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Per la difettosa impermeabilizzazione è possibile la responsabilità per danni dell'appaltatore, del condominio, del direttore e dei danneggiati: un caso particolare

Se il rifacimento dell'impermeabilizzazione e pavimentazione del terrazzo è difettoso non si può escludere una responsabilità di tutti i soggetti coinvolti, compresi i condomini danneggiati
Dott. Giuseppe Bordolli Giuseppe Bordolli 

Si ricorda che nell'ambito di un contratto di appalto, l'appaltatore è normalmente l'unico responsabile dei danni derivati a terzi dall'esecuzione delle opere appaltate. Ciò è dovuto all'autonomia gestionale dell'attività e dell'assunzione del rischio del risultato, tenuto conto dell'assetto organizzativo dell'impresa, della scelta e dell'utilizzo dei mezzi ritenuti necessari e delle modalità di esecuzione dell'opera commissionata.

Tuttavia non si può escludere la responsabilità degli altri soggetti coinvolti, compreso il condominio e addirittura gli stessi danneggiati. È quanto si è verificato nella vicenda esaminata dal Tribunale di Roma del 10 giugno 2021 n. 10202.

Responsabilità per danni dell'appaltatore, del condominio, del direttore e dei danneggiati: la vicenda

Un condominio affidava ad un'impresa di costruzioni il compito di procedere al restauro e al risanamento del lastrico solare di proprietà esclusiva di alcuni condomini (impermeabilizzazione e pavimentazione del terrazzo), che costituiva la copertura dell'edificio condominiale.

A seguito dei lavori, però, si verificavano fenomeni di ristagno e di risalita di umidità e comparivano estese macchie sulla superficie della pavimentazione. I proprietari della terrazza ritenevano che responsabili degli inconvenienti riscontrati fossero sia la società appaltatrice per la cattiva realizzazione dei lavori di impermeabilizzazione del terrazzo, sia la collettività condominiale atteso che tutte le opere realizzate e commissionate erano state eseguite sotto la direzione dei lavori del professionista incarico dai condomini il quale aveva redatto altresì il relativo capitolato d'appalto.

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Il procedimento per ATP: i risultati dell'elaborato peritale

I danneggiati promuovevano un procedimento per ATP finalizzato all'accertamento delle cause che avevano determinato i danni arrecati al lastrico solare ed alla condanna dei responsabili.

In ambito ATP veniva accertato che la prima causa dei danni consisteva nella non corretta sigillatura delle fughe fra le piastrelle e dei giunti di dilatazione.

Il CTU osservava inoltre che per scelta errata dell'appaltatore e del direttore lavori la sigillatura tra le piastrelle in gres porcellanato ed i doccioni in marmo era stata effettuata con un materiale inadatto allo scopo.

Ma i problemi lamentati risultavano causati anche dal mancato utilizzo dei sottovasi e nella , concausa, questa, imputabile secondo lo stesso CTU agli stessi titolari della terrazza (riguardando l'uso e manutenzione dei luoghi di cui erano custodi).

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Il giudizio di merito

Con ricorso ex art. 702 bis c.p.c., i titolari della terrazza si rivolgevano al Tribunale al fine di vedere accertata e dichiarata la responsabilità della ditta e del condominio nella determinazione degli eventi dannosi già denunciati nel ricorso introduttivo del procedimento per A.T.P.; si costituiva in giudizio l'appaltatore che contestava la non correttezza della CTU espletata nel procedimento di ATP e sottolineava la corresponsabilità dei ricorrenti nella causazione dei lamentati danni; in ogni caso, chiedeva il rigetto della domanda e, in via subordinata, la riduzione delle somme eventualmente dovute in ragione della corresponsabilità dei ricorrenti; la difesa del condominio sottolineava, tra l'altro, la carenza di legittimazione passiva per difetto assoluto di responsabilità nella causazione dei vizi lamentati durante l'esecuzione di lavori su parti private, vizi da imputare direttamente ed esclusivamente alla ditta appaltatrice e/o al direttore lavori (che chiedeva di essere autorizzata a chiamare in causa al fine di essere manlevata).

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La decisione: la responsabilità dell'appaltatore, del condominio e dei condomini danneggiati

Sulla base degli accertamenti effettuati dal CTU nel procedimento di ATP, il Tribunale ha ritenuto responsabile dell'errata impermeabilizzazione la ditta appaltatrice (per la non corretta esecuzione di alcune lavorazioni che hanno contribuito a provocare le infiltrazioni nel lastrico solare), il condominio committente (essendo stato accertato che questi, in forza del contratto di appalto, aveva fornito, tramite il tecnico incaricato della redazione del capitolato, prescrizioni errate nella scelta del tipo di prodotto da utilizzare per la sigillatura fra le piastrelle in gres porcellanato e i doccioni in marmo), gli stessi ricorrenti (per la scarsa pulizia della superficie pavimentata).

In particolare secondo il giudice romano, tenuto conto dell'apporto causale di ciascun concorrente rispetto agli eventi dannosi accertati, la ditta appaltatrice è responsabile nella misura del 50%, mentre il condominio e gli stessi ricorrenti lo sono nella misura del 25% ciascuno.

La posizione del direttore lavori

Merita di essere sottolineato che secondo il condominio, in caso di inosservanza dei doveri di vigilanza sull'esecuzione dell'opera a regola d'arte, anche in relazione all'impiego di materiali inidonei allo scopo, il responsabile era direttore lavori.

Del resto, quest'ultimo nella vicenda esaminata aveva indicato un prodotto non idoneo a realizzare l'opera a regola d'arte.

Tuttavia si deve ricordare che nei confronti dei terzi danneggiati (condomini o terzi estranei al caseggiato) dall'esecuzione di un contratto di appalto, è responsabile il condominio-committente, il quale può eventualmente agire, anche in separata sede, per il riconoscimento della responsabilità contrattuale del direttore dei lavori nei propri confronti.

Di conseguenza è stato affermato che se la realizzazione di un'opera arreca a terzi danni provocati non da una malaccorta esecuzione, bensì da un vizio del progetto fornito dal committente, sussiste la concorrente responsabilità risarcitoria dell'appaltatore e del committente stesso: il primo è tenuto al risarcimento quando, con la diligenza professionale ex art. 1176, comma 2, c.c., si sarebbe potuto avvedere del vizio progettuale e non l'abbia fatto; il secondo è sempre obbligato al risarcimento dei terzi danneggiati per aver ordinato l'esecuzione di un progetto malamente concepito (Cass. civ., sez. III, 26/06/2020, n. 12882).

Sentenza
Scarica Trib. Roma 10 giugno 2021 n. 10202

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