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Mancato esperimento della mediazione, quando è colpa del condominio?

Il Condominio è tenuto ad attivarsi per partecipare regolarmente alla procedura di mediazione anche avanzando la richiesta di proroga.
Dott.ssa Lucia Izzo Dott.ssa Lucia Izzo 

Ai sensi del d.lgs. n. 28/2010, le controversie in materia di condominio rientrano tra quelle per cui è obbligatorio esperire preliminarmente il procedimento di mediazione.

Sempre con riferimento alla materia condominiale, alla disciplina di cui al d.lgs. summenzionato si affianca anche quanto previsto dal'art. 71-quater delle disposizioni di attuazione del codice civile, introdotto dalla L. n. 220/2012.

La norma fornisce importanti precisazioni per quanto riguarda la partecipazione al procedimento di mediazione, consentendo che vi presenzi l'amministratore, ma previa adozione di una delibera assembleare (da assumere con la maggioranza di cui all'art. 1136, comma 1, c.c.).

La norma precisa ulteriormente che, per consentire i tempi di adozione di tale delibera, il mediatore disporrà, su istanza del condominio, idonea proroga della prima comparizione.

=> La mediazione nel condominio

Regolare partecipazione alla procedura di mediazione

Il Condominio è dunque tenuto ad attivarsi affinché sia messo in grado di partecipare regolarmente alla procedura di mediazione, anche avanzando la necessaria richiesta di proroga.

Come chiarito dalla giurisprudenza, "l'obbligo previsto dall'art. 5 del d.lgs. n. 28/2010 e successive modificazioni di attivare la procedura di mediazione, espressamente elevato dalla legge a condizione di procedibilità del giudizio di merito, comporta infatti a carico della parte che debba attivarla, in conformità alle finalità della legge di favorire la composizione bonaria delle liti al di fuori e prima del processo, non solo l'obbligo di introdurre la relativa procedura ma anche di presenziare alla stessa munito dei necessari poteri, essendo questi necessari per il buon esito del procedimento" (cfr. Trib. Roma, 10 settembre 2018).

Pertanto, qualora il Condominio regolarmente invitato rimanga inerte, rischia che su di lui ricada la responsabilità per ingiustificata mancata partecipazione al procedimento di mediazione.

È questa la conclusione a cui è giunto il Tribunale di Venezia nella recente sentenza n. 1416 del 7 luglio 2021. In dettaglio, a convenire in giudizio il Condominio è stato il proprietario di un'unità immobiliare per chiedere l'annullamento/nullità di una delibera assembleare, lamentandone l'illegittimità nella sua globalità e deducendo inoltre che gli era stato notificato tardivamente l'avviso di convocazione dell'assemblea condominiale.

Il Condominio convenuto ha chiesto procedersi al rinnovo della procedura di mediazione, espletata tuttavia con esito di negativo. In seguito, lo stesso ente di gestione ha ottenuto un differimento della causa volto a consentire all'assemblea dei condomini di revocare/annullare la delibera oggetto di impugnativa.

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Poiché, in effetti, alla successiva udienza, il Condominio convenuto ha depositato copia cartacea del verbale assembleare rappresentando l'intervenuto annullamento della delibera impugnata, il Tribunale dichiara, in applicazione analogica dell'art. 2377 c.c., la cessazione della materia del contendere.

Ciononostante, parte attrice insiste per la refusione delle spese di lite che riesce ad ottenere in quanto il Tribunale fa applicazione del criterio della c.d. "soccombenza virtuale", rilevando che, in effetti, risultava tardiva la notifica dell'avviso di convocazione dell'assemblea condominiale in quanto ricevuta oltre il termine dei 5 giorni previsti per legge (cfr. art. 1136, comma 6, c.c. e art. 66, comma 3, disp. att. c.c.), circostanza che non gli ha consentito di prendere parte alla riunione.

