprietario.

Com'è noto la Legge di Bilancio 2021 ha cercato di porre rimedio a questo vincolo, per altro prontamente evidenziato dall'Agenzia delle Entrate nella circolare n. 24/E - con un'interpretazione marcatamente restrittiva dell'art. 119 d.l. Rilancio sul punto - aprendo alla possibilità di beneficiare del superbonus del 110% per interventi su parti comuni ad edifici in proprietà esclusiva di un'unica persona (ovvero in comunione) con il limite massimo delle quattro unità immobiliari.

Al riguardo, si evidenzia nello studio che nonostante la possibilità così introdotta dalla norma non mancano i problemi interpretativi.

Nel documento è portato il seguente esempio: "se per un caseggiato costituito da cinque unità immobiliari abitative appartenente ad un unico proprietario (che pertanto non avrebbe diritto di accedere al superbonus) sia possibile, senza trasmodare nell'abuso di diritto, anteriormente all'inizio dei lavori procedere ad un accorpamento tra due delle cinque unità abitative riducendo pertanto il numero di unità complessive del fabbricato a quattro.

Probabilmente la soluzione è legittima soltanto qualora sia supportata da idoneo provvedimento edilizio abilitativo, siano stati eseguiti e conclusi i lavori di accorpamento e sia stata effettuata la variazione catastale prima dell'inizio dei lavori che danno accesso al superbonus".

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Per lo stesso notariato, stando alla lettura fornita in sede di prima interpretazione delle norme nel conteggio delle unità immobiliari non si contano le pertinenze. Se un'immobile in proprietà ad un'unica persona si compone di tre unità immobiliari abitative, una cantina ed un box, ai fini del superbonus del 110% questo si considera composto di tre unità immobiliari.

Edifici a destinazione residenziale, i dubbi del Notariato sull'interpretazione dell'AdE

Altro elemento di critica dell'impostazione data dall'Agenzia delle Entrate alla normativa sul superbonus del 110%, secondo il Notariato, è quello della destinazione residenziale dell'edificio.

"Si legge nello studio che l'Agenzia, con un'interpretazione criticabile anche sotto il profilo sistematico oltre che sotto quello letterale, ritiene che le spese detraibili ai fini del superbonus siano solo quelle effettuate su unità residenziali e su parti comuni di edifici residenziali.

In particolare la circolare indicata fa una distinzione: le spese effettuate su parti comuni di edifici sono ammesse alla detrazione maggiorata, ricorrendone le condizioni, solo qualora l'edificio possa essere considerato residenziale nella sua interezza.

Tale situazione ricorrerebbe quando la superficie complessiva delle unità immobiliari dell'edificio sia superiore al 50 per cento. Tale posizione è stata confermata anche nella circolare 30/E del 22 dicembre 2020.

Vedasi circolare 24/E 8 Non è difficile immaginare, per questo aspetto, un consistente contenzioso tra i contribuenti e l'Agenzia delle Entrate".

In sostanza, questo traiamo dal documento, l'Agenzia avrebbe intrepretato restrittivamente e in maniera discutibile il precetto normativo, finendo così per escludere interventi su parti comuni di edifici aventi differente destinazione.

Delibera su studio di fattibilità per il superbonus del 110%

27-2021-T

Cerca: studio notariato superbonus

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