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Riparto spese parabola condominiale
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Riparto spese parabola condominiale

Quando vi è una parabola centralizzata in condominio, tutti i condomini sono tenuti alla relativa spesa? Anche chi non ha la televisione o ha un proprio impianto?

Avv. Anna Nicola  

L'antenna o parabola del singolo condomino

Il singolo condomino può installare una propria antenna o parabola sul tetto dell'edificio. Ciò vale se viene rispettato l'art. 1102 c.c., non creando alcun pregiudizio alla sicurezza, stabilità e decoro del palazzo e non impedendo il pari uso, anche potenziale, degli altri condomini. Questo è possibile sia che non vi sia un servizio centralizzato e sia che vi sia.

Il diritto del singolo di installare impianti radiotelevisivi è esplicitato dall'art. 1122-bis c.c. Si tratta di facoltà definita in termini di diritto soggettivo perfetto di natura personale (Cass. 12295/03, ma già Cass. S.U. 3728/76) avente le basi nel diritto all'informazione ex art. 21 Cost.

L'antenna individuale è indipendente dall'esistenza originaria o sopravvenuta della centrale condominiale. Quest'ultima è sancita dall'art. 1120 c.c. ma non pare vi sia un principio di prevalenza tra l'una e l'altra.

Già in passato i nostri giudici hanno ritenuto nulla la delibera che vieta l'antenna del singolo per il solo fatto della presenza di un pari servizio comune (Cass. 7825/90).

Ed infatti l'assise condominiale non ha il potere di impedire l'installazione, né di dettare la sua rimozione.

Ne deriva che il mandatario dello stabile non può eseguire simili deliberazioni in quanto nulle, anzi potrebbe addirittura incorrere in eventuali reati, quali ad esempio il danneggiamento di cosa altrui.

Il singolo condòmino ha diritto alla parabola personale sul tetto comune.

La parabola del condominio

Il condominio può decidere di installare la parabola in un luogo comune, quale ad esempio il tetto dell'edificio.

La deliberazione dell'installazione della parabola condominiale

La decisione in questo senso spetta all'assemblea a norma del nuovo art. 1120 c.c. Trattandosi di cd. innovazioni sociali perché volte a un miglior godimento del condominio, la maggioranza è la stessa sancita in termini generali dall'art. 1136 c.c. In prima e in seconda convocazione occorre che la deliberazione venga assunta da almeno la metà dei presenti che rappresentino almeno la metà del valore dell'edificio.

L'art. 1121 c.c. dispone che per tutte le innovazioni che abbiano carattere voluttuario o particolarmente costose, se si tratta di impianti suscettibili di un uso separato, i condomini che non intendono utilizzare detto impianto sono esonerati da qualsiasi contributo nella spesa.

Il testo della norma, per la parte di interesse, è il seguente: "Qualora l'innovazione importi una spesa molto gravosa o abbia carattere voluttuario rispetto alle particolari condizioni e all'importanza dell'edificio, e consista in opere, impianti o manufatti suscettibili di utilizzazione separata, i condomini che non intendono trarne vantaggio sono esonerati da qualsiasi contributo nella spesa….Nel caso previsto dal primo comma i condomini e i loro eredi o aventi causa possono tuttavia, in qualunque tempo, partecipare ai vantaggi dell'innovazione, contribuendo nelle spese di esecuzione e di manutenzione dell'opera".

Una volta presa la decisione da parte dell'assise condominiale, l'amministratore deve porla in esecuzione incaricando una specifica impresa al relativo intervento.

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Le spese relative alla parabola condominiale

In generale, se il condominio ha un'antenna tv centralizzata, tutte le relative spese incombono in capo a tutti i condomini in ragione dei millesimi di proprietà, secondo il disposto dell'art. 1123 primo comma c.c.

Si tratta delle spese per l'installazione, per le manutenzioni periodiche e per le riparazioni straordinarie, ad esempio quando un fulmine ha interrotto il servizio.

Trattandosi di servizio condominiale non divisibile, tutti i condomini che anche solo potenzialmente possono usufruirne sono vincolati al relativo onere economico.

Inoltre, ai sensi dell'art. 1118 c.c., il singolo non può rinunziare alle parti comuni e non può sottrarsi all'obbligo di contribuire alle spese per la relativa conservazione.

Occorre porre attenzione al tema della parabola relativa a televisioni private, quali ad esempio sky.

Per essa occorre prestare attenzione all'intestazione anche dei moduli: se l'impianto ed i moduli sono condominiali, tutti i condomini devono pagare le spese relative al servizio, anche qualora non ne beneficino, perché si tratta di un impianto comune.

Ove invece i moduli siano solo di alcuni condomini, il risultato è diverso.

In questo caso delle relative spese partecipano solo coloro che usufruiscono del servizio.

La norma di riferimento è l'art. 1123 ultimo comma c.c., sulla cui base "Qualora un edificio abbia più scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire una parte dell'intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del gruppo di condomini che ne trae utilità".

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La Cassazione ha peraltro ritenuto possibile rinunciare agli impianti superflui: chi lo fa viene esonerato dalle spese per la relativa manutenzione (Cass. 4652/1991). E' chiaro che la parabola non sia un impianto essenziale dell'edificio.

"In tema di condomino degli edifici, il principio stabilito dall'art. 1118 c.c., secondo cui il condomino non può, rinunciando al suo diritto sulle cose comuni, sottrarsi all'obbligo di concorrere nelle spese necessarie per la loro conservazione, con aggravio a carico degli altri condomini, non trova applicazione con riguardo a quegli impianti condominiali da considerarsi superflui in relazione alle condizioni obiettive ed alle esigenze delle moderne concezioni di vita, ovvero illegali, perché vietati da norme imperative.

Ricorrendo tali condizioni deve riconoscersi al condomino la facoltà di rinunciare alla cosa comune, senza essere tenuto a sostenere le spese necessarie per la sua conservazione, quando gli altri condomini intendano persistere nella conservazione degli impianti preesistenti, pur in presenza di nuove tecniche o servizi predisposti dalla P.A., poiché in tali casi l'esistenza degli impianti trova ragione esclusivamente nella determinazione dei condomini che intendono conservarli".

L'assemblea peraltro non può ledere la libertà della persona ed imporre una spesa per l'impianto giustificandolo con l'offerta di programmi diversi ed ulteriori, per il quali il condomino non ha alcun interesse. Simile deliberazione sarebbe contraria a diritti personali costituzionalmente garantiti e pertanto sarebbe da considerarsi affetta da nullità.

Parabola sul balcone in condominio

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