Ingiustificata mancata partecipazione alla mediazione

Nel giungere a tale decisione, il giudicante ritiene di disattendere l'eccezione di irregolarità della procedura di mediazione sollevata dal Condominio convenuto.

Quest'ultimo incolpa l'Organismo di mediazione della mancata partecipazione alla procedura deflattiva, il quale non avrebbe rispettato la disciplina legislativa vigente in materia come posta dall'art. 8 d. lgs. n. 28/2010 ed art. 71 quater disp. att. c.c.

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Il Tribunale, tuttavia, evidenzia come, ai sensi dell'art. 71 quater, commi 3 e 4, disp. att. c.c., al procedimento di mediazione sia legittimato a partecipare l'amministratore, previa delibera assembleare e che qualora i termini di comparizione innanzi al mediatore non consentano di assumere tale delibera, il mediatore dispone idonea proroga.

Tuttavia, si legge nel provvedimento, è altrettanto vero che la predetta proroga deve essere richiesta "su istanza" del condominio.

Nel caso di specie, dalla documentazione allegata, emerge che l'Organismo di mediazione, con una nota, aveva invitato il convenuto Condominio ad aderire alla procedura e che, a fronte della risposta dell'amministrazione condominiale, "pregava" l'Amministratore di voler convocare l'assemblea "nei tempi d'urgenza " e di voler fornire "nel più breve tempo possibile" risposta.

A tale richiesta e sollecito da parte dell'organismo seguiva, tuttavia, la totale inerzia del Condominio convenuto, al punto che il primo incontro alla presenza delle parti veniva fissato a distanza di oltre un mese dalla missiva.

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In conclusione, secondo il Tribunale del capoluogo veneto, "risulta dunque evincibile, dall'inciso «su istanza del condominio» di cui al disposto normativo summenzionato, come ricada in capo al Condominio l'onere di attivarsi per ottenere la proroga".

E, nel caso di specie, l'ente di gestione non ha fatto più pervenire alcuna risposta all'Organismo di mediazione, né tantomeno alcuna nota giustificativa.

Per questo il giudizio sulla c.d. soccombenza virtuale si risolve in una totale soccombenza del Condominio convenuto, tale da comportare la sua condanna al pagamento delle spese di lite, nonché al versamento all'erario di un'ulteriore somma (ex art. 8, comma 4 bis, d.lgs. 28/2010) di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio, stante l'ingiustificata mancata partecipazione al procedimento di mediazione cui era stato regolarmente invitato.

Mediazione e interruzione del termine d'impugnazione

Sentenza
Scarica Trib Venezia 7 luglio 2021 n. 1416

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Roberto Gregni
Roberto Gregni 08-08-2021 15:38:57

Sono proprietario di un terzo di una casa di Roma, ereditata da mia madre nel 2007, unitamente a mio fratello, proprietario per 2/3 . Questi non ha mai pagato, dalla successione, alcuna spesa condominiale.
Il condominio, pur sapendo che non ho mai usufruito della casa, mi ha imposto di pagare totalmentele spese condominiali.
Ho provveduto, ad oggi, a pagare oltre 7.000€ ma nel frattempo mi hanno chiesto altri 9.500€. Avendo il condominio proposto la mediazione, non ho potuto aderire alla prima convocazione (sono residente a Milano), disposto però ad aderire in seconda convocazione,ma non ho ricevuto comunicazione per questa.
Nel frattempo hanno adito il Tribunale di Roma, chiedendo la vendita forzata dell' immobile, possono farlo e cosa posso fare per oppormi?
Premetto che vorrei pagare i circa 9.500€ di spese arretrate ma non i circa 19.000€ che riguardano la somma di queste spese più quelle del loro avvocato e di quelle del tribunale. Ho interpellato un avvocato ma mi è detto che pagare i 9.500 non servirebbe a fermare il procedimento legale. Grazie, coi miei saluti. Roberto Gregni.

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