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Nomina, revoca e dimissioni del direttore dei lavori

Genesi e cessazione del rapporto contrattuale tra direttore dei lavori e committente.
Avv. Alessandro Gallucci Avv. Alessandro Gallucci 

La nomina del direttore dei lavori, come per il caso della nomina dell'amministratore, è atto equiparabile ad una proposta (o nel caso di accettazione del preventivo ad un'accettazione del medesimo).

La competenza ad indicare il tecnico prescelto per controllare le opere appaltate ricade sull'assemblea che delibera su quest'argomento con le stesse maggioranze previste per l'affidamento dei lavori di ristrutturazione.

Ciò vuol dire che per la nomina del direttore dei lavori, è necessario:

a) in prima convocazione, il voto favorevole dalla maggioranza degli intervenuti con un numero di voti che rappresenti almeno la metà del valore dell'edificio;

b) in seconda convocazione il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti con un numero di voti che rappresenti almeno un terzo del valore dell'edificio, in caso di interventi di normale manutenzione;

c) sempre il voto favorevole dalla maggioranza degli intervenuti con un numero di voti che rappresenti almeno la metà del valore dell'edificio, per l'ipotesi di manutenzione di notevole entità.

Quando si può parlare di lavori di manutenzione straordinaria di notevole entità?

Nel caso di silenzio dell'assise, che non possa essere considerato alla stregua di una decisione di non incaricare alcun tecnico, non vi sono dubbi sul fatto che la nomina del direttore dei lavori possa essere effettuata dall'amministratore laddove la verifica degli interventi manutentivi appaltati necessiti di particolari competenze tecniche.

All'assemblea, in tal caso, spetterebbe il compito di ratificare la scelta del proprio legale rappresentante.

Il perfezionamento del contratto e la sua esecuzione

Una volta perfezionato il contratto, esso può:

a) essere eseguito fino alla naturale conclusione;

b) essere revocato dal cliente;

c) essere revocato dal prestatore d'opera.

Più che di revoca, giuridicamente parlano, si deve far riferimento al recesso. I termini cliente e prestatore d'opera non sono casuali.

Il contratto per la direzione dei lavori appaltati ad un'impresa, infatti, dev'essere ricondotto nell'alveo delle prestazioni d'opera intellettuali.

Questa particolare tipologia contrattuale (artt. 2229 e ss. c.c.) prevede esplicitamente la facoltà per entrambe le parti di recedere dal contratto.

Il cliente può recedere dal contratto, rimborsando al prestatore d'opera le spese sostenute e pagando il compenso per l'opera svolta.

Il prestatore d'opera può recedere dal contratto per giusta causa. In tal caso egli ha diritto al rimborso delle spese fatte e al compenso per l'opera svolta, da determinarsi con riguardo al risultato utile che ne sia derivato al cliente.

Il recesso del prestatore d'opera deve essere esercitato in modo da evitare pregiudizio al cliente (art. 2237 c.c.).

Responsabilità del direttore dei lavori: le sentenze in materia

In sostanza il cliente, nel caso oggetto di questa trattazione il condominio, può sempre recedere dal contratto purché rimborsi al prestatore d'opera le spese e gli paghi il corrispettivo per l'opera fino ad allora svolta.

Il prestatore d'opera, leggasi direttore dei lavori, pur potendo recedere dal vincolo contrattuale, lo può fare solamente se ricorre una giusta causa e comunque in modo da non recar pregiudizio al cliente. Ratio della norma è quella di consentire. il recesso ad nutum del cliente (salvo deroga pattizia) in considerazione dell'evidente carattere fiduciario che caratterizza tale tipo di rapporto contrattuale.

Recesso o revoca dell'incarico da parte del cliente che non richiede neppure l'esistenza di una "giusta causa", come invece è necessario per il prestatore d'opera, essendo quest'ultima rilevante solo al fine eventualmente di giustificare una risoluzione del contratto per inadempimento, secondo le regole di carattere generale, e quindi legittimare pretese di natura anche risarcitoria, oltre che restitutoria.

Peraltro al fine di recedere non si reputa necessario una esplicita manifestazione di volontà in tal senso apparendo sufficiente, in ossequio all'insegnamento della Suprema Corte, l'assunzione di un comportamento indicativo della determinazione del committente che il professionista non conduca a termine l'opera commissionatagli (cfr. Cass. n. 4181/1976)" (Trib. Novara 27 aprile 2010 n. 434).

Revoca del direttore dei lavori e giusta causa del recesso

Quanto alla nozione di "giusta causa" in materia di contratto per prestazione d'opera intellettuale, la Cassazione ha avuto modo di affermare che . occorre riferirsi alla definizione datane da "antica" dottrina - secondo cui "la giusta causa è quell'avvenimento esteriore che influendo sullo svolgimento del rapporto determina la prevalenza dell'interesse di una parte all'estinzione sull'interesse dell'altra alla conservazione del rapporto" - per considerare la precisazione (sicuramente più tecnica) indicata dalla "recente" dottrina a mente della quale "la giusta causa consiste in una situazione sopravvenuta che attiene allo svolgimento del rapporto, impedendone la realizzazione della funzione economico-giuridica e, quindi, alla causa del negozio, fonte del rapporto, nel suo aspetto funzionale (Cass. 1 ottobre 2008 n. 24367).

Direttore dei lavori condominiali

In sostanza la presenza di una "giusta causa" nel recesso del cliente gli consente di non dover corrispondere nulla al prestatore d'opera per quanto fino ad allora eseguito, anzi lo legittima a chiedere il risarcimento del danno subito; l'assenza della succitata "giusta causa" nel recesso del prestatore d'opera lo espone ad azione di risarcimento per illegittimo recesso.

Contrariamente la sua presenza legittima il recesso e gli consente di agire per gli eventuali danni.

Va infine ricordato che le spese per il compenso del direttore dei lavori sono pacificamente annoverate tra quelle detraibili, sia per gli interventi rientranti nel superbonus, che in quelli per il bonus facciate ovvero nella detrazione del 50% e per quelle di sismabonus ed efficientamento energetico differenti dal superecobonus.

Direttore dei lavori poco attento? Condanna al risarcimento assicurata

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