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Se le assemblee condominiali vengono effettuate in un oratorio il condomino ateo o musulmano è legittimato a disertarla?
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Se le assemblee condominiali vengono effettuate in un oratorio il condomino ateo o musulmano è legittimato a disertarla?

Nel silenzio della legge, ed in assenza di particolari disposizioni contenute nei regolamenti condominiali, il potere di scegliere il luogo dell'assemblea spetta all'amministratore

Avv. Michele Orefice 

L'avviso di convocazione dell'assemblea condominiale è noto che debba contenere, sempre, l'indicazione del luogo della riunione, così come disposto dall'art. 66 disp. att. c.c. comma 3, sebbene non sia dato sapere quali caratteristiche debba possedere tale luogo, a causa del fatto che il legislatore non ha dettato regole in proposito.

Pertanto, nel silenzio della legge, ed in assenza di particolari disposizioni contenute nei regolamenti condominiali, il potere di scegliere il luogo spetta all'amministratore, benché tale potere non sia assoluto e indiscriminato.

Tant'è che sulle peculiarità del locale da adibire a sede dell'assemblea condominiale, che tocca scegliere all'amministratore, si registrano le opinioni più svariate, da parte degli addetti ai lavori.

C'è chi dice che il locale debba essere accogliente e attrezzato, tipo la sala convegni di un hotel o di un ente pubblico, c'è chi ritiene, invece, che possa trattarsi di una parte comune dell'edificio condominiale come, ad esempio, l'androne, il cortile all'aperto o addirittura il locale autoclave, c'è pure chi ritiene legittimo svolgere le riunioni nelle abitazioni dei residenti in condominio o anche nella sala parrocchiale o del fun club sportivo vicino casa, e così via.

In effetti, il luogo abituale, per tenere le riunioni di condominio, è rappresentato, prevalentemente dallo studio dell'amministratore, laddove lo stesso amministratore nei sia dotato, e sempre che tale locale sia idoneo, in termini di sicurezza, igiene, salubrità e non solo.

Basti pensare che molti amministratori, nell'intento di evitare costi per l'affitto della sala riunioni, usano convocare le assemblee di condominio in locali di deposito, privi dei requisiti minimi di abitabilità ed ubicati in luoghi disagevoli.

=> Il luogo dell'assemblea dei condòmini

Sotto tale profilo è bene precisare che il luogo della riunione non può essere fissato in località difficilmente raggiungibili, né può essere inidoneo, perché troppo insalubre o troppo angusto (Trib. Milano, sentenza del 25/01/1993).

E quindi, altro che riunioni tenute nel locale dell'autoclave, che rappresenta un vano tecnico deputato a contenere soltanto l'impianto condominiale e di certo inadatto a svolgere funzioni alternative, come quella di sala riunioni, pur in presenza di ampi spazi.

Tuttavia, il problema si presenta, soprattutto, quando l'amministratore non sia in possesso di un locale idoneo, da mettere a disposizione dei condòmini, e debba adoperarsi per trovarne uno.

In questi casi, a ben vedere, il vero problema per l'amministratore è quello di capire quali siano le regole da rispettare per evitare di incorrere in vizi di legittimità della convocazione.

In verità, per quanto riguarda i requisiti del luogo di convocazione dell'assemblea, il legislatore sembra essersi preoccupato di dettare una regola ben precisa, ma non in materia condominiale, bensì in materia societaria.

=> L'accoglienza dei migranti in condominio:quali soluzioni?

La regola in questione è disciplinata dall'art. 2363 c.c. e stabilisce che "l'assemblea è convocata nel comune dove ha sede la società se lo statuto non dispone diversamente". Tale norma, però, di riflesso, sembra aver orientato la giurisprudenza condominiale, inducendo i giudici a stabilire che anche le riunioni di condominio debbono essere tenute entro i confini della città in cui sorge l'edificio in condominio (Corte di Appello di Firenze, sentenza del 06/09/2005).

Inoltre, il Tribunale d'Appello di Firenze ha deciso che convocare la riunione di condominio presso la casa di un condomino, in presenza di cattivi rapporti tra i comproprietari, rappresenti, di fatto, una circostanza grave e rilevante in termini di impossibilità, o quanto meno di gravi difficoltà morali, a partecipare all'assemblea, con riguardo all'ordine e alla libertà di discussione.

Di conseguenza, l'amministratore, in mancanza di indicazioni contenute all'interno del regolamento di condominio, deve fissare l'assemblea in un luogo che sia idoneo, per ragioni fisiche e morali, a consentire la partecipazione di tutti i condòmini ed a svolgere la discussione ordinatamente (Cass. n. 14461/1999).

Al contrario, nel caso di convocazione dell'assemblea in luogo inidoneo, il condomino interessato potrebbe impugnare le deliberazioni assunte in quella sede, per presenza di un grave vizio nell'avviso di convocazione, tale da pregiudicare, inevitabilmente, la possibilità di una serena e libera discussione.

Ragion per cui, non è plausibile pensare di convocare un'assemblea di condominio nell'oratorio della chiesa cattolica, cioè in un centro parrocchiale, che propone al centro della sua proposta la Persona di Gesù, in quanto un ateo o un condomino praticante altra religione, come ad esempio un musulmano, potrebbero, legittimamente, rifiutarsi di partecipare alla riunione, per gravi incompatibilità ambientali, tali da far venir meno i presupposti della serenità richiesta dalla discussione.

E ancora, potrebbe essere considerata una grave incompatibilità ambientale convocare i condòmini presso il fun club di una squadra di calcio, debitamente addobbato, con vessilli e sciarpe e poster della beniamina, in quanto, per esempio, un tifoso milanista potrebbe rifiutarsi di partecipare ad una riunione da tenersi in un club interista, oppure un tifoso romanista potrebbe rifiutarsi di entrare in un club laziale e così via.

Ma, forse, anche una riunione convocata presso la sede di un partito politico potrebbe essere ritenuta illegittima, in quanto, per esempio, un leghista potrebbe, giustamente, rifiutarsi di entrare in una sede del partito democratico e viceversa un seguace del Pd potrebbe rifiutarsi di entrare in una sede della lega.

In conclusione, riassumendo, possiamo dire che le due regole, da rispettare nel convocare l'assemblea di condominio, pongono altrettanti limiti: uno connesso al luogo della riunione e l'altro riferito alla sua idoneità morale e fisica.

=> Ecco cosa dispone il regolamento di condominio multietnico

Tali regole devono essere rispettate, congiuntamente, da parte dell'amministratore, al momento della convocazione dell'assemblea condominiale, in quanto, soprattutto nelle grandi città, il requisito della territorialità potrebbe essere formalmente rispettato, pur scegliendo, un luogo disagevole, nell'intento di scoraggiare la partecipazione dei condòmini alla riunione…magari a quella appositamente richiesta e convocata per discutere della sua revoca.

Avv. Michele Orefice

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Biagio
Biagio giovedì 17 ottobre 2019 alle ore 13:57

Il mio amministratori ha convocato un'assemblea in piena stagione estiva nel cortile dove ci sono passaggi anche di persone estranee oltre ai veicoli, per scrivere ha dovuto appoggiarsi su un auto parcheggiata e non c'era neanche una sedia almeno per le persone anziane che colavano il sudore per il troppo caldo. Secondo me la violazione della privacy è stata centrata in toto. Trattasi di un mandatario iscritto a 7n albo di professionisti . Che dire! Purtroppo, pura realtà.

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