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Contratto di locazione transitoria. Le condizioni per l'utilizzazione e la disciplina legislativa
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Contratto di locazione transitoria. Le condizioni per l'utilizzazione e la disciplina legislativa

Locazione: stipula di contratto transitorio, condizioni

Avv. Alessandro Gallucci  

La legge prevede due particolari tipi di accordo che potrebbero essere definiti ordinari (quello 4+4 e quello 3+2) ed un terzo che per le sue caratteristiche, nonché per quanto specificato dallo stesso articolo di legge che lo disciplina, viene definito di natura transitoria.

La norma che se ne occupa è l’art. 5 l. n. 431/98 rubricato, per, l’appunto ( Contratti di locazione di natura transitoria) che recita:

Il decreto di cui al comma 2 dell'articolo 4 definisce le condizioni e le modalità per la stipula di contratti di locazione di natura transitoria anche di durata inferiore ai limiti previsti dalla presente legge per soddisfare particolari esigenze delle parti.

In alternativa a quanto previsto dal comma 1, possono essere stipulati contratti di locazione per soddisfare le esigenze abitative di studenti universitari sulla base dei tipi di contratto di cui all' articolo 4-bis.

È facoltà dei comuni sede di università o di corsi universitari distaccati, eventualmente d'intesa con comuni limitrofi, promuovere specifici accordi locali per la definizione, sulla base dei criteri stabiliti ai sensi del comma 2 dell'articolo 4, dei canoni di locazione di immobili ad uso abitativo per studenti universitari.

Agli accordi partecipano, oltre alle organizzazioni di cui al comma 3 dell'articolo 2, le aziende per il diritto allo studio e le associazioni degli studenti, nonché cooperative ed enti non lucrativi operanti nel settore”.

Non sono le parti a decidere se e quando poter ricorrere a questa tipologia contrattuale ma è il decreto ministeriale emanato ai sensi della predetta legge (d.m. 30 dicembre 2002) ha individuare le modalità ed i presupposti al ricorrere dei quali i contraenti possono sottoscrivere un contratto transitorio. Da una lettura complessiva del primo comma dell’art. 5 si coglie chiaramente che l’accordo transitorio è derogatorio rispetto alla disciplina ordinaria (si dice espressamente che tale al ricorrere di determinate condizioni tale accordo può avere durata inferiore a quella prevista dalla legge).

Il d.m. 30 dicembre 2002 contiene una serie d’indicazioni utili a disciplinare le conseguenze nel caso in cui le particolari esigenze che giustificano la stipula di contratto transitorio non dovessero sussistere. In particolare al quarto comma dell’art. 2 del succitato decreto ministeriale si afferma chiaramente che

I contratti di cui al presente articolo (quelli transitori n.d.A.) devono prevedere una specifica clausola che individui l'esigenza di transitorietà del locatore e/o del conduttore - da provare quest'ultima con apposita documentazione da allegare al contratto - i quali dovranno confermare il permanere della stessa tramite lettera raccomandata da inviarsi prima della scadenza del termine stabilito nel contratto”.

La mancata allegazione del motivo che giustifichi la stipula d’un accordo transitorio non è privo di conseguenze. Il successivo quinto comma del medesimo articolo specifica che:

I contratti di cui al presente articolo sono ricondotti alla durata prevista dall'art. 2, comma 1, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, in caso di inadempimento delle modalità di conferma delle esigenze transitorie stabilite nei tipi di contratto di cui al comma 6, ovvero nel caso le esigenze di transitorietà vengano meno”.

In sostanza o si allega la causa della transitorietà o il contratto è ricondotto nell’alveo dei c.d. 4+4.

Gli allegati al decreto contengono lo schema contrattuale da utilizzarsi nel caso di stipula d’accordo transitorio. La durata, secondo quanto riportato nella gazzetta ufficiale di pubblicazione del decreto deve essere compresa tra uno e diciotto mesi.

Simile la disciplina per i contratti di locazione per studenti universitari (art. 3 d.m. 30 dicembre 2002). In questo caso, tuttavia, la durata può essere fissata da sei mesi a 3 anni.

